Place Jeanne d’Arc

Andò così: estate 2011, leggemmo questo libro (aggiungetelo alla lista) e ne rimanemmo folgorati. Un anno dopo nacque Verde e pensammo subito che avremmo voluto che Sergio Gilles Lacavalla si unisse a noi. Così fu, già nel numero 1 con Escuadron de la muerte, e poi dal 2 al 5 con Rock Criminal, la rubrica che dopo una lunga pausa è tornata sulle nostre pagine due anni fa. Da allora Sergio ha raccontato, senza mai saltare un mese, tutte o quasi le storie più nere del rock e dintorni, con l’obiettivo, sempre raggiunto, di non ripetersi mai. Per questo siamo convinti che sia il momento giusto (siamo a settembre, ecc ecc) per fermarsi e ricominciare. Da ottobre ci sarà una nuova rubrica che allargherà il campo delle storie criminali e che si alternerà agli atti unici e ai racconti di Sergio che leggeremo con maggiore frequenza. Oggi ad esempio c’è Place Jeanne d’Arc, un racconto di una cantante, una ballerina e i libri rubati (“è mai un furto rubare un libro o uno yogurt perché si ha fame?”), denso, lungo, pieno di musica e di acrobazie tra parentesi: è la cosa migliore che leggerete oggi (parola nostra).
L’illustrazione è di Cristiano Baricelli il genio (lo hanno scritto sul nostro Instagram) (sì, siamo su Instagram) (sì, è incredibile, lo sappiamo).
Buon inizio di settimana, no alarms and no surprises, please.

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Il film più bello della storia del cinema #2: L’Imperatore di Roma

Pierluca D’Antuono ha scritto una lettera piena di domande agli imperatori di Roma Nico D’Alessandria e Gerry Sperandini: esiste un canone, o è forse un filone, che lega i minori in debito pasoliniano? È un cinema periferico o è Roma una immensa periferia? L’eroina è un MacGuffin e Battisti è il suo profeta o ogni cosa suona bene con Battisti? Ci costringeremo per sempre a scegliere tra Caligari e D’Alessandria? Biagio Antonacci, anche lui a San Patrignano, lo sapevi? Gerry è pazzo, posso chiamarti Ago? Eccetera eccetera, nella seconda puntata de Il film più bello della storia del cinema, naturalmente su In fuga dalla bocciofila.
L’illustrazione è di DeadTamag0tchi.
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I manieristi #3: Il foulard rosso

Terzo estratto da I manieristi, il lungo racconto (romanzo è un po’ troppo) che stiamo pubblicando per rendere giustizia a Raimondo Maniero, vittima illustre della “cricca ombelicale delle lettere romane indipendenti”, come il nostro amava affettuosamente chiamare la cricca ombelicale delle lettere romane indipendenti. Qui abbiamo fatto conoscenza dei manieristi Franz, Karl, Louis e di tragici ma reali personaggi quali il Colonnello Tommaso Madras; qui, immersi in una atmosfera da perestrojka fallita, abbiamo assistito alla ferale presentazione del per così dire capolavoro Il lavoro morbilità l’uomo; siete pronti a emozionarvi con le camicie e i versi di Losito Cayetano, il poeta mui caliente del Sud America?
L’illustrazione, as usual, è di
DeadTamag0tchi. A lunedì, buon fine settimana, se siete a Firenze c’è una sola cosa da fare (salutateci Madras!).

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Quaderno blu cretese #3: Il primo giorno nudo di un nudista

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Giulia Pex, Quaderno blu cretese

In estate, sulla spiaggia di Glyka Nera, impazza il gioco non mentale del sì o no. Tu arrivi, i ragazzi del bar ti guardano e cercano di capire se sei nudista o no: in genere i vecchi quasi sempre sì, i giovani quasi sempre no (sarebbe meglio il contrario?). D’altra parte il bagno di notte si fa sempre nudi, perché tanto non ci si vede (o solo un poco) e no, non è il caso di avere paura perché la statistica ci dice che il mare di notte non è pericoloso (la fonte è ignota, facciamo a fidarci).
Come sappiamo tutte queste cose? Semplice, ce le ha dette Simone Lisi (sì o no?), nella terza parte (la penultima, l’estate è finita) del Quaderno blu cretese, meravigliosamente illustrato su misura da Giulia Pex, che esiste, oh se esiste, mica come l’infanzia e le Grecie mentali minoiche (bonus: la verità su Kindle vs Libro).
E voi: sì o no?
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Nel paradiso delle ragazze senza nome

Emanuela Cocco, drammaturga, ha scritto monologhi, atti unici e drammi in cinque atti. Con la compagnia Franz BiberkOff Teatro ha messo in scena i suoi spettacoli, scritto e realizzato audiodrammi e reading-spettacolo sulla narrativa e la poesia del Novecento italiano. Ha lavorato come operatore in unità di strada in progetti dell’educativa minori e famiglia del privato sociale, riguardanti il disagio giovanile e le donne vittime di violenza domestica. Cura come docente laboratori di drammaturgia teatrale e di animazione alla lettura in progetti finalizzati alla prevenzione, la riduzione e il contenimento del disagio nei minori e nei nuclei familiari a rischio. Nel 2015 ha dato vita a Dr Script, un progetto itinerante di animazione alla lettura e biblioterapia narrativa. Sul blog spaccia farmaci letterari.
Con Nel paradiso delle ragazze senza nome è per la prima volta su Verde. L’illustrazione è di Cristiano Baricelli.
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I manieristi #2: Per così dire

