Gioventù Etrusca #15: Fanfiction

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Claudio Parentela, Untitled 41

Gioventù Etrusca è il modello sincretico de La Nuova Verdə in cui convergono le scenicchie già inconciliabilə, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico, praticamente etruschə. Gabriele Esposito ha scritto il romanzo sperimentale “Giocattolosa”, pubblicato in venti puntate dalla rivista letteraria “Malgradə ə moschə” (qua). Altri suoi racconti sono o saranno su “Malgradə ə moschə”, “Sullə quartə cordə”, “Micorrizə”, “Pastrengə”, “Narrandomə”, “Altrə Animalə”, “Rismə”, “Bomarscə” ed “efemerə”. La Nuova Verdə aveva in lettura suoi testi dal 31 marzo 2020, Fanfiction dal 13 novembre 2020. Il tempo è un bastardo, diceva quella, e aveva ragione. Nel 2022 Gabriele pubblicherà un romanzo per una nota casa editrice della bolla e verosimilmente altri racconti per “la peggiore rivista su cui pubblicare, escluse le altre” (cit.).
La copertina è di
Claudio Parentela.
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Gioventù Etrusca #14: Con la forza

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Claudio Parentela, Assemblage 3729

Gioventù Etrusca è il modello sincretico de La Nuova Verdə in cui convergono le scenicchie già inconciliabilə, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico, praticamente etruschə, oggi Con la forza di Matthew Licht e un’illustrazione di Claudio Parentela.
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Gioventù Etrusca #13: L’occhio profondo di Hubble

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Claudio Parentela, Assemblage 3559

Un anno fa, il 19 giugno 2020, Daniele Colantonio inviava in redazione un racconto intitolato L’occhio profondo di Hubble, “un macigno avvelenato, un figlio tossico, non lo vuole nessuno, se ne deve annà de casa” (così lui). Alle nostre rimostranze (lo avevamo appena pubblicato e temevamo i prodromi di una relazione soffocante, sai mai) lui assicurava di averlo “falciato che manco Mussolini nei video de propaganda.” (d’altronde il ragazzo è in odor di novacarne, si sa). Non contento, esigeva l’editing di Luca Marinelli, che non edita un racconto dai tempi del Giornalino scolastico dell’Istituto Comprensivo Karol Wojtila di Palestrina (e domattina Lucariello ha gli esami di terza: in bocca al lupo Campione 🙂
In altri tempi avremmo interessato IL PROFESSOR PAGLIARINI, che accarezzando il suo caps lock d’ordinanza avrebbe spietatamente fatto corso alla pratica Colantonio con l’alacrità che la bolla gli riconosce e ama. La verità è che iniziamo a sentire di avere delle responsabilità nei confronti della nostra fanbase. Forse il tempo dei Faraoni sta finendo, la nostra funzione sta cambiando e siamo a uno snodo del nostro percorso artistico e umano. Plasmare i sogni di chi ci segue là fuori in una Norimberga di abbracci e pacche sulle spalle senza esecuzioni? Una commissione per la verità e la riconciliazione che ristabilisca la sacralità per l’oggetto letterario e finalmente la giustizia, peraltro riparativa? Chiedere scusa, in particolare a Stefania Maruelli (scusa Stefi), per la balorda Indifferenziata? Rilasciare in una volta tutti i memicchi inediti su Jonathan Bazzi e chiudere la Loggia Rosa?
Voi, al nostro posto, che cosa fareste?
La copertina di questa Gioventù Etrusca è di Claudio Parentela. Lui, a esempio, ci preferisce litwrestler. E voi?
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Gioventù Etrusca #12: Io sono Elena Ferrante

