Scelti da voi #6: Il cavaliere

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Automatica senza dubbio, ma “scrittura”? È uno scherzo, vero? No, è scelti da voi, purtroppo.

A Cesare quel che di Cesare: il patetico troll pazzo del giorno ammette di essere il titolare di un racconto brutto scritto a cazzo di cane, o come dicevano quelli, “alla maniera surrealista automatica”: e allora imprecazioni, pose machiste anni Sessanta che da circa dopo Yates fanno piangere anche gli stronzi, un pizzico di “fantascienza” che fa tanto alla pagina, ortografia e sintassi non pervenute. Il cavaliere Jack La Serpe è il sesto coglione in mostra nella vetrina di Scelti da voi, l’inutile rubrica che scopre l’acqua calda, cioè che le genti là fuori pur di pubblicare con un patetico blogghino citato da Vanni Santoni in una manciata di articoli sono disposte a tutto. Siamo stanchi perché ci aspetta un fine settimana massacrante a Firenze (qua il programma, ci sarà almeno un appuntamento al giorno con “quelli di Verde, stateci)? Alt, fermi, non funziona così, siamo stanchi tout court, o in qualsiasi altro modo si scriva (si scrive così, ce lo ha detto Google). Unica consolazione? Questa. Attenzionate la pagina perché nelle prossime ore esploderà una nuova bombetta. State avvisati, come dice Angelo Biasella.
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Scelti da voi #5: Oh, say can you see!

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“Fenomeni” scelti da voi: vantarsi di non avere mai pubblicato su L’Indiscreto

Se avevamo bisogno, e non ne avevamo, di una prova per decretare patetico fake “l’autore” del giorno eccola qua: Gregorio Baciarotti, presente su Facebook dove è amico di Alfredo Laurenzi (il “doc” fake più sgamato di Macerata e dintorni). Il 4 novembre scorso, all’atto dell’iscrizione al fu concorso per fake brutti, il nostro amico, che si vanta di non aver mai pubblicato su l’Indiscreto e di essere uno “scugnizzo con la penna facile e il cazzo di 33 cm” (deve essere una gara a chi si umilia di più) ci supplicava di pubblicarlo con uno pseudonimo che dire clownesco è poco: Modestino Cedolo. Ne seguì una discussione infuocata (agevoliamo screenshot qua, qua, qua) che ci torna utile evocare per ribadire l’ovvio, ovvero che in casa Verde, dove vi trovate ogni qualvolta ci leggete e ci inviate i vostri inutili sgorbi, le regole le facciamo noi. È abbastanza chiaro, Modestino?
Oh, say can you see! non lo abbiamo letto e non lo leggeremo certo adesso, sappiamo soltanto rispondere alla domanda finale del racconto: No, è idiozia. La notizia, peraltro pessima, è che questo spazio del mercoledì notte proseguirà finché là fuori ci sarà un coglione (di solito sono uomini) disposto a tutto pur di pubblicare. E indovinate un po’? Là fuori è pieno. E sono tutti Scelti da voi.
Da venerdì saremo impegnatissimi a Firenze. Qua programma, qua un gustosissimo e utile alla causa video (siate longanimi e generosi con la causa). Stasera invece, ma quando voi ci leggerete sarà troppo tardi, saremo qua. Ciao!
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Scelti da voi #4: Il futuro (wow oppure no) dopo la lavatrice

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“Sono amico di Alfredo Laurenzi e Helena Morselli”