Riassunto delle puntate precedenti: durante l’estate ormai trascorsa ci avete mandato tanti racconti (grazie. A proposito: l’email è verderivista@gmail.com, qui le istruzioni per l’uso), qualcuno in redazione non l’ha presa bene e nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre ha provato inutilmente a mettersi in pari con le letture. Risultato: una piazzata imbarazzante, ma per fortuna il redattore di cui non facciamo il nome ha scoperto, sepolto nella babelica pila virtuale di proposte, I manieristi, il lungo racconto che testimonia del complotto ordito dalla cricca editoriale romana contro Raimondo Maniero, “il meno noto tra i minori ignoti” nonostante la potenza, la corrosività e quella miscela unica di autofiction e autocommiserazione che fa preziosa la sua opera, non più inedita, finalmente, grazie al nostro coraggio (ne stiamo pubblicando alcuni estratti, qui il primo).
L’illustrazione è della più nota e amata delle artiste di Verde,
DeadTamag0tchi.

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Quaderno blu cretese #2: Differenti tipi di scarafaggi

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Giulia Pex, Quaderno blu cretese

L’estate finisce ai primi nubifragi di stagione (a proposito, avete tirato fuori i piumini?) o il 21 (o il 23: equinozio o solstizio?) del mese? Per noi rigidi osservanti, lo sapete, la data da segnare è il primo settembre, ma conta davvero qualcosa? L’estate non è forse uno stato mentale (qualsiasi cosa significhi)? Cosa rimane? Intanto i cari vecchi diari delle vacanze. Ogni mercoledì di settembre il Quaderno blu cretese di Simone Lisi ci porterà in Teva alla scoperta di differenti tipi di giovani scarafaggi pompieri pseudo Hemingway perlopiù nudisti alle prese con le nuove forme assistenziali del capitalismo post crisi. Le illustrazioni realizzate su misura sono della divina Giulia Pex.
Siamo in Grecia, il tempo è un altro (lo sapevate che possono andare in verticale?).

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Caregiver

“Sono nata e vivo a Roma. Ho 49 anni e una laurea ormai lontanissima in Scienze politiche. Lettrice precoce e disordinata, mi piace molto la letteratura nordamericana. Ho cominciato a scrivere racconti qualche anno fa. Ho finito da qualche mese anche un romanzo che sta cercando casa.”
Siamo contenti di pubblicare Caregiver, un racconto molto bello di Lucia Ghirotti, per la prima volta (e non sarà l’ultima) con noi. L’illustrazione è di Cristiano Baricelli. Buon inizio di settimana, se ci leggete vedrete che non sarà così male.
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GATTINI™#33: Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più

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Sergio Caruso, GATTINI™ after deadtamag0tchi

Siamo a settembre, è venerdì sera, sono le dieci e noi siamo molto confusi. Temporeggiamo da un mese ma non ne veniamo a capo: che fare con GATTINI? Quoth the Raven, Nevermore o Baby baby one more time? Abbiamo sfangato luglio, ma adesso basta: il fallimento del contenitore degli orrori indifferenziati di Verde è sotto gli occhi di tutti. Le ragioni sono le stesse che spiegavamo qui (altro che “nemmeno vagamente“, Peter Hook).
Come al solito in circostanze del genere ci affidiamo al nostro Mister Wolf, Francesco Quaranta (che forse ricorderete per questo racconto, la prima parte di una trilogiavanno forte le trilogie da queste parti – che dovrebbe concludersi il mese prossimo). Quando non scrive per Verde, Francesco fa il groupie dei migliori talenti che a quanto pare ogni fine settimana si esibiscono nei locali della Bassa Padana (se siete nostri lettori, ora sapete come nasce Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più). Francesco però è anche Colui che ammazza le rubriche. Non potevamo non unire i puntini.
Adesso però è tempo di decisioni.

Sarà mai possibile liberarci del fardello della rubrica del venerdì ed evitare di pubblicare i racconti con dodici ore di ritardo? Ci sarà l’ennesima nuova rubrica su Verde? Quale sarà il nome? Che fine fanno le rubriche del venerdì quando arriva settembre? E chi disegnerà la nuova copertina? Quella che vedete quassù l’ha fatta Sergio Caruso, un anno fa. Non l’abbiamo mai usata, ci sembrava giusto farlo oggi.
Miao, buon fine settimana, è stato bello.

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Quaderno blu cretese #1: Ergersi a muro contro la barbarie

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Giulia Pex, Quaderno blu cretese

Cari turisti dell’editoria indipendente notturna, come sono andate le vostre estati? La nostra non è successa, ma potrebbe. Chiaro, no? E no che non è chiaro, almeno finché non leggerete l’incipit e poi anche il resto della prima parte del Quaderno blu cretese, il diario delle vacanze di Simone Lisi che ogni mercoledì di settembre ci farà rimpiangere “l’estate che ci ha fatto poi morire di dolor” (cit.), ma ha peraltro “creato il nostro amor” (cit.) impresso nelle splendide illustrazioni realizzate su misura da Giulia Pex.
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