Hero

Buongiorno! Scusate il ritardo ma la tirocinante è uscita con Quara e Ramses due giorni fa e nessuno di loro è ancora tornato. Inutile dire che, per quanto ci riguarda, anche questa tirocinante è andata. Cerchiamo stagisti e tirocinanti per scrivere le presentazioni ai racconti, è richiesta la conoscenza wordpress, nessuna famiglia a carico, parente o amico apprensivo e una certa attitudine alla polemichetta, scriveteci a verderivista@gmail.com. Oggi, con un giorno di ritardo, ci scusiamo con i lettori ma soprattutto con l’autrice, pubblichiamo Hero, un racconto di Giovanna Daddi. L’autrice è nata a Firenze nel ’77. Da alcuni anni scrive racconti, quasi tutti per la rivista Sguardindiretti; nel 2016 un suo racconto è stato pubblicato da Edizioni Clichy per Lungarno. Collabora alla redazione del blog Il Mondo o Niente ed è autrice della rubrica “Csanacs and the City” sul blog Smackonline.
L’illustrazione è del pazzesco Paolo Massagli che  ringraziamo infinitamente. Continua a leggere

Annunci

Le altre cose

Ciao, sono Isabella Ardacoda, la nuova tirocinante di Verde. I quattro ragazzacci oggi non hanno potuto pensare all’editoriale tanto sono presi da:
VERDE 4×4 VAN, praticamente un concorso letterario pazzesco;
-SCENICCHIA UNA SEGA #2;
La città dei Lettori;
Classifiche di qualità;
Wojtek Edizioni, Luca Marinelli, AAVV;
-Combattimenti tra cavalli ovvero la newsletter a cura della redazione ombra Guacamole;
-Podcast (?!? ma che davvero?);
-Curare la nuova pagina fb di Verde Rivista.
Oggi su Verde un gradito ritorno: 
Paolo Gamerro con Le altre cose. Questo suo racconto è collegato a tutte le sue storie pubblicate su Verde in qualche modo, ma soprattutto a Le cose, o almeno credo, spero di non aver osato troppo. Avrei dovuto solo annunciare racconto e illustrazione, ma ormai mi sono infognata, spero di non aver preso troppa iniziativa…Paolo è un autore iconico, verde fino al midollo, e questo di oggi è un grande racconto. Se penso a Verde penso a Gamerro, Diaframma, capslock, Frigidaire, Cannibale,  vocali di due minuti in cui Marinelli fischia, vocal di Ramses dal Triangolo delle Bermuda, Dj Ruggio e il Quaraoke, l’ingenuo e spontaneo uso delle emoticon di Frau che le ha appena scoperte, al ban da fb e alla perdita di cinquemila contatti, foto, narrazioni e autofiction pazzesche per colpa della ***** *****, ovvero macelleria cronenberghiana, chirurgia plastica e Il macellaio di Aurelio Grimaldi; scusate, brutto trip, brutto flashback. Non so se Ramses, il cap. Basileus e gli altri due, il romantico e il pazzeriello che tramano nella redazione ombra (sono qui soprattutto per loro due), siano ancora in buoni rapporti con Paolo Gamerro, per cui mi limito a chiuderla qui per evitare brutte gaffe, che porca miseria questi 4 cfu del tirocinio mi servono. La professoressa Antonia Varelli mi ha consigliato proprio un bel posto, sereno e rilassato, per far il tirocinio; passare il lunedì mattina a raccogliere cartacce, svuotare portacenere, chiedere scusa al posto loro, mettere ordine su wa e apporre gli omissis su fb per evitare nuovi ban, correggere i compiti di Alan e Kimberly, buttare il salmone scaduto di Lucariello, svegliare Quara che deve andare a lavoro, comprare le crocchette Urinary al gatto del cap. basileus…quasi quasi era meglio fare la personal shopper di Onofri e organizzargli le presentazioni dei libri #pur’io.
Illustrazione matta, no aspè, com’è che dicono? mattesca…no…pazzoide, pazzoide ecco, di Paolo Massagli.
Continua a leggere