“Gentile Redazione di Verde,
Ho ultimato poco tempo fa un racconto pornolovcraftiano d’invettiva socioeditoriale dal titolo autobiografico Io sono Elena Ferrante. Ho inviato il testo al Calvino, per la mia settecentocinquantesima partecipazione consecutiva, come Ronaldo col testicolo calcistico, ma mi hanno sacrosantamente respinto, accusandomi, a turno, di antisemitismo, omofobia, vulvocentrismo, cazzoclastia, moreschismo, aldubusite.
Spero possa piacervi lo stesso.”
Così Alberto Ravasio, esordito (come dicono quellə) su Verdə un anno fa e adesso promosso nella Gioventù Etrusca, il nostro modello sincretico in cui convergono le scenicchie già inconciliabilə, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico, praticamente etruschə.
Collage di
Claupatra.
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Gioventù Etrusca #11: Lo stronzo

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Un evento in presenza

L’unica foto che renderemo pubblica di Collision è quassù. Almeno un paio di pesantissime diserzioni tra i redattori, per quanto irricevibili e dolorose, non hanno scalfito una giornata pazzesca senza dirette, streaming e insta in quanto in presenza. Doverosi e sentiti i ringraziamenti all’L.S.A. 100celle per l’ospitalità, a Emanuela Cocco e alle convenute e ai convenuti sul palco e soprattutto sotto, distanziatə e mascheratə come si confà. Siamo contentə, abbiamo ricominciato e già ne vogliamo ancora (ne avremo). La Nuova Verdə ha nove anni dal 30 aprile scorso, domani l’inutile fardello che è questo blogghino ne avrà sei: se ci va vi faremo un regalo. Oggi torna la notoria Gioventù Etrusca, il modello sincretico de La Nuova Verdə in cui convergono le scenicchie già inconciliabilə, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico. Etruschə, come Simone Bachechi, che con Lo stronzo compie una nuova escursione escatologica che solo qua poteva trovare dimora ospitale.
Lo scatto è di Ilaria Grasso, presenza preziosa della giornata come testimonia questo video

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Gioventù Etrusca #10: Nella direzione sbagliata

GIOVENTUETRUSCA

La guerra è finita

La Nuova Verdə torna in giro, a Roma, a Centocelle, sabato 5 giugno 2021 dalle 16 con la redazione e Emanuela Cocco per una giornata di letture e presentazioni in presenza francamente, è il caso di dirlo, pazzesche. Per chi si diletta con lo “scetticismo”:

Se siete di quellə che non si accontentano proprio mai, Ilaria Grasso leggerà suoi versi e Zanzu suonerà i denti di Pierpaolo Capovilla che evocheranno Majakóvskij.
L’evento con le informazioni che vi servono sta qua. Noi ci saremo, così speriamo di voi.
A noi: torna la Gioventù Etrusca, il modello sincretico de La Nuova Verdə in cui convergono le scenicchie già inconciliabili, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico. Etruschə.
Simone Ghelli, non occorrono presentazioni, Nella direzione sbagliata e nella consapevolezza che la scrittura, online o in presenza che sia, non ha età.
La guerra è finita, leggete in pace.
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Gioventù Etrusca #9: Storia dell’insurrezione di Tuzla

Continuano le dirette de La Nuova Fahrenheit (qua Jimbo) e proseguono le pubblicazioni di Verdə. La rivista pulsa di vita mortifera, che per quanto mortifera è pur sempre viva. D’altronde ogni organismo vivente *è* in quanto arde del desiderio di vivere e i virus lo stanno dimostrando egregiamente a noi tuttə, che d’altronde ci siamo evolutə talmente tanto con le 30 mila miliardi di cellule che ogni giorno trasportiamo da poter serenamente desiderare le possibilità dell’annichilimento. Contro ogni vitalismo è stata peraltro la nostra linea editoriale per anni. Sul caso Marilyn Manson ci viene in mente soltanto che nel 1996, mentre Francesco Mila nasceva, e all’indomani dell’ingiusta condanna a un mostro sì, ma non di Firenze, il commissario fondava gli Anna Pacciani, duo tastiera e basso con all’attivo un solo concerto interrotto dopo 7 minuti causa sedizione del pubblico anarchico di un CSOA pazzesco di cui restano soltanto gli svaniti ricordi della cui sostanza sono fatte le sorprendenti pagine di Piperita, un romanzo che non abbiamo letto ma così non speriamo di voi, e questo è un sincero consiglio per gli acquisti (qua).
Qua ne consigliano un altro di romanzo che non leggeremo e peraltro ci citano (forse male) (Stefano Quaranta?). Un romanzo che non ci stancheremo mai di consigliare è Morse, che trovate come sempre qua (per chi chiedeva).
L’insurrezione è un’arte, ha leggi proprie che implicano se stesse. L’oplita Luca Mignola ci regala un nuovo ambizioso e geometrico tassello di quel gotico mediterraneo teorizzato alle scenicchie unite due anni fa. C’era ancora la guerra e la Gioventù etrusca era di là da venire. E così vi lasciamo con la Storia dell’insurrezione di Tuzla, una splendida pira incendiata, mezzo scellino bucato e un collage pazzesco di Ottavia Marchiori che dice tutto.
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Gioventù Etrusca #8: Il Giudice

