Luana Vecchio

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Luana Vecchio

Questo mese avremo l’onore di accompagnare qualcuno dei nostri racconti con una selezione di tavole disegnate da Luana Vecchio. Cogliamo l’occasione per ringraziare Claudia D’Angelo che ci ha fatto compagnia per tutto marzo (ma non se ne va mica eh, ormai è di casa, e chi la molla più?)

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Vomito

Ieri alle ore 21:23, la redazione riunita in videoconferenza riceve una strana chiamata. La voce all’altro capo di Skyipe dice di essere il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
“Chi?”, dice Luca Marinelli, che viene immediatamente estromesso dalla chiamata.
“Fermi tutti”, salta su Quaranta, “Lei non è affatto Giuseppe Conte, al massimo può essere Dario Ballantini che imita Conte. Io sono un esperto di queste cose. Non me la si fa.”
“E va bene”, dice la voce, “sarò chi volete che io sia.”
Dopodiché compare un link nella chat condivisa. Porta ad una pagina worpress chiamata Vomito. Segue una trascrizione fedele delle parole dell’uomo al telefono:

“In piena emergenza democratica da quarantena, quelli di Verde hanno avuto l’ennesimo colpo di genio: hanno creato il primo esperimento sociale della storia della Litweb, l’unica rivista letteraria che abbia un senso dopo il fallimento dello sciopero delle riviste. Prendiamo atto e creiamo questa vetrina senza filtri editoriali in cui chiunque può pubblicare. Questo ovviamente porterà alla sconfitta di tutte le riviste. È la dimostrazione dell’inutilità… E mentre lo dico, penso in particolare a S*** *****a c***a, e B**m e i coglioni di E***** Rivista…”

“A me pare, signor Presidente, che lei sappia un po’ troppe cose sulle riviste online…”, interviene Felici tutto sospettoso; e poi aggiunge: “Chiaramente si deve annoiare parecchio pure lei in questi giorni eh eh eh”. Ma all’altro capo, più niente.

Dunque, come funziona Vomito? Facile: ecco le istruzioni

     1. Cliccate qui o andate sulla pagina https://vomitobierde.wordpress.com/ e seguite le istruzioni del post in evidenza. Le credenziali d’accesso sono le seguenti:

          nome: vomitolibero@gmail.com

          password: vomitolibero2020

     2. Una volta dentro, in alto a sinistra troverete il pulsante “+ scrivi”.

     3. Autopubblicate il cazzo che vi pare

    4. Se vi ricordate di fare il logout è meglio

    5. Se non avete un cazzo da fare, potete leggere i racconti caricati dagli altri.        Oppure farvi i cazzi vostri.

L’illustrazione qua sopra è di Claudia D’Angelo. Ce l’abbiamo solo noi.

 

Furto Omega

E se la pandemia fosse il modo in cui l’universo sta cercando di dirci: “Ehi ho visto Avengers Endgame! Ottima idea quella di Thanos, ma lo sai che quasi quasi…”?

Quello che sappiamo per certo è che, su scala macroscopica, il cosmo è da tempo sulla strada della morte termica, la massima entropia, la dissipazione di tutta l’energia a disposizione per compiere lavoro. E non una traccia di reddito cosmico all’orizzonte. Forse la pandemia non c’entra nulla con tutto ciò, ma è chiaro come almeno il pianeta stia prendendo un bel respiro intanto che noi ce ne stiamo tutti a casa. A fare che? 

Be’ stamattina a leggere un racconto di Lukha B. Kremo, che solleva delle suggestioni interessanti su questi argomenti. Ai nostri amici appassionati di fantascienza e fantastico questo nome non suonerà nuovo, come è giusto che sia. 

Lo accompagna un collage di Claudia D’Angelo.

