SUS#2 #7: Fascismo sessuale in 88 twit

Buongiorno, come ve la passate? Come ci si sente ad assistere allo smantellamento progressivo dello Stato di Diritto? Dite che qua esagerammo?
State partecipando al safari giustizialista anche voi? State fotografando la vostra preda personale? Ci sono due modi per resistere: questo, oppure prepararsi al peggio. Noi abbiamo optato per la seconda opzione. Per non farci trovare impreparati dallo Stato di natura che incombe, ci siamo ritirati nell’isola di Santo Stefano. Il nuovo stato prepolitico e prestorico ci troverà scattanti, violenti e tonici. HOMO HOMINI COS, HOMO HOMINI LOST, COMPAGNI. Ramses sarà il nostro John Locke e ci addestrerà a vivere nell’isola. Abbandoniamo il rutilante mondo del jet set delle riviste e dello show biz letterario: bandiera bianca, amici. Dopo Crapula, Tuffi, Risme, Radio Busta e Lacerba anche noi potremmo lasciare.

Ma fintanto che siam qui, continuiamo a far rivista, bando alle malinconie! Come tutti i lunedì, pubblichiamo un racconto che ha partecipato a Scenicchia una Sega, (qua li trovate tutti). Oggi tocca a Fascismo sessuale in 88 twit di Enrico Seimandi. È un racconto davvero COS, tra i nostri preferiti, per cui non perdetevelo. Parla d’amore cortese, di amor platonico e lunghi corteggiamenti. Enrico Seimandi, classe ’75, fa parte del collettivo teatrale Gatto Vaccino e collabora con la comunità Il Porto di Moncalieri. È stato definito da Tiziano Scarpa un novello Andrea Cappellano. Secondo il calendario della nostra isola oggi è San Valentino. Un abbraccio.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi.

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NOVO! PAZZESCO! ROMANO! #8 Brasilesss 2/3: Storia dell’occhio

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Federica Sabelli

Raga oggi non si scherza un cazzo. Qui sempre Jimbo the stagista at the keyboard. Editoriale bello dritto senza orpelli per dirvi che oggi torna il NOVO! PAZZESCO! ROMANO!, la rubrica che sta maleducatamente ridefinendo i canoni della lit-web e rende francamente (ci sentiamo di dirlo) obsoleto ogni altro tipo di scrittura. Oggi in da house un abnorme Stefano Felici che ci droppa from the holidays la seconda puntata del Brasilesss: Storia dell’occhio (Qui la prima puntata). Chi è Er Brasiliano?, I hear you ask. Be’ è “una figura iperpostdecostruzionist-moderna”, da non confondere con un cojone qualsiasi mi raccomando che questo ce se magna. La domanda è: può una riflessione che ha tutti i caratteri dell’operazione memetica usare una figura assurda come quella del Brasiliano per penetrare gli strati più torbidi della società moderna? Boh. L’illustrazione è realizzata appositamente di Federica Sabelli.

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Animal Tropical #4: La macchina fotografica più cara della mia vita

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Nicolò MarchiStrange Desert

La redazione è ormai deserta, non si è capito se sia stato indetto uno sciopero generale, se la paventata scissione sia avvenuta per davvero o se, semplicemente, siano tutti in vacanza. Quel che è certo è che continuano a giungere in ufficio cartoline di Andrea Frau, da ogni angolo del globo: nell’ultima s’intravedono le foreste cambogiane e sul retro il buon Cap ha scritto “Sto andando a cercare Jacopone”. Vai a sapere…

Comunque qui è lo stagista Jimbo che vi parla, rimasto solo in una Verde deserta e senza più padroni. Oggi mi sono permesso di scegliere per voi il quarto racconto della serie Animal Tropical: pagine vergate da mani toscane e lette con toscanissimi accenti una sera di giugno al Sabor Cubano di Firenze (l’unico posto al mondo, se lo chiedete al sottoscritto, dove un toscano che legge racconti esotici non sembra Pieraccioni). E dunque sono qui a introdurre La macchina fotografica più cara della mia vita di Ferruccio Mazzanti. Qui sul dossier di Ferruccio redatto da Ramses leggo “BFF di Verde”. Godiamocelo.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi.

