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Nadia Sgaramella– Paura del tuffo

Marta Viazzoli ha ventidue anni, vive a Roma dove studia Lingue all’Università. Legge fino a notte fonda, scrive filastrocche quando si annoia, coltiva fiori con disastrosi risultati, prepara dolci e li fotografa insieme ai suoi libri preferiti, maschera la sua mania dell’ordine dietro l’amore per Wes Anderson. Ama il tè, le pozzanghere, i romanzi epistolari, i film francesi, Pavese e Melville, le bolle di sapone, gli acquazzoni estivi, il cinema all’aperto, le cartoline. I racconti Ritornerò e Quattro voci compaiono in due antologie pubblicate da Giulio Perrone Editore nell’ambito del progetto “Facciamo un libro”. Con il racconto Una notte giovane arriva in semifinale al Premio Campiello Giovani 2017. Questa è la sua prima volta su Verde. L’illustrazione è di Nadia Sgaramella, è stata fatta ad hoc per il racconto di Marta e ci piace molto. Vedete? Ormai gli autori vengono con le illustrazioni da casa, i collaboratori si parlano tra di loro, si creano rapporti, reti amicali, tramano alle nostre spalle; siamo allo sbando, abbiamo perso il controllo. Un tempo, come è solito fare Trump con i suoi sottoposti, mettevamo contro i collaboratori, seminavamo zizzania, creavamo competizione e invidie, divide et impera era il nostro motto. Ma tutto ciò è finito. Grande è la confusione sotto il cielo. La situazione, quindi, è eccellente.

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E uscimmo a riveder le stelle

Luca Tosi è autore di racconti e storie per il cinema. Suoi testi sono stati pubblicati su Nazione Indiana, Crapula Club (l’ottimo Crapula, che stimiamo nonostante tutto) e Poetarum Silva. Nel 2017 ha vinto il premio letterario Coop for Words con il racconto breve “Coraggio”. Lavora come correttore di bozze.
Luca Tosi esordisce su Verde con E uscimmo a riveder le stelle, che da uomini di lettere quali siamo, crediamo sia una citazione interista.
Memicchio di
Pink Lodge .

Non lo neghiamo: questo racconto ha diviso la redazione come non mai. Si è scatenata una diatriba, non alla maniera cinico-stoica, ma più simile a una lite condominiale. I detrattori l’hanno definito un buon racconto simile a una canzone-libro-film di Ligabue, chi lo ha apprezzato l’ha definito invece un Dylan Dog senza mostri, un racconto notturno; chi scrive è ancora combattuto, ma bando ai dubbi! Sfiniti dal dibattito, abbiamo deciso di pubblicarlo. Ecco a voi il Peugeot, il Velvet e il Mister. Noi cinque verdi somigliamo sempre più a una boyband di millennials (inutile dire chi sia il bello un po’ matto, il tenebroso, le due simpatiche sagome e quello profondo e romantico); la deriva è facilmente intuibile dai link (esempio) di questo editoriale.
Intanto, a turno, pensiamo di uscire dalla redazione per tornare a riveder le stelle. Ma rimaniamo, rimaniamo: Al commissario gli va bene che fuori, le stelle, siano tutte fulminate. E ditemi un po’ se questa chiusa non è molto ligabuosa, ligabuata, ligabuente. Che bisogno c’è di tutto ciò? domandate voi. Nessuno, ribadiamo noi.

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Einstein

“Basta polemichette. Potete parlare di tutto tranne che di “loro”. Ci siamo capiti” ci fanno gli amici Valerio Camilli e Carlo Vidotto, che hanno collaborato con gli amici di Minimum Lab all’ideazione e all’organizzazione dell’ottimo Best Off 2018 (qui le foto), la grande giornata di riviste letterarie amiche che si sono raccontate sabato 16 giugno sulla terrazza degli amici di Minimum Fax, la nostra casa editrice romana preferita a cui dobbiamo tra le altre cose gli esordi dell’amico Paolo Cognetti.
Carlo, Valerio: perdonateci. Temiamo di avervi deluso, ma non potevamo altrimenti. Nonostante i recenti riposizionamenti slittamenti di significato (ahiahiahi Stefanì) e gli avvicendamenti in redazione, i temi della nostra agenda sono ancora confusi e incerti e navighiamo a vista. Eppure vi ringraziamo perché l’incontro di sabato è stato prezioso e ci ha insegnato un sacco di cose.

