Tèrmiti e voltaren

“Una giornata intera a smontare e spostare mobili, sono stanco morto. Penso a Gesù crocifisso, io sono una termite e divoro il legno della croce per liberarlo dalla sofferenza. Ma gli insetti possono sconvolgere il disegno divino? La croce non può cadere, Gesù non può essere salvato. Il disegno deve compiersi. Prima di crollare dal sonno penso che Giuseppe era un falegname.”
Andrea Frau invece pensava a un seguito di questo racconto e forse rileggendo questo ha scritto Tèrmiti e voltaren. Noi intanto ci chiedevamo se droghe e farmaci ci hanno mai ucciso o sono solo i comportamenti umani che mica male. E non parliamo del sonno: pensiamo a noi sepolti vivi, l’illustrazione è di E/P VI VI VI, ma lentamente stiamo tornando umani e pienamente operativi e in funzione (viva la redazione unita). 

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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #1: Andrea Frau

Il lungo editoriale di ieri ha suscitato comprensibili reazioni di spaesamento e allarme tra chi ci segue. In queste ore collaboratori, lettori e semplici amici ci scrivono per chiedere che cosa sta succedendo e ci invitano a un po’ di chiarezza. Ci sembra l’occasione giusta per dare vita a un dibattito franco e trasparente sui motivi che ci hanno spinto ad annunciare la chiusura di Verde. Il primo intervento, duro ma leale, è di Andrea Frau. Seguiranno contributi degli altri redattori (l’illustrazione è di E/P VI VI VI).
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Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta (Lista ombelicale libri 2017)

Carissimi,
bentrovati su Verde, l’unica cosa della Internet italiana a non rivendicare natura o finalità letterarie (da tempi non sospetti). E allora, dice, chi siete, che volete, che fate? Di certo non pettiniamo lit-bambole: entriamo nel quarto anno di blog, che con i tre precedenti di cartaceo fanno sette anni di in-vi-dia-bi-le vita editoriale. I numeri del 2017 parlano chiaro (parlano? Chiaro?): 48 autrici e autori hanno esordito su Verde; abbiamo pubblicato 128 contributi tra atti unici, poesie e racconti, di cui solo 20 molto brutti e 5 brutti (la proposta di Pierluca D’Antuono di svelarne i titoli è stata cassata dalla pavidissima redazione, quindi no, non chiedeteci quali sono o scrivete a pierlucadantuono@gmail.com); i racconti più letti dell’anno sono stati questo, questo, questo; i meno letti non sono usciti qui (ma qui, qui e qui). Ricorderemo il 2017 per una quasi scissione, il ritorno a Firenze, l’amara constatazione di avere più pretendenti che lettori, la meritata morte di una rubrica, l’inspiegabile nascita di una nuova, la presa di Bologna, il mancato ritorno al cartaceo, il ridimensionamento della redazione (adesso siamo in sei, dal 2015 ne abbiamo fatti fuori due all’anno, chi saranno i prossimi? Via al televoto), una nuova rivista in città e per una importante lezione: resistere è inutile, leggere subito i racconti che ci inviate pure, perché tanto li avete già mandati ad almeno altre due riviste online e vai di pubblicazione a blog unificati (ma si può?).
Propositi per il 2018: rallentare ulteriormente i tempi di lettura, e non vi lamentate perché questa non è letteratura e noi facciamo quel che possiamo, quel che non possiamo non facciamo (Alberto Manzi, do you know?).
E quel che abbiamo già fatto non rifacciamo: niente Oroscopo dunque, ma una Lista ombelicale dei tredici migliori libri che abbiamo letto nel 2017 (in ordine sparso), scritti – indovinate un po? – da redattori, collaboratori e amici di Verde:

Paolo Gamerro, Sbiadire, Augh! 2017;
Simone Ghelli, Non risponde mai nessuno, Miraggi edizioni 2017;
Sandro Battisti, Giovanni De Matteo (a cura di), Nuove Eterotopie – L’antologia definitiva del Connettivismo, Delos Digital 2017;
Lukha B. Kremo, I Nerogatti di Briganti, Trilogia degli Inframondi vol. 3, Delos Books, 2017;
In Fuga dalla Bocciofila, Fino all’ultimo Haiku, 2017;
Gabriele Merlini (a cura di), ODI. Quindici declinazioni di un sentimento, Effequ 2017;
Stefano Solventi, Nastri, Eretica Edizioni 2017;
Gianluca Garrapa, Un ronzio devastante e altre cose blu, 2017;
Franco Sardo, SuperDio, Blonk 2017;
Luca Piccolino, Antartide, Sacco 2017;
Francesca Fiorletta, Borges non è mai esistito, L’Erudita 2017;
Lorenzo Vargas, Una più del diavolo, Las Vegas Edizioni 2017.

Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta lo ha scritto invece Andrea Frau, promosso stabilmente e con merito al lunedì. L’illustrazione è di Federica Consogno. Buon inizio di settimana amici, tornate a trovarci, noi stiamo sempre qua, vi aspettiamo.
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Insanguinati e seminudi a Bologna #2: Sono Federico!

VieniConMe

Giulfin, Vieni con me

A Bologna, il 3 novembre scorso, Andrea Frau (questa volta c’era) ha letto l’inedito Sono Federico!, scritto seguendo le rigide istruzioni impartite per la serata di Cronaca Verde alla Confraternita dell’Uva. Andrea, in combutta con Francesco Quaranta e Vinicio Motta, ha fatto molto di più, ma lo scoprirete soltanto quando ci decideremo a pubblicare i video della serata (questa volta ci sono tutti).
L’illustrazione è di Giulfin
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Faccio il morto su un cielo stellato

Verde, lo sapete (qui e qui), è retta in maniera illuminata ma severa dal nostro Caro Commissario, che nella sua longanimità (pur di non leggere i tanti racconti che ci arrivano e che siete pregati di continuare a inviare) ha previsto e autorizzato l’istituto della redazione, di cui fanno parte in ordine sparso Francesco Quaranta, Luca Marinelli, Paolo Gamerro, Domenico Mastrapasqua e Andrea Frau, già scissionista e scomparso, nonostante degli attuali redattori sia stato il primo a unirsi a Verde (maggio 2013).
In questi anni abbiamo letto Andrea quasi sempre il venerdì, con alcune notevoli eccezioni: avete amato Il tradimento resta? e Hai la faccia da Matteo? Adorerete 
Faccio il morto in un cielo stellato (sì, ha detto morto). E sapete cos’altro vi farà impazzire? Federico Bressani. Con noi tutto ottobre (bravino, eh?).
Buon inizio di settimana, restate “generosi, pazienti e tolleranti”, restate commissari.
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VERDE@NARRANDOM, IL CASO#1: SE UN GIORNO CADI DI FACCIA

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Il logo di Narrandom rivisitato da Marco Cabras

La ormai nota collaborazione tra Verde e Narrandom è entrata nella seconda caldissima fase. Da ieri abbiamo occupato il loro blog, dove dovremmo rimanere una sola settimana (FORSE) con racconti di Andrea Frau (suo Se un giorno cadi di faccia), Francesco Quaranta, Pierluca D’Antuono. Tema: il caso. Il Cabras intanto ha rifatto il logo ai ragazzi: bellissimo, no?
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BUIO PESTO@TODO MODO#4: L’UOMO COL CILINDRO E IL BAMBINO COL TOUPET

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Fotografia di Francesco Vignozzi

Il 13 maggio scorso eravamo alla libreria Todo Modo a Firenze, Andrea Frau si riposava in pace altrove, ma grazie all’esecutore testamentario Vinicio Motta (qui il video) abbiamo potuto leggere L’uomo col cilindro e il bambino col toupet, il quarto dei racconti inediti della serata Buio Pesto, che stiamo riproponendo ogni mercoledì qui sul blog.
La fotografia è di Francesco Vignozzi.

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HAI LA FACCIA DA MATTEO

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Momusso, Distanze

Qui in redazione il primo a leggere Hai la faccia da Matteo è stato Francesco Quaranta. “Vi piacerà”, ci ha assicurato in un piovoso martedì pomeriggio di febbraio, “è un Andrea Frau in un certo senso inedito”. A richiesta di chiarimenti (bella forza, inedito, e che facciamo ripubblichiamo sempre gli stessi racconti?), così ha risposto: “Oggi Andrea non combatte guerre ideologiche, non condanna personaggi discutibili, non fa ridere né sorridere. Oggi Andrea crea un contatto”. Qualsiasi cosa volesse dire, ci è sembrata convincente e così lo abbiamo letto. E oggi, lunedì, lo proponiamo anche a voi, con una illustrazione di Momusso (Distanze).
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GATTINI™#20: ELLA GALTELLÌ, È SOLO POP

GATTINI è il contenitore degli orrori indifferenziati di Verde, ogni qualche venerdì qui e su Facebook. Oggi non c’è la consueta copertina di DeadTamag0tchi (calma, torna venerdì prossimo), ma una illustrazione regalo regale del grande Marco Cabras: nessun altro al mondo, così Andrea Frau, avrebbe potuto illustrare Ella Galtellì, è solo pop. Siamo molto molto indolenti questa notte, manca pure il solito gattino e non lo disegneremo. Statevi accorti, è venerdì. Miao.
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