Ci viene la nausea al solo pensiero di aprire WordPress e caricare uno dei nuovi racconti brutti fake Scelti da voi. L’unica cosa buona di questa patetica rubrica pazza è che almeno avete imparato a usare il tasto segnala di Facebook: dopo Cazzimbocchio Allo Spiedo (come riferito qua), è la volta di Giada Pamplona. Qualche ora fa hanno bannato pure Gomez Palazzo, per aver postato questa immagine nel nostro gruppo chiuso (non abbastanza) non ufficiale di Fb, ma quelli sono stati i soliti novocarnisti in divisa della domenica passata alla stazione Centrale facendo upskirt (occhio che è un reato, coglioni).
Dovremmo dire di questa roba qua, apparsa nel momento in cui giuravamo che il clima in redazione non era mai stato dei migliori. Di nuovo: la nausea. Verde non si scinde e chi ci prova è destinato a essere schiacciato violentemente e dolorosamente. Per il momento segniamo i nomi, dopo Firenze rivista (dal 20 settembre, qua il programma in via di definizione) ce ne occuperemo alla vecchia maniera cinese che tanto amiamo e così speriamo di voi.
Donny Bilancia è un coglione e tanto basterebbe. Ma il grafomane di turno decise all’epoca di inviarci pure una lettera di presentazione, che testé riportiamo: “Oh Verdi! Grulli! Mi fate ridere guaglioncelli. Io scrivo dinamite purissima! Partecipo a questa cagata di concorsino per troll perché dal vivo sono trollone, faccio un sacco di baraonda, frequento il bar onda, per dire la coerenza mia guaglioncelli. Allora: tutti i mafiosetti di rivistelle e cagatielle mi boikottano ma scrivo roba di generi inventati da me meglio di tutti. Solo d’arrigo forse solo ai livelli di ciò che faccio ma sapete che lui è mooooorttoooo?!? io vivissimo invece. vI SPIACE? Sono amico di Alfredo Laurenzi e Helena Morselli. Ho scritto un saggio su D’Arrigo e pubblicato su Alfabeta e Alias. Sono allievo di Bifo e ascolto bossanova. Queste notizie sono per bio seria se servisse. Troll, ma con costrutto e serietà all’occorrenza. L’inquieto è una merda, non fate i carini con loro. Mi hanno rifiutato una canzone, sì sono trovatore e compongo pure in d’oc e provenzale. Ciao. Con stima. Donny Bilancia, questo è il mio nome, il mio stile dovete ricordarvi di me guaglioncelli. Ciao, di nuovo”.
Il futuro (wow oppure no) dopo la lavatrice è il titolo più demente che si sia mai sentito. Ma tranquilli: il racconto è molto peggio. Non capiremo mai cosa vi spinge a rendervi talmente ridicoli, ma vi preghiamo di continuare: Ramses è depresso, ha bisogno di circenses.
Per fortuna venerdì ci sarà Simone Sauza (sì, “quello” del collettivo anarco-satanista “Bierde Societas”. Problemi?).
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Scelti da voi #3: Il fidanzato di mia nipote (è il mio cazzo)

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E invece refusi e sviste ce n’erano eccome, “caro” “Lapo” (…) D’altronde, Scelti da voi, mica da noi.

C’è un importante *UPDATE*, come dicono quelli, sull’Affaire Cazzimbocchio AlloSpiedo, sì, quella/quello di questo sgorbio qua, già fenomeno nel gruppo Facebook non ufficiale di Verde (ma ormai non ne restano tracce, Classic Zucky Fascism senza manganello ringraziando. Quando cominceremo a interrogarci seriamente sull’opportunità di produrre contenuti per Facebook?).
Il 22 agosto scorso abbiamo ricevuto questa email (che per amore di filologia riportiamo includendo gli errori sintattici e grammaticali):

“Pargoli,
Cazzimbocchio AlloSpiedo è morto (decesso n. 3). Le cose sono andate nel modo seguente e, se vorrete darne notizia per onorarne la memoria, la strenua coerenza, l’inscalfibile coraggio, ve ne sarà incoscientemente grato.
Dopo aver ricevuto dall’Inquisizione di Facciaculo notifica di imminente condanna, il cazzimbocchio ebbe in realtà un’opportunità di salvarsi: fornendo i documenti d’identità.
Non avendo alcuna intenzione di chinare il capo schiavo di Roma, il cazzimbocchio colse la vile proposta come occasione non di rinnegarsi e avere salva la “vita” (chiamiamola così) ma di sferrare l’estremo atto di spregio contro l’identificazione sommaria e brutale. Egli ERA Cazzimbocchio AlloSpiedo, quant’è vero che Marino Lucarielli è Marino Lucarielli. Solo, con un nome meno convenzionale e meno – in sostanza – paraculo, codardo, co’ nu per arind e nu per a for.
Pertanto, il cazzimbocchio inviò a Facciaculo SECURITY i suoi VERI documenti (qui allegati, insieme a ulteriori testimonianze dell’estremo atto) e fu annientato dopo all’incirca… un minuto.
Cordialità
C. AS.

