Caldo #1: Lettera a Emme

E la chiamano estate.
(Su Facebook intanto si sta perdendo la misura delle liste di libri che “ti condurranno dritto dritto al piacere della lettura” SIC)
Il capitano Frau è in vacanza dal 2 giugno, in una località segreta della costa gallurese non lontana dall’Istituto professionale dove Andrea insegna matematica (l’anno prossimo esami di Stato, benedetti ragazzi), con i soldi raccolti da Scenicchia una sega #2 e destinati in origine ai fratellini (wooosh) della Pecora Elettrica (comunque è stato un successo).
Francesco Quaranta, dopo i noti fatti di un anno fa, è tornato a tempo pieno a ricoprire la carica di supplente social media manager di Verde e del Saggiatore. Risultati? Questo, questo, questo (AUCH).
Luca Marinelli è in Giappone alla ricerca della VOCE XX, il tratto distintivo del nuovo decennio per scrivere quel romanzo definitivo dell’Antropocene senza inverni a cui lavora inutilmente da quindici anni.
Stefano Felici, Valerio Martelli e Federica Sabelli sono impegnatissimi in un progetto deviazionista top secret per cui vale il solito monito: ci vediamo a Firenze Rivista, chi riceverà l’invito, ovvio (eheheh).
Alessio Mosca sta facendo turismo sessuale a Cuba, in compagnia di Stefano Friani di Racconti Edizioni e Alessandro Pedretta de La Nuova Carne.
Paolo Gamerro scrive cose incomprensibili sul nostro gruppo Facebook non ufficiale (ban in vista, cari amici spumini).
Francesco Quatraro visualizza i messaggi Whattsapp ma non risponde dal 5 luglio.
Ciro Marino posta stories su Instagram con hashtag #ngoppAMergellina #Marechiar #trentaremi #SottAlunaGaiolaPortaFortuna.
Tutti in vacanza, tutti d’accordo a chiudere Verde ad agosto? Neanche per scherzo, benedetti ragazzi: il fu Commissa, al netto di tutte le pose assembleari da rivista che tanto piacciono a Vanni Santoni, ordina l’apertura del blog anche nel mese più freddo l’anno.
Così è deciso. Ogni lunedì continueremo a leggere i 16 racconti finalisti di SUS#2, i mercoledì Animali Tropicali e i famigerati racconti brutti fake Scelti da Voi, e i venerdì CALDO, la nuova rubrica di racconti estivi con il Diaframma aperto. Perché ogni settimana siamo depositari di almeno tre vostre argute email in cui ci chiedete “Perché Verde?” (e perché non leggete per una volta questa benedetta pagina?) e perché il canzoniere di Federico Fiumani segna le nostre origini (non vi si può nascondere nulla).
E allora: la canzone preferita di Ramses non è Verde, né Gennaio, né Beato me, ma Cielo d’Africa, che dovreste per forza ascoltare qua e solo qua, non la troverete online da nessun’altra parte.
E come ogni anno (non è vero, accadde una volta soltanto) il 2 agosto leggiamo Pierluca D’Antuono, che con Lettera a Emme raccoglie la sfida del nemico Tony Vena: basta storie, solo poesia mediocre in prosa.
E se non vi sta bene tenete gli occhi aperti: Andrea Frau si chiuderà in casa con duemila giornali porno, Francesco Quaranta seguirà i passi di un cane vagabondo, Simone Lisi fra sabbia e conchiglie cercherà la sua spiaggia (qualcuno ha detto Diana?), Luca Carelli si nasconderà sotto a un tavolo in una vasca di inchiostro blu. Praticamente un mucchio di stronzi pronti a soddisfare le vostre coprolalie narrative.
Ba ba ba, benedetti ragazzi, ba ba ba, pure se non ne vale la pena. È abbastanza chiaro?

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NOVO! PAZZESCO! ROMANO! #7: La sparizione di Alessio Mosca

Pierluca D’Antuono faraone del NOVO! PAZZESCO! ROMANO! e Ramses di Verde ci racconta la vera storia di Alessio Mosca, Er Fly, il dr Gonzo di Verde, già miglior “giovane” raccontista della lit-web e gran visir del concorso SuS #2.
Illustrazione memicchio della 
Loggia Rosa.
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A colpo sicuro #1: Il professore di Viggiù

aldo nove viggiu

AlBo NoBe, Il professore di Viggiù (Pink Lodge 2018)

“Mi è stato chiesto di scrivere una presentazione di questa nuova rubrica di Verde ideata da altri e che dovrebbe partire oggi con un peraltro mio pezzo su un romanzo appena uscito che ho molto amato e di cui non so niente. Recensioni su Verde non si sono mai lette, ma la redazione mi assicura che dopo i fatti degli ultimi mesi e tutta la polemichetta fallimentare sulla nostra chiusura, la guerra dei meme e la scenicchia toscana, 8×8 e la partecipazione a eventi prestigiosi della scenicchia romana occorre riallinearci, tenere dritta la barra e prestare servizio nella direzione di quel preziosissimo seppur gratuito lavoro culturale che da anni realtà importanti e amiche come Crapula Club, Rapsodia, Lahar Magazine e altri portano avanti con tenacia, in solitudine e isolamento” (Pierluca D’Antuono, A colpo sicuro #1: Il professore di Viggiù).
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Il film più bello della storia del cinema #4: Il tocco della medusa