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Gioventù Etrusca #2: Increabile

GIOVENTUETRUSCA

La guerra è finita

“Verde è una repubblica. Il potere redazionale emana dai singoli”, dice la nostra costituzione. E in questi giorni di isolamento niente cambia. Tuttavia, l’assemblea plenaria Bierde è costretta a riunirsi suo malgrado in videoconferenza (qua tutte le sere). Cosa che influisce negativamente sulla voglia dei “singoli” di mettersi i pantaloni, di presentarsi puntuali o anche solo semplicemente di fare un post quando programmato. Classic Verde direte voi. Ma no, non si scherza un cazzo, la situazione è seria, la situazione è grave: la bolla litweb sta collassando in decine e decine di dirette Instagram e video Facebook (persino l’irreprensibile Dentello ha “ceduto alla vanità“). Ma noi abbiamo un piano per ripartire. Quale?
Gioventù Etrusca: il modello sincretico de La Nuova Verde in cui convergono le scenicchie già inconciliabili, confederate nella grande dodecapoli della Litweb.
Non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori laziali, toscani, umbri, campani, dal gusto ellenico. Etruschi.
La guerra è finita, ma aspettate ad abbracciarvi. Social Distancing.
Luca Marinelli torna su rivista con un racconto scritto a quattro mani insieme a Pierluca D’Antuono. Si intitola Increabile ed è l’esperienza litweb più intensa che vi capiterà di vivere oggi, parola nostra. Ciao, torniamo venerdì, posto che qualcuno rimanga.

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#2 Un’Apocalisse italiana, 28 giorni dopo l’ombra dello scorpione nel day after a: Bolzano (Rita Lipardi)

Il nostro collega Simone Bachechi dice che l’intera bolla editoriale se ne sta seduta sul divano di casa a grattarsi il sedere e a decantare il piacere della lettura in quarantena: “Quando sappiamo tutti benissimo che noia sia leggere libri, libelli, racconticchi, articolozzi e blogghetti; leggere per gli altri poi… Puah! In diretta Instagram o Tik Tok poi… Maremma contagiata!”

Solo Verde è disposta a buttarsi sul campo per raccontarvi lo zeitgeist, a sporcarsi le mani (e poi a disinfettarle ben bene eh eh eh). Come? Be’ prima di tutto il nostro presidio di redazione sta prontamente segnalando a chi di dovere le situazioni sospette che hanno luogo nelle nostre belle strade italiane: possibili ripetute violazioni del DPCM di settimana scorsa? (qui il risultato della nostra attività di vigilanza. Necessaria? A quanto pare, oh yes).

E poi c’è appunto la nostra rubrica: Un’apocalisse italiana, 28 giorni dopo l’ombra dello scorpione nel day after a. Seconda settimana di quarantena totale, secondo appuntamento. Oggi con Rita Lipardi. Il collage è di Claudia D’Angelo.

Permetteteci di segnalare inoltre le uscite di due nostri cari amici che in questi tempi di isolamento potreste esservi persi:
La bambina di un milione di anni, di Lorenzo Vargas, per Las Vegas edizioni, in vendita da giovedì scorso
Moonlight motel, Parigi, di Sergio Gilles Lacavalla, per Wojtek edizioni, disponibile proprio da oggi
Un abbraccio boyz.

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#1 Un’apocalisse italiana, 28 giorni dopo l’ombra dello scorpione nel day after a: Busto Arsizio (Paolo Gamerro)

“Oggi in Italia ci sono stati sei casi di riviste palestra diventate collane editoriali indipendenti.
Sono le 21:36 di domenica 8 marzo 2020.”

“Cioè vogliamo sfruttare questa cosa delle quarantene” (SIC), ci scrive un ex redattore e lettore assiduo su Facebook.
Sni, come dicono quelli, ma caro amico, tu manchi il punto: prima o poi noi si doveva tornare, perché lo si era promesso dopo i noti fatti degli ultimi tempi. E a fare che, ci chiederai allora. A raccontare, si capisce: a provarci.
Che cosa? Un’apocalisse italiana, 28 giorni dopo l’ombra dello scorpione nel day after a, il tentativo itinerante di raccontare il tempo attorno a noi che rallenta, le domeniche da sempre passate così, la paura e il cibo, il virus, il dubbio di essere rimasti incastrati nelle bacheche social di Matteo Meschiari e Tony Vena, soltanto una mattina come tante altre, la situazione è seria e non c’è niente da ridere. Che c’è di nuovo, ci chiede Twitter. Praticamente tutto, Jack. Non è successo niente.
Eppure le riunioni di redazione degli ultimi giorni sono strane.

