Favola

una montagna di nervi

Claudia D’Angelo – Una montagna di nervi

Continua, e forse è già concluso, il cross over Verdapula. Speriamo che ARDV accetti il nostro pubblico invito e ci scriva un racconto nuovo di zecca (nel caso accettasse gli promettiamo un editoriale breve e sobrio, stile L’Inquieto). Sarebbe un grande piacere per noi pubblicarlo ed editargli tutte le E’. Dopo Alfredo ZucchiSara Mazzini, oggi ospitiamo Luca Mignola con Favola, un’allegoria editoriale gotico-mediterranea. Luca si definisce masochista involontario. Fumatore di professione. Conosce meglio Omero che il suo tempo. Da troppo co-dirige CrapulaClub e per ragioni di ordine kafkiano resiste (sant’uomo!, aggiungiamo noi). Viva la Nuova Verde, Viva la Nuova Crapula!
Il collage è di Claudia D’Angelo.

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NOVO! PAZZESCO! ROMANO! #5: La ninfomane in VR

appassionati di sacrilegi, delitti, carnai

Claudia D’Angelo – Appassionati di sacrilegi, delitti, carnai

È sabato, un’ottima giornata per il NOVO! PAZZESCO! ROMANO!, schifo e altre storie impresentabili. Questa non è una rubrica mensile, è una festa pagana per Verde e oggi a officiare il rito c’è il nostro sacerdote preferito, il nostro autore più schifoso e impresentabile, Gomez Palazzo! L’autore ci ha messo in guardia, sui suoi racconti rivoltanti ma noi siamo in piena sindrome di Stoccolma e siamo in totale balia della sua sublime glossolalia. Oggi spezzeremo le reni alla Letteratura e alla lit-web tutta, A NOI! Romanamente vostri, La redazione.

Collage novo, pazzesco e romano di Claudia D’Angelo.

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Il Cooperatore Domestico

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Claudia D’AngeloDal salotto venite a istruirvi

“Ciao Verde”, ci scrive Ferruccio Mazzanti, “sono molto contento di sapere che siete tornati. Per festeggiare la cosa vi mando un racconto, che è troppo tempo che non ve ne mandavo uno. Spero che vi piaccia, spero che la vostra vita vada bene, spero di vedervi presto qua a firenze tutti (o una buona parte). Una domanda: è vero che avete scelto il nome Verde perché siete la Greta Thunberg della litweb? E se sì, cosa posso fare per rendere questo porcile un posto migliore? Un abbraccio”.

Caro Ferruccio, non sappiamo di preciso cosa intendi, però sappi che il Commissario ha iniziato una dieta ascetica a base di proteine liquide in sospensione acquosa non confezionate, non consuma energia elettrica, non consuma acqua e non produce praticamente rifiuti. Si sposta in monopattino. Tutto questo solo per compensare l’impatto ambientale del SUV pieno di merendine di Luca Marinelli. Andrea invece mangia solo animali cacciati da lui a mani nude e ogni due settimane sabota una piccola fabbrica sarda.

Detto questo, leggiamo con molto piacere il tuo racconto Il Cooperatore Domestico e lo abbiniamo a un bel collage di Claudia D’Angelo.

Quaranta non vede l’ora di averti di nuovo in squadra a biliardino. Ci manchi, a presto.

