Ascenseur pour l’échafaud #4: Sarah Kane

sarah kane giuditta bertoni

Giuditta Bertoni, Sarah Kane

Sono le 4:48 e Sarah Kane ci manca da 19 anni. Tanti ne saranno domani dalla notte del 20 febbraio 1999, che Sergio Gilles Lacavalla ripercorre, insieme ai cinque testi tetrali, nella quarta puntata di Ascenseur pour l’échafaud: “Lo sguardo ha un’accelerazione che corrisponde ai gesti necessari per sfilare quelle stringhe. Movimenti veloci prima di ogni ripensamento. Prima che qualcuno la scopra e butti giù la porta. Veloci e precisi. Basta quello di un solo anfibio. Si toglie l’anfibio, finisce di sfilare il laccio. Il piede nudo a contatto con il pavimento freddo le dice di tutto il gelo che avvolge ogni povera vita che ha perduto per sempre “la fede nell’amore” e vaga folle per Denmark Hill, attraversa un corridoio e si chiude a chiave in un bagno. Non dovrebbero lasciare la chiave nella serratura del bagno degli aspiranti suicidi. In questa situazione non puoi che sentire su di te tutta la crudeltà e la violenza delle relazioni. È colpa tua se tutto va male.”
L’illustrazione inedita è di Giuditta Bertoni
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Gattini al dobermann

“Sono nato nel 1994 a Città di Castello, ho collaborato al progetto CasermArchelogica dal 2010 al 2011, all’epoca PiscinArchelogica, di Ilaria Margutti e studio Italianistica a Bologna. Compro molti più libri che cibo, e nient’altro”. Riccardo Meozzi ha scritto per Verde il prezioso Gattini al doberman (nulla a che vedere con altri felini), illustrato su misura di Giuditta Bertoni. Miao, a lunedì, buon fine settimana.
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Canto d’uccello per testa di cazzo

“Gli uccelli cantano perché vogliono trombare. Le scimmie ululano per la stessa ragione. Giaguari pisciano su alberi per marcare i posti dove fottono e mangiano. La frutta luccica sugli alberi per indurre gli animali a spargere semi. L’unico organismo vivente a sprecare il tempo di madre Natura ero io. La giungla mi disse Che cazzo aspetti per usare quel cazzo d’un cazzo, testa di cazzo?” Canto d’uccello per testa di cazzo è il seguito del racconto di Matthew Licht pubblicato qui. L’illustrazione è di Giuditta Bertoni.
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Le farfalle

Nel nostro listone di inizio anno dei libri 2017 che abbiamo più amato c’era anche Gianluca Garrapa, che inevitabilmente oggi (Buon Darwin Day), ritroviamo su Verde con Le farfalle. Ci si può innamorare di una figlia di fascisti, ambienti simili, famiglie diverse? “Nel declino delle loro passioni, due giorni prima di Natale, finsero infine di essere la coppia più bella del mondo ma per non dare adito a dubbi, lo strascico di violenza reciproca prima e di indifferenza dopo era ancora intellegibile nel trancio mancante di dito medio mozzato di lui da lei che, a sua volta, esibiva i segnali dell’odio-amore nella vasta chiazza liscia circolare sulla guancia destra, impressa da lui, con quell’arnese predisponibile al marchio sulla cotenna dei maiali preso in prestito chissà dove da chi e in chissà quale circostanza, mentre lei dormiva profonda nella tombale incoscienza di un vino abbondante premeditatamente mischiato a xanax”.
L’illustrazione è di Giuditta Bertoni.
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Giuditta Bertoni

Giuditta Bertoni nasce il 12 novembre 1995 in un paesino circondato da boschi fatati in provincia di Varese. Passa la sua infanzia a leggere, scarabbocchiare su carta e fare lunghe passeggiate in quei boschi. Si laurea in Lingue Orientali alla Ca’ Foscari di Venezia, studiando in particolare giapponese e tibetano. Segue corsi d’illustrazione tenuti dall’altrettanto “fatata” scuola di Sarmede, lavorando con l’illustratrice d’infanzia Anna Castagnoli. Collabora mensilmente con il blog di scrittura Narrandom, e illustra il numero zero della rivista multimediale fantascientifica Guida 42. Dal 2017 frequenta Antropologia in Bicocca, a Milano.
Da oggi illustrerà i racconti inediti di Verde per tutto febbraio.
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L’ultimo muro di Arkanoid

Non risponde mai nessuno è il titolo della nuova raccolta del professor Simone Ghelli, appena uscita per i tipi di Miraggi Edizioni (qui un estratto, qui se vi è piaciuto, consigliato per leggere degli ottimi e preziosi racconti, e/o come fonte di ispirazione per scriverne di validi). È incredibile che siano trascorsi già cinque anni da Voi, onesti farabutti, ma che Simone manchi da Verde dai tempi del cartaceo (primo e ultimo numero, guarda un po’)? Pazzesco. Si rimedia con il brevissimo L’ultimo muro di Arkanoid, l’incipit di un romanzo distopico mai scritto, illustrato da Giuditta Bertoni.
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Il nuovo vicino di casa

In quasi cinque anni Paolo Gamerro ha scritto per Verde 27 racconti. Qui in redazione ci dividiamo tra fanatici della Mangrovia e fedelissimi del Paolo Casual, ma un racconto mette d’accordo tutti, Il vicino di casa (qui), autentico classico e pietra miliare della nostra rivista. Immaginerete dunque come abbiamo accolto Il nuovo vicino di casa, illustrato inevitabilmente da E/P VI VI VI. Chi sono i mostri? Che cos’è il male? Fa ridere Camera Cafè? E lei signora, che cazzo sta dicendo? Lo scenario è fosco, le domande senza risposta sono troppe, l’unica certezza è che di nuovo lunedì, ma noi possiamo farcela. Buon inizio di settimana.
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Rosa! #2: Tutto esaurito

rosa giulia canetto

Giulia Canetto, Rosa!

“Permettimi di dimostrare che il rosa non è un genere secondario, che tutto si può fare in chiave Rosa! Ti prego, non te ne pentirai.” Così Luca Marinelli alcuni mesi fa in una lettera accorata al nostro Caro Commissario. La nuova rubrica di Verde è stata varata a novembre, ovviamente come mensile, infatti adesso bimestrale e un quarto, poi si vedrà. Santa Nora Frescaqcua (…) pure, si vedrà e si farà: Tutto esaurito è una potentissima dichiarazione d’amore (del tipo Mark Chapman) rivolta a non ve lo diciamo per non rovinare la sorpresa paradisiaca.
La copertina è di Giulia Canetto. È sabato, lunedì torna questo Paolo Gamerro e nulla sarà mai più come prima.
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