(I documenti allegati altro non erano che “buffi” “meme” artigianali che non farebbero sorridere nemmeno gli amici di Crack Rivista. Ve li risparmiamo).
Carissim, che dire? Ci siamo passati anche noi e la cosa ci tocca profondamente. Non ci mancheranno le tue opere d’ingegno, ma eravamo ormai affezionati alla tua sofferta presenza spettrale e alla tua affascinante commistione linguistica calabro/casertana. Da oggi per noi il 22 agosto sarà il Giorno del Cazzimbocchio, racconteremo la tua storia e faremo in modo che tu possa essere ricordat* e la tua memoria onorata nel migliore dei modi.
Che la terra dei refusi e dei COS deformati ti sia lieve.
Tanto era dovuto. A noi, adesso, anzi, a voi. Il racconto che pubblichiamo oggi fa veramente schifo, e tanto basterebbe per chiuderla qua. Se Cazzimbocchio proponeva un non testo (o del non nulla se preferite) e la Sovrana Giada un’imperfetta costruzione antiestetica eppure estetica, Il fidanzato di mia nipote (è il mio cazzo) è una inconsapevole resa all’istintività primordiale dell’assenza di gusto e del narcisismo patologico INSELf. Insomma, pane per i vostri denti, o se preferite un nuovo macabro episodio di Scelti da voi, lo spazio di Verde pensato per tutti i diversamente narratori che là fuori lottano contro le CONVENTIGOLE E LE COOOOOOOPOOOOLE MAVIOSE EDITORIALI (i novocarnisti della domenica, per intenderci).
Chi è Lapo Marini è presto detto: “Vivo a Strettura. Faccio il pane e vivo accanto a un allevamento clandestino di chupacabra. Ho sofferto della sindrome di Koro. Nel tempo libero vado a funghi. Avevo un cane.” Anche noi, caro Lapo, anche noi e manca, tanto.
Venerdì finirà il Caldo, poi verrà settembre. Viva (e Firenzerivista si avvicina).
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Scelti da voi #2: Cazzimbocchio creativo

cazzimbocchio

Racconto talmente brutto che perfino l’autore ci aveva ripensato. Ma Scelti da voi non è un pranzo di gala, benedetti ragazzi, tuttalpiù è un aperitivo analcolico dei coglioni

Racconti di mezzanotte sulla scia dello storico ciclo notturno di Radio Tre Rai? No, benedetti ragazzi, racconti brutti e fake che è meglio non pubblicare di giorno, perché sono stati scritti per non essere pubblicati, e che Verde pubblica in quanto Scelti da voi. E voi, chi? si chiederà ingenuamente quello. Il nostro pubblico di merda.
La settimana scorsa l’untrice Giada Pamplona ha varato la nuova rubrica estiva che ahinoi, ma non voi, andrà avanti per tutto settembre. Cazzimbocchio allo Spiedo (SIC) è il peggior fake nickname che la storia ricorda e ha “scritto” un “racconto” veramente brutto. Peraltro è ormai un personaggio nel gruppo Facebook non ufficiale di Verde, e un giorno lo ricorderemo per tre motivi: 1) I gufi non sono quello che sembrano (per lo Sherlock Holmes dei coglioni che avrà appena deciso di aver scoperto l’identita fake perché written in the name – no ragazzi, non è così che funziona); 2) il fenomeno non si sforzò nemmeno di inviarci il racconto in file .doc (o .odt come la maggior parte di voi altri analfabeti in quanto incapaci di leggere le puntuali istruzioni continua a fare), ma riversò il quark di parole creative direttamente nel corpo lettera; 3) è stato l’unico tra gli aspiranti fake brutti a chiedere di ritirarsi dal concorso (inutilmente, perché scripta manent, Bierde es Bierde e qua non si scherza per un cazzo, benedetti ragazzi).
Cazzimbocchio creativo. È abbastanza chiaro? E no, non è uno scherzo (purtroppo).
Per fortuna venerdì tornerà il Caldo. Temperature previste: attorno ai “Quaranta” (chi ha capito ha capito). 