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Gino

ce n’era che scoppiavano

Claudia D’Angelo – Ce n’era che scoppiavano

Tempo fa, con grande disappunto di Ramses, i redattori di Verde pubblicarono alcuni loro racconti su Crapula: Quaranta con Peccato, Marinelli con Signor Pacciani e Frau con L’ultimo uomo. Al fu commissario dissero: “ALT. Sarà uno scambio, una cosa reciproca tipo vacanza studio, gli amici Crapuli saranno ospiti da noi”. Il commissario acconsentì, sebbene un po’ riluttante. Dopo cinque mesi le loro certezze cominciarono a vacillare ma si dicevano: “sappiamo i tempi di Crapula, il loro Politburo è affetto da un burocratismo ciarliero, eterne discussioni, democratismi gotico mediterranei infiniti, mozioni, contro-mozioni, continui rinvii. Ma amici, cosa preferite? Il decisionismo rozzo e autocratico? Sono i tempi della democrazia, baby. Ora per esempio hanno deciso che Dalle rovine di Funetta, in fin dei conti, è un libretto interessante. Ci sta, ognuno ha i suoi tempi”. La fronda anti Guru di Zucchi e Zando (Doppia Z- contro l’orgia del potere) ci consegnò questo estratto dall’antologia Anatomè, come acconto simbolico, giusto il tanto per far calmare il commissario. Ed ecco che un bel giorno, finalmente, (dieci mesi dopo!) lo scambio avvenne, il Politburo crapuliano decise: LO SCAMBIO S’HA DA FARE! Quel giorno è oggi: 18 marzo 2019 ma per crapula è il 18 marzo 1991, l’anno in cui Rino Formica, riferendosi ai cortigiani craxiani invitati al congresso del P.S.I., pronunciò la celebre locuzione: “nani e ballerine“.
Siamo molto felici quindi di ospitare su Verde il racconto di una delle tre NorneSara Mazzini, intitolato Gino. L’autrice è membro della Brontë Society di Haworth. Ha studiato correzione di bozze presso Oblique Studio. Scrive di letteratura, psicologia e controculture. Vive senza fissa dimora ed è co-direttrice di Crapula.
Sara Mazzini, tra le tante cose è anche autrice di Centinaia di inverni. La vita e le morti di Emily Brontë per Jo March.
La prossima settimana sarà con noi Luca Mignola; la prossima ancora, il guru De Vivo (dobbiamo trovare ancora il coraggio di chiederglielo, in verità)! Come al solito il maverick Zucchi ha precorso i tempi, ma non perché ci stima, solo per far torto al Guru. Pensate a Zucchi come un Riccardo Lombardi e a De Vivo come un Craxi. Noi invece siamo Soros e finanziamo le opposizioni nella lit web tutta, perciò, forza ragazzi, adelante e senza juicio!
Viva Verde, Viva Crapula!

Edit: Ci giungono voci affatto confortanti sullo stato di salute di Ramses. Humanitas ha avuto gli esiti tossicologici degli accertamenti richiesti e lo ha prontamente comunicato agli inquirenti. Per rispetto della privacy e dell’indagine in corso, Humanitas non rilascerà ulteriori commenti su nessun aspetto di questa vicenda. Il Tascabile ha scritto che gli esami avrebbero rivelato un «mix di sostanze radioattive», ma la notizia non è stata confermata da fonti ufficiali. La procura di Milano, che si sta occupando dell’indagine con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, non ha chiarito quale sia stato l’esito degli esami tossicologici richiesti dall’Humanitas e realizzati da un centro specializzato di Pavia. Ramses sta scrivendo un libro sulla sua esperienza nel mondo delle scenicchie e della lit web: la procura avrebbe ottenuto una copia del libro e lo starebbe esaminando. Stamattina all’alba gli inquirenti hanno perquisito la redazione di Verde a Pesaro e quando ci hanno chiesto: “Il D’Antuono ha mica nemici?” Siamo scoppiati a ridere indicando la catasta di lettere di minacce. Sorveglieremo sulla tenuta democratica di Verde; è in queste situazioni che bisogna stare uniti e guardarsi dagli attacchi di Guacamole, troll e Insel. Seriamente: forza Ramses, forza Verde! Vi terremo aggiornati.
Intanto partecipate e condividete il nostro concorso.
Ci aspettano tempi 🅱alordi!

L’illustrazione è di Claudia D’Angelo.

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L’orso e la puttana

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Claudia D’AngeloMi porto dietro milioni di enormi casti amori

Entra Luca Marinelli in redazione, posa lo zainetto, saluta e ci mostra una lettera trovata sotto la porta del suo attico ultraborghese a Centocelle. Il messaggio è anonimo, dice: “Volete diventare scrittori?”. E Quaranta subito “CERTO! LEGGI LEGGI!”, e Luca che lo guarda (classic Marinelli) in cagnesco.

