VERDE@NARRANDOM, IL CASO#2: GAIA

NARANDOMb - Cabras

Il logo di Narrandom rivisitato da Il Cabras

Venerdì terminerà Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più, il ciclo di racconti a tema che i Narrandom Giovanna Giordano, Martina Marasco e Jolanda Di Virgilio hanno scritto per noi. Da lunedì scorso intanto siamo sul loro blog, la parola che ci guida è il caso. Dopo Andrea Frau, Francesco Quaranta: oltre a tracciare le differenze ontologiche tra il caso lì e quello nella nostra realtà“, Gaia è “l’incontro di due realtà generative, è un’ipoteca sulla vita come la intendevamo prima dell’avvento dei nuovi piani delle idee dovuti alla tecnologia, un esperimento, di lingua e di pensiero, sulle diverse sfumature che assume il caso in due dei piani che oggi può, l’uomo, attraversare.”
Nell’immagine: il logo di Narrandom rifatto molto bene da Marco Cabras.

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VERDE@NARRANDOM, IL CASO#1: SE UN GIORNO CADI DI FACCIA

NARANDOMb - Cabras

Il logo di Narrandom rivisitato da Marco Cabras

La ormai nota collaborazione tra Verde e Narrandom è entrata nella seconda caldissima fase. Da ieri abbiamo occupato il loro blog, dove dovremmo rimanere una sola settimana (FORSE) con racconti di Andrea Frau (suo Se un giorno cadi di faccia), Francesco Quaranta, Pierluca D’Antuono. Tema: il caso. Il Cabras intanto ha rifatto il logo ai ragazzi: bellissimo, no?
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ROCK CRIMINAL #25: BIG L

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Foglietta, Cocoon

Lamont Coleman, la stella nascente del rap della East Coast, il gelido 15 febbraio del 1999 è lì, sulla strada a nutrire l’asfalto del 45 della West 139th Street. Non aveva mai fatto male a nessuno, ripetevano increduli gli abitanti del quartiere, malgrado facesse rime, le migliori del circondario, su stupefacenti, troie, Glock e morte. Non era un delinquente. Era un piccolo rapper buono, a dispetto del nome. Ma forse nessuno è innocente sul Lenox Avenue, neanche Big L.
Venticinquesima Rock Criminal, la rubrica di Sergio Gilles Lacavalla dedicata alle storie nere del rock e dintorni. L’illustrazione è di Foglietta (Cocoon). 
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UN KARAOKE DEVASTANTE E ALTRE COSE VERDI CHE NON FARÒ MAI PIÙ #2: GIACOMINO

Una sigaretta_Primitus

PrimituS, Una sigaretta (acrilico su tavola)

Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più è l’agile tema che abbiamo scelto per il primo atto della collaborazione tra Narrandom e Verde. La settimana scorsa Giovanna Giordano ci ha quasi convinti che i karaoke bar e Dossobuono esistessero già nel 1976; in un universo molto simile, forse lo stesso, Martina Marasco si domanda come ha fatto Giacomino a cadere nel pozzo (il tempo passa, la storia è nota).
Martina nasce a Varese il giorno dell’amore, circondata dai sette laghi e dalle parole di Stendhal. Non ha mai imparato a gestire la rabbia, le cose e le persone, così ha cominciato a scrivere. Ama i cani, al punto che di solito ci si fidanza e ride al pensiero di aver scritto la sua biografia in terza persona.
Illustrazione di
PrimituS (Una sigaretta, acrilico su tavola).
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IL FILM PIÙ BELLO DELLA STORIA DEL CINEMA (ARREBATO)

Fermi tutti! Pierluca D’Antuono è tornato (calma: In fuga dalla bocciofila, non su Verde) con un pezzone sul super cult Arrebato (qui se parlate spagnolo, qui se non temete spoiler) riassumibile in una premessa (“faccio un pessimo Facebook”=CAPS LOCK e condivisioni a caso) e quattro punti: Arrebato=filmone; Arrebato+Sert Torpignattara=”è possibile che io stia enfatizzando alcuni particolari”; film in versione originale senza sottotitoli=ok perché “i film non sono libretti d’istruzione”? (NO); BASTA NICOLINI.
L’illustrazione è di 
DeadTamag0tchi.
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UN KARAOKE DEVASTANTE E ALTRE COSE VERDI CHE NON FARÒ MAI PIÙ #1: MUMMIE DI MERDA

2012 acrilico su tela

PrimituS, Effusione, acrilico su tela (2012)

Ciao millenials, siamo contenti di annunciare l’inizio di una collaborazione tra Verde e Narrandom, un blog letterario fatto molto bene da nove ragazzi (c’è anche Luca Marinelli) che ogni settimana pubblicano tre racconti a tema (di solito una parola estratta). Funziona così: noi abbiamo meditatamente scelto il classico tema estivo Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più, loro hanno scritto tre racconti che ospiteremo qui ogni venerdì di luglio. Si comincia con Mummie di merda di Giovanna Giordano.
Giovanna nasce in padania da genitori terronici, dal nord ha imparato ad alcolizzarsi di vino, dal sud a mangiare come se non ci fosse un domani. Da piccola ha frequentato tutte le scuole cattoliche che Verona offriva, infatti poi è diventata atea. Da grande vuol far parte del fronte liberazione nani da giardino.
Nell’immagine: Effusione di PrimituS (acrilico su tela, 2012).

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