Altri spettri

Tempo fa, sull’Atlante Nazionale che Elisabetta Ceroni sta curando per The Catcher, il magazine online della scuola Holden (aaargh), le illustrazioni di Verde sono state definite “d’autore” (la maggior parte sono autrici, ma vabbe’) e a ragione: qua sul blog parliamo sempre dei nostri racconti, le protolettere, e poco delle incredibili interpunzioni grafiche che le accompagnano. Prendi per esempio Federica Consogno, alias Bistro, che saluteremo la settimana prossima dopo un mese passato insieme: noi continueremo a seguirla sulla sua pagina Facebook, su Instagram e pure su Behance, e così speriamo di voi.
L’illustrazione di oggi è corredata dal vibrantissimo Altri spettri di Nubius Dee, nome familiare ai nostri lettori. Ciao amici, buon lunedì, noi lo passeremo a scovare per voi nuovi talenti delle matite e geni dell’immagine prossimamente su Verde.
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Ascenseur pour l’échafaud #3: Egon Schiele

Con la pubblicazione della terza puntata di Ascenseur pour l’échafaud, possiamo dire di essere i primi a dare il via alle celebrazioni per il centenario della morte di Egon Schiele (31 ottobre 1918): non dobbiamo linkarvi nulla, lo conosciamo tutti, vero? Altrimenti leggete la lectio magistralis di Sergio Gilles Lacavalla, basterà, scoprirete della sua vita, della sua pittura e della musa Walburga “Wally” Neuzil. L’illustrazione è di Federica Consogno. Viva il lunedì, buon inizio di settimana con le cose splendide che vi regaliamo.
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I manieristi (2/1): L’abisso è una distesa viscosa

Prosegue la pubblicazione del racconto lungo o romanzo breve, unica certezza: incompiuto, del riservatissimo Raimondo Maniero, talmente tale che di lui nemmeno uno straccio di biografia. Ma se la biografia non è che la scrittura di una vita, forse che questi stralci assolvono allo scopo? Bella domanda, come ogni bella domanda destinata a non trovare risposta? Bella domanda pure questa, destinata pure questa come ogni bella domanda ecc ecc. I manieristi intanto cambia registro (e pure numerazione): da settembre a dicembre, passando per qui, qui, qui, qui, qui (questione link: li disseminiamo senza parsimonia in questi brevi redazionali, voi non li aprite, noi lo sappiamo e continuiamo a spargerli. Dice: 1. Perché? 2. Non avete scorto l’articolo del Post sullo studio del New York Times che spiega come i troppi link dissuadono la lettura online? 1. No 2. È un tic – o viceversa), abbiamo letto la prima parte (quella cazzona), da questo momento l’oscurità detona, il dramma si manifesta e non c’è più un cazzo da ridere (se mai prima). “Qualcosa di quelle ombre che non coglievamo rimaneva impigliato nel filtro dell’apparenza. Calamità soprannaturali, cospirazioni invisibili, altre forme di vita: erano le spiegazioni meno razionali e più improbabili che andavo ricercando. Quel filtro andava scandagliato. Dovevo farlo.”
L’illustrazione è di E/P VI VI VI, che ci invita a disegnare come viviamo. Non sarebbe magnifico?
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Tasto Pausa

Non è facile ricominciare dopo Stefano Felici, la tentazione di mollare tutto e chiudere (almeno per un po’) c’è stata, inutile negarlo. Ecco che allora abbiamo pensato a Lucia Ghirotti, aka il il più bel regalo ricevuto da Verde nel 2017. Appena due racconti (qui e qui) negli ultimi quattro mesi, Tasto Pausa è il terzo, e la sensazione di leggerla da sempre. E presto ne leggeremo ancora, state avvisati. L’illustrazione è di Federica Consogno. Niente male i mercoledì così, non vi pare?
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Ricette

Parliamoci chiaro ragazzi, e che nessuno si offenda: come dicono spesso i nostri amici di Effequ (a prop: salvate la data), Verde pubblica, lo sapete, la qualunque. È logico dunque che noi si abbia autori di serie A e autori di serie B. Alla prima categoria appartiene, sapete già pure questo, Stefano Felici (Mister Family Banker 😎), dal vivo persona sgradevole come poche, online “tra i tre migliori Facebook della piccola e media editoria romana” (cit. Vanni Santoni, Torino, 21 maggio 2017). Stefano ha accolto le devastanti ma puntuali critiche mossegli pubblicamente alcuni mesi fa, e dopo un bruciante e doloroso esilio (e racconti qua e ), può oggi tornare a testa alta nei salotti buoni della letificante lit-sfera italiana con il PAZZESCO Ricette. Parole storpiate o storpiatissime, persino qualche errore marchiano di grammatica: è la LETTERATURA™, bellezza. Tutto fortemente voluto.
L’illustrazione è di Federica Consogno. Noi per convincervi a seguirci non sappiamo più che fare, vedete un po’ voi. Buon inizio di settimana gente, da queste parti sarà sconvolgente.
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È uno ok