Continua così: “Iscrivetevi alla Scuola Holden puttanamiseria! 10.000 euro di retta, scopetta in culo gratis, e vi insegnano a scrivere i dialoghi con un editor affigliato (affiliato + figliato = COMBO DAMAGE MULTIPLIER X2!) (d)alla Feltrinelli che vi chiederà una percentuale sul vostro libro di merda inscatolato nei magazzini di Messaggerie zozzone ed esposto dalla vostra cazzo di libreria di provincia (da abolire – appunto per programma politico) tra sua Eccellenza Paolo Brosio e Full Metal Fabrizio Corona”. 

Luca finisce di leggere; la redazione un po’ tanto basita. 

“Tutto lì?”, domanda Frau già pronto a comporre il numero di Baricco per dargli l’heads up, come dicono gli editor del giro. Domanda poi a Luca se pensa che possa essere una minaccia alla sua persona. “Non penso. Ho fatto annusare il foglio al mio sanbernardo”, dice lui, “Ha rilevato tracce di colonia scadente, Cinar e hamburger di seitan”.
“Il tuo cane ha trovato qualche traccia di poesia?”, salta su il Commissario.
“No, zero tracce di poesia. Anzi, è strano, ma direi una concentrazione negativa di poesia…”
“Come pensavo”, il Commissario si fa pensieroso.
“Avete 10.000 euro da prestarmi?”, dice Quaranta. Viene accompagnato alla porta.

“Comunque volevo dire che ho portato un racconto da pubblicare per oggi”, dice Marinelli, “E, visto che ho fatto la Holden, voi muti dovete stare”.
“Non lo so Luca, oggi c’era in programma la rubrica di Sonia…”
“Muti ho detto!” 

***

Pubblichiamo oggi con grande orgoglio L’Orso e la Puttana di Luca Marinelli, un racconto che abbiamo lottato per avere (Luca vive circondato di avvocati – avvocati che cavalcano sanbernardi) e che dimostra come alla fine, diecimila euro più diecimila meno, se ci sai fare prendi per mano il tuo lettore e lo puoi trascinare anche nelle peggio vite insignificanti e farcelo stare bene.

L’illustrazione è di Claudia D’Angelo.

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Arancio Trastevere

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Claudia D’AngeloDiventano feroci i pascoli delle strade

Ci scrivono: “Sono una vostra lettrice e trovo i vostri racconti sempre molto illuminanti. Pertanto vi chiedo un’illuminazione! Il mio compagno e io stiamo insieme da sei anni. È raro che parliamo di letteratura, ma quando capita insorgono terribili discussioni, sul tema della litweb poi è come parlare con Santoni! Il suo pensiero è entusiastico, pieno di segnalazioni di riviste e acche aspirate. Sono terrorizzata. Non si informa sul profilo Facebook di GP, non legge Crapula Club, ma pretende di sconcertare! Aspettiamo un figlio e sono preoccupata all’idea di doverlo crescere con un papà toscano”. ARDV