Barbette – Un mistero editoriale #5: In cerca del finale giusto

Verde di qua, Verde di là, “siete solo memicchi e polemichetta”, scrisse una volta Graziano Graziani nei bagni di PLPL. Caro Graziano, oggi possiamo finalmente chiedertelo, quanto ti sbagliavi da uno a dieci?
Undici?
UE RAGAZZI, FERMI TUTTI, ALT, non è così che funziona. “La Nuova Verde è un’altra”.
Breviario delle prossime scorribande della vostra rivista preferita.
Una maxi bomba sta per esplodere a Roma. Siamo orfani di Guru Leo, ne raccogliamo l’eredità. A maggio. Quattro serate. Quattro racconti a serata. Quattro giurie da quattro. Palette senza decimali ma in emoij. In poche parole: VERDE 4×4 VAN, praticamente un concorso letterario pazzesco.
Pazzesco? Seguiranno dettagli e bando. Restate in ascolto, vi conviene, qua facciamo la storia, quella vera.
Segnatevi questa data: 1 giugno 2019. Tag? Wojtek Edizioni, Luca Marinelli, AAVV.
C’è altro? Ovvio, benedetti ragazzi, ovvio: da venerdì 7 a domenica 9 giugno 2019 a Villa Bardini, Firenze, La città dei Lettori. Presenti. Contestualmente: SCENICCHIA UNA SEGA #2.
E Combattimenti tra cavalli, la newsletter di Verde a cura della Redazione ombra Guacamole? In arrivo.
Manca qualcosa? Non vi si può nascondere proprio niente, ragazzi cari? La redazione dell’Indiscreto e Vanni Santoni, che ringraziamo, hanno annunciato il ritorno delle Classifiche di qualità. Naturalmente ci siamo anche noi, insieme tra gli altri a Giorgio Biferali, Orazio Labbate, Gianluigi Ricuperati e Andrea Zandomeneghi. E la famosa nuova rivista cino-inserzionofila milanese? Non pervenuta.
FINE DELLE COMUNICAZIONI DI SERVIZIO. Veniamo al racconto di oggi: la quinta puntata di Barbette, l’ambizioso feuilleton noir thriller di Simon G. Helly che punta il dito contro il sistema editoriale italiano.
L’illustrazione è di Laura Fortin, da All Melody.
Continua a leggere

Scartamenti

A distanza di un anno, torna Flavio Ignelzi. Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro, se non che ci troviamo di fronte a uno degli autori più versatili che abbia mai pubblicato su Verde: solo nell’archivio del blog, abbiamo più di dieci esempi dei toni e delle atmosfere che  questo autore è in grado di gestire con ottimi risultati. A dicembre, per Augh!, ha pubblicato il romanzo Loro Sono Caino, mentre oggi lo leggiamo con Scartamenti: una storia che è uno scontro di stili, di toni e di intenzioni. 

L’illustrazione è di Laura Fortin.

Continua a leggere

La vera storia di Dolly Mendoza

Care amiche, benedetti ragazzi, Verde è tornata su Facebook (e sono tornati anche i sondaggi della domenica: qua il primo del nuovo corso, come al solito un testa a testa pazzesco, votate!) dopo due settimane difficili di non poesia, litwrestling, fascismo e altre cose divertenti che non faremo mai più. La vecchia pagina è stata chiusa, abbiamo perso l’intero nostro archivio di preziose e complesse narrazioni, autonarrazioni e metanarrazioni accelerazioniste, intersezioniste e umaniste, ne usciamo a pezzi pieni di dubbi ma più vivi di prima e con una nuova pagina (qua). Frangar non Flectar, dicevano quelli. Ci restano le certezze delle nostre illustrazioni, dei nostri racconti, citati in molte delle liste litweb che avete letto nelle vostre bolle (questa e questa, su tutte) e del nostro fedele pubblico.

