INDIFFERENZIATA #3: Un altro canto di Natale (Giovanni Del Giudice, 14/12/2020)

03_that_tina_mona_j_wimbledon

Mona J. Wimbledon, “That” Tina, collezione privata (2020)

«Ogni volta che leggo qualcosa e mi chiedo: cosa è questa merda? La risposta è sempre la stessa: La Nuova Verdə».
Alice Spano intervistata da Andrea Donaera.

Cara è la fine, mia unica bolla. Dei segnali pervengono. Dei segnali permangono. La nostra influenza e la capacità di suggerire buone letture alternative a quelle di Malgrado le mosche sono nulle.
INDIFFERENZIATA è il tasto reset della nostra rivista. Quando le cose sembrano brutte sono anche pericolose. Chi ha capito ha capito.
Ancora prontə a esordire su rivista, campionə?
Continua a leggere

INDIFFERENZIATA #2: Una luce al secondo piano (Gianni Somigli)

02_la_mano_ubbidisce_all_acqua_1_mona_j_wimbledon

Mona J. Wimbledon, La mano ubbidisce all’acqua, collezione privata (2020)

Tutti i contributi arrivati in redazione dal 1 dicembre 2020 pubblicati senza lettura, selezione, editing o revisione: dopo approfondita e accesa discussione, prosegue INDIFFERENZIATA, la fine de La Nuova Verdə, il tasto reset della nostra rivista, la constatazione fatale che la nostra influenza e la capacità di suggerire buone letture alternative a quelle della bolla sono nulle.
Gianni Somigli, Una luce al secondo piano, 14 dicembre 2020. Illustrazione di Mona J. Wimbledon.
Ancora prontə a esordire su rivita, campionə?

Continua a leggere

Perché non vogliono che Tilde conosca Mircea

I don’t care if you laugh at me – Ottavia Marchiori

Quella del “Quanno ce pare” non è solo una scelta di vita dettata inevitabilmente dall’ossessione collettiva (e immotivata) per la puntualità, e non è solo una filosofia che siamo prontə a estendere fino alle sue estreme conseguenze, è ben sì anche una religione vera e propria con i riti e liturgie: ad esempio, un punto del decalogo del “Quanno ce pare” recita: “non avvisare per nessun motivo le colleghe di redazione nel caso sia impossibile caricare il racconto in orario”.

Ed eccoci qui dunque ora a presentarvi “quanno ce pare” questo ottimo racconto di Antonio Iannone del quale, in mancanza di informazioni di prima mano, ci limitiamo ad agevolare il link alla biografia presente su La Balena Bianca, nostrə collaboratorə da anni.

Il collage è opera di Ottavia Marchiori.

Buona lettura.

Continua a leggere

Indifferenziata #1: Evanescence (Grazia Palmisano)

Oggetti introvabili #1 – Mona J. Wimbledon

INDIFFERENZIATA è la nuova rubrica di “racconti inadulterati” che contiene tutti i contributi arrivati in redazione dal 1 dicembre 2020, pubblicati senza lettura, selezione, editing o revisione alcuna. Come Vomito ma fatto meglio. Facciamo parlare i testi, rispettiamoli. Il summenzionato lavoro di redazione non viene d’altronde percepito come necessario o importante, se non nella trita e ormai defunta visione dell’universo letterario che vuole le riviste come filtri (leggete “gatekeepers”) per “l’editoria che conticchia”. La “gente” dopotutto vuole pubblicare, bisogna accontentarla prima che si svegli una mattina e decida di fondare una rivista propria.

Annunciata a dicembre sulla nostra pagina Facebook (qui) e varata oggi nella migliore tradizione di casa del “quanno ce pare”, INDIFFERENZIATA è stata accolta in redazione e dal nostro pubblico come l’ennesima bottata di un percorso di studio e di ricerca impossibile da descrivere nella contingenza.
Era molto di più naturalmente, e ai sensi che non percepiscono il disegno di un esito perfetto e dalla coerenza affilatissima non indicheremo il modo in cui abbiamo ripetutamente modificato i connotati della bolla più sfigata del precariato cognitivo, peraltro inutilmente e per sempre, ma triggheriamo l’avvertimento della messa in posa del tasto reset della nostra rivista e della meccanica fuori dal dojo.

