Gioventù Etrusca #13: L’occhio profondo di Hubble

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Claudio Parentela, Assemblage 3559

Un anno fa, il 19 giugno 2020, Daniele Colantonio inviava in redazione un racconto intitolato L’occhio profondo di Hubble, “un macigno avvelenato, un figlio tossico, non lo vuole nessuno, se ne deve annà de casa” (così lui). Alle nostre rimostranze (lo avevamo appena pubblicato e temevamo i prodromi di una relazione soffocante, sai mai) lui assicurava di averlo “falciato che manco Mussolini nei video de propaganda.” (d’altronde il ragazzo è in odor di novacarne, si sa). Non contento, esigeva l’editing di Luca Marinelli, che non edita un racconto dai tempi del Giornalino scolastico dell’Istituto Comprensivo Karol Wojtila di Palestrina (e domattina Lucariello ha gli esami di terza: in bocca al lupo Campione 🙂
In altri tempi avremmo interessato IL PROFESSOR PAGLIARINI, che accarezzando il suo caps lock d’ordinanza avrebbe spietatamente fatto corso alla pratica Colantonio con l’alacrità che la bolla gli riconosce e ama. La verità è che iniziamo a sentire di avere delle responsabilità nei confronti della nostra fanbase. Forse il tempo dei Faraoni sta finendo, la nostra funzione sta cambiando e siamo a uno snodo del nostro percorso artistico e umano. Plasmare i sogni di chi ci segue là fuori in una Norimberga di abbracci e pacche sulle spalle senza esecuzioni? Una commissione per la verità e la riconciliazione che ristabilisca la sacralità per l’oggetto letterario e finalmente la giustizia, peraltro riparativa? Chiedere scusa, in particolare a Stefania Maruelli (scusa Stefi), per la balorda Indifferenziata? Rilasciare in una volta tutti i memicchi inediti su Jonathan Bazzi e chiudere la Loggia Rosa?
Voi, al nostro posto, che cosa fareste?
La copertina di questa Gioventù Etrusca è di Claudio Parentela. Lui, a esempio, ci preferisce litwrestler. E voi?
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Tratado sobre contraerotismo #3

Painting 2395, Claudio Parentela

Continua la nostra avventura educativa con il Trattato sul Controerotismo di Anonimə, traduzione dallo spagnolo a cura di Francesco Quaranta e Sara Mazzini, i Mulder e Scully della Litweb. Oggi tre posizioni: la loggia massonica, l’antico egizio e il beccamorto.

La copertina è di Claudio Parentela.

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Claudio Parentela

Claudio Parentela

Dalla scorsa settimana e per quelle a venire, ci fanno compagnia le illustrazioni originali di Claudio Parentela, che ringraziamo di cuore. Di seguito potete trovare la sua biografia e i suoi contati, così come lui li ha presentati a noi, noi li agevoliamo a voi. 

Benvenuto in nella bierde family, Claudio.

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Gioventù Etrusca #12: Io sono Elena Ferrante

“Gentile Redazione di Verde,
Ho ultimato poco tempo fa un racconto pornolovcraftiano d’invettiva socioeditoriale dal titolo autobiografico Io sono Elena Ferrante. Ho inviato il testo al Calvino, per la mia settecentocinquantesima partecipazione consecutiva, come Ronaldo col testicolo calcistico, ma mi hanno sacrosantamente respinto, accusandomi, a turno, di antisemitismo, omofobia, vulvocentrismo, cazzoclastia, moreschismo, aldubusite.
Spero possa piacervi lo stesso.”
Così Alberto Ravasio, esordito (come dicono quellə) su Verdə un anno fa e adesso promosso nella Gioventù Etrusca, il nostro modello sincretico in cui convergono le scenicchie già inconciliabilə, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico, praticamente etruschə.
Collage di
Claupatra.
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“Chiamate telefoniche” #3: Vanni Santoni

Claudio Parentela

“Chiamate telefoniche” è un safari nell’animo umano, ben oltre gli aspetti performartivi e superficiali dell’individuo, alla scoperta delle piccole letterature che germogliano e crescono nel sistema nervoso simpatico di chi i libri li mangia o li respira. In una Litweb mai così paranoica e mai così vicina a invocare spedizioni punitive, Luca Marinelli si sporca le mani per cercare delle certezze. E forse contattare nuovi spiriti guida. Oggi: Vanni Santoni.

L’illustrazione è di Claudio Parentela che vi presenteremo nei prossimi giorni. 