A proposito. Ci scrivono: “Cari amici di Verde, ho letto sul Post due articoli che vi vorrei segnalare.
Il primo è la storia pazzesca di un impostore seriale che ha raccontato più bugie di Luigi Maria Gaggiollo.
Il secondo riferisce di una brutta vicenda che ha “purtroppo” riguardato “amici” a noi vicini.
Né il vincitore della prima edizione né la vincitrice della seconda del Premio Augusta, sponsorizzato dal Comune di Torino e patrocinato dalla Regione Piemonte, dal Salone del Libro di Torino e dall’Istituto Treccani, hanno mai ricevuto la somma di denaro pattuita.
Cito dal pezzo: “Tra gli addetti ai lavori del mondo dei libri non si è parlato della mancata assegnazione dei premi, almeno non pubblicamente”, ma per fortuna “l’attenzione nei confronti del premio Augusta è diminuita dalla prima alla seconda e poi alla terza edizione. Se alla prima edizione avevano partecipato libri di case editrici non grandi ma comunque affermate e note, quelli in concorso alle edizioni successive sono stati pubblicati da case editrici più piccole e con una distribuzione minore.”
E ancora: “I premi non sono l’unica cosa che l’Associazione Musiculturale Augusta, l’ente torinese organizzatore del concorso, ha pagato solo parzialmente: anche con i compensi dei giurati ci sono stati dei problemi.”
La nota “positiva” è che OVVIAMENTE non è mancata solidarietà tra gli scrittori loro malgrado coinvolti: “Gianluigi Ricuperati, presidente della giuria della prima edizione del premio, ha detto di aver rinunciato a parte del suo compenso – che l’Associazione non poteva pagargli completamente – per darla agli altri due membri della giuria, la scrittrice Letizia Muratori e lo scrittore Vanni Santoni.” Che ha tempestivamente ricambiato con altrettanta generosità.
Continuerò a monitorare la vicenda e vi terrò aggiornati sugli sviluppi.
Un’amica che preferisce rimanere anonima”.

Cara amica anonima,
qua su Verde diamo spazio a ogni voce, ma la nostra posizione sui patetici complotti insel e sulle sedicenti conventicole romane è nota: non esiste alcuna cupola mafiosa, l’editoria, come ogni altro fenomeno umano, si regge sulla triade darwiniana movente-mezzi-opportunità. Tutto il resto sono chiacchiere da bar, non da rivista. Le allusioni, le insinuazioni, le voci di corridoio non ci piacciono e le ridicole polemichette pazze le spegniamo sul nascere. Ritenta con qualcun altro, sarai più fortunata. E crediamo di avere detto tutto.

Le cose serie, adesso. Veniamo al racconto di oggi. L’autrice, Claudia Grande, ha 28 anni. È laureata in Giurisprudenza. Ha lavorato in uno studio legale internazionale, occupandosi di diritto commerciale e societario. Ha pubblicato racconti in diverse antologie, ha partecipato a reading letterari al Book Pride 2018 e al SalTo 2018, con i racconti “Fotografie” e “Il cacciatore di farfalle”. Ha curato un blog di racconti per il Lovers Film Festival LGBTQI Visions di Torino (edizione 2018). Con La vera storia di Dolly Mendoza, un racconto che siamo molto lieti di pubblicare, è per la prima volta su Verde.
L’illustrazione è di Paolo Massagli.
Buona lettura e buon inizio di settimana, la nostra sarà flameggiante e memetica, ce lo sentiamo (avete già firmato il nostro appello? Lo trovate qua).