Assistentə civicə della cara editoria indipendente, state avvisatə: i giochi sono fatti e qua sono finiti.
Ancora prontə a esordire su rivita, campionə?

Dunque, oggi diamo il benvenuto a Grazia Palmisano con Evanescence. Nata a Martina Franca (TA) nel gennaio del ’67, trasferitasi a Torino nel ’91, a Corsico dal 2009. Scrive il primo racconto a 28 anni, poi più niente fino a 36, continuando a fasi alterne. Legge molta narrativa, parecchia saggistica. Le piace la musica, quasi tutta, ama scoprire in qualsiasi ambito. Irrequieta, scontenta, pigra, dinamica, suscettibile, permalosa, curiosa, intuitiva. 

L’illustrazione è della piccola Mona J. Wimbledon che accompagnerà tutta la rubrica e i nostri venerdì futuri.

 

Continua a leggere

Gioventù Etrusca #9: Storia dell’insurrezione di Tuzla

Continuano le dirette de La Nuova Fahrenheit (qua Jimbo) e proseguono le pubblicazioni di Verdə. La rivista pulsa di vita mortifera, che per quanto mortifera è pur sempre viva. D’altronde ogni organismo vivente *è* in quanto arde del desiderio di vivere e i virus lo stanno dimostrando egregiamente a noi tuttə, che d’altronde ci siamo evolutə talmente tanto con le 30 mila miliardi di cellule che ogni giorno trasportiamo da poter serenamente desiderare le possibilità dell’annichilimento. Contro ogni vitalismo è stata peraltro la nostra linea editoriale per anni. Sul caso Marilyn Manson ci viene in mente soltanto che nel 1996, mentre Francesco Mila nasceva, e all’indomani dell’ingiusta condanna a un mostro sì, ma non di Firenze, il commissario fondava gli Anna Pacciani, duo tastiera e basso con all’attivo un solo concerto interrotto dopo 7 minuti causa sedizione del pubblico anarchico di un CSOA pazzesco di cui restano soltanto gli svaniti ricordi della cui sostanza sono fatte le sorprendenti pagine di Piperita, un romanzo che non abbiamo letto ma così non speriamo di voi, e questo è un sincero consiglio per gli acquisti (qua).
Qua ne consigliano un altro di romanzo che non leggeremo e peraltro ci citano (forse male) (Stefano Quaranta?). Un romanzo che non ci stancheremo mai di consigliare è Morse, che trovate come sempre qua (per chi chiedeva).
L’insurrezione è un’arte, ha leggi proprie che implicano se stesse. L’oplita Luca Mignola ci regala un nuovo ambizioso e geometrico tassello di quel gotico mediterraneo teorizzato alle scenicchie unite due anni fa. C’era ancora la guerra e la Gioventù etrusca era di là da venire. E così vi lasciamo con la Storia dell’insurrezione di Tuzla, una splendida pira incendiata, mezzo scellino bucato e un collage pazzesco di Ottavia Marchiori che dice tutto.
Continua a leggere

La notte ha mille occhi

Once trust is broken – Ottavia Marchiori

Da quando il nostro ex-stagista Francesco “Jimbo Rodriguez” Mila è impegnato a promuovere il proprio romanzo per lə tipə di Fandango, non abbiamo nessuno che ci scriva gli editoriali. Quaranta ci ha provato un paio di volte e si è perso dentro a delle subordinate troppo lunghe, mentre D’Antuono ha “perso la tastiera del computer”.

Comunque, oggi abbiamo un grande ritorno: Paolo Gamerro is in da house con un racconto pazzesco dal titolo La notte ha mille occhi, un racconto in cui possiamo trovare tutti i tratti del classic Gamerro, ma che sembra anche preannunciare la stesura di un nuovo romanzicchio.