 

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They’re just swans

He is Michael Scofield.
He is the protagonist of Prison Break.
He has a brother named Lincoln Burrows.
They have different surnames, but that is nowhere near enough to make them the most interesting characters in the series.
In the first season Lincoln is sentenced to death on charges of killing the brother of the president of the United States of America.
Scofield thinks it’s all a hoax.
He stages an armed robbery to get himself arrested and locked up in the same prison as Burrows.
He does it because it was he who designed the prison.
He does it because he has a plan to break Lincoln out.
He does it because they are brothers. No spoiler.
(Introduction by Google Translate) Continua a leggere

Gioventù Etrusca #11: Lo stronzo

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Un evento in presenza

L’unica foto che renderemo pubblica di Collision è quassù. Almeno un paio di pesantissime diserzioni tra i redattori, per quanto irricevibili e dolorose, non hanno scalfito una giornata pazzesca senza dirette, streaming e insta in quanto in presenza. Doverosi e sentiti i ringraziamenti all’L.S.A. 100celle per l’ospitalità, a Emanuela Cocco e alle convenute e ai convenuti sul palco e soprattutto sotto, distanziatə e mascheratə come si confà. Siamo contentə, abbiamo ricominciato e già ne vogliamo ancora (ne avremo). La Nuova Verdə ha nove anni dal 30 aprile scorso, domani l’inutile fardello che è questo blogghino ne avrà sei: se ci va vi faremo un regalo. Oggi torna la notoria Gioventù Etrusca, il modello sincretico de La Nuova Verdə in cui convergono le scenicchie già inconciliabilə, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico. Etruschə, come Simone Bachechi, che con Lo stronzo compie una nuova escursione escatologica che solo qua poteva trovare dimora ospitale.
Lo scatto è di Ilaria Grasso, presenza preziosa della giornata come testimonia questo video

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Gioventù Etrusca #10: Nella direzione sbagliata

GIOVENTUETRUSCA

La guerra è finita

La Nuova Verdə torna in giro, a Roma, a Centocelle, sabato 5 giugno 2021 dalle 16 con la redazione e Emanuela Cocco per una giornata di letture e presentazioni in presenza francamente, è il caso di dirlo, pazzesche. Per chi si diletta con lo “scetticismo”:

Se siete di quellə che non si accontentano proprio mai, Ilaria Grasso leggerà suoi versi e Zanzu suonerà i denti di Pierpaolo Capovilla che evocheranno Majakóvskij.
L’evento con le informazioni che vi servono sta qua. Noi ci saremo, così speriamo di voi.
A noi: torna la Gioventù Etrusca, il modello sincretico de La Nuova Verdə in cui convergono le scenicchie già inconciliabili, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico. Etruschə.
Simone Ghelli, non occorrono presentazioni, Nella direzione sbagliata e nella consapevolezza che la scrittura, online o in presenza che sia, non ha età.
La guerra è finita, leggete in pace.
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La Nuova Verdə@Collision // Centocelle (5-6 giugno 2021)

collision

IN PRESENZA evento qui

Il 18 aprile 2019 minima&moralia pubblicava un pezzo firmato nominalmente Stefano Felici e moralmente dalla redazione de La Nuova Verdə, passato alla storia come l’annuncio precog più coglione di un delitto commesso da “ignotə”. Incipit: “C’è qualcosa che brucia, in città. A Roma. Nel quartiere Centocelle. Per essere ancora più precisi, in un luogo che vive solo di notte, illuminato di giallo ocra e rosso tuorlo, con tanti, troppi libri alle pareti che quasi strabordano, alcol a poppa e microfoni e leggii a prua: La Pecora Elettrica, si chiama il posto. È una nave che va a fuoco, ma proprio questo è l’intento. Abbasso le fredde navi fantasma.”
Sette giorni dopo l’evocazione del fuoco prese la posa delle pagine incenerite che scrissero al suolo quanto patetiche fossero le nostre capacità di suggestione sulla fantasia e sul sentimento.
Quella nave brucia ancora, direbbero le più ardite delle nostre affezionate amicizie. E invece no, benedettə ragazzə, qua occorre dire che le fiamme sono arrese da più di un anno di distanza che ci ha separatə e assorbitə in ripensamenti che ci riescono immobili e falliti. Storia vecchia, ma non basterebbe e sarebbe meschino e anche un po’ coglione. Perché l’isolamento resti una contingenza, perché il sentiment di comunità che si sacrifica unita non diventi illusorio, perché le braci sotto quella fottuta nave gelida e spettrale non si facciano cenere, bisogna tornare a incontrarci là fuori.
Sabato 5 e domenica 6 giugno 2021 Collision // Centocelle. In presenza, nel giardino dell’ex Casale Falchetti di Centocelle. Dall’evento, che trovate qui: “Ci rimettiamo in moto dopo un anno e mezzo di negazione degli spazi di socialità e riflessione collettivi. Torniamo con una forma ridotta ad interrogarci sul presente, ad incontrarci, a far vivere cultura e indagine politica con una due giorni nel giardino dell’ex Casale Falchetti di Centocelle.”
Noi ci saremo sabato 5 dalle 15:30 con Ferruccio Mazzanti che praticherà un attacco ransomware in presenza ai danni dei dispositivi di Jacopo La Forgia e di chi ci ha dato inspiegabilmente buca, Francesca Mattei che presenterà in anteprima mondiale la genealogia definitiva di famiglia espunta da “licenze letterarie”, Francesco Mila e Roberto Venturini che interpoleranno il monologo di Pio e Amedeo reintepretandolo in prospettiva not binary, ma soprattutto Diamela Eltit e soprattutto Queerfobia (D Editore).
Un avvertimento: c’è qualcosa che torna in città. È tutto pazzesco.
Tanto era dovuto.