Un regalo dai bambini

 

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Marzia Sicignano- Io, te e il mare (Mondadori, 2018), acquistabile nello store Mondadori, il nostro parco giochi.

Come sapete questo fine settimana siamo stati ospiti d’onore della kermesse Firenze Rivista, qui un assaggio fotografico della tavola rotonda più importante (Furio Colombo ha scattato la foto). Continuiamo tutti a stimarci reciprocamente come agenti letterari, scrittori, editori e faccendieri delle lettere, ma usciti dall’alveo delle professioni, delle vocazioni, delle missioni (sì, ci sentiamo in dovere di salvare la letteratura italiana, perché negarlo?), persistiamo a guardarci con sospetto come esseri umani. Chi scrive è un umile stagista, non avvezzo ai party, per cui ho poco altro da aggiungere 😦 Aspettiamo il ritorno della redazione per un resoconto più esauriente.

Il Mondadori del lunedì è un libro che parla d’amore (no, non abbiamo più vergogna delle nostre emozioni). Sì, perché Verde sa anche amare. L’epoca anaffettiva è finita; vogliamo correre, cadere e rialzarci, cantare a squarciagola Heidi sotto la pioggia, sbagliare, innamorarci, soffrire…in poche parole: vivere!
Abbiamo passato la vita a chiamare le blatte e le mosche “Vero Amore” un attimo prima di spiaccicarle ma, a furia di anelarla, di invocarla, la vita ci ha risposto in tutta la sua potenza. È successo: l’Amore ha smesso di visualizzare senza rispondere (ogni spunta blu era una pugnalata) e ha risposto così! No, non vogliamo ricontrollare al V.A.R., cari lettori post-umani; NO AL DEBUNKING DELL’AMORE!

Ma basta jet set letterario (che puzza di lit-web), continuiamo a fare Rivista!
Oggi torna su Verde un’autrice che ci piace molto: Elena Marino. Do you remember Imparare a ballare? E Quello che ti attraversa la mente? Un regalo dai bambini è una bellissima favola nera, tra I ragazzi del massacro e Il villaggio dei dannati. Buona lettura!

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La piscina

Stefano Gallesu è nato a Cagliari nel 1982 e ha vissuto in Sardegna fino al 2007, anno in cui è emigrato per amore, prima di essere costretto a farlo per fame. Ha fatto un dottorato di ricerca in scienza politica, ma ritiene che abbia imparato molto di più facendo il portapizze. Adesso vive in campagna tra Bologna e Ferrara e contribuisce alla crescita del PIL italiano facendo l’impiegato in un’azienda metalmeccanica, ma appena può scappa dalla fabbrica e va a esplorare gli Appennini, senza preoccuparsi della crescita del PIL. Scrive le storie che vorrebbe leggere.
Stefano, che esordisce oggi con noi, non è su fb, o su altri social (forse è su google+) quindi praticamente non esiste. L’unica cosa che abbiamo trovato googlando il suo nome è questa segnalazione ricevuta al Premio Calvino che recita “per l’eccellente tour de force linguistico, variato sistematicamente sulla trivialità, con cui si narra la storia di una sgangherata banda di marginali”. Sì, è lui, è il nostro uomo.
Per un attimo abbiamo pensato potesse essere uno di noi, ma dovete sapere che in chat ci accusiamo l’un l’altro un paio di volte a settimana. Per ora abbiamo appurato tre identità per Francesco “Quaramole Wimbledon”, tre anche per Luca “Meredith Marin” Marinelli, dalle sei sicure, alle otto dubbie per il nostro commissario, “The Big P.”, quattro per Andrea “Spleen J. Brambilla”. Accusarsi, cercare di stanarsi, imbastire processi sommari in streaming con successive abiure e autodafè: anche questo è fare rivista!

Non potevamo che festeggiare questo Capodanno settembrino con un racconto nella seconda lingua di Verde! Dunque buon anno e buona lettura!
Per i prossimi quattro venerdì i nostri racconti saranno accompagnati dalle fotografie giapponesi di Marco Ferranti (Grazie Marco!)