Vi presentiamo inoltre il primo collage di Ottavia Marchiori, che sarà con noi per tutto febbraio e forse anche oltre. A breve pubblicheremo un link con tutte le sue info.

Buon lunedì guaglionə!

 

Continua a leggere

RICETTE #9: Cannelloni “29” alla D’Antuono

G r E e N L o D g Y

Buongiorno, siamo l’unica rivista qua in giro. Lo ha detto Alfredo Zucchi in merito a questo, la bomba lanciata per inaugurare un nuovo segno de La Nuova Verdə 2021. Lo siamo al di là di un podcast pazzesco, opera di Claudia D’Angelo che ha diretto la registrazione. Le opere e i prodotti audiovisivi sono fatti collettivi, ma la regia di Claudia ha ri-creato ciò che adesso potete sentire e che in video è un’altra cosa. La regia di Claudia è il motivo per cui non avevamo mai potuto fare un podcast e adesso invece possiamo. Tanto era dovuto, tenetelo a mente.
Alfredo Zucchi ha ragione, non è che non lo sapevamo, ma ciò non impedisce di emendarlo. La Nuova Verde è l’unica rivista qua in giro finché non perverrà un altrove dove
Stefano Felici, in attesa del fatidico maggio 22, inventerà ragionando in un ambiente analogamente insalubre Ricette per chiuderla così, Cannelloni 29, deformando D’Antuono, Sabelli, la redazione, se stesso, le voci di una costruzione letteraria che in questo uomo si fa carne cogliona, ma pur sempre carne. Felici è una centrifugazione fenomenica, qualsiasi cosa possa significare, che non ha mai suonato una nota ma ha fatto sentire la musica.
Dei racconti, d’altronde, non ce ne frega un cazzo.
Meme fritto dalla 
G r E e N  L o D g Y .

Continua a leggere

Cover #10: Bevatrone sulfureo-scatologico

Riunione straordinaria del consiglio di redazione bierdiano stanotte alle due, con l’accortezza di non parlare troppo ad alta voce per non svegliare il Royal Baby Marinelli. All’ordine del giorno: stravolgimento totale dei programmi di Verde per il 2021 allo scopo di mettere in modo il Grande Fottuto Kraken Pazzo di Verde, ovvero la scomposizione poliedrica delle forme della qui presente rivista vostra amata. Anticipazioni? Per ora solo una: da questa settimana, l’annunciata rubrica INDIFFERENZIATA in cui saranno pubblicati, uno alla volta, TUTTI I RACCONTI RICEVUTI A DICEMBRE DALLA REDAZIONE, SENZA LETTURA, VALUTAZIONE ED EDITING DA PARTE NOSTRA. Maggiori informazioni in un post dedicato.

Oggi leggiamo la decima Cover della serie celebrativa avviata nel 2020: i migliori racconti della storia di Verde, riscritti da penne amiche. Questa è di nuovo la volta di Simone Bachechi con una cover del compianto Vinicio Motta e del suo Mercuriale sulfureo-scatologico (prima parte della famosa Trilogia fecale).

Il collage è di etere____. 

Continua a leggere

Sodomo & Gomorro

La notizia giunge facendo saltare per aria la cornetta del telefono in bachelite del Commissario D’Antuono: Francesco Mila, Jimbo Gullit, alias, Jimbo Rodriguez, alias, das Wunderkind, il nostro ex-stagista, è stato pubblicato da Fandango. Piperita lo trovate qui. Per festeggiare, ieri il piccolo Jimbo è fuggito dalla zona arancione laziale per rifugiarsi con l’amico Lucignolo nel Paese dei Balocchi. 

Oggi invece leggiamo il nostro caro stalker redazionale Alberto Ravasio e al suo Sodomo e Gomorro. Le perle di Alberto impreziosiscono il catalogo di Verde Rivista con quel gusto naif politicamente “incorretto” e bonario che fa tanto anni Novanta. Alberto è qui per ricordarci che sotto la durezza delle parole, c’è sempre l’amore.

Il collage è di etere____

Continua a leggere