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Oggi c’è l’ultima serata di Scenicchia una Sega #2- Praticamente un concorso!
Inizieremo alle 19 con la presentazione del Vocabolario minimo delle parole inventate (Wojtek Edizioni) con il can-curatore Luca Marinelli, il curatore ombra Ramses e alcuni autori.
Dopodiché, ultima serata del concorso più abnorme, pazzesco e xenofemminista che si sia visto:

IN GARA:
Fabio Cozzi, Bacarozzo
Wayne Gomez Palazzo, L’estensione del dominio della potta
Giada Sartori, Il turista
Valeria Zangaro, La capsula del tempo

IN GIURIA:
Alessandro Lolli (SCENICCHIA ROMANA)
Valeria Marzano (SCENICCHIA CAMPANA)
Simone Ghelli (SCENICCHIA TOSCANA)
Jacopo Marocco (SCENICCHIA DI STRADA)

Nella classifica generale conduce la UR SCENICCHIA TOSCANA con due punti di vantaggio sulla scenicchia campana. Praticamente tagliate fuori la scenicchia romana e quella di strada ma non si sa mai.

CI VEDIAMO ALLE 19 A CENTOCELLE Bancolibri Sulla Strada VIA DELLE ROSE 45.

Un’ora prima, invece, perché abbiamo studiato la relatività di Einstein in un manga, saremo al Best Off di Minimum Lab a parlare di riviste e disobbedienza con Not, A- Rivista Anarchica, Scomodo, Rivista Pazzesca e L’Opinione delle libertà. Ricorderemo Nanni Balestrini e, per chi ci sarà, avremo una sorpresa.

Siamo maturati senza imborghesirci, inutile negarlo. Abbiamo perfino preso a comprarci le camicie in società scollettando in cinque, sei, per non sfigurare più ai contest di camicie pazzesche.
A stasera amici e “amici”! Gli unici non ben accetti: i brocacisti (chiedere a Ramses).

Ma bando alla fisicità mondana! Oggi ospitiamo un testo con qualche interpunzione di Valerio Martelli che fa parte della sorpresa che vi dicevamo prima (Verde, Balestrini, disobbedienza, carta di canapa riciclabile, I.P…. non aggiungiamo altro).

Le illustrazioni sono di Valerio medesimo, il memicchio di copertina è della Loggia Rosa.
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Spiriti

Pazzesco. Sbattuti fuori dal coworking di Pesaro. Incredibile.

Dopo il successo di Scenicchia una Sega #2 allo Sparwasser, e una domenica notte passata con la curva nord della Lazio a vedere la conclusione di Game of Thrones (i ragazzi rimpiangono ancora Stannis Baratheon quindi non avevano molto da festeggiare in ogni caso), ieri mattina siamo rientrati nella ridente Pesaro solo per scoprire tutta la nostra apparecchiatura di redazione accatastata sul marciapiede. Poco dopo, la notizia: l’ambiente del coworking diventerà un enorme Eataly. Un altro sogno che finisce.

Ma ecco suonare il telefono in bachelite del Commissario (ma non era stacc…), all’altro capo un uomo che imita da dio Fabio Fazio (ci rifiutiamo di credere che…) ci invita a partecipare a un nuovo progetto. La NUOVA Scuola Holden, dice, il volto proletario della Academy. Noi pensiamo sia solo uno spregevole tentativo di piddinizzare anche gli ultimi rimasugli di sinistra, ma siccome ci pagano bene (con i contribut…), abbiamo detto ok, proviamo.

Ed ecco che cominciamo oggi questa nuova avventura con Federica Sabelli e il suo racconto Spiriti. Federica ha accettato dopo anni di tornare ad associare il suo nome al nostro, ha rotto il salvadanaio di Tuffi e non ha esitato a versare la retta della NUOVA Scuola Holden (accettiamo anche buoni past…) per vedere pubblicato qui il suo racconto. Comunque, uè Federica sei un’amica, ha detto il Commissario, ti pubblico aggratis. Tutto è bene quel che finisce bene. 

