Le vespe di agosto

Ciao ragazzi, siamo molto stanchi. È stata una stagione abnorme, iniziata con il ban da Facebook che ha portato alla fondazione della nuova pagina. E poi l’idea folle insel di organizzare un concorso tutto nostro in quattro serate (la finalissima a settembre), le amicizie rifiutate dai grandi di questo mestiere, che pure rispettiamo (non troppo, il giusto). E che dire del Dizionario minimo delle parole inventate? Un bel colpaccio pure quello. E ora? E ora ci troviamo alle prese con la gravidanza tripla di Sabelli e francamente dopo essere stati cacciati fuori dal coworking di Pesaro, be’, non sappiamo dove alloggeremo questa famiglia allargata. Quindi concedeteci qualche ritardo, ma state in campana che arrivano cose, as always, pazzesche. Besitos. 

Francesca Mattei ci manda un racconto che parla di dieci brutti presentimenti, di un abito comprato per un qualcuno che non si siede più a tavola per cena, di tanti piccoli modi per convincersi di essere felici. Ma anche di quel prurito che non se non se ne vuole andare mai. Con Le Vespe di Agosto è al suo esordio su Verde.

L’illustrazione è di Francesca Caruso.

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Sus#2 #2: La madre naturale

Prosegue la pubblicazione dei 16 racconti finalisti di SCENICCHIA UNA SEGA #2, il praticamente concorso letterario di Verde andato in scena a maggio a Roma e che si concluderà a settembre con la finalissima, alla Pecora Elettrica ricostruita, quando presenteremo il cartaceo autoprodotto e gratuito che testimonierà dell’evento romano 2019 (e non solo).
La settimana scorsa abbiamo pubblicato Algoritmo della transizione (qua), il racconto di Alessio Bacchieri Cortesi che ha preso parte alla prima serata del concorsone (Tomo, 4 maggio). La madre naturale di Pietro Verzina ha partecipato invece alla seconda serata, il 17 maggio scorso allo Sparwasser, insieme a Umberto Morello, Diego Rossi e Clara Cerri trionfatrice della serata. In giuria sedevano Andrea Zandomeneghi per la UR scenicchia (la Toscana, vincitrice ahilitweb finale), Monica Pezzella per la scenicchia campana, Emanuela Cocco per la scenicchia romana e Jimmy Gullit per la scenicchia di strada.
L’illustrazione è di Francesca Caruso. Ciao, buon inizio di settimana amiche e amici delle Marche, mercoledì 26 giugno saremo a RassegnAzioni, Festival delle riviste autoprodotte (qui) just like old times, ci venite a trovare?
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Sus#2 #1: Algoritmo della Transizione

Noi di Verde non siamo di certo stati con le mani in mano, anche se la scorsa settimana non abbiamo pubblicato i nostri canonici tre racconti. Ebbene sì, non solo c’era tutto un lavoro di restauro a cui sottoporre Ramses II per farlo riprendere dalla traumatica esperienza che è stato organizzare e portare a termine Scenicchia una Sega #2, ma stavamo pure organizzando l’esperimento del secolo: da oggi alle 9:00 (ora locale), Luca Marinelli e Simone Bachechi si sono scambiati di corpo e abiteranno uno le spoglie mortali dell’altro per tutta la settimana. Se incontrate Luca, trattatelo bene perché non state parlando con the Dog, ma con il buonissimo Simone (ve ne accorgerete dal tono di voce e dal timbro che a quanto pare resta invariato come unico indizio dell’identità; chissà se è così anche per la grafia e lo stile di scrittura wink wink).

Oggi leggiamo Algoritmo della Transizione di Alessio Bacchieri Cortesi, di cui non sappiamo praticamente nulla, se non che ha partecipato con Algoritmo della Transizione alla prima serata di Scenicchia una Sega #2 (qua tutti i racconti finalisti). Definizione un po’ circolare, ma ci accontenteremo. È un ottimo racconto.