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Scenicchia Full Showcase #3: Giuncarico – Gli aiutanti di papà (Mazzanti)


Ieri eravamo alla bellissima presentazione del libro di Emanuela Cocco. Sono successe cose pazzesche, prossimamente ampio resoconto video-fotografico (qua un assaggio). Intanto non ci lasciamo distrarre dalla rutilante mondanità e continuiamo a far rivista con umiltà e la consueta pacatezza.
Ecco il terzo racconto della Scenicchia Full Showcase, i racconti del futuro canone fiorentino editati e curati dal sommo Vanni Santoni (lo ricorderete per questa famosa recensione, ormai cult). Dopo Simone Lisi e Francesca Corpaci oggi con noi Ferruccio Mazzanti con un bel racconto senza titolo, o magari ce l’ha, intanto gli affibbiamo noi questo provvisorio, se l’autore avrà qualche rimostranza sa dove trovarci, yo. Com’è? Il Corriere Fiorentino può affibbiare titoli brutti (“L’Infanzia a Giuncarico con un padre padrone”, ma che davvero?!?) e noi no? Se è una sfida, cari amici del ‘Orriere, ‘onsideratela accettata.
Illustrazione strepitosa di  EPVIVIVI.
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La siepe

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Marek Hamsik– Marekiaro. La mia autobiografia- Mondadori (2018), acquistabile qui nello store Mondadori

Buon lunedì, amici! Veniamo da un fine settimana davvero movimentato, tra compleanni (ancora auguri a Ippolit-web e F. Sabelli! il 30 è il compleanno di Vanni quindi tenetevi pronti!), crisi isteriche, liti indegne, incomprensioni, scenate da prima donna di ex-redattori e sofferenze futbolistiche.
Ringraziamo la FIGC e l’AIA per farci disamorare sempre di più del calcio italiano.
Ma siamo Uomini di Lettere, come sapete, e quindi è giusto non perder tempo dietro quisiquilie da villici. 
Da oggi ci occuperemo di calcio solo in senso letterario come consigliano gli amici Minimi e Morali qui. Nazionalpopolari sempre, ma con la giusta distanza dalle sofferenze e le tribolazioni proletarie. Poco male, i soldi tolti a Sky, Dazn e compagnia, li spenderemo in libri Mondadori! Avete visto che spettacolo, lo store?! Ci sentiamo come Robin Williams in Moscow on the Hudson, davvero troppi, troppi libri!

Avete notato come ci stiamo introducendo in punta di piedi, sinuosi e untuosi, nel jet set letterario? Reading, festival, slam, presentazioni, feste in terrazza e cene in piedi (non alleghiamo link perché sono eventi fin troppo esclusivi, mettete che poi si imbuca un Fly o un P. Bergamo qualunque). Siamo a un passo dall’inserimento, intravediamo la vetta (il pizzetto di Vanni Santoni). L’unica cosa che potrebbe guastare i nostri piani sarebbe l’uccisione del nostro piccolo principe Marinelli. Viva la nostra rivista piccola, piccola. Ma con un cuore grande così 💚.

Oggi con noi un gran bel racconto di Paolo Parente, vi invitiamo a leggerlo. Paolo sposa in pieno la nostra svolta antipallonara e per una volta non scrive der Pupone; il risultato ci pare ottimo.
Noi, da bravi figliocci di Roland Barthes (ciao Rolly!) scindiamo tra autore e opera, per cui non ci importa delle accuse contro Paolo e del bailamme intorno a lui.

EDIT. Ci scusiamo, il Paolo in questione era un omonimo. (Rivista significa anche dire mi dispiace, al contrario della litweb dove è tutto un infamarsi).
Ma il resto rimane: il racconto è bello e Roland ha ragione. Buon racconto.

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Liminal Personae #6: Gregor R

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. La sesta puntata (qui le precedenti), è stata scritta “in memoria di Gregor R. trovato senza vita nel suo appartamento (accanto al mio) la notte del 15 di agosto del 2018. Da quanto tempo giacesse lì, non ci è dato saperlo. Dal balcone di casa lo avevamo intravisto l’ultima volta una settimana prima, mentre andava a fare la spesa.”
L’illustrazione è di
EPVIVIVI.
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Scenicchia Full Showcase #2: Puntare in alto (Corpaci)