La guerra è finita

Altro che il diamante: una mascherina è per sempre (a meno che sia monouso, ma ci interessa il concetto di mascherina non il bene di consumo in sé eddai su dallə cosiddettə). Benvenutə all’alba del nostro secondo bellissimo lockdown. Broom broom, scaldate i motori dei vostri Zoom, o qualunque altra diavoleria tecnologica li faccia funzionare. Se tutto va male (che tanto va sempre tutto peggio rispetto a come dovrebbe), se non altro ci vedremo in diretta.

Ma oggi ci consoliamo con l’ormai fondata tradizione della Gioventù Etrusca. Lo facciamo con Federica Patera e il suo Il Giudice. Qualcosa che, secondo il Doc Mosca, piazza Federica a metà strada tra Kafka e De André, e che fa dire a Quara: “Eccerto Doc, due uomini, ovvio! Classic!”

Stasera invece tutti qui perché Martina Neglia e Marie Moïse presentano il nuovo sussidiario obbligatorio per l’anno scolastico 2020/21 al Centro Rieducativo per Giovani Maschisti Pazzi Metodo Artemisia, ovvero Il Contrario della Solitudine di Marcia Tiburi. Tra l’altro, Martina, assieme a tutto il collettivo Porco Rosso di Palermo, fa parte honoris causa della redazione di Verde Rivista (anche se ancora non lo sa).

Vi auguriamo un buon fine settimana, e tuttə a casa a mezzanotte, piccolə Cenerentolə.

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Gioventù Etrusca #7: Le esistenze

La guerra è finita

Andreea Simionel è nata nel 1996 in Romania. Dal 2007 vive a Torino. Suoi racconti sono apparsi su Tuffi, Narrandom, Effe, Altri Animali, Il Foglio, Clean, inutile, Nazione Indiana. Con Le esistenze esordisce dritta dritta nella Gioventù Etrusca, il modello sincretico della Nuova Verde in cui convergono le scenicchie già inconciliabili, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico. Etruschə.
La guerra è finita, leggete in pace.

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Gioventù etrusca #6: Cristo si è fermato a Spinaceto

Alessio Mosca ha esordito su Verde quattro anni fa con un ormai classico litweb da sempre oggetto di culto della redazione: allora eravamo convinti che Alessio Mosca fosse un fake di Andrea Frau e Andrea Frau un ologramma di se stesso (ne dicevamo qui). Poi la bomba estallo (let’s rock), Mosca si convinse che “il carabiniere” fosse D’Antuono e Marinelli il suo ologramma. Da quel momento il Doc ha sfornato un solo racconto all’anno, per un corpus ragionatissimo e pluricelebrato (anche da Tina, ), come un Cristo che porta sulle sue spalle il peso di tutta la litweb. Stamattina il ragazzo è diverso, si è fermato a Spinaceto: impossibile non inserirlo nel nostro canone della Gioventù Etrusca.
Memicchio fritto ad hoc dalla Pink Lodge.
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