Pink Lodge, fornisce un memiello to set the mood

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Bruce Wayne in Costiera

 

Verde si sta sempre più trasformando in Rivista Pazzesca. Ringraziamo di cuore Stefano Felici , ottimo tappabuchi, annoiato dalle continue citazioni di IBiB.
Er Felix ci ha scritto: Ragazzi, ho in mente un omaggio a Massimiliano Parente che destrutturi il genere eroistico, anche per far una satira sul concetto superomistico in questi tempi post weimariani; Raimo-Batman, depresso come Bojack Horseman, ve lo immaginate? Incredibile, no? Noi abbiamo risposto: fa pure quel che vuoi Felix, abbiamo il lunedì libero, siamo troppo occupati con il concorso. Ragazzi, non capite, sono il primo a destrutturare il genere, non come quelle ciofeche di Birdman o Glass, ha insistito, l’uomo che fatto chiudere Tuffi. Sì, vabbè Stefanì, sei online.
Buon Fernet a tutti. Beato il tempo che non ha bisogno di supereroi.
L’autarchia feliciana di Rivista Pazzesca non poteva smentirsi: l’illustrazione è di Pink Lodge.

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NOVO! PAZZESCO! ROMANO! #6: Brasilesss 1/3: Tracing

Benedetti ragazzi, “il dado è tratto”, “il treno” di SCENICCHIA UNA SEGA #2 è “PRATICAMENTE” in partenza, avete ancora pochi giorni per fare il biglietto o pijarvela in saccoccia. Ieri abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook l’evento ufficiale del concorso (qua) che cambierà per sempre le sorti e le sembianze della litweb. Ancora ci chiedono: “Carissimi, cosa si vince?” Se l’intenzione vostra è partecipare per “vincere qualcosa”, be’ amici belli, alt, fermi, UE, non funziona così. A SuS#2 vogliamo soltanto persone disposte a fare la storia, a cui regaleremo *eventualmente* libri, una pubblicazione in un nostro cartaceo autoprodotto, gratuito e collettivizzato e la consacrazione all’interno delle scenicchie d’Italia.
Le giurie sono pronte: per la SCENICCHIA ROMANA abbiamo arruolato Emanuela Cocco, Stefano Felici, Alessandro Lolli e Alessio Mosca. La SCENICCHIA FIORENTINA schiererà Silvia Costantino, Simone Ghelli, Francesco Quatraro, Vanni Santoni e Andrea Zandomeneghi. La SCENICCHIA NAPOLETANA si difenderà con Federica Sabelli, Wojtek Edizioni, Alfredo Zucchi e un quarto nome che per il momento *non possiamo* annunciare (big surprise). Nella SCENICCHIA DI STRADA trepideranno Myss Sylvie Contoz, Dionisio Izzek, Jacopo Marocco e Valerio Martelli.
Il 30 aprile, nel giorno del settimo compleanno di Verde, annunceremo sulla nostra pagina Facebook i 16 racconti finalisti, quattro per ogni serata. Si comincia il 3 maggio alle ore 20. La scadenza per inviare i vostri capolavori è tra una settimana precisa, venerdì 26 aprile. Leggete bene il bando (qua) e segnatevi l’email scenicchiaunasega@gmail.com
È abbastanza chiaro?
Noi intanto continuiamo a fare rivista.
Non di sola SCENICCHIA si vive: l’8 giugno, il giorno dopo l’ultima serata di SUS#2, saremo a Firenze ospiti del festival “La città dei lettori”, giunto alla seconda edizione. La manifestazione, ideata e diretta da Gabriele Ametrano, è promossa dall’Associazione Culturale Wimbledon, con la collaborazione e il sostegno di Fondazione CR Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron. Qui e qui trovate alcune info, qua la pagina Facebook ufficiale, qua il sito con il programma.
Veniamo all’inutile ma amato fardello del blogghino, che continuiamo nonostante tutto a aggiornare tre volte alla settimana.
“Ma i racconti non dovreste pubblicarli alle 9 di mattina”? No, ragazzi, noi non “dovremmo” proprio niente, facciamo da sempre come ci pare e se consentite continuiamo così, grazie. Sono le 18, e allora? Siamo in ritardo di nove ore, ma c’è una ragione precisa: oggi torniamo a pubblicare Stefano Felici, soltanto un anno fa la più eccitante “next big thing” della litweb, adesso raccontista di quarta fascia per la qualunque (so long, ragazze 😦 ).
Dopo una lunga pausa (di cui daremo conto prossimamente eh eh eh eh), la gramigna malefica si riaffaccia nei salotti buoni della litweb con “un racconto vero, autobiografico, sofferto, la cui gestazione è stata lunga e tribolata. Ben otto mesi di editing. Otto.” E intendiamoci: se organizzare un concorso letterario è praticamente un lavoro a tempo pieno, editare Felici è roba da codice penale.
L E T T E R A L M E N T E
NOVO! PAZZESCO! ROMANO!, il nostro spazio di schifo e altre storie impresentabili, è lieto di ospitare Brasilesss: Tracing, “la prima parte di una ipotetica trilogia sulla figura iperpostdecostruzionist-moderna che risponde al nome de Er Brasiliano.”
Non sapete chi è il brasiliano? Siete in ottima compagnia ragazzi, ma decisamente fuori dal tempo. Ripijatevi (qua).
Ieri intanto eravamo su Minima&Moralia: “C’è qualcosa che brucia, in città. A Roma. Nel quartiere Centocelle. Per essere ancora più precisi, in un luogo che vive solo di notte, illuminato di giallo ocra e rosso tuorlo, con tanti, troppi libri alle pareti che quasi strabordano, alcol a poppa e microfoni e leggii a prua: La Pecora Elettrica, si chiama il posto. È una nave che va a fuoco, ma proprio questo è l’intento. Abbasso le fredde navi fantasma”. E indovinate che motivetto risuona nell’aria? Il primo singolo dei LAUDA (non lo avete ancora ascoltato? E che diavolo aspettate, sta qua).
Il memicchio è al solito della Pink Lodge. La nostra loggia invece è verde, anzi, “Bierde es bierde”. 
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La saga delle Sagome #5: Sagomania