Cara ARDV,
alt, ferma, stop. Non è così che funziona. Su Verde diamo voce a tutte le voci, anche le più lontane da noi come nel tuo caso, ma la nostra posizione sui patetici complotti IN-SEL e sulle sedicenti conventicole toscane è nota: non esiste alcuna cupola mafiosa e noi siamo amici di Firenze. Ci scrivi che tuo marito ragiona come Santoni. Detto che Vanni è un amico e non ci sembra elegante parlarne proprio oggi che è la nostra prima occasione di ricordare a tutt che è uscito l’atteso I fratelli Michelangelo (qui un estratto, qui una bella recensione di Chiara Fenoglio, qui invece il memento per l’incontro di sabato 16 a Libri Come all’Auditorium di Roma: noi ci saremo), l’entusiasmo colpa non è e tuo marito ne ha ben donde. La litweb non è mai stata meglio, è un momento pazzesco per tutte noi che facciamo rivista e litblog ogni giorno, e “panel” come questo (organizzato dall’amico Dario De Cristofaro e a cui non partecipiamo soltanto perché identico a questo dell’altro anno a Roma, e “Bierde es Bierde and we never play it again” – non ci ripetiamo mai – unico problemino di questi panel? Poche donne, ragazzi. Ce la cantiamo e ce la suoniamo sempre e solo al maschile Dario, potremmo pure sforzarci di essere un attimino più intersezionisti, che dici?), lo dimostrano senza tema di smentita.
Non sei convinta? Clicca allora qui, ti apparirà la pagina di SCENICCHIA UNA SEGA #2 PRATICAMENTE UN CONCORSO LETTERARIO, l’anti-evento del 2019 dove scopriremo le nuove intelligenze e le nuove speranze della neolitweb postmillenials italiana. Leggi bene il bando, te lo rilinkiamo qua per sicurezza: l’iscrizione è gratuita, il tema è libero, chiunque può inviare racconti a scenicchiaunasega@gmail.com entro il 26 aprile 2019, lunghezza massima 10 mila battute. I quattro racconti vincitori finiranno pubblicati in un numero cartaceo autoprodotto dalla redazione di Verde. E riceveranno libri in regalo.
Hai ancora dubbi? Forse possiamo chiedere aiuto a Italo Calvino: “La Toscana dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è una, è quella che è già qui, la Toscana che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare la Toscana e diventarne parte fino al punto di non vederla più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo alla Toscana, non è Toscana, e farla durare, e darle spazio”.
Se pure Calvino non ti dice nulla, non ti resta che Giusy Esposito: “Nata ventitré anni fa, ha frequentato Lettere Moderne alla Federico II. Vive a Roma dove studia editoria e scrittura e lavora per la manifestazione Letture d’Estate. Ama Kerouac e Nanni Moretti, il mondo beat, la leggerezza come stato d’animo. Il suo «posto» è Trastevere, dove trascorre il suo tempo tra librerie dell’usato e storie immaginate e forse lasciate. Ama sempre troppe cose e servirebbero lunghe liste, liste di parole, perché per Giusy le parole sono importanti! Con Arancio Trastevere, incorniciato da uno splendido collage della nostra amatissima Claudia D’Angelo, è per la prima volta su Verde.
UE ARDV INSOMMA È ABBASTANZA CHIARO ADESSO? scenicchiaunasega@gmail.com ADESSO.
Cordialità.
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Una breve e incompleta storia del movimento edwiniano

un incendio nel cuore (l’agitatore)

Claudia D’AngeloUn incendio nel cuore (l’agitatore)

Oggi pubblichiamo Una breve e incompleta storia del movimento edwiniano, una storia molto Verde che sarebbe molto piaciuta al nostro ex commissario. Le sue reliquie terrene sono conservate nel nostro fab lab di Pesaro, eccezionalmente in Umbria, per motivi fiscali.
L’autore, Nicola De Zorzi, (o “Naco”, secondo cognome utilizzato solo in casi di estrema necessità, come bonifici per l’affitto e rompicapi universitari) nasce a Pieve di Cadore il 30 gennaio 1991. Attualmente vive, studia e cerca di lavorare a Venezia. Non ha ancora pubblicato nulla, ma utilizza comunque la terza persona nella propria biografia per darsi delle arie.
Il collage originale è di Claudia D’Angelo. Continua a leggere

Barbette – Un mistero editoriale #6: “Scrivo per sbaglio”

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Claudia D’AngeloCome vivo parlando tra i vivi

Benedetti ragazzi, adesso tocca a voi. Noi il concorso letterario dell’anno lo abbiamo lanciato ed è confermato che maggio sarà SCENICCHIA UNA SEGA #2 praticamente quattro serate di racconti pazzeschi a La Pecora Elettrica, Centocelle, Roma (qui il bando). Quand’è il 9 marzo e voi non avete ancora inviato i vostri capolavori però, non andiamo per niente d’accordo. E allora bando recap for dummies, che poi sareste voi: l’iscrizione al concorso è gratuita e può partecipare chiunque, anche Francesco Spiedo (che infatti ha già inviato), ma non i redattori di Verde. Tema libero (ma intersezionista), lunghezza massima 10 mila battute spazi inclusi, deadline, come dicono quelli, 26 aprile 2019. I racconti vanno inviati in doppia copia all’indirizzo scenicchiaunasega@gmail.com. I quattro finalisti saranno pubblicati gratuitamente su un cartaceo autoprodotto da Verde ad alta tiratura. Le autrici e gli autori vinceranno i libri del momento riconducibili ai milieu delle scenicchie, e la scenicchia che farà più punti conquisterà il primo Premio Scenicchia 2019. Il bando è qui: leggetelo tutto e per bene, e non ci provate, non ci sono editoriali da skippare.
Parliamoci chiaro, ragazzi: dopo l’affaire Nuova Carne e il Verde 4×4 Van, non è facile continuare a fare rivista serenamente. Con questa iniziativa noi ci giochiamo tutta la nostra credibilità residua (ed è pochissima, intendiamoci). Ma facciamo sul serio e lo dimostra il fatto che SuS#2 intanto colleziona antipatie e oppositori: la persona che non possiamo più nominare dai fatti del febbraio 2019 ha rifiutato il nostro invito a fare parte della giuria di strada, e così ha fatto il patetico nazitroll pazzo Nubius Dee. Per non dire della concorrenza spietata. Siamo convinti che il concorso, così com’è, non sarebbe piaciuto a Raimondo Maniero e neanche a Simon G. Helly, l’autore di Barbette, l’ambizioso feuilleton noir thriller che punta il dito contro il sistema editoriale italiano. Sesta puntata, pazzesca: Clotilde Mezzetti, Giordano Lampanti, I tormentati e naturalmente lui, temutissimo, il Barbetta. Roba da INSEL, ma intenditori.
L’illustrazione è della nostra amatissima Claudia D’Angelo.
scenicchiaunasega@gmail.com, ragazzi. Adesso. È abbastanza chiaro?
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Melanzana piangente

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Claudia D’AngeloUn nihil

Una settimana fa in redazione di Verde a Cologno Monzese. Ramses D’Antuono confabula con l’ologramma del Capitan Frau:
– Stai dicendo che potremmo fare un concorso letterario simpatico per tutti quei casi umani orfani di 8X8?
– Esatto, bro! Potremmo fare una cosa parodica super verdiana con tutte le scenicchie e gli editori top player!
– Fantastico, cià che mi ci metto immantinente a fare il bando. Ho proprio voglia di cannibalizzare un po’ di contenuti con il piglio postmoderno che mi contraddistingue.

Mezz’ora dopo il bando è pronto tra il plauso dei gruppi whatsapp e delle bolle di facebook. 7247 racconti in un’ora.

D’improvviso sopraggiunge il Marinelli con un telegramma tra i denti. Il D’Antuono lo asciuga dalla bava e legge sconcertato: Alt! Operazione non apprezzata! Fermare tutto! Non ci piace.
Il giorno dopo compare the O.G. 8X8, Verde basita.

– Pazzesco! Ci toccherà inventare qualcosa di diverso!

E questo è come si è giunti a Scenicchia una Sega #2 – Praticamente un Concorso Letterario. Tutti i dettagli nel link. Serate pazzesche, regole abnormi, premi oltreumani. (Tipo se venite vi promettiamo che facciamo rifare a Simone Lisi il gioco del mimo).

Mentre aspettiamo i vostri raccontini, oggi pubblichiamo Melanzana Piangente, un nuovo racconto di Matthew Licht. Ogni volta per noi è un po’ come tornare nei film americani dei primi Novanta (infatti Frau di fisso Girella e latte con Nesquik prima di ogni lettura). Matthew è uno degli autori più prolifici e divertenti che abbiamo il piacere di ospitare, se cliccate sul suo nome qui sopra, potrete godervi tutte le sue pubblicazioni verdiane.

Il collage originale è di Claudia D’Angelo. Buona lettura.

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SCENICCHIA UNA SEGA #2 PRATICAMENTE UN CONCORSO LETTERARIO

sus2vitaliano

Ovvero La Guerra delle Scenicchie

Verde e Nuova Edizione 2019 presentano SCENICCHIA UNA SEGA #2 PRATICAMENTE UN CONCORSO, l’unico inimitabile (ma se provate a “omaggiarci” non ci offendiamo) concorso letterario dove si sfidano le scenicchie, i racconti vincitori vengono pubblicati su un’autroproduzione cartacea gratuita e chi arriva primo vince libri. L’iscrizione è gratuita è aperta a tutti i racconti inediti in lingua italiana, tema libero, lunghezza massima 10 mila battute spazi inclusi. La data ultima per l’invio dei racconti è venerdì 26 aprile 2019.
Quattro serate abnormi a Roma, a maggio, a La Pecora Elettrica. È abbastanza chiaro?
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