Detto che Pierluca D’Antuono non va al cinema dal 1985, detto che lo schema che qua si diceva era una cosiddetta trilogia dell’eroina (parte uno e due), detto che gli appartamenti di Via Pescara in Roma non sono male ma non ristrutturati, Il tocco della medusa è Il film più bello della storia del cinema da vedere una domenica di novembre due ore prima di morire (nessuna traccia di L).
L’illustrazione è di E/P VI VI VI (anche qui). E dire che ci sembrava lei. Che diavolo sta succedendo?
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Insanguinati e seminudi a Bologna #6: Roma N57686

Roma N57686, scritto da Luca Carelli e firmato da Pierluca D’Antuono, ha chiuso Cronaca Verde a Bologna, la serata di racconti inediti a tema che il 3 novembre scorso abbiamo portato alla Confraternita dell’Uva (grazie ragazzi). La settimana prossima il disperso Luca Marinelli, allora assente ingiustificato. L’illustrazione è di Emmeppi, se condividete non ci offendiamo.
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Il film più bello della storia del cinema #3: Tunnel

Il film più bello di Massimo Pirri è Italia: Ultimo Atto? – indeed – ma per il terzo episodio de Il film più tossico della storia del cinema Pierluca D’Antuono ha scelto il prescindibile (solo per completisti) Tunnel aka Eroina (abbiamo uno schema), “da vedere a Roma o Milano, tra un incontro clandestino di omogeneizzazione e il casting di Helmut Berger e Corinne Clery”. Su In fuga dalla Bocciofila.
L’illustrazione è di Deadtamag0tchi.
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Il film più bello della storia del cinema #2: L’Imperatore di Roma

Pierluca D’Antuono ha scritto una lettera piena di domande agli imperatori di Roma Nico D’Alessandria e Gerry Sperandini: esiste un canone, o è forse un filone, che lega i minori in debito pasoliniano? È un cinema periferico o è Roma una immensa periferia? L’eroina è un MacGuffin e Battisti è il suo profeta o ogni cosa suona bene con Battisti? Ci costringeremo per sempre a scegliere tra Caligari e D’Alessandria? Biagio Antonacci, anche lui a San Patrignano, lo sapevi? Gerry è pazzo, posso chiamarti Ago? Eccetera eccetera, nella seconda puntata de Il film più bello della storia del cinema, naturalmente su In fuga dalla bocciofila.
L’illustrazione è di DeadTamag0tchi.
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BUIO PESTO@TODO MODO #9: SOTTO L’INFLUENZA DEL NUVOLARI DI DALLA

PLD

Pierluca D’Antuono, fotografia di Francesco Vignozzi

Siamo a Firenze al Buio Pesto della libreria Todo Modo da quasi tre mesi. Chiudiamo con Pierluca D’Antuono non perché oggi è il suo compleanno (auguri Commissario!), ma per la parte di eventi narrati in Sotto l’influenza del Nuvolari di Dalla e accaduti il 2 agosto di trentaquattro anni fa. 
Grazie Firenze (ci rivediamo presto), grazie Todo Modo, grazie In fuga dalla bocciofila e grazie Francesco Vignozzi: sue tutte le fotografie della serata.
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VERDE@NARRANDOM, IL CASO #3: IL CASO ROTKO

NARANDOMb - Cabras

Il logo di Narrandom rivisitato dal Cabras

Tempo fa Luca Marinelli, in qualità di cinghia di trasmissione tra le due redazioni, ha proposto uno scambio di racconti e di temi tra Verde e Narrandom. Esiti: qui tre karaoke devastanti e altre cose verdi che non faremo mai più (Giovanna Giordano, Martina Marasco e Jolanda Di Virgilio), di là il caso Frau, il caso Quaranta e Il Caso Rotko (o “l’ontologia della cosa terribile“) di Pierluca D’Antuono. Grazie alla redazione di Narrandom e un inchino riconoscente a Marco Cabras, che ha rifatto il loro logo.
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Il film più bello della storia del cinema #1: Arrebato

Fermi tutti! Pierluca D’Antuono è tornato (calma: In fuga dalla bocciofila, non su Verde) con un pezzone sul super cult Arrebato (qui se parlate spagnolo, qui se non temete spoiler) riassumibile in una premessa (“faccio un pessimo Facebook”=CAPS LOCK e condivisioni a caso) e quattro punti: Arrebato=filmone; Arrebato+Sert Torpignattara=”è possibile che io stia enfatizzando alcuni particolari”; film in versione originale senza sottotitoli=ok perché “i film non sono libretti d’istruzione”? (NO); BASTA NICOLINI.
L’illustrazione è di 
DeadTamag0tchi.
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