VERDE@NARRANDOM, IL CASO#1: SE UN GIORNO CADI DI FACCIA

NARANDOMb - Cabras

Il logo di Narrandom rivisitato da Marco Cabras

La ormai nota collaborazione tra Verde e Narrandom è entrata nella seconda caldissima fase. Da ieri abbiamo occupato il loro blog, dove dovremmo rimanere una sola settimana (FORSE) con racconti di Andrea Frau (suo Se un giorno cadi di faccia), Francesco Quaranta, Pierluca D’Antuono. Tema: il caso. Il Cabras intanto ha rifatto il logo ai ragazzi: bellissimo, no?

Federico “Bood” Sorel finì in galera la prima volta per puro caso. Un tale, Federico Sorelli di Cassino, aveva truffato centinaia di persone su Internet. Sulle pratiche d’arresto caddero due gocce di caffè che coprirono le ultime due lettere del cognome, così al momento della digitalizzazione dei dati un impiegato scrisse: “Sorel”.
Per questo scambio di persona si fece due anni di carcere.

La seconda volta, Sorel fu arrestato giustamente, ma in maniera ancora più rocambolesca. Federico “Bood” Sorel avrebbe dovuto prendere un treno, era in ritardo, corse come non mai, ma una volta arrivato alla stazione inciampò sui gradini e rovinò a terra. Una ragazza, approfittando della situazione, rubò la sua valigia e scappò via. Sorel la guardò impotente fuggire.

Nella sala d’aspetto dell’ospedale, venne a sapere dalla tv che il treno che avrebbe dovuto prendere era deragliato: settantasei morti. La ragazza portò la valigia di Sorel, senza nemmeno guardarne il contenuto, al commissariato più vicino. Disse d’essersi insospettita, d’averla trovata alla stazione, abbandonata vicino ai bagni.

La ragazza, in realtà, aveva appena vinto duecentomila euro con un gratta e vinci e aveva deciso di sdebitarsi con la fortuna, col karma o chissà che altro, compiendo una buona azione. Dentro la valigetta, le forze dell’ordine rinvennero l’agenda di Sorel, due maschere di Marco Columbro e di Flora Dora, quattro caricatori e duecentomila euro in contanti. Quanto bastava per collegare “Bood” alla rapina di qualche giorno prima.

Quando i carabinieri andarono a prelevarlo dalla sua abitazione gli chiesero un caffè. Sorel disse che lo odiava, il caffè. Uno degli agenti, deluso, gli domandò: «Ma chi è il cristiano che non ha del caffè in casa?», e lo colpì col manganello alla bocca dello stomaco.
Sorel finì dentro per rapina a mano armata. Si fece dieci anni.

Continua su Narrandom

Andrea Frau

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