Continua a leggere

Liminal Personae #10: Beatrice, la narcisa del 159

La vita su Facebook con meno like di Crapula Club fa schifo. Hanno cancellato la nostra pagina Verde Rivista. Non siamo riusciti a spiegare che “UE MARINELLI PATETICO PEZZO DI CANE COGLIONE PAZZO” non è un insulto al Luca Marinelli messicano sperduto in Messico, ma al “Lucariello” sradicato schlemihl senza direzione, senza progresso, in balia dell’entropia. I più intelligenti lo avevano annusato in tempi non sospetti, i più coglioni e infami ci hanno segnalato in massa. Potremmo dire semplicemente di avere perso circa 4000 contatti in un paio di folli settimane Litwrestling, ma prenderemmo in giro il nostro pubblico che non ha bisogno di essere preso in giro pure da noi. La verità, benedetti ragazzi, è un’altra: la Litwrestling, crollata e ribaltata su di sé, è morta e ha ucciso almeno un pezzetto di noi. Abbiamo perso il nostro intero archivio Facebook di complesse narrazioni e autonarrazioni, il dispositivo accelerazionista, intersezionista e umanista che nell’ultimo anno aveva contribuito ad aumentare la nostra visibilità (e sticazzi, certo), e permesso di dimostrare che oltre al cazzeggio c’è una meraviglia (e meicojoni). La letteratura pazzesca in Italia, a esempio, e troppe altre cose da elencare (è ancora presto) che scoprirete nei prossimi mesi (da qui a giugno).
Nuova fase nuovo schifo, dicevamo in estate. E invece. Da oggi Verde sarà un po’ meno Dante Virgili’s Clarks Gang e un po’ più Guacamole. Un giorno racconteremo la cronaca di questi giorni maledetti e impazziti, ma non adesso, ragazzi: ora abbiamo bisogno soltanto di silenzio. E del vostro aiuto.
La Nuova Verde è tornata su Facebook. Aiutateci a toccare rapidamente quota mille.
Mentre scriviamo queste righe è il compleanno di un caro amico di Verde. Ti dedichiamo, caro amico di Verde, una delle nostre canzoni preferite.
La Nuova Verde è la nostra nuova pagina Facebook (qua). In redazione abbiamo fissato un obiettivo ambizioso: nessuna segnalazione né ban prima di tornare a *almeno* quota mille (aiutateci). Poi a qualcuno è venuto in mente di condividere un racconto di Narrandom, non quello andato online ieri (ciao, caro amico di Verde, buon sessantacinquesimo compleanno) e per 24 ore siamo rimasti fuori dalle vostre bolle. Ma siamo sicuri che non ve ne siete neanche accorti (aiutateci: siamo a 691).
Il dibattito sul creare contenuti su per Facebook è rimandato a un’altra volta.
Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.” Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Beatrice, la narcisa del 159 è la decima puntata (qui le precedenti).
L’illustrazione, tratta dal progetto All Melody, è di 
Laura Fortin.
Bierde es bierde, on recommence, on oublie tout. Avete già firmato l’appello che abbiamo lanciato per la revisione del processo contro Cesare Battisti? Siete ancora in tempo (qui). Ciao, buon fine settimana, se il prossimo mercoledì sarete a Firenze fate un salto qua.
Continua a leggere

Lin

Dunque, il D’Antuono (già Commissario e attuale Ramses) sta mettendo mano a certi fondi segreti di un conto svizzero in possesso di Luca Carelli per poter rifondare in maniera decente la pagina Facebook di Verde Rivista. I legali sono all’opera (soprattutto il nostro affezionatissimo Dott. Stocazzo) e si spera che tutto possa risolversi con l’arrivo della prossima settimana. “Luca, ti restituirò quei soldi a costo di non mandare al college Kimberly, Alan e Luciano. Ma adesso sgancia il grano”, ha dichiarato il Commissario. Il Capitano Frau, nel frattempo e come suo solito, ha scelto la strada più difficile: un’avventura nella jungla bengalese per recuperare strani artefatti da rivendere a collezionisti senza scrupoli e far in tal modo un fottio di soldi. Ma questa è un’altra storia…

Oggi leggiamo Umberto Morello: nato a Genova il cinque giugno 1993, è laureato in Lettere moderne e filosofia a Torino e laureando in Comunicazione e culture dei media digitali, ha inoltre frequentato la Scuola Holden (coraggioso a dirlo, di questi tempi). Lo si trova anche sotto lo pseudonimo Rod Cinque. Ha già pubblicato su Neutopia e su Tuffi. Ha vinto alcuni premi di poesia. È però nostro ospite con Lin, un racconto molto divertente che in qualche modo parla di ciò che ci piace di più: fare rivista.

L’illustrazione è di Laura Fortin.

Continua a leggere

Alberi di Natale

Buongiorno, come sapete abbiamo avuto alcuni problemini con fb. La lit-wrestling sarà pure morta, così come il caps lock, ma Verde è più viva che mai. Incurante degli sconvolgimenti su facebook, il nostro blog è sempre qua. Questo, nessun troll o delatore può portarcelo via (oddio, almeno per ora. Cos’è, una sfida?! Ma porca miseria, no!). Invitiamo tutti a seguire la nostra nuova pagina fb “La Nuova Verde” (non possiamo più utilizzare il titolo Verde Rivista e neanche solo Verde).
Oggi pubblichiamo un racconto di uno dei nostri autori preferiti, 
Gianluca Garrapa; un racconto che inizia con una virgola e finisce senza tempo. Ci teniamo a ringraziare tutti i nostri lettori e amici per il sostegno. Perdonateci il piccolo inconveniente e scusate il ritardo. Grazie per il vostro wonderbra emozionale, ne avevamo bisogno! Un abbraccio.