Cose che abbiamo imparato dall’importante incontro di sabato:

  • Per fare il cartaceo non basta solidità economica
  • Su Internet si può fare narrativa breve, iperbreve, lunga e iperlunga
  • Al pubblico delle riviste letterarie piacciono i longform
  • Il weird sta a cuore a tutti

Cose che abbiamo detto:

Domande del pubblico a cui abbiamo risposto:

  • Se importanti editor del centro nord di dinamiche case editrici del centro sud selezionano autori dalla vostra rivista non è forse questo un riconoscimento al vostro lavoro?
  • Qual è la differenza tra rivista e litblog?

Domande del pubblico a cui non abbiamo risposto:

  • Chi è Luigi Gaggiolo?

E indovinate un po’ chi c’era seduta in platea? Lavinia Ferrone, direttamente da Firenze, che ci ha consegnato brevi manu Einstein, un racconto sulla teoria della relatività applicata alle cover band dei Pink Floyd, che noi abbiamo letto come grande affresco allegorico della realtà editoriale contemporanea.
Gattini offerti da  Pink Lodge. Abbiamo proposto a tutte le riviste convenute sabato di sciogliersi dopo l’estate in un nuovo contenitore, ma di questo parleremo la prossima volta. 
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Best off 2018 – Il meglio delle riviste letterarie+Verde

best off 2018 minimum

Organizzato da Minimum Lab e Minimum Fax

Da qui (e qui su Facebook): “Sabato 16 giugno apriremo la casa editrice per una festa con le riviste letterarie: ci saranno numeri da sfogliare, da leggere e da acquistare; incontri, dibattiti, tavole rotonde e, infine, un brindisi con chi le riviste le fa, chi le scrive e chi le legge.”

Lo spazio espositivo sarà aperto dalle 17 alle 21. Due gli incontri:

Sostenibilità economica delle riviste, la temporaneità dei progetti, i fallimenti, anche, i modelli di business e l’evoluzione nel tempo (e il legame della rivista con i tempi, con il contemporaneo) – orario 18-19

  • Marco Cubeddu per Nuovi Argomenti
  • Agnese Porto e Giammaria De Gasperis per Rvm
  • Matteo Scandolin per inutile
  • Carlotta Colarieti per effe
  • Sara Reggiani per Black Coffee

Sperimentazione e innovazione di generi, di forme e formati, di canali: narrativa breve e iperbreve, generi letterari e sperimentazione, weird, integrazione fra narrativa e linguaggi visivi, innovazione grafica e nei supporti – orario 19-20

  • Pierluca D’Antuono e Stefano Felici per Verde
  • Pasquale Donnarumma per Grafias
  • Agnese Porto e Francesca Pignataro per Rvm
  • Matteo Scandolin da inutile
  • Marco Gigliotti da Colla
  • Federica Sabelli, Gloria Gandolfo e Sara Mellano da Tuffi

modera: Carlo Mazza Galanti

Sempre da qui: “Le riviste letterarie sono off per molti aspetti: appartengono a un campo che è fuori da alcune regole più rigide, un campo dove si può sperimentare, innovare, cambiare forma, formati e attraversare i generi e i linguaggi, a volte fallire, a volte rinascere su canali diversi.

minimum fax – nata a sua volta da una rivista letteraria inviata via fax – ha proposto, in passato, le antologie best off, in cui venivano selezionati i migliori pezzi dell’anno pubblicati su rivista.
Nel 2018 questo progetto torna come evento, come festa con le riviste, come occasione di conoscerle, leggerle e discuterne con chi, coraggiosamente, le fa.
Hanno collaborato all’ideazione e organizzazione Valerio Camilli e Carlo Vidotto, allievi del percorso di formazione in editoria.”