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Scelti da voi #1: Cazzo_di_marmo_nero_giorno_5

pamplona

L’antefatto del patetico Affaire Pamplona, una delle vicende più dementi che hanno agitato i giorni della Vecchia Verde altezza autunno 2018. Email ricevuta in redazione il 28 ottobre scorso.

A “goderci” l’estate e lanciare patetiche consultazioni pazze su Facebook quasi ci dimenticavamo del nostro amato blog da aggiornare tre volte alla settimana (anche ad agosto come da decisione COLLEGIALE della redazione), inutile fardello senza il quale saremmo una inutile e anonima rivista da Facebook alla Ammatulla o in qualsiasi altro modo si scriva, ma d’altra parte senza l’inutile Facebook non saremmo forse un inutile litblog alla Risme? (Per il momento niente insulti a Radio Busta o alla Quarta Corda, perché Diego è il cugino di secondo grado del nostro Capitano e Monica è un’amica). Alcuni lettori di peso ci suggeriscono da tempo di dare un taglio a questi editoriali e pubblicare soltanto i racconti nudi. Non vi chiediamo che cosa ne pensate, perché ogni volta che lo facciamo poi ce ne pentiamo e ci ritroviamo ad assicurare che non “posteremo” per “una settimana” (ma poi Ramses chiude Whattsapp e apre Facebook) o peggio a inaugurare oscure rubriche intitolate alla vostra demenza. Una cosa è chiara: abbiamo un pubblico di merda perché di meglio non meritiamo, ma a quanto pare grazie all’Affaire Pamplona quel vecchio progetto del Commissario, il racconto della mezzanotte, sembra potersi finalmente realizzare.
Antefatto: il 2019 non è ancora finito, abbiamo altre potenti bombette da sganciare, eppure è già sotto gli occhi di tutti che è stato un anno PAZZESCO per Verde e per voi che avete la fortuna di seguirci. Il 2018 è stato invece l’annus horribilis della nostra storia: la quasi chiusura di aprile, la polemichetta infinita contro i toscani e la guerra dei troll di cui non è rimasta traccia social a causa, come sapete tutti, dell’infame guardia giurata (sì, lui, Alessandro Pedretta de la nuova carne), ma non è di Kresta che vogliamo parlarvi adesso, bensì di John Smith.
Ve lo ricordate? Il nemico pubblico numero 3 di Verde. Siamo a ottobre 2018, nel pieno della battaglia contro la pletora di patetici segaioli pazzi della saga del Dottor Chi? (appunto) (e solo per questo, benedetti ragazzi, TSO immediato).
Gli archivi di Verde hanno restituito il comunicato di redazione scritto il 28 ottobre, dopo l’ennesima e inaccettabile provocazione che stava mettendo in discussione le nostre doti redazionali e editoriali.
ATTENZIONE: CONTENUTI SENSIBILI E NON ADATTI AI MINORI