“Ma dove voleva andare a parare con ‘sta saga? È come se dietro si intravedesse un progetto, ma quando si cerca di afferrarlo continua a sfuggire”. Non è forse così la vita, caro patetico commentatore Facebook pazzo che leggendo La saga delle Sagome te ne uscisti così? Non è forse per insultarti il lunedì che continuiamo a fare rivista?
Di Francesco Quaranta, animale strano, ultimo arrivato in redazione, il più in bilico dei nostri tra litweb e mondo reale (il capitano, che finge di essere il pesce più fuor d’acqua tra i pesci fuor d’acqua è non a caso sardo AKA una disinvolta creatura marina), silenziosissimo finto normie capace di invenzioni pazzesche ignote ai più e di immolare il suo ultimo anno a questa saga che sguiscia e sfugge e affonda più in profondità di quanto sembri, disse già tutto Andrea Zandomeneghi un anno fa: “Quaranta sa scrivere sul serio”.
Perché Francesco sa di essere “scrittore, narratore e personaggio. Io sono tutti e tre e allo stesso tempo nessuno di loro. Sono uno e trino” e ha raccontato una “bella avventura, con un buon ritmo, la gioia di aver rammendato tutti i fili narrativi senza commettere errori e negligenze e senza che ci sia adesso bisogno di andare indietro a controllare”.
Come finisce la guerra è presto detto: resterà tutto ma non dovrà essere riscritto. Per questo oggi mettiamo un punto fermo, in attesa di nuovo materiale di Quara.
Bolognini ci mancherà, non è detto che non torni, e per onorarlo continueremo a scambiare noi stessi per le nostre creazioni, consci che alla fine non siamo altro che sagome nella segale.
E se come crediamo non resisterete alla tentazione di digitare quel numero di telefono, spacciatevi per Ciro e arrochite un po’ la voce. It’s a classic joking way to start the new week at the best (UE).  
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LA SAGA DELLE SAGOME #4: La vie en prose