Che cosa c’entra Verde e perché siamo stati invitati Cercheremo di scoprirlo alla sede Minimum in Via Giuseppe Pisanelli, 2 dalle 17.
Vi aspettiamo!

Le tassellature di Penrose e la controtendenza di Maugham

 

Lo diciamo subito: Le tassellature di Penrose e la controtendenza di Maugham è un Rosa! senza Luca Marinelli perciò non può dirsi davvero Rosa!
Per ora di Luca sappiamo solo che è andato a tinteggiare casa di Kusturica, nient’altro (Ti preghiamo Luca, romantico cowboy di Leningrado, dacci un segno di vita: una battuta fuoriluogo su Srebrenica, una foto da Sarajevo, qualsiasi cosa).
Il racconto di oggi è di Giuseppe Rizzi, con noi per la prima volta, ed è una splendida storia d’amore, che da platonica si fa carnale, come quella tra Gene Wilder e la sua Daisy. Nella scala di abiezione il sesso interspecie sta dieci gradini sotto il voto alla Lega, perversione insuperata e insuperabile.
Giuseppe Rizzi è nato a Monopoli nel 1995, morto non si sa; è esistito nel tardo Olocene, in un periodo intermedio dell’era Quaternaria, ad oggi di lui sappiamo poco. Fonti dell’epoca riportano che abbia frequentato gli studi universitari a Bologna in politica, sociologia e comunicazione. Pare inoltre che abbia fondato Il Rifugio dell’Ircocervo, un lit-blog non altrimenti noto, e che sia stato due volte in semifinale a un premio in voga all’epoca, tale Premio Campiello Giovani.
Il memicchio ri-delicatissimo è di  Pink Lodge che ringraziamo ancora platonicamente e carnalmente. Sia chiaro che il nostro pubblico, composto per la maggior parte da incel, molestatori misantropi e futuri ministri della famiglia, ci fa schifo, ci repelle. Ma ognuno ha il pubblico che si merita, pazienza. Sempre meglio degli elettori leghisti, comunque.

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Mi piacciono solo circoncisi

Andrea Zambrero (1983) vive a Milano e lavora come IT in un’azienda di telecomunicazioni. Ha pubblicato racconti su Crapula e Tuffi, poi ha sentito l’esigenza di rivolgersi altrove e proporsi a Verde con Mi piacciono solo circoncisi, racconto che descrive le dinamiche di realtà redazionali importanti e popolari come Crapula e Tuffi (ma più Tuffi). A proposito di Federica Sabelli: delicatissimi e molto eleganti quelli di Pink Lodge oggi, Luca Marinelli direbbe “la toccano piano”, ma Luca Marinelli è in Croazia e da due giorni non risponde alle nostre evocazioni (una prece).
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Campetti rossi, ragni neri

Care lettrici, gentili lettori,
dopo tre mesi di caos e confusione Verde ritrova finalmente nel Commissario una guida solida e sicura, non avete più nulla da temere (la pacchia è finita). Oscureremo dal blog tutto quello che abbiamo pubblicato dal 31 marzo scorso, ringraziamo Luca Mignola che ha silenziosamente retto la rivista negli ultimi tempi (adesso si può dire, #g_ra-ziE *L[uc]), salutiamo Stefano Felici che non apparirà mai più sulle nostre pagine, e adesso? Che cos’è la fase tre di Verde? Che cosa dobbiamo aspettarci dopo l’8 giugno? In poche parole: solo racconti, niente più #polemichette, meme né autori toscani, basta Firenze e ammiccamenti a presunte scenicchie, ritorno al reading e al cartaceo, una nuova pazzesca rubrica trap intitolata ItaliansSCOOTERONInonFictionsDEGRADOLIsBROOOMBROOOMBROOM, un nuovo scintillante Gran Consiglio di redazione (con Sylvie Contoz, Alessio Mosça, Paolo Palermo, Luca Carelli, Valerio Martelli e Luigi Gaggiolo) e nuove penne giovani e brillanti.
Giulia Maria Zoratti, a esempio: classe ’95, nata a Gemona del Friuli, studia Neuroscienze all’Università di Trento, è stata pubblicata nelle antologie di un paio di concorsi letterari e con Campetti rossi, ragni neri è per la prima volta su Verde. Sintesi grafica: Pink Lodge
Stasera saremo qui, nei prossimi giorni vi spiegheremo bene questo. Ciao, buon lunedì, restiamo umani (insieme, possiamo farcela).
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Fenomenologia dei Peppi