“There are these two young fiorentinian writers speaking about Vanni Santoni along, and they happen to meet an older fiorentinian writer the other way, who nods at them and says “Morning, boys, how’s the scenicchia?” And the two young writers aspire h on for a bit, and then eventually one of them looks over at the other and goes “What the hell is scenicchia?”
This is a very funny story that Gabriele Merlini always told in Caffe Notte and FirenzeRivista but it’s also very deep and serious for us, because we know, as you all know, that we have the responsability to have coniated the word scenicchia but we are really happy that our friends in Firenze understood that we didn’t mean to offend anybody and as once Lavinia Ferrone told us “The florentinian writers are very happy to join this expression”, and so here we are but the question remained: what the hell is scenicchia? We are trying to answer publishing The Scenicchia Full Showcase, a group of short stories that Vanni Santoni selected for the Corriere Fiorentino, written by the best authors that Firenze can offer nowadays. Last week we read Simone Lisi, today we are very proud to rehost Francesca Corpaci with the really great short story Puntare in alto (what Francesca and all of us are trying to do).
The illustration is from our Madre Superiora EP 666.
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La maggior parte delle cose

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Antonio Scurati, M Il figlio del secolo (Bompiani 2018) dal 12 settembre in libreria e negli store Mondadori

Ci sono molte cose belle nella vita di una redazione: le letture sul finire dell’estate, le profonde discussioni sul miglior racconto di Carver (con Luca che ancora non sa scegliere!), la possibilità di vantare un calendario colmo di nomi invidiabili e la gioia di condividere con i propri lettori (voi) le scelte che per settimane hanno tenuto svegli i redattori (noi) nelle fresche notti della nostra stagione preferita.
E così, cari amici, oggi siamo lieti di ospitare ancora una volta Claudio Bagnasco, fino al giugno 2017 curatore insieme a Giovanna Piazza degli Squadernauti, blog amico di Verde. Dopo una chiusura malinconica che si è rivelata fortunatamente solo una piccola pausa, Gli Squadernauti tornano in versione rivista cartacea e stanno cercando nuove autrici e nuovi autori per il primo numero, che verrà dato alle stampe presumibilmente nella primavera 2019. Se l’idea vi tenta, qui trovate tutti i dettagli. Che altro state aspettando? Forza!
“Valter ha scoperto il potere dell’odio a tredici anni” è l’incipit de La maggior parte delle cose, un racconto potente e intenso che abbiamo amato subito dalla prima lettura. E a proposito di letture, vi lasciamo con un piccolo consiglio che ci auguriamo gradirete: il 12 settembre tornerà in libreria (ma è già prenotabile negli store Mondadori, quiAntonio Scurati con il romanzo M il figlio del secolo. Si tratta della storia vera di Benito Mussolini. Perché in effetti lui, M., ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso e direttore di un piccolo giornale di opposizione, è un personaggio da romanzo, o meglio lo sarebbe, se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue la realtà, il corpo dell’Italia, nella storia e nella cronaca, nella tragedia e nella farsa. Un romanzo in cui d’inventato non c’è assolutamente nulla, un’opera che ci conduce a rivivere passo per passo il ventennio che ha cambiato per sempre la nostra storia.
È tutto cari amici, buona lettura e felice inizio di settimana, noi torniamo mercoledì e così speriamo di voi!

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Scenicchia Full Showcase #1: Quando finirà l’estate (Lisi)

Mentre voi eravate in vacanza in Grecia, noi saltavamo lo squalo, la litweb continuava a fare rivista [MODALITA ITALIAN BOOK IT BETTER ON] e Vanni Santoni selezionava il futuro canone della scenicchia toscana (qui i dettagli), trenta racconti pubblicati sulle pagine del dorso fiorentino del Corriere della Sera e che noi di Verde riproporremo (quasi tutti) ogni mercoledì a partire da oggi (che è venerdì: ritardo spiegato qui) in uno Scenicchia Full Showcase dai nomi francamente pazzeschi. Il primo della lista è Simone Lisi con Quando finirà l’estate, editato dal Vanni medesimo.
L’ormai iconico e magistrale memicchio – altro che la Loggia Rosa – è di Gregorio Magini.
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A colpo sicuro #7: L’amore a vent’anni

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Giorgio Biferali, L’Amore a Vent’anni (Pink Lodge 2018)

Campionato, scuole, uffici, code sulle autostrade. Ah il caro bastardissimo settembre. 