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SUS#2 #6: Fuori va bene

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Nicolò Marchi, Futuristic ranger concept

Perché i libri di racconti sono la lettura più adatta all’estate? Ce lo spiega l’amico Dario De Marco (avviso alle groupies: si è tagliato i baffi), che su Esquire (qua) segnala il Vocabolario minimo delle parole inventate (qua): “E poi, ancora, sto per iniziare quella che si candida a essere come la cosa più stramba della stagione se non dell’anno. Un’antologia, una raccolta di racconti a firma collettiva, come se già non fossimo già abbastanza teste di nicchia. Supertesta di nicchia è l’editore, supergiovane anche, si chiama Wojtek come un famoso orso; il libro è curato da Luca Marinelli che è espressione del sottobosco narrativo di rivistine e blogghettini collettivi, la sedicente scenicchia letteraria italiana, negli ultimi anni molto attiva a dispetto di tutte le apparenze e convenienze. Un passo indietro. Quest’anno è uscito il Nuovo dizionario affettivo della lingua italiana (il primo uscì dieci anni fa), una mega collection in cui Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta chiamano centinaia di autori a definire una parola, a dare una versione personale e unica di un vocabolo. Ecco Marinelli ha fatto una operazione uguale e contraria, una specie di lato oscuro, di rovescio acido di quel dizionario: gli autori, pescati da quel sottobosco, sono 22 e vengono chiamati a inventare una parola inesistente, una per ogni lettera dell’alfabeto italiano più un extra, e a costruirci su un racconto. Perciò Vocabolario minimo delle parole inventate, perciò movimento inverso che non va dal generale al particolare, ma da una cosa che per definizione appartiene solo a chi l’ha creata, a una possibile condivisione di senso.”
È abbastanza chiaro? Per noi sì, vedete un po’ che dovete fare (sempre qua).
Perché i racconti di Verde sono la lettura litweb più adatta all’estate? Intanto perché le riviste attorno a noi chiudono (o si scorporano) come fabbriche in estate (cit.) e poi perché solo qua prosegue la ricognizione dei 16 racconti finalisti di SUS#2 (qua tutti), il praticamente concorso letterario di Verde che ha agitato la capitale e l’intera bolla letteraria nella primavera scorsa.
Umberto Morello è una vecchia conoscenza, di lui sappiamo che ha già pubblicato sulle nostre pagine e che il 17 maggio scorso ha rischiato di essere squalificato perché il direttissimo Genova-Roma sul quale viaggiava era in ritardo o forse in sciopero, vai a sapere. Umberto però ce l’ha fatta e ha letto con bravura Fuori va bene: è bastato per vincere? No, perché nessuno poteva prevedere che la trionfatrice Clara Cerri avrebbe L I T E R A L L Y cantato estratti del suo testo. Quando si dice sul filo del regolamento (ma poi si dice?).
L’illustrazione è di Nicolò Marchi. Fa caldo benedetti ragazzi, siamo stanchi di umanissimi ombrelloni e di voi mucchio di stronzi, ma vale sempre la pena ricominciare per allietare i vostri infiniti pomeriggi estivi stesi su divani di pelle con la radio che urla buone vacanze e un pensiero esplode: SONO CHIUSE LE ALTRE RIVISTE 😦
A mercoledì, animali tropicali, non mancate.
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Storia di tre fratelli

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Nicolò Marchi, Human Flow

“Fioccano” (irony mode on) segnalazioni e recensioni del Vocabolario minimo delle parole inventate, la radiografia del meglio coevo della litweb antologizzata da Luca Marinelli per Wojtek (la trovate qui). Raffaele Mozzillo su Una banda di cefali (qua), Luca Romano sull’Huffington Post (qua), Salvatore Toscano sul Primo amore (qua) e buon ultimo il lusinghiero Martin Hofer su Flanerì: “Ventidue racconti per ventidue parole inventate. Non un divertissement, ma un progetto di re-invenzione del linguaggio a partire dal caos premeditato di un non-vocabolario che spazia fra stili, generi e modi differenti di intendere la scrittura.” Riprenderemo a portare in giro l’antologia a settembre: dal 20 al 22 saremo a Firenzerivista (diverse sorpresicchie in arrivo), a ottobre a Bologna e poi di nuovo a Roma, in attesa che Tony Vena ci inviti a Palermo (UE TONY HAI CAPITO).
Il racconto di oggi (irony mode off). Non un vero e proprio esordio, in quanto Gianluca Liguori (lo conoscete tutti e se non lo conoscete ripassate) era già apparso in un vecchi(ssim)o numero di un nostro cartaceo (gennaio 2013, qua e qua). Storia di tre fratelli è una riscrittura urbana e gentifricante della famigerata fiaba tradizionale, in giro da due secoli o forse più in ogni tipo di salsa, ma la versione di Gianluca ci sembra aggiungere qualcosa alla storia che tutti voi sapete. Noi l’abbiamo accolta con entusiasmo (come questa conversazione su Minima&Moralia) e così speriamo di voi.
L’illustrazione è di Nicolò Marchi. Ciao, buon fine settimana, lunedì torneranno i racconti di SUS#2, vi aspettiamo.
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Animal Tropical #3: Blu + Nude Beach