Flavio Ignelzi ha esordito su Verde il 6 novembre 2015 con Vizi (quasi) capitali. Flavio Ignelzi ha pubblicato per noi dodici racconti, sempre di venerdì, sempre in Casual Friday e Gattini (probabilmente vi ricorderete di Sei proprio tu?, Le cinque fasi, Rizoma, Code). Di Flavio Ignelzi non leggevamo nulla dal 24 febbraio 2017 e ne sentivamo la mancanza. Perché Flavio Ignelzi È uno ok, e siamo convinti che il racconto fuor di rubrica (finalmente) che state per leggere sia il migliore che abbia mai scritto per noi.
L’illustrazione è di Federica Consogno. La settimana prossima su Verde: i segreti meglio custoditi della piccola editoria romana. Ciao, buona domenica.
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Una mattina, il cielo

“A Palermo ci sono nata nel 1987 e ci sono tornata per studiare filosofia. A Bologna ci sono andata per completare gli studi e a Bonn per imparare il tedesco. Ora vivo a Roma dove lavoro in un archivio. Quando non perdo tempo a cambiare città, provo a scrivere. Le mie recensioni e articoli sono sparsi tra Filosofia blog, Sul Romanzo e Altri animali blog. Un mio racconto è stato pubblicato nell’antologia Orrore al sole 2017.” È Elisabetta Rizzo, per la prima volta su Verde con Una mattina, il cielo. L’illustrazione è di Federica Consogno.

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Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta (Lista ombelicale libri 2017)

Carissimi,
bentrovati su Verde, l’unica cosa della Internet italiana a non rivendicare natura o finalità letterarie (da tempi non sospetti). E allora, dice, chi siete, che volete, che fate? Di certo non pettiniamo lit-bambole: entriamo nel quarto anno di blog, che con i tre precedenti di cartaceo fanno sette anni di in-vi-dia-bi-le vita editoriale. I numeri del 2017 parlano chiaro (parlano? Chiaro?): 48 autrici e autori hanno esordito su Verde; abbiamo pubblicato 128 contributi tra atti unici, poesie e racconti, di cui solo 20 molto brutti e 5 brutti (la proposta di Pierluca D’Antuono di svelarne i titoli è stata cassata dalla pavidissima redazione, quindi no, non chiedeteci quali sono o scrivete a pierlucadantuono@gmail.com); i racconti più letti dell’anno sono stati questo, questo, questo; i meno letti non sono usciti qui (ma qui, qui e qui). Ricorderemo il 2017 per una quasi scissione, il ritorno a Firenze, l’amara constatazione di avere più pretendenti che lettori, la meritata morte di una rubrica, l’inspiegabile nascita di una nuova, la presa di Bologna, il mancato ritorno al cartaceo, il ridimensionamento della redazione (adesso siamo in sei, dal 2015 ne abbiamo fatti fuori due all’anno, chi saranno i prossimi? Via al televoto), una nuova rivista in città e per una importante lezione: resistere è inutile, leggere subito i racconti che ci inviate pure, perché tanto li avete già mandati ad almeno altre due riviste online e vai di pubblicazione a blog unificati (ma si può?).
Propositi per il 2018: rallentare ulteriormente i tempi di lettura, e non vi lamentate perché questa non è letteratura e noi facciamo quel che possiamo, quel che non possiamo non facciamo (Alberto Manzi, do you know?).
E quel che abbiamo già fatto non rifacciamo: niente Oroscopo dunque, ma una Lista ombelicale dei tredici migliori libri che abbiamo letto nel 2017 (in ordine sparso), scritti – indovinate un po? – da redattori, collaboratori e amici di Verde:

Paolo Gamerro, Sbiadire, Augh! 2017;
Simone Ghelli, Non risponde mai nessuno, Miraggi edizioni 2017;
Sandro Battisti, Giovanni De Matteo (a cura di), Nuove Eterotopie – L’antologia definitiva del Connettivismo, Delos Digital 2017;
Lukha B. Kremo, I Nerogatti di Briganti, Trilogia degli Inframondi vol. 3, Delos Books, 2017;
In Fuga dalla Bocciofila, Fino all’ultimo Haiku, 2017;
Gabriele Merlini (a cura di), ODI. Quindici declinazioni di un sentimento, Effequ 2017;
Stefano Solventi, Nastri, Eretica Edizioni 2017;
Gianluca Garrapa, Un ronzio devastante e altre cose blu, 2017;
Franco Sardo, SuperDio, Blonk 2017;
Luca Piccolino, Antartide, Sacco 2017;
Francesca Fiorletta, Borges non è mai esistito, L’Erudita 2017;
Lorenzo Vargas, Una più del diavolo, Las Vegas Edizioni 2017.

Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta lo ha scritto invece Andrea Frau, promosso stabilmente e con merito al lunedì. L’illustrazione è di Federica Consogno. Buon inizio di settimana amici, tornate a trovarci, noi stiamo sempre qua, vi aspettiamo.
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