L’illustrazione è di Francesca Caruso.
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Salvataggio automatico

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Oggi c’è l’ultima serata di Scenicchia una Sega #2- Praticamente un concorso!
Inizieremo alle 19 con la presentazione del Vocabolario minimo delle parole inventate (Wojtek Edizioni) con il can-curatore Luca Marinelli, il curatore ombra Ramses e alcuni autori.
Dopodiché, ultima serata del concorso più abnorme, pazzesco e xenofemminista che si sia visto:

IN GARA:
Fabio Cozzi, Bacarozzo
Wayne Gomez Palazzo, L’estensione del dominio della potta
Giada Sartori, Il turista
Valeria Zangaro, La capsula del tempo

IN GIURIA:
Alessandro Lolli (SCENICCHIA ROMANA)
Valeria Marzano (SCENICCHIA CAMPANA)
Simone Ghelli (SCENICCHIA TOSCANA)
Jacopo Marocco (SCENICCHIA DI STRADA)

Nella classifica generale conduce la UR SCENICCHIA TOSCANA con due punti di vantaggio sulla scenicchia campana. Praticamente tagliate fuori la scenicchia romana e quella di strada ma non si sa mai.

CI VEDIAMO ALLE 19 A CENTOCELLE Bancolibri Sulla Strada VIA DELLE ROSE 45.

Un’ora prima, invece, perché abbiamo studiato la relatività di Einstein in un manga, saremo al Best Off di Minimum Lab a parlare di riviste e disobbedienza con Not, A- Rivista Anarchica, Scomodo, Rivista Pazzesca e L’Opinione delle libertà. Ricorderemo Nanni Balestrini e, per chi ci sarà, avremo una sorpresa.

Siamo maturati senza imborghesirci, inutile negarlo. Abbiamo perfino preso a comprarci le camicie in società scollettando in cinque, sei, per non sfigurare più ai contest di camicie pazzesche.
A stasera amici e “amici”! Gli unici non ben accetti: i brocacisti (chiedere a Ramses).

Ma bando alla fisicità mondana! Oggi ospitiamo un testo con qualche interpunzione di Valerio Martelli che fa parte della sorpresa che vi dicevamo prima (Verde, Balestrini, disobbedienza, carta di canapa riciclabile, I.P…. non aggiungiamo altro).

Le illustrazioni sono di Valerio medesimo, il memicchio di copertina è della Loggia Rosa.
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Pseudociesi

 

La scena: esterno giorno, vicolo torinese fuori dalla Scuola Holden, caldo torrido, nessuno in giro. Luca Marinelli sta su una sedia di legno posta in mezzo alla strada, in bilico su due zampe si dondola all’indietro sbucciando un mandarancio. Canta una nenia siciliana, struggente ed esotica. In un dettaglio vediamo che sulla buccia arancione caduta a terra c’è inciso il nome “Posar”. D’un tratto si spalanca una finestra nel corpo centrale della Scuola Holden, compare il volto pallido di Ramses II, abiti cerimoniali e nemes a cingergli il capo. “UDITE UDITE STO MALE!” grida al vuoto estivo. “‘Nfuddì, meschinu” dice Luca tra sé e sé. “Sono incinto” rivela Ramses con solennità alla platea vuota. Ecco che dal fondo della via vediamo e sentiamo arrivare una banda di fiati capitanata da Andrea Frau… Si scopre che è tutto un sogno di Stefano Felici sognato da Porpora sognato da Quaranta. Eppure… Scenicchia una Sega #2 – praticamente un concorso quarta serata! Info a breve.

Ragazzuoli oggi con noi il mitico Sergio Oricci, sorprendentemente for the first time, il già autore di Cereali al Neon (effequ). Dice di sé: ho trentasette anni e vivo a Cluj-Napoca, in Romania, mi pareva giusto presentarmi. Il suo racconto è Pseudociesi.

L’illustrazione è di Francesca Caruso.

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Francesca Caruso

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Francesca Caruso illustrerà i nostri racconti da domani, per tutto il mese.

Francesca ama l’arte da quando è bambina, tanto da cercare quotidianamente il suo piccolo posticino al suo interno. Nasce in Calabria, vive a Torino, Bruxelles e Firenze, infine torna a casa. Diventa architetto e scopre un mondo parallelo a quello dell’arte che ne influenza il senso estetico. Il linguaggio usato oggi nei suoi disegni non è che il risultato di viaggi, conoscenze, incontri, sogni e ovviamente immagini.

“Qualsiasi opera artistica è frutto di un’ispirazione, un’informazione sviluppata dentro di noi, che prende forma per mezzo delle nostre mani. Da principio, l’idea si trasforma in un flusso che attraversa il corpo di chi l’ha concepita per poterne fuoriuscire e mostrarsi. Nel momento stesso in cui la creazione prende forma, noi stessi siamo parte di quella forma. La nostra opera ci incornicia e riflette la nostra anima potenziandola in maniera esponenziale. Così ciò che nasce come una piccola ed intima idea, per mezzo dell’arte si mostra come infinitamente più forte.”