Luca Marinelli è questo oggetto misterioso e affascinante che ci tiene svegli la notte, e dovrebbe essere lo stesso per voi. Nelle ultime settimane ha diretto un golpe nei confronti di Verde, poi ha chiesto scusa, dopodiché ha bullizzato l’intera redazione e subito dopo l’ha aiutata a organizzare le pubblicazioni durante l’assenza del commissario.

Ci sentiamo privilegiati in quanto il ragazzo dedica a noi la maggior parte delle sue attenzioni, anche se abbiamo ricevuto una mail da Crapula che aveva per oggetto #MeToo mentre i ragazzi di Associazione Quarantadue sono un paio di settimane che li vedi sempre scattanti sull’attenti, solerti. Inquieti.

Luca Marinelli è spaventosamente lunatico e ciò tante volte rende difficile la comunicazione con lui perché sembra sempre sul punto di volerti alzare le mani, complice il nuovo fisichetto da bootcamp militare. E invece ti abbraccia e ti dice che ti vuole bene, al limite scende un po’ troppo con la mano, ma ok ci sta, che ci vuoi fare, è il miglior scrittore che abbiamo…

Tutto questo per introdurre La Fenomenologia dei Peppi – parte prima: il monumentale sforzo del nostro Luchino di smontare e analizzare i meccanismi di quel sano nonnismo che ha reso l’Italia il grande paese che si è convinta di essere.

Come potete vedere anche oggi Pink Lodge is in da house e ricordiamo a tutti che oggi è l’8 giugno. 

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Indigo Child

Nel 1971, questo stesso giorno, riusciva il primo attracco permanente di una nave alla Grande stazione spaziale sovietica; noi vogliamo ricordarlo così: con il primo attracco permanente di  Stefano Felici nello spazio che conta, quello delle Riviste; e non è grazie a un racconto, no signori, il tramite è quello della navicella visiva Pink Lodge che ci accompagnerà per tutto il mese di Giugno prima di essere sganciata e liquidata nelle profondità granulose della fascia di Kuiper.

Nel frattempo qui nel nostro piccolo, orfano Soviet-paradiso si procede alla grande. Dal nuovo Governo i segnali sono confortanti: c’è arrivata voce di un’incursione aerea segreta delle frecce tricolore sopra Grottaferrata; le immagini non sono rassicuranti: il covo del Commissario appare avvolto da una nube di detriti, nessun segno di vita, e chi vi scrive spera sinceramente che continuino a non essercene.

La domanda è però, piuttosto: vogliamo davvero fidarci di un governo che appunta the Pink Lodge come social media manager e adotta Impact come font ufficiale?

Nel dubbio vi lasciamo a Indigo Child del fluviale Nubius Dee, che Massimo Fini, ci dicono, ha definito un Burroughs conservatore. Ci sono arrivate lamentele sul fatto che Nubius sarebbe, citiamo testualmente “un dito su per il culo con tanto di sabbione annesso”. Non vi preoccupate amici, il piccolo, felice Soviet-paradiso ha liquidato anche lui.

Prossimi aggiornamenti venerdì, in attesa della fine della scuola e di ulteriori nuove sulla ricerca del cadavere del commissario.

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