Sono passi – tacchi – di danza

“Questa è la biografia inverosimile di Lorenzo Zerbola, nato e vissuto per diciannove anni dalle parti di Biella, e poi un po’ a Bologna e un po’ a Torino. Quasi laureato in lettere moderne a Torino, Sono passi tacchi di danza è il suo primo racconto che viene pubblicato. Ha un blog del tutto in fase di costruzione che si chiamerà Hernybluh e che lo dice già così poi i lettori del futuro lo troveranno, quelli del presente no. Se deve dire quali autori gli piacciono direbbe ultimamente John Irving e Walter Scott – anche se il preferito di sempre resta Boris Vian – e se deve dire cosa gli piacerebbe fare, non lo sa cosa gli piacerebbe fare. Forse scrivere, forse; cantare no.”
L’illustrazione è di Emmeppi. La settimana prossima sarà l’ultima: Sergio Gilles Lacavalla, Luca Marinelli, Raimondo Maniero, poi traslocheremo. Ciao!
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Insanguinati e seminudi a Bologna #6: Roma N57686

Roma N57686, scritto da Luca Carelli e firmato da Pierluca D’Antuono, ha chiuso Cronaca Verde a Bologna, la serata di racconti inediti a tema che il 3 novembre scorso abbiamo portato alla Confraternita dell’Uva (grazie ragazzi). La settimana prossima il disperso Luca Marinelli, allora assente ingiustificato. L’illustrazione è di Emmeppi, se condividete non ci offendiamo.
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Tra poco saranno qui

La parte più difficile nel fare Verde non è rispondere alle vostre numerosissime email, leggere, mettere ai voti e selezionare i tantissimi racconti che ci inviate, editarli brutalmente, compiacerci in chat di redazione, scegliere le illustrazioni, aggiornare il blog tre volte a settimana, insultare pubblicamente Luca Marinelli (tutte cose che ci riescono benissimo), ma scrivere queste poche righe redazionali. Chiunque sia a farlo, ci sono delle regole da seguire rigidamente: cordialità prima di tutto (non vogliamo offendere nessuno); un link interno ogni due-tre parole (le statistiche sono importanti); prosa brillante e giochi di parole originali (no pigrizia né sciatteria). Allora, sicuri che tutti i nostri amati lettori Tra poco saranno qui, “tuffiamoci” in questa nuova eccitante settimana di Verde con  Federica Sabelli, che si è diplomata alla Scuola Holden di Torino con una raccolta di racconti, ha fondato Tuffi (qui Facebook), una bella e intelligente rivista di racconti brevi e brevissimi e oggi è per la prima volta con noi. Mercoledì leggeremo l’ultimo episodio di Cronaca Verde a Bologna, (anzi, il penultimo), venerdì un nuovo importante esordio. Ciao, l’illustrazione è di Emmeppi, cordialità e buon lunedì.
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Tsantsa (la risposta giusta)

Ciao, noi siamo Verde e amiamo Firenze, se non lo sapevate aka se avete perso le puntate precedenti (qui, qui) aka se non siete nostri lettori (sospendiamo il giudizio), restate sereni perché questa settimana vi abbiamo permesso di scoprirlo: lunedì abbiamo letto Lavinia Ferrone, mercoledì Simone Lisi, oggi Matthew Licht con Tsantsa (la risposta giusta). L’illustrazione è di Emmeppi. Buon fine settimana, un abbraccio a tutti gli avvocati che ci leggono.
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Insanguinati e seminudi a Bologna #5: Sei microatti per un microdramma

Venerdì 3 novembre 2017, La confraternita dell’Uva, Cronaca Verde a Bologna: Simone Lisi c’era con l’inedito Sei microatti per un microdramma (e loro sempre molto amati da queste parti). Mercoledì prossimo ultimo racconto del Commissario, quindi extra bonus ghost track del disperso inedito perduto, intanto da oggi abbiamo un nuovo illustratore (benvenuto Emmeppi e grazie Giulia). E s’approfitta l’occasione anche pe’ rihordavvi che la settimana fiorentina (a proposito: domani tutti in Piazza della Passera, racconti brevissimi e kaiseki di fine autunno, l’invito è qui) proseguirà venerdì con Matthew Licht.
さようなら

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Emmeppi (Marco Pinna)