Paternità

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Buongiorno, veniamo da giorni convulsi passati nella Society delle lettere. Dopo tanto virtuale ci siamo annusati e intrecciati tra sodali e “amici” ed è stato bello. La terza serata di SuS#2 è stata vinta dalla scenicchia fiorentina, la ur-scenicchia di Lavinia Ferrone e Vanni Santoni. Qua trovate tutto ciò che c’è da sapere sui fratelli Michelangelo per far bella figura in società, ma leggerlo male non fa. Vanni ci ha confermato che Luca-Louis Woooops, il curatore, Ramses-Enrico, il capo dipartimento egizio, Quaraoke-Rudra, Lauda boy e il cap. Frau-Cristiana (perché devo essere sempre il mr Pink?), satiro pacificato, rappresentano pienamente gli ashrama, le quattro fasi dell’induismo. Insomma, secondo l’autore Verde è come un impronunciabile tetragràmmaton, e noi, stupiti e abbacinati, non possiamo che prenderne atto.
Siamo stati a Napoli per la presentazione del Vocabolario Minimo delle parole inventate, alla libreria Wojtek di Oslo. Scrittori, per la maggior parte solo virtuali, come concetti ancora non fissati, hanno trovato la carta con le loro parole inventate, che da oggi ci impegniamo a usare ogni giorno, morendo o prendendo nuova vita. Esser su carta, significa esistere? ci ha chiesto un parcheggiatore insel. Se un’orchidea si chiamasse scenicchia avrebbe lo stesso odore? Non potevamo che rispondere con un COS di prammatica. Il curatore, Luca Marinelli, giardiniere dei fiori del male, coltivatore di bouganville saussuriane, vi saluta semioticamente.

Oggi c’è Lorenzo Vargas con Paternità (Lorè, ci devi dire qualcosa?). Namasté e buona lettura.

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A colpo sicuro #10: I Fratelli Michelangelo

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Scenicchia of the North Star

Buongiorno #amici, oggi è il grande giorno di Scenicchia una Sega #2, terza serata. Raga importante: siamo in via Pisanelli 2, vicino a Piazza del Popolo, alla sede di minimum fax. Non fate cagate, non andate per funghi. Qui tutte le info sui giudici e i concorrenti della serata. 

Mi raccomando bestiole, alle 18:30 Ramses II e Marinelli apriranno la serata con Vanni Santoni e la presentazione del suo romanzo I Fratelli Michelangelo.

Ma ormai lo sappiamo: ogni volta che il vate Santoni poggia i piedi su suolo romano, il nostro Capitan Frau salta il Mediterraneo pur di raggiungerlo. Egli non ha letto il libro, eppure ne ha acquistato un copia solo per avere l’occasione di avvicinarsi a Vanni e sussurrargli “questa città è troppo piccola per tutti e due”, sperando che poi Vanni sia di buon umore.

Come dicevamo, non l’ha letto, ma l’ha recensito a colpo sicuro, oggi, qui su Verde. Per la vostra gioia. Ci vediamo stasera, vi vogliamo bene.

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I meteorologi di Fez

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Allora, aprite le orecchie, prima di tutto un po’ d’ordine: la terza serata di Scenicchia una Sega #2 – praticamente un concorso si terrà presso la sede di minimumfax in via Pisanelli 2, zona Piazza del Popolo. Ci si trova tutti alle 18:30 per la presentazione de I Fratelli Michelangelo di Vanni Santoni.

Racconti in gara:
I Leggins di Lavinia Ferrone
Toccarsi di Graziano Gala
Eterni Bambini di Federica Patera
Fascismo Sessuale in 88 Twit di Enrico Seimandi

Giuria:
Scenicchia Toscana – Sarmi Zegetusa
Scenicchia Romana – Stefano Felici
Scenicchia Napoletana – Alfredo Zucchi
Scenicchia della Strada – Dionisio Izzek

Ospite d’onore della serata nientepopodimeno che il Capitano di Verde Andrea Frau.