L’illustrazione è di Paolo Massagli.

Continua a leggere

Mettersi in proprio

Messaggio scritto da Quaranta al servizio assistenza Facebook la notte del 29 gennaio -mezz’ora dopo aver scoperto l’oscuramento della pagina di Verde Rivista – su invito dell’algoritmo facebookiano stesso: “spiegaci perché dovremmo riaprire la tua pagina”. Svolgimento:

“La nostra amata pagina è stata segnalata per aver risposto in maniera veemente a dei profili falsi, creati appositamente per lasciare recensioni negative e violente nei nostri confronti. Ci occupiamo della pubblicazione di racconti e gestiamo varie auto-narrazioni tramite questa stessa pagina (che è molto attiva e seguita da centinaia di bellissimi fan, wink wink). Già questo è un enorme disservizio da parte di Facebook (al quale tra l’altro ci interfacciamo con le nostre vere identità, a differenza dei segnalatori). Tra le altre cose, ci occupiamo di post-ironia e satira de-composta, cosa che, oltre a essere a tutti gli effetti un genere performativo e artistico di nicchia (e perciò da difendere), rischia di essere scambiata per comportamento scorretto, se letta fuori contesto (questo è il punto in cui tutti gli algoritmi falliscono, ‘tacci vostra). Siamo stati segnalati per un linguaggio scorretto? Ci si capisca: non è mai bello vedere il proprio lavoro ridicolizzato da un gruppetto di personaggi che non hanno altro da fare nella vita se non sputare sui successi altrui. Sappiamo chi sono? Sì, certo, ci siamo fatti un’idea abbastanza precisa, ma non segnaleremo nessuno perché noi non siamo La Nuova Digos e intendiamo differenziarci un po’ dalle varie scopette in culo del web (ops volevo dire “nell’ano”).
Conclusione: Se dobbiamo essere bloccati, che ci venga almeno spiegato il perché e ci venga se non altro riconosciuta la possibilità di difenderci nel merito. Non è mai bello vedersi allontanati dal proprio lavoro, dalla propria passione, senza avere spiegazioni. Siamo educatori, siamo imprenditori, siamo padri di famiglia. Verde è la sintesi di tutte le nostre esperienze e in un certo senso sarà la nostra eredità. “Bierde es bierde, tenes problemas?”, è il nostro piccolo motto. Sì, caro Facebook, adesso abbiamo un problema (sad emoji).
Grazie dell’attenzione”.

Siamo comunque molto felici per il supporto all’appello (qui, ne vale la pena) lanciato ieri e per il vostro entusiasmo nell’aiutarci  a condividerlo. Voi, nostro caro bistrattato pubblico che stiamo crescendo a nostra immagine e somiglianza, lo sapete che vi amiamo? E adesso vi lasciamo al racconto di oggi.

Graziano Gala nasce a Tricase il 19 settembre 1990. Vince nel 2012 il premio “Lo scrivo io” della Gazzetta del Mezzogiorno. Si qualifica terzo a Viareggio al Premio Nazionale Bukowski. Vince inoltre, nel 2016, il Carlo Cultrera. Ha pubblicato la raccolta di racconti Felici Diluvi e diversi racconti su Crapula, Argo, Risme, Settepagine e Antimateria, blog di Wojtek edizioni. Oggi è con con noi con il racconto Mettersi in proprio: un pezzo molto valido che merita di essere letto, perciò invitiamo chiunque a supportarlo (in mancanza della nostra pagina) condividendolo un po’ ovunque, nei limiti del non-spam. Buona lettura

L’illustrazione è di Laura Fortin.

Continua a leggere

In difesa di noi stessi – Appello per la revisione del processo contro Cesare Battisti

Noi qua non difendiamo un uomo, ma un principio, quello dello Stato di Diritto. Difendendo le garanzie costituzionali di Cesare Battisti difendiamo noi stessi.
Noi non sappiamo se Battisti sia innocente o meno. Ma avendo seguito il suo caso sappiamo come sia stato segnato da una serie di distorsioni inaccettabili indegne di uno Stato che si professi democratico.

Continua a leggere