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Nicolò MarchiUntitled Architecture

È successo mercoledì 12 giugno al Sabor Cubano di Firenze: i nostri amici Mighty Morphin Ur-Schenicchia si sono assemblati per leggere un ciclo di letture calienti dal titolo Animal Tropical. Noi che c’entriamo? Be’ noi stiamo pubblicano quei racconticchi, uno per mercoledì (in realtà Francesca Corpaci la settimana scorsa si è presentata con una poesia ma noi abbiamo fatto finta di niente perché le vogliamo bene). Ma oggi vogliamo rovinarci, eh sì, perché tocca all’impavido sceneggiatore dei vostri sogni bagnaticci Matthew Licht, con ben due racconti, avete sentito bene due: Blue + Nude Beach.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi

Comunque non è detto che il ciclo Animal Tropical venga pubblicato al completo: purtroppo in redazione tira un’aria strana. Ieri sera alla libreria Tomo, Ramses II, Marinelli e i loro piccoli seguaci si sono riuniti per l’anteprima del numero 10 di effe a cui, oltre a Verde, hanno partecipato CrapulaClub (sigh), L’Inquieto, Cadillac Magazine, Colla, retabloid, Tina e Marco Drago (altro che Avengers). Insomma una serata pazzesca, secondo le testimonianze, e tuttavia una serata a cui mancavano Quaranta e Frau, le due colonne portanti di codesta redazione. E già qualcuno comincia a mormorare (di nuovo) la parola “scissione”…

Altro annuncio: dal 20 al 22 settembre si terrà la quinta edizione di Firenze Rivista. Siamo orgogliosi di annunciare che quei pazzarielli di Wojtek Edizioni “adotteranno” Verde (leggere: i superstiti di Verde) secondo la nuova formula del festival, principalmente per non perdere ai tornei di calcetto che seguiranno gli incontri letterari. Preparate i biglietti del treno perché ci sarà da robbantare non poco!

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Nicolò Marchi

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Nicolò MarchiSlim Character

Praticamente da ieri, le illustrazioni di Nicolò Marchi su Verde per luglio/agosto.

Nicolò è nato nel 1990, folgorato da Toy Story si appassiona all’illustrazione digitale e di conseguenza a quella tradizionale. Si muove trasversalmente tra tecniche e stili illustrativi differenti. Lavora come freelance da direttore creativo e/o digital artist in ambito commerciale, comunicativo e di design industriale. Ultimamente cerca di ampliarsi all’entertainment  e alle tecnologie immersive. Collabora con il collettivo High Density Ideas.

Vi consigliamo un giro sui suoi profili

Portfolio: https://nicolomarchi.net/
Instagram: https://www.instagram.com/nicolomarchi/ 

High Density Ideas: https://highdensityideas.com/

Sus #2 #5: Gabriella Regina

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Nicolò MarchiWoman digital sculpture 7

Stamattina il Quaranta ci si sveglia con un bruttissimo presentimento: Verde chiuderà entro il fine settimana; un evento apocalittico colpirà solo e soltanto la redazione e sancirà il termine di ogni nostra operazione all’interno della lit-web. Subito Frau, che questa settimana si è fissato con Paolo Attivissimo, tenta di sbugiardare Quaranta al grido di “tu non hai poteri medianici!”. Il povero Quara, sentendosi attaccato all’ora della colazione, fa una pernacchia. “PROVALO!”, urla allora il Cap e prontamente chiama a raccolta tutti i suoi nuovi amici del CICAP che, va detto, tempo dieci minuti sono già arrivati a bordo di un nugolo di astronavi simili a quelle di Rick Sanchez. Nello stesso istante entra Ramses II, annuncia con poco garbo che siamo tutti dei coglioni e che anch’egli ha avuto una premonizione: oggi pubblicheremo il secondo racconto tratto dalla prima serata di SCENICCHIA UNA SEGA #2 (qua tutti i racconti finalisti), tenutasi ormai il lontano 4 maggio. Si tratta di Gabriella Regina di Federica Uccello. Sul chi sia Federica Uccello abbiamo disquisito più e più volte dopo la sua mancata partecipazione alla serata del concorso (al suo posto, un timido paggetto venuto a portare la triste novella), attualmente la teoria più accreditata in redazione vorrebbe che Uccello sia una spia di 8×8 infiltratasi nel nostro concorso per vedere un po’ che aria tirava. Non ci sfuggirà in eterno.