Andrea è il primo a staccare, dal 5 marzo è in call con quelli del Team CampuStore per portare la G-Suite nell’istituto tecnico dove di giorno insegna italiano e di sera smanetta da animatore digitale. Francesco non può uscire di casa, la settimana scorsa gli hanno chiuso il ristorante, adesso l’intera città, Orzinuovi fantasma, a causa di un torneo di bocce devastante (qualcunu ha detto In fuga dalla Bocciofila?) e altre cose divertenti che per il momento non faremo più. Luca ha dovuto rinunciare a “Laboratorio Racconto”, il corso di scrittura creativa che ogni anno tiene in un importante e deprivato istituto comprensivo della periferia sud-est di Roma: adesso sta traducendo per Ibba i cinque volumi di The Familiar. Simone, ultimo arrivato (benarrivato!), è ancora immerso nello studio degli sterminati archivi di Verde (faldoni annata 2018).
È tornata La Nuova Verde, semplicemente, con una nuova redazione e un nuovo logo pazzesco creato dalla nostra artista in residenza Claudia D’Angelo
Abbiamo passato gli ultimi mesi a pensare e a studiare una nuova storia da scrivere e raccontare, non abbiamo mai avuto le idee così poco chiare, ma la direzione c’è. E il tempo a quanto pare non mancherà. Le parole in esergo sono di Pierluca D’Antuono: gli avevamo chiesto due righe per questo editoriale redazionale di ripartenza, il primo senza di lui, lui vi saluta da lontano e ci benedice così.
Il collage è di Claudia D’Angelo, la nostra artista in residenza (lo avevamo già detto?).

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Il Minimo

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Questo racconto di Stefano Felici venne pubblicato nel 2017 su di una rivista palestra alquanto famosa e tutti vissero Felici e contenti eh eh eh eh. E invece no.

La settimana scorsa Stefanino nostro stava a casetta con la radio a tutto volume sintonizzata su LifeGate che trasmetteva del sano folk balsamico, mentre con cura affettava il sedano da mettere a soffriggere. Già l’olietto sfrigolava in padella con quel giusto po’ di cipolla che faceva sollevare la testa ai passanti giù in strada e incuriosiva tutti i gatti randagi del quartiere, mmm, che profumino. Che pace.
Quand’ecco che il vetro della finestra esplode in mille pezzi! Stefano chiede subito alla santa vergine Maria cosa diamine succede. Qualcosa avvolto nella carta, poco più grosso di un pugno, ha spaccato il vetro. Stefano lo raccoglie, è pesante, apre l’involto, contiene un mattone che il Nostro – grazie alla sua passione per i siti di costruzione e i ponteggi –  identifica subito come di tipo doppio semipieno, ma niente di che. Sono tuttavia i fogli accartocciati a catturare la sua attenzione: sorpresa! Si tratta di quel bel raccontiello pubblicato anni fa sulla famosa rivista palestra gestita da persone per bene. Che succede? Qualcuno vuole forse male a Stefanino? Forse non avevano altro modo di contattarlo? Forse si tratta di una ripicca oppure, dio non voglia, di una minaccia?

Domande che non troveranno mai una risposta. Nel dubbio, noi daremo una nuova casa a questo piccolo raccontiello sbandato. Ecco a voi Il Minimo di Stefano Felici.

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La “Nuova” Nuova Verde

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In data odierna ci è consentito finalmente tirare un sospiro di sollievo e accogliere il ridente futuro di Verde Rivista. Dopo aver raccolto il 61,1% dei sì nel referendum della settimana scorsa, oggi proclamiamo a gran voce che Verde, La Nuova Verde, è una democrazia a tutti gli effetti. Niente più commissari, faraoni, leoni, giraffe, sacerdoti, capistazione, imam, rabbini, presidenti, bulletti, supereroi, royal babies, capitani, capitoni e capodogli! La redazione, finalmente padrona del proprio destino, promulga la seguente prima parte della nuova costituzione.

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Quesito referendario sulla forma di governo da dare a La Nuova Verde

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Emanuele Cavalli, L’amicizia (1933)

Dopo il comunicato del 31 dicembre scorso con cui Pierluca D’Antuono annunciava l’uscita da Verde (qua) e il documento unitario di risposta (7 gennaio 2020, qua), la redazione de La Nuova Verde ha deciso di indire un quesito referendario per decidere la forma di governo da darsi in futuro.
La partecipazione a questo momento importante della vita democratica di Verde è riservata alle nostre amiche, ai nostri amici e a chi ha a cuore le sorti della nostra rivista.
Si vota da oggi, martedì 13 gennaio 2020, a domenica 19 gennaio 2020. I risultati verranno scrutinati e resi noti da lunedì 20 gennaio 2020 qui sul blog e sulla nostra pagina Facebook.

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