Oggi torna con noi Simon(e) “Le Bon” Lisi con I Meteorologi di Fez un racconto che non è un racconto, bensì un elegante collegamento alla serata di venerdì. Come? Eh eh eh…

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Liminal Personae #11: Natalino V

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Iside Floriani, (I don’t wanna be buried in a) Pet Sematary

Elezioni europee 2019, la redazione di Verde c’è. Affluenza al 71%, nel nostro Parlamento La Sinistra è al 40%, + Europa al 60%, nessun grillosovranista eletto (spiace per Felici…), probabile nuovo Commissario: l’austero Bobby Camurri. Messaggio di Ramses II a tutti quelli che “Verde è un collettivo anarcopunx di sx”: UE COGLIONI COSA DOBBIAMO FARE PER DIMOSTRARVI CHE SIAMO DI DESTRA ci abbiamo pure il patetico calendiano pazzo (AUCH) (più Marinelli).
Siamo perduti lassù sui monti delle nostre bolle virtuali post editoriali a combattere il fascismo facendo fuoco sugli amici (e siamo amici di tutti), ma una cosa in comune con il Paese Reale ce l’abbiamo: non sappiamo votare. E gli analisti che in queste ore prendono la parola (ovviamente tutti maschi bianchi ultracinquantenni alla Polito, piuttosto che fare parlare e ascoltare una donna vi fareste cascare il cazzo)? Ci hanno tutti ragione: Renzi 2014, Di Maio 2018, Salvini 2019, this is L I T T E R A L L Y un paese bipolare. Il nostro psichiatra consiglia Gabapentin 300 due volte al giorno + Anafranil al mattino e 10 gocce di Melatonina Act alle 22:30.
Mentre noi cincischiamo su Crapula Club il Mostro (SIC) Greg Magini piazza i germi di un futuro (prossimo) manifesto della narrazione da cui sarà necessario (ri) partire e che per noi ha già un titolo perfetto: IL CRICETO DELL’IDENTITÀ. “Chi si lamenta è un imbecille. Non c’è cosa più grottesca di un buffone che cerca di sembrare una persona seria; la vetta della piramide è sicuramente occupata dagli scrittori che parlano della propria persona come se fosse interessante. Heh. Gli scrittori che credono nella letteratura ne stanno uscendo pazzi, stanno diventando tutti nazisti o giù di lì. Forse anche io. Pazzo dico, non nazista. La situazione socio-tecnologica è tale da avere ormai minato le condizioni di nascita e sviluppo delle subculture stesse, che si polverizzano nel magma vorticoso di una memetica che, trionfo del trotzkismo, si rivoluziona ogni minuto. Dove si ritrovano, in questo pulviscolo, i quanti di letteratura?” (prosegue qua). Well done Greg, ci inchiniamo e applausi: scordiamoci il passato.
Nanni era il migliore. Punto. Ne riparleremo presto.
Torna S.H. Palmer con Liminal Personae, Natalino V, puntata numero undici, e per la prima volta Iside Floriani illustra la nostra rivista. Siamo in viaggio in direzione Pomigliano d’Arco, sono arrivate le copie. Venerdì 31, terza serata di SUS#2 (ospiti di Minimum Fax in Via Pisanelli 2, zona Piazza del Popolo), ve le mostreremo.
“Ogni mattina Ivano Porpora si sveglia, controlla i risultati elettorali ed esulta un pochino dentro di sé, perché il PARTITO è secondo, e non è poi così male. Dopo apre il computer e controlla se quei bastardi di Verde Rivista hanno ancora fatto un meme su di lui. Ma! Cos’è questo? Un fuoco amico? Non se lo aspettava. Che fare? Come sempre nei momenti più difficili Ivano si piazza di fronte alla sua grande libreria totiana, fa sette flessioni, pesca un libro a caso e lo apre. Pagina pari: farà un casino e spaccherà tutto. Pagina dispari: porgerà l’altra guancia.
Pagina 265.
COS
Un quarto d’ora dopo, al telefono con Nicola Lagioia, Ivano cambia idea: ciò che ha distrutto la sinistra negli ultimi sessant’anni è il fuoco amico. Questi patetici nazimemers incel pazzi non capiscono che il potere dell’ironia va sfruttato per distruggere i naziciccioni mangiacannoli sovranisti pazzi. UE E PURE IO MI MANGIO I CANNOLI, si sente rispondere dall’altra parte della cornetta. Ivano si rimprovera subito, “questa espressione non è da me” porcodigghe, “scusa Nicola”. “UE COGLIONE MA QUALE NICOLA”!
Era soltanto un anonimo rider Foodora di Bitonto, iscritto al Sinistralibro e al Partito Comunista di Rizzo. Aveva sbagliato numero.”
(anteprima da Giuseppe Zucco, La conversazione meccanicistica degli scooteroni albicelesti, Altaforte 2019, prefazione di Javier Mascherano).
(AAA CERCASI DISPERATAMENTE NUOVO COMPAGNO DI GIOCHI)
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