Che altro? Siamo ancora in attesa delle #listebelle annunciate da quei folli terroristi mitomani di Vena e Saiz che si sono schierati contro il potere editoriale (sic) in una complessa trama di rapimenti, controrapimenti, minacce e rispostine salaci, una trama più complessa de Beautiful e Kingdom Hearts messi insieme in cui noi stessi poveri innocenti Avengers della lit-web siamo stati accusati di vendere le nostre madri per un selfie con gli scenicchiari. Per maggiori informazioni, agevoliamo gentilmente link (qui) e buona fortuna. Ne avrete bisogno.
Domani torneremo da Tomo (qua) per la presentazione di Effe #10, numero speciale che contiene sette racconti selezionati da altrettante storiche riviste della litweb: naturalmente ci siamo anche noi con un racconto di Olga Paltrinieri (sì, proprio lei). Vi aspettiamo dalle 18:30 (qua l’evento).

L’illustrazione è di Nicolò Marchi, che oggi accogliamo con piacere e domani vi presenteremo.

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Latifondi

 

pensiero stupendo

Trovammo Valerio Martelli al centro di un crop circle a forma di troll face, era avvolto in un mantello verde e indossava una maschera di Ramses II – a quel tempo non potevamo sapere che il nostro mentore/istuttore/commissario sarebbe stato disintegrato dal Guanto delle Scenicchie per poi venire ricomposto molecola per molecola in un rito medianico intergalattico (per l’occasione dovemmo sacrificare un occhio di Marinelli e mezza redazione di Crapula) – non v’era dunque dubbio che il ragazzino Martelli venisse da una versione del futuro in cui le cose erano andate ancora peggio di quanto andranno realmente. Già a tre anni, Valerio era in grado di produrre un forte campo memetico attorno agli oggetti inanimati. Non gli ci volle molto per passare a testare i suoi poteri sui bulletti dell’asilo. Durante il governo Berlusconi ter, il ragazzo ci fu sottratto da una task force facente capo all’allora ministro dell’istruzione Letizia Moratti: il loro scopo era compiere esperimenti sul soggetto al fine di incrementare le capacità mnemoniche di tutti gli studenti italiani senza spendere poi troppi quattrini. Fuggì un anno dopo, si nascose a Trigoria sotto diversi pseudonimi. Lì venne reclutato dalla Pink Lodge e prestato occasionalmente ai tipi di Verde (i suoi eroi, il suo imprinting intellettuale, il suo destino). Attualmente è in esilio sulla Luna per controllare che il finto sito dell’allunaggio sia ancora lì. Comunica solo via mail (valeriomartelli86@gmail.com).

Oggi pubblichiamo Latifondi, un tessuto a-narrativo sfibrato autorigenerante. Un critico direbbe “suggestivo”, noi diciamo “ABnopazzesco”.

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Animal Tropical #2: Tommaso Martolini risiede a Ibiza

animal tropical

12 giugno 2019 Sabor Cubano Firenze

Se Diana e Simone (praticamente bellissimi) avessero organizzato un’altra cena, Ramses sarebbe tornato da Firenze con intenzioni meno impegnative e avrebbe pubblicato su Facebook una lista della spesa. E invece: le partecipazioni. Provate a chiedere a un bambino a che cosa serve il sole: quello vi risponderà “a riscaldarmi”. Adesso chiedete a Ramses a cosa servono i matrimoni degli amici. Alla faccia di Piaget che assicurava che l’egocentrismo infantile scomparisse attorno ai sette anni. Siamo all’inizio di una nuova lunga saga, che si concluderà forse nell’autunno 2020 o al più tardi primavera 2021 (climate change permettendo).
Un bel pezzo della nostra candidata Claudia Durastanti sul Premio Strega. La nostra sul San Remo delle lettere la conoscete e se non la conoscete vi agevoliamo link (qua, qua e qua). Siamo finiti al centro di una oscura e torbida vicenda editoriale di ricatti, rapimenti e liste di libri da leggere in estate. Detto che il buon vecchio Ibba e il giovane Pantarotto sono amici, Tony Vena è un finto ribelle del mainstream commerciale e Manu is family e non si tocca (libera subito altrimenti facciamo un casino), a noi le liste fanno venire l’orticaria e quando le facciamo sono sempre ombelicali. Tipo questa:
Lista dei venti racconti più belli pubblicati da Verde nel 2019  da leggere e rileggere questa estate (ordine di pubblicazione cronologico):