Buondì, ci teniamo subito a ringraziarvi per la grande partecipazione di ieri al gruppo whatsapp intersezionista e antipatriarcale, possiamo dire, senza tema di smentita, che sia stato un grande successo. Non avevamo mai sentito parlare di ciclo mestruale in quei termini per cui grazie Matti* Grossi. Le discussioni intorno al genere come prigione, alle aspettative, alla profezia che si autoavvera sono state appassionanti, grazie Luci* G.
Luc* M. come sapete sta sperimentando un* pillol* per avere i dolori mestruali ogni mese, per solidarietà, per capire cosa si prova, grazie Luc*, sei un eroe. Vi aspettiamo la prossima domenica dalle 15 alle 17. Tanto dovevamo.
L’affetto del nostro pubblico intanto è stato travolgente, uno squirting geyser d’affetto ci ha inondato in un water boarding d’amore, grazie ragazz*. L’attacco degli INSEL (Involuntary self publisher) capitanati da Nubius Dee con i suoi mille fake è stato poderoso, ma abbiamo tenuto botta. Chi ve lo fa fare? direte voi. L’amore per la Letteratura (teniamo quella L maiuscola al collo, come un amuleto), solo e soltanto quello, amici.

Oggi c’è la quarta puntata de La Saga delle Sagome di  Francesco Quaranta. Buona lettura!
Illustrazione della Pink Lodge.

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A COLPO SICURO #9: Caterina

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Vincenzo Zonno, Caterina, (Pink Lodge 2018)

Eccoci giunti alla nona puntata di A COLPO SICUROla nostra garbata rubrica di recensioni – letture rapide con occhio allenato e esperto. Oggi uno dei nostri migliori lit wrestler, Francesco Quaranta, (cazzo, per l’ennesima volta: non l’oboista!recensisce il libro di un amico di Verde, Caterina di Vincenzo Zonnoche con noi ha pubblicato anche un gran bel racconto intitolato Il Porcile.
Recensione dedicata alla memoria del camerata Genio boxeur, detective e fotomodello, e del compagno Carozzi. Buona lettura. Domani raccontino di Natale (p. k.) dickensiano di Andrea Frau. La copertina è un memicchio di 
Pink Lodge.

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La saga delle sagome #3: Praticamente una guerra

“Pel di Carotaは私に2018年を示しています。Algolitの指で飛び交うパワーの蜃気楼であるsaccenzaの些細なものから生まれた編集事務所間の戦争は、オンライン雑誌のパノラマ全体を包み込んでいます。フォントはもちろんのこと、提携は午後終わり、グループは自分の位置を知らない、それは最も混乱している. AlgolitはFacebookの反応に忠実な兵士の飛行隊を立ち上げることでそれを利用する。虐殺の祭り、そして悪いことは、リフルーソの祭典だ」”
注目は、「餌を与える芸術的な栄誉への希望はない」ため、注目に値するのではなく、怒っている、ALGOLITの暗くて暗い蛇行の中で認識が続く。Francesco QuarantaLa saga delle sagomeの第3の行為の最初の部分(この短い紹介の無用な形容詞使用から気づいたでしょう)。
カバーは、いつものように、
Pink Lodge.
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La Saga delle Sagome #2: ヘミングウェイの拳

Buongiorno dorei 奴隷 dell’Algolit, eccoci giunti alla seconda puntata de La Saga delle Sagome di Francesco Quaranta. Buon viaggio nel Matrix creato da Brother Quaraoke (oppure è esso ad aver creato Quara?) tra misteri babelici e scazzottate mistiche, scopriremo i segreti di un racconto occulto, dello sfingeo Bolognini e dell’ineffabile Algolit. Ora portate le mani al cielo e raccogliete l’energia genkidama, quella di tutte le creature viventi, ne avrete bisogno per affrontate l’Algolit.

Illustrazione della Pink Lodge.

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