+++ COMUNICATO DELLA REDAZIONE +++

Riceviamo ogni mese più di cento email (rispondiamo a tutti) e altrettanti racconti da leggere, valutare e selezionare per la nostra rivista. Lo facciamo da sei anni e abbiamo ormai occhio allenato e sesto senso più che sviluppato, che ci permette di stanare subito i fake, i troll, i racconti tirati giù in cinque minuti e in generale i burloni che amano farci perdere tempo (supponendo che non abbiamo altro da fare e invece no, benedetti ragazzi, siamo educatori, teniamo famiglia, interessi e passioni ben più nobili e impegnativi dell’inutile fare rivista per voialtri litwebber pazzi).
Niente di nuovo, dunque, ma da alcuni giorni la situazione è particolarmente pesante: siamo sotto attacco troll coordinato e continuativo non solo sulla nostra pagina Facebook, ma anche nella nostra inbox.
Oggi pomeriggio arriva l’ennesimo racconto fake di tale GIADA “NEGRERA” PAMPLONA.
Il testo della lettera:
Ahahahah Verde Rivista, vediamo se avete le “cocones” di pubblicare questa merda scritta con amore e dedica per voi. Ossessivamente vostra Giada Negrera Pamplona”
In allegato un racconto che ci appare palesemente e immediatamente per quel che è: una bufala di cattivo gusto.
Dopo avere condiviso uno screen shot sulla nostra pagina, fioccano i commenti forzatamente controcorrente: “ma sembra un buon racconto”, “veramente ottimo”, “io lo avrei pubblicato”, finanche un “capolavoro”, “Alla Faulkner”.
Qual è il problema? A scriverci erano diverse delle nostre autrici e dei nostri autori di punta (Simone Lisi e la banda dei toscani su tutti).
COSI’ NON VA, RAGAZZI.
Sentiamo che il rapporto fiduciario che ci lega sta venendo meno.
Per ricomporre la frattura, accettiamo la vostra provocazione e vi proponiamo di leggere in anteprima il racconto che ci ha inviato GNP.
Contestualmente, lanciamo un sondaggio: CAZZO NERO DI MARMO GIORNO 5 E’ DA PUBBLICARE O DA SCARTARE?
Proviamo a fare rivista insieme. E se avete dubbi sulle nostre capacità professionali, sostituitevi pure a noi, per una volta.
LA VOSTRA VOLONTA’ SARA’ LEGGE.
Sicuri della vostra buona fede e che scarterete questo putrido ammasso di volgarità male assortite.

+++ LA REDAZIONE +++

E insomma com’è e come non è, ovviamente il sondaggio si trasforma subito (come al solito) in occasione di trollaggio e Pamplona vince. Noi ci impegniamo a pubblicare il suo ammasso di segni grafici battuti alla cieca su una tastiera maori di importazione sino-casertana (ipotizzando che esista e non abbiamo motivi per non crederlo ben conoscendo le “bizzarre” “abitudini” alto-campane), ma decidiamo di andare fino in fondo, e così lanciamo una “call”, come dicono inutilmente quelli di Crack e Narrandom, per racconti palesemente fake e brutti (qua).
Le cose prendono una piega che potete facilmente immaginare o ricordare: veniamo invasi da racconti orrendi (qua qualche titolo) che in un intricato sistema di consultazioni social poco meno trasparenti delle Rousseau Club Challenges avremmo dovuto farvi votare e poi pubblicare in parte su Facebook in parte su WordPress e insomma alla fine ci avevamo altro da fare (SUS#1 a esempio, ma anche affetti, famiglie e lavori).
Non se ne fa più niente, finché non decidiamo COLLEGIALMENTE di rallegrare il vostro agosto mantenendo a pieno regime la nostra attività editoriale (di questo si tratta, coglioni).
E così oggi si vara Scelti da voi, racconti fake brutti che leggeremo ogni mercoledì a mezzanotte (“Ragazzi, ma adesso scocca la mezzanotte di giovedì!” E con ciò, patetici segnalatori di inutili tautologie autoevidenti? Bierde es Bierde e noi facciamo il cazzo che ci pare since 2012). Per realizzare il sogno del Commissario del racconto di mezzanotte? No, per assicurare la minore visibilità possibile a questi sgorbi senza senso.
Si comincia con l’untrice (“non ho detto autrice”) Giada “Negrera” Pamplona e il suo aberrante Cazzo_di_marmo_nero_giorno_5. Tra sette giorni il racconto fake e brutto di un personaggio che è ormai leggenda se seguite le vicende del nostro gruppo Facebook non ufficiale. E se non siete nel gruppo, per una volta meritate la nostra ammirazione (non abituatevi: non accadrà mai più).
Venerdì invece tornano le grandi narrazioni, quelle di CALDO (le state leggendo? Sono tutte qua), quelle di Francesco Quarage (se si riprende dalla batosta della “vittoria”).
Buona lettura, se così vi pare e prima che il più sveglio di voi ce lo segnali: sì benedetti ragazzi, manca l’illustrazione, potevamo sprecarne una delle nostre preziose per… Per cosa, poi? Ai posteri.
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