Lucia Carelli, Final
Beatrice Galluzzi, La mucca esplosa
Gomez Palazzo, La fica nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
Claudia Grande, La vera storia di Dolly Mendoza
Simone Sauza, È come galleggiare
Collettivo Simone Bachechi, La breccia di calore
Nicola De Zorzi, Una breve e incompleta storia del movimento edviniano
Giusy Esposito, Arancio Trastevere
Luca Marinelli, L’orso e la puttana
Sara Mazzini, Gino
Alessio Mosca, Gli esantemi e i lucumoni
Federico Zagni, Cronache del Prebianco
Elena Marino, L’inizio del racconto
Stefano Felici, Brasilesss Tracing
Valerio Martelli, millesoldi
Pierluca D’Antuono, La sparizione di Alessio Mosca
Gaia Giovagnoli, Il topo
Francesca Mattei, Le vespe di agosto
Federica Patera, Eterni bambini
Ivana Abete, Lei pensava solo a scopare

“Il 26 dicembre 1991 il poeta e dissidente antisovietico Josif Michail Vardiashvili si tolse la vita all’indomani della pubblicazione di Эвридика 80, plaquette di bunjee jumpee orfico che si apriva con i celebri versi “Crapula Club/Miedo a la sbeurra”. Ventisette anni dopo la redazione del “litblog più amato da chi fa rivista” (Massimiliano Parente, 2018) opera in uno stabile sequestrato alla camorra nel centro storico di Caianello, in provincia di Caserta, dove Alfredo Zucchi, Luca Mignola, Sara Mazzini e Antonio Guru De Vivo tengono corsi di scrittura realvisceralista e poesia post-estrema a tossicodipendenti ludopatici, prostitute del basso Lazio, ambigui ex poliziotti imparruccati e, tra gli altri, Marcello Dell’Utri e Zdeněk Zeman. Dopo le accuse di neofascismo e revanscismo, la «Congiura Sacra» (2018) e la marcia sull’ultima edizione di Firenzerivista (settembre 2019), il gruppo confluì insieme a Verde in «Nuova Edizione», rivista ufficiale del «Novo Pazzesco Romano».”
E così è ufficiale: El Club ha chiuso davvero e noi non ci sentiamo bene. Non possiamo accettare né adeguarci all’idea che Crapula finisca così. Già miglior litblog sudamericano d’Italia, sono stati i nostri unici e intelligenti compagni di giochi, nonostante i lazzi, i meme cattivi, i furti d’autori e le sfide a duello. Una lezione di stile e di intelligenza per tutti i patetici Pedretta, Porpora e La Forgia pazzi della litweb. Una prece. Celebreremo El Club a Firenzerivista e lo sussumeremo in Nuova Edizione. Perché “Qualcosa sta accadendo nei nostri intorni, qualcosa ha avuto luogo oltre il luogo dei nostri spazi […] Questa fine, irriducibile in filigrana, è il nostro nuovo inizio. Abbiamo vissuto la sensazione, pazzesca, di non esserci mai sentiti più vivi che da morti. Abbiamo chiamato questo vitalismo nevrotico, altro da una verde resurrezione di speranza, «Nuova Edizione»: non la previsione di una agenzia letteraria unificata, Khepri ce ne scampi, ma la laminazione di una corrente ingrossata da estuari diversi, eppure così vicini, che scendono la stessa foce.” Vale sempre, e così sia.
Il nostro capitano ha scritto un pezzo bellissimo per i Bellissimi di In Fuga dalla Bocciofila, sta qua e voi dovreste leggerlo. E leggete pure la migliore penna della scenicchia toscana,
Francesca Corpaci, che il 12 giugno scorso al Sabor Cubano di Firenze ha recitato Tommaso Martolini risiede a Ibiza: è il secondo appuntamento del ciclo Animal Tropical, che ci accompagnerà per tutto luglio.
Il 16 luglio torneremo da Tomo con le amiche di Effe, segnate la data. Domani Martelli, lunedì indietro al 4 maggio, prima serata di SUS#2. Ciao, diffidate delle liste ma restate lettori, nonostante i Vena (se vi va).
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