Tutti i giorni fa start up. Poi si lava la faccia e va a lavorare. È un mammifero carnivoro della famiglia dei disegnatori. È specie nota anche col nome di Disegnatore non comune o Disegnatore per passione, per evitare di ingenerare confusione con altre specie di disegnatore (come il Disegnatore pappagallo o il Disegnatore professionista). Questo animale rappresenta una delle specie di mustelidi di maggiori dimensioni. L’aspetto è quasi ursino, con corpo robusto e zampe corte e forti con grossi unghioni adatti a scavare. È un animale pacifico, tuttavia, se molestato, esso si rivela un avversario temibile e tenace.
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Alla deriva

alla deriva Baricelli

Cristiano Baricelli, Alla deriva

Tra gli autori di Verde si creano delle corrispondenze olistiche che non sfuggono alla nostra sana volontà di anfitrioni euristici: esempi sono Deadtamag0tchi e Paolo Gamerro, Andrea Frau e Il Cabras, Simone Lisi e Giulia Pex e adesso Lavinia Ferrone e Cristiano Baricelli di nuovo Alla deriva, l’ennesima astuta mossa in vista di un reading a Napoli. Buon inizio di settimana, la nostra sarà fiorentina: mercoledì ci sarà Simone Lisi, venerdì Matthew Licht.
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Una francamente deplorevole avidità

Mela

Giulfin, Mela

F. Lai è nato a Venezia e vive a Roma. Troppo timido per vivere di elemosina, lavora per un canale satellitare. Ha fondato e suonato in diverse band di scarso successo, e al momento porta avanti col nome di Flai un progetto solista e parecchio solitario. Collabora con Linus, presenta libri scritti da altri, ogni tanto legge in pubblico. Sta scrivendo un romanzo bellissimo dal 2002. Una francamente deplorevole avidità è il suo primo racconto per Verde, dove ci spiega bene come funziona Facebook.
L’illustrazione di Giulfin. Buon lunedì.
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Rosa! #1: Ho sposato uno zombie

rosa giulia canetto

Giulia Canetto, Rosa

Se siete nostri lettori conoscete già la nostra proverbiale maestria nelle rubriche: Casual Friday chiusa dopo un anno dall’ultimo arrivato, GATTINI falliti perché non abbastanza , sortite uniche, romanzi incompiuti, racconti abbandonati, le sole eccezioni sono di Sergio Gilles Lacavalla (qui e qui). In poche parole. Questa volta però è diverso: Luca Marinelli, che non ha mai lasciato nulla di intentato, ci ha convinti a colorare Verde di Rosa. Una volta al mese, da oggi (che doveva essere ieri). Come ha fatto? Così: “È da un po’ di tempo che ce l’ho in testa, un rosa sparato e poi niente, me lo immagino quando chiudo gli occhi, ci coloro i baffi alle tipe sulle parole crociate quando vado al gabinetto, me lo sogno, me lo sogno sempre, i miei sogni ormai sono come essere sospeso in una nuvola di zucchero filato, e c’è una voce che mi ripete ROSA, ROSA, ROSA, chissà se anche i profeti da giovani hanno cominciato così.
Allora ho fatto questo: sono andato dal nostro amato Commissario e gli ho detto che la letteratura rosa aveva bisogno di essere valorizzata, che non era possibile continuare senza che esistesse uno spazio in Italia che portasse in alto il nome troppo spesso denigrato della letteratura rosa e che la big babol, anche se fa davvero schifo come sapore, è una cosa che ci ricordiamo tutti perché è così rosa che non te la puoi scordare mai. Ho concluso esclamando, mentre lui aveva già sollevato un paio di sopraccigli: facciamo ROSA! Permettimi di dimostrare che il rosa non è un genere secondario, che tutto si può fare in chiave ROSA! Ti prego, non te ne pentirai.
Quando mi ha detto di sì doveva essere parecchio ubriaco, e dato che sono un chiacchierone doveva anche aver creduto che non mi sarei messo di buona lena a radunare una banda di pazzi che scrivessero su ROSA! per operare una rivalutazione, per mostrare che – a discapito di quello che si è portati a pensare – il ROSA! Ha infinite possibilità.
Il primo di questi pazzi, io credo, non poteva essere che Ferruccio Mazzanti. Ferruccio ce le ha tutte le caratteristiche per essere il primo a buttarsi con ROSA! È un visionario, ha una scrittura importante e ama gli zombie. E allora sono felicissimo di cominciare così, con Ho sposato uno zombie.”
La copertina è di Giulia Canetto.
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