È il Capodanno di Verde Rivista e la redazione intende inaugurare la nuova stagione al meglio. Tornando a fare una pacata ed equilibrata rivista on-line che scava e spulcia il sano underground letterario del Bel Paese. E ciò, cari amici, a partire proprio da oggi.

Tuttavia. 

Il Commissario è tornato a bullizzare i bimbi in una nuova scuola, Luchino Marinelli è disperso per le valli del piemonte, Andrea Frau si è avventurato fino ad Amburgo per cercare fortuna, Quaranta sta sempre a quel suo fottutissimo bar del cazzo (scusa Quaraoke), Paolo Gamerro ha aperto un nuovo cantiere per l’ennesima Coop (alla faccia della crisi, signora mia), Luca Carelli è tornato al telelavoro dai domiciliari (se l’avete visto in giro, non era lui). Quindi capite da voi che questa cosa della rivista non si poteva iniziare proprio oggi oggi.

In nostro soccorso, la DanteVirgili’s clerks gang convoca l’ormai CDA (Capo Divisione Amici) Stefano Felici, sceglie l’ennesimo libro che non leggeremo e ne fa una recensione perentoria e dirimente: insomma A colpo sicuro.

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Settembre 2018: Guacamole Comunicato non ufficiale interno #3

Il tempo passa, cambiano le cose, le abitudini logorano ed è un attimo che quelli di Verde, proprio loro, si dimenticano di aggiornare il blog il primo settembre, da sempre il loro capodanno. Com’è possibile? Beneficio del dubbio alla redazione: non è stata una dimenticanza ma una serie sfortunata di eventi imprevisti Frau è partito Quaranta al lavoro D’Antuono in vacanza da una vita Marinelli che fa quel pezzo di cane di Marinelli? E Felici? Possibile che nessuno ci aveva voglia?
Capodanno allora, il giorno dei buoni propositi. Due anni fa ammettevamo di avere un problema che in qualche modo abbiamo affrontato. L’anno scorso vi supplicavamo: basta stupri (e stranamente ci avete ascoltato). La preghiera di oggi è: non potete chiederci di recensire il vostro romanzo, l’avete capito o no che negli A colpo sicuro di Verde parliamo di libri che non abbiamo letto e che non abbiamo intenzione di leggere ma di insultare fuori dal merito? È abbastanza chiaro? No che non lo è. Vediamo quante altre volte toccherà ripeterlo (cose da pazzi). Qua intanto si vota per la prossima non recensione, rendetevi utili in qualche modo.
Siamo stanchi ragazzi, è stato un anno pazzesco, stretto tra scenicchie, polemichette, memicchi, scazzi ferocissimi con il nostro pubblico sempre più distante, incontrastata ma faticosa egemonia nell’ambiente, tanti cari amici e livelli di scrittura mai così elevati (un solo esempio? Chiaramente Raimondo Maniero, dodici mesi fa qui). Non ci siamo fatti mancare niente, e la sedicente Redazione Ombra Guacamole ne è la dimostrazione: con tutti i problemi che abbiamo, ci mancavano le prediche, le morali e le lezioncine di questi “misteriosi” untorelli diciannovisti su come fare rivista. A noi, quelli di Verde! Manco fossimo Narrandom o Lahar Magazine.
E sapete perché non le siamo? Perché loro non sono così stronzi da dare spazio a enormità come questo Comunicato non ufficiale #3. Ve lo immaginate Giulio Fenelli autorizzare la pubblicazione di una tale congerie di menzogne? Noi no, acciderbolinarcazzo. E in ogni caso sì, Luca Carelli è Luca Carelli ed è tra i fondatori di Verde (memento mori), sì, la DanteVirgili’s clarks gang è una cosa serissima e non si discute e sì, avete ragione, serve una donna in redazione. Invitiamo le nostre lettrici a candidarsi qui (verderivista@gmail.com) e non A colpo sicuro.
Per fortuna c’è E.P VI VI VI, nostra Signora del Male (sempre sia lodata), unica consolazione di questa lit-vita amara. Con lei sempre A colpo Sicuro. Anche domani A colpo sicuro. Ricordate di fare gli auguri a Jacopo Marocco: oggi è il suo compleanno, rileggete almeno uno dei suoi racconti e andrete A colpo sicuro. Idem con il nuovo numero dell’Irrequieto.
Con immutato affetto e imperitura stima, SCRATCHY SCRATCHY YO BRO!
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