Trash Vague #4: Vivere centotrenta anni (Jacopo Marocco)

Prima di lasciarvi al quarto appuntamento con Trash Vague, la rubrica che parla del trash come farebbe un padre molto severo nei confronti del figlio a cui sotto sotto vuole un bene dell’anima (e allora perché non lo dici, papà?, perché stai lì nel tuo mutismo e non esprimi mai un gesto di approvazione, una parola di affetto?, scusa tanto se non sono quello che pensavi, ma sto facendo del mio meglio, capisci?, del mio meglio!), torniamo a segnalarvi il nostro interessante quanto necessario esperimento sociale:

Vomito è l’unico spazio di autopubblicazione completamente libero, dedicato a tutti voi. Cliccate qui per partecipare. 

Vi lasciamo ora al racconto del caro Jacopo Marocco che si è occupato del tema “cure e diete miracolose”.

L’illustrazione è di Luana Vecchio, che ci terrà compagnia per tutto il mese.

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Luana Vecchio

Comiccc

Luana Vecchio

Questo mese avremo l’onore di accompagnare qualcuno dei nostri racconti con una selezione di tavole disegnate da Luana Vecchio. Cogliamo l’occasione per ringraziare Claudia D’Angelo che ci ha fatto compagnia per tutto marzo (ma non se ne va mica eh, ormai è di casa, e chi la molla più?)

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Vomito

Ieri alle ore 21:23, la redazione riunita in videoconferenza riceve una strana chiamata. La voce all’altro capo di Skyipe dice di essere il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
“Chi?”, dice Luca Marinelli, che viene immediatamente estromesso dalla chiamata.
“Fermi tutti”, salta su Quaranta, “Lei non è affatto Giuseppe Conte, al massimo può essere Dario Ballantini che imita Conte. Io sono un esperto di queste cose. Non me la si fa.”
“E va bene”, dice la voce, “sarò chi volete che io sia.”
Dopodiché compare un link nella chat condivisa. Porta ad una pagina worpress chiamata Vomito. Segue una trascrizione fedele delle parole dell’uomo al telefono:

“In piena emergenza democratica da quarantena, quelli di Verde hanno avuto l’ennesimo colpo di genio: hanno creato il primo esperimento sociale della storia della Litweb, l’unica rivista letteraria che abbia un senso dopo il fallimento dello sciopero delle riviste. Prendiamo atto e creiamo questa vetrina senza filtri editoriali in cui chiunque può pubblicare. Questo ovviamente porterà alla sconfitta di tutte le riviste. È la dimostrazione dell’inutilità… E mentre lo dico, penso in particolare a S*** *****a c***a, e B**m e i coglioni di E***** Rivista…”

“A me pare, signor Presidente, che lei sappia un po’ troppe cose sulle riviste online…”, interviene Felici tutto sospettoso; e poi aggiunge: “Chiaramente si deve annoiare parecchio pure lei in questi giorni eh eh eh”. Ma all’altro capo, più niente.

Dunque, come funziona Vomito? Facile: ecco le istruzioni

     1. Cliccate qui o andate sulla pagina https://vomitobierde.wordpress.com/ e seguite le istruzioni del post in evidenza. Le credenziali d’accesso sono le seguenti:

          nome: vomitolibero@gmail.com

          password: vomitolibero2020

     2. Una volta dentro, in alto a sinistra troverete il pulsante “+ scrivi”.

     3. Autopubblicate il cazzo che vi pare

    4. Se vi ricordate di fare il logout è meglio

    5. Se non avete un cazzo da fare, potete leggere i racconti caricati dagli altri.        Oppure farvi i cazzi vostri.

L’illustrazione qua sopra è di Claudia D’Angelo. Ce l’abbiamo solo noi.

 

Trash Vague #3: Bella de casa (Beatrice Galluzzi)

Don’t you worry, about a thing, ‘cause every little thing it’s gonna be all right!

Giorno ventesimo di quarantena: i nostri cervelli stanno subendo una deriva reggae senza precedenti. Non abbiamo medici a disposizione, tocca rivolgersi a psiconauti folli stranamente affettuosi. Il loro consiglio? Leggere la terza puntata di Trash Vague, la rubrica che guarda al trash come una sugar babe guarda al suo daddy.

Oggi leggiamo Beatrice Galluzzi – che Quaranta non si vergogna di definire la Beyoncé della letteratura comica – e il suo Bella de Casa, ovvero: Luchino Visconti incontra Fabio Rovazzi.

Il collage è della nostra resident artist Claudia D’Angelo

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Furto Omega

E se la pandemia fosse il modo in cui l’universo sta cercando di dirci: “Ehi ho visto Avengers Endgame! Ottima idea quella di Thanos, ma lo sai che quasi quasi…”?

Quello che sappiamo per certo è che, su scala macroscopica, il cosmo è da tempo sulla strada della morte termica, la massima entropia, la dissipazione di tutta l’energia a disposizione per compiere lavoro. E non una traccia di reddito cosmico all’orizzonte. Forse la pandemia non c’entra nulla con tutto ciò, ma è chiaro come almeno il pianeta stia prendendo un bel respiro intanto che noi ce ne stiamo tutti a casa. A fare che? 

Be’ stamattina a leggere un racconto di Lukha B. Kremo, che solleva delle suggestioni interessanti su questi argomenti. Ai nostri amici appassionati di fantascienza e fantastico questo nome non suonerà nuovo, come è giusto che sia. 

Lo accompagna un collage di Claudia D’Angelo.

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Trash Vague #2: Nostra signora dell’ISIS (Umberto Morello)

Torna Trash Vague: la rubrica che guarda il genere trash con gli occhi di un* amante disillus*; che cerca di catalogare le sue manifestazioni nella pop culture; che tenta di definirne i contorni. Non racconti trash, bensì racconti sul trash. (qui l’introduzione completa).

Oggi ospitiamo il buon Umberto Morello con il suo Nostra Signora dell’ISIS e ne approfittiamo per ringraziare il grande lavoro svolto dalla tv di servizio pubblico nello spingerci sempre più vicini al suicidio durante queste ore di quarantena. Che questo racconto di Umberto sia una sorta di premonizione?

Il collage è di Claudia D’Angelo.

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Gioventù Etrusca #2: Increabile

GIOVENTUETRUSCA

La guerra è finita

“Verde è una repubblica. Il potere redazionale emana dai singoli”, dice la nostra costituzione. E in questi giorni di isolamento niente cambia. Tuttavia, l’assemblea plenaria Bierde è costretta a riunirsi suo malgrado in videoconferenza (qua tutte le sere). Cosa che influisce negativamente sulla voglia dei “singoli” di mettersi i pantaloni, di presentarsi puntuali o anche solo semplicemente di fare un post quando programmato. Classic Verde direte voi. Ma no, non si scherza un cazzo, la situazione è seria, la situazione è grave: la bolla litweb sta collassando in decine e decine di dirette Instagram e video Facebook (persino l’irreprensibile Dentello ha “ceduto alla vanità“). Ma noi abbiamo un piano per ripartire. Quale?
Gioventù Etrusca: il modello sincretico de La Nuova Verde in cui convergono le scenicchie già inconciliabili, confederate nella grande dodecapoli della Litweb.
Non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori laziali, toscani, umbri, campani, dal gusto ellenico. Etruschi.
La guerra è finita, ma aspettate ad abbracciarvi. Social Distancing.
Luca Marinelli torna su rivista con un racconto scritto a quattro mani insieme a Pierluca D’Antuono. Si intitola Increabile ed è l’esperienza litweb più intensa che vi capiterà di vivere oggi, parola nostra. Ciao, torniamo venerdì, posto che qualcuno rimanga.

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#2 Un’Apocalisse italiana, 28 giorni dopo l’ombra dello scorpione nel day after a: Bolzano (Rita Lipardi)

Il nostro collega Simone Bachechi dice che l’intera bolla editoriale se ne sta seduta sul divano di casa a grattarsi il sedere e a decantare il piacere della lettura in quarantena: “Quando sappiamo tutti benissimo che noia sia leggere libri, libelli, racconticchi, articolozzi e blogghetti; leggere per gli altri poi… Puah! In diretta Instagram o Tik Tok poi… Maremma contagiata!”

Solo Verde è disposta a buttarsi sul campo per raccontarvi lo zeitgeist, a sporcarsi le mani (e poi a disinfettarle ben bene eh eh eh). Come? Be’ prima di tutto il nostro presidio di redazione sta prontamente segnalando a chi di dovere le situazioni sospette che hanno luogo nelle nostre belle strade italiane: possibili ripetute violazioni del DPCM di settimana scorsa? (qui il