Aponia

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Demerzelev – Pasolini intervista Ungaretti: Che cos’è un meme? #6

Ieri sulla nostra pagina Facebook si è parlato a lungo de “Il vi[tali]zio di Solange”, il terzo romanzo di Andrea Frau che leggeremo (forse) a maggio edito dalla più importante casa editrice fiorentina (o di Orbetello, se preferite).
La trama? Avvincente.
Il 25 aprile 2018 Paolo Bucinelli, in arte Solange, ha compiuto 66 anni. Le sfarzose celebrazioni con amici, parenti e fan non mettono di buon umore il famoso sensitivo, attore, cantante e conduttore, che ha un sogno inconfessato nel cassetto: tornare indietro nel tempo per poter leggere la mano del defunto Marco Pannella.
A mezzanotte Solange è pronto a stappare una bottiglia magnum di Joyau de France quando il suo cellulare vibra: una voce misteriosa gli annuncia che una macchina del tempo in Via della Panetteria è pronta a esaudire il suo desiderio, a patto che…
Solange si ritrova nella casa di Pannella il 18 maggio 2016, il giorno prima della morte dell’indimenticato leader radicale non violento transnazionale liberale e liberista. Scoprirà leggendogli la mano che Nuova Teramo, la capitale degli Stati Uniti d’Europa 5.0, verrà distrutta il 31 dicembre 3016 dai carri armati dell’Unione delle Repubbliche Sovraniste Salviniane. L’unica possibilità di salvare il sogno spinelliano di una Europa democratica, unita e federale è di convincere Marco Cappato e Maurizio Turco ad accompagnare Giacinto in Svizzera per poterlo ibernare.
Solange è pronto, ma la voce misteriosa tornerà insistentemente a minacciarlo e reclamare la funesta condizione del patto…

Riuscirà Paolo Bucinelli a fare dimenticare gli esiti disastrosi dei primi due romanzi di Frau? Non ne dubitiamo: Andrea ha definitivamente capito che sci-fi è il suo secondo nome – o il terzo, se siete fan del Tabagista – e non perde occasione di ricordarlo a noi altri realisti capitalisti. Prendi a esempio Aponia, seguito di questo bel racconto pubblicato sul nostro litblog preferito. Che cazzo vorrà poi dire Aponia? Desumetelo pure dal testo.
Che bella sarebbe un’antologia di parole inventate, un piccolo dizionario essenziale futuribile ma rigorosamente non fantastico? Curatori in ascolto: non ci provate, l’idea è già stata brevettata da Luca Marinelli (seguiranno dettagli).

È lunedì, il nostro giorno preferito come dicevamo qui. Il meme è offerto da Demerzelev. Buon inizio di settimana gente, mercoledì Scenicchia Full Showcase, venerdì Barbette, nei prossimi giorni vi aggiorneremo sull’operazione “Un troll in rivista”, “Rivista Parolaccia”, “Fake for Verde” o in qualsiasi altro modo vogliate chiamare le scaturigini dell’Affaire Pamplona (buona quella). Ciao bimbi, tuttyfrutty booom booom cica booom yeah.

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A COLPO SICURO #7: Dal tuo terrazzo si vede casa mia

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Elvis Malaj, Dal tuo terrazzo si vede casa mia (Pink Lodge 2018)

Buongiorno, come sapete siamo sotto attacco da dei troll (per maggiori informazioni andate sulla nostra pagina fb). Stiamo resistendo eroicamente, ma non neghiamo le difficoltà. Non linkiamo qua la nostra strenua difesa dai troll reazionari, ora torniamo a far rivista, basta sbraitare e contrattaccare. Già dall’editoriale crediamo che i segni della lotta siano visibili, ora siamo un po’ stanchini. Il senso di responsabilità è troppo forte per cui andiamo avanti con i nostri racconti come negli ultimi sei anni. Tre inediti a settimana e illustrazioni, che piova o che nevichi: questa è Verde.
Oggi pubblichiamo la settima puntata di A colpo sicuro, le recensioni di Verde. Andrea Frau , nostro lit-wrestler di punta, recensisce Dal tuo terrazzo si vede casa mia di Elvis Malaj, feat. Pink Lodge.

Quando vi chiederanno cosa significhi lit-wrestling fate leggere questa recensione e le nostre risposte agli attacchi di John Smith, Melody Stagno and co.
Buona lettura. ¡NO PASARAN!

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A colpo sicuro #2: L’impero del sogno

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L’impero del sog🤣 (Pink Lodge 2018)

Se vi diciamo agosto cosa vi viene in mente? A noi: “una Roma sfacciatamente monumentale”, giornali porno (ba ba ba), memorie del mio delitto efferato, il mese più freddo dell’anno, che odio il caldo (non vale la pena), il compleanno del Commissa. Insomma, ragazzi: Estate, come il titolo del romanzone dell’amico Leonardo Colombati, che ieri, come promesso, ha abbandonato Facebook. Caspita Leo, già ci manchi! Rispettiamo la tua scelta, ma vedi di ripensarci, o ritroviamoci almeno su Instagram! E non è detto che non ti si omaggi prima o poi in questo nostro nuovo spazio del mercoledì.
Non oggi, però.
Riassunto delle puntate precedenti: forse non tutti sanno che Aldo Nove è lo pseudonimo di Antonio Centanin, scrittore, poeta italiano e amico di Verde, nato a Viggiù il 12 luglio 1967. Wikipedia dice che lo pseudonimo trae origine dal testo del telegramma diffuso dal Comitato di Liberazione Alta Italia nell’aprile 1945 (e non abbiamo motivo di dubitarne), per comunicare il giorno (26) e l’ora (1 di notte) in cui dare inizio all’insurrezione armata partigiana Torino. I nostri lettori più attenti avranno già tolto la sicura alle loro calcolatrici scientifiche: avete ragione, 26×1 fa 26, ma provate adesso a sommare 2+6+1 (eh eh eh eh eh). Aggiungete ancora 1 e avrete Nicola Lagioia.
Quel cannibalaccio di Aldo ha scritto tra le altre cose Il professore di Viggiù, il primo titolo scelto dal Commissa (qui) per inaugurare la settimana scorsa A colpo sicuro, la nostra nuovissima rubrica di letture rapide con occhio allenato e esperto. Perché a scrivere siamo buoni tutti, ma sapere leggere è un’altra cosa.
La seconda recensione è firmata dal vicecommissa Andrea Frau, che ha scelto nientepopodimenoche Vanni Santoni, nome proprio dell’autore de L’impero del sogno, una “Storia infinita girata da Michael Bay con la supervisione dell’economista Michele Boldrin” (la bomba estallo).
Venerdì leggeremo la quinta puntata di Liminal Personae. Ogni lunedì di agosto, dietro le serrande abbassate del blog, continueremo presuntosi a covare cancri pei due libri che abbiam letto e a recensire i grandi libri italiani che hanno segnato il nostro immaginario.
Il memicchio è di Pink Lodge. Ciao, ricordatevi che c’è una parola tedesca per tutto, anche per il compleanno di Andrea Zandomeneghi, che è oggi (auguri). E non vi abbattete: tornerà un altro inverno.
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Tèrmiti e voltaren

“Una giornata intera a smontare e spostare mobili, sono stanco morto. Penso a Gesù crocifisso, io sono una termite e divoro il legno della croce per liberarlo dalla sofferenza. Ma gli insetti possono sconvolgere il disegno divino? La croce non può cadere, Gesù non può essere salvato. Il disegno deve compiersi. Prima di crollare dal sonno penso che Giuseppe era un falegname.”
Andrea Frau invece pensava a un seguito di questo racconto e forse rileggendo questo ha scritto Tèrmiti e voltaren. Noi intanto ci chiedevamo se droghe e farmaci ci hanno mai ucciso o sono solo i comportamenti umani che mica male. E non parliamo del sonno: pensiamo a noi sepolti vivi, l’illustrazione è di E/P VI VI VI, ma lentamente stiamo tornando umani e pienamente operativi e in funzione (viva la redazione unita). 

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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #1: Andrea Frau

Il lungo editoriale di ieri ha suscitato comprensibili reazioni di spaesamento e allarme tra chi ci segue. In queste ore collaboratori, lettori e semplici amici ci scrivono per chiedere che cosa sta succedendo e ci invitano a un po’ di chiarezza. Ci sembra l’occasione giusta per dare vita a un dibattito franco e trasparente sui motivi che ci hanno spinto ad annunciare la chiusura di Verde. Il primo intervento, duro ma leale, è di Andrea Frau. Seguiranno contributi degli altri redattori (l’illustrazione è di E/P VI VI VI).
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Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta (Lista ombelicale libri 2017)

Carissimi,
bentrovati su Verde, l’unica cosa della Internet italiana a non rivendicare natura o finalità letterarie (da tempi non sospetti). E allora, dice, chi siete, che volete, che fate? Di certo non pettiniamo lit-bambole: entriamo nel quarto anno di blog, che con i tre precedenti di cartaceo fanno sette anni di in-vi-dia-bi-le vita editoriale. I numeri del 2017 parlano chiaro (parlano? Chiaro?): 48 autrici e autori hanno esordito su Verde; abbiamo pubblicato 128 contributi tra atti unici, poesie e racconti, di cui solo 20 molto brutti e 5 brutti (la proposta di Pierluca D’Antuono di svelarne i titoli è stata cassata dalla pavidissima redazione, quindi no, non chiedeteci quali sono o scrivete a pierlucadantuono@gmail.com); i racconti più letti dell’anno sono stati questo, questo, questo; i meno letti non sono usciti qui (ma qui, qui e qui). Ricorderemo il 2017 per una quasi scissione, il ritorno a Firenze, l’amara constatazione di avere più pretendenti che lettori, la meritata morte di una rubrica, l’inspiegabile nascita di una nuova, la presa di Bologna, il mancato ritorno al cartaceo, il ridimensionamento della redazione (adesso siamo in sei, dal 2015 ne abbiamo fatti fuori due all’anno, chi saranno i prossimi? Via al televoto), una nuova rivista in città e per una importante lezione: resistere è inutile, leggere subito i racconti che ci inviate pure, perché tanto li avete già mandati ad almeno altre due riviste online e vai di pubblicazione a blog unificati (ma si può?).
Propositi per il 2018: rallentare ulteriormente i tempi di lettura, e non vi lamentate perché questa non è letteratura e noi facciamo quel che possiamo, quel che non possiamo non facciamo (Alberto Manzi, do you know?).
E quel che abbiamo già fatto non rifacciamo: niente Oroscopo dunque, ma una Lista ombelicale dei tredici migliori libri che abbiamo letto nel 2017 (in ordine sparso), scritti – indovinate un po? – da redattori, collaboratori e amici di Verde:

Paolo Gamerro, Sbiadire, Augh! 2017;
Simone Ghelli, Non risponde mai nessuno, Miraggi edizioni 2017;
Sandro Battisti, Giovanni De Matteo (a cura di), Nuove Eterotopie – L’antologia definitiva del Connettivismo, Delos Digital 2017;
Lukha B. Kremo, I Nerogatti di Briganti, Trilogia degli Inframondi vol. 3, Delos Books, 2017;
In Fuga dalla Bocciofila, Fino all’ultimo Haiku, 2017;
Gabriele Merlini (a cura di), ODI. Quindici declinazioni di un sentimento, Effequ 2017;
Stefano Solventi, Nastri, Eretica Edizioni 2017;
Gianluca Garrapa, Un ronzio devastante e altre cose blu, 2017;
Franco Sardo, SuperDio, Blonk 2017;
Luca Piccolino, Antartide, Sacco 2017;
Francesca Fiorletta, Borges non è mai esistito, L’Erudita 2017;
Lorenzo Vargas, Una più del diavolo, Las Vegas Edizioni 2017.

Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta lo ha scritto invece Andrea Frau, promosso stabilmente e con merito al lunedì. L’illustrazione è di Federica Consogno. Buon inizio di settimana amici, tornate a trovarci, noi stiamo sempre qua, vi aspettiamo.
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Insanguinati e seminudi a Bologna #2: Sono Federico!

VieniConMe

Giulfin, Vieni con me

A Bologna, il 3 novembre scorso, Andrea Frau (questa volta c’era) ha letto l’inedito Sono Federico!, scritto seguendo le rigide istruzioni impartite per la serata di Cronaca Verde alla Confraternita dell’Uva. Andrea, in combutta con Francesco Quaranta e Vinicio Motta, ha fatto molto di più, ma lo scoprirete soltanto quando ci decideremo a pubblicare i video della serata (questa volta ci sono tutti).
L’illustrazione è di Giulfin
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Faccio il morto su un cielo stellato

Verde, lo sapete (qui e qui), è retta in maniera illuminata ma severa dal nostro Caro Commissario, che nella sua longanimità (pur di non leggere i tanti racconti che ci arrivano e che siete pregati di continuare a inviare) ha previsto e autorizzato l’istituto della redazione, di cui fanno parte in ordine sparso Francesco Quaranta, Luca Marinelli, Paolo Gamerro, Domenico Mastrapasqua e Andrea Frau, già scissionista e scomparso, nonostante degli attuali redattori sia stato il primo a unirsi a Verde (maggio 2013).
In questi anni abbiamo letto Andrea quasi sempre il venerdì, con alcune notevoli eccezioni: avete amato Il tradimento resta? e Hai la faccia da Matteo? Adorerete 
Faccio il morto in un cielo stellato (sì, ha detto morto). E sapete cos’altro vi farà impazzire? Federico Bressani. Con noi tutto ottobre (bravino, eh?).
Buon inizio di settimana, restate “generosi, pazienti e tolleranti”, restate commissari.
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VERDE@NARRANDOM, IL CASO#1: SE UN GIORNO CADI DI FACCIA

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Il logo di Narrandom rivisitato da Marco Cabras

La ormai nota collaborazione tra Verde e Narrandom è entrata nella seconda caldissima fase. Da ieri abbiamo occupato il loro blog, dove dovremmo rimanere una sola settimana (FORSE) con racconti di Andrea Frau (suo Se un giorno cadi di faccia), Francesco Quaranta, Pierluca D’Antuono. Tema: il caso. Il Cabras intanto ha rifatto il logo ai ragazzi: bellissimo, no?
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BUIO PESTO@TODO MODO#4: L’UOMO COL CILINDRO E IL BAMBINO COL TOUPET

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Fotografia di Francesco Vignozzi

Il 13 maggio scorso eravamo alla libreria Todo Modo a Firenze, Andrea Frau si riposava in pace altrove, ma grazie all’esecutore testamentario Vinicio Motta (qui il video) abbiamo potuto leggere L’uomo col cilindro e il bambino col toupet, il quarto dei racconti inediti della serata Buio Pesto, che stiamo riproponendo ogni mercoledì qui sul blog.
La fotografia è di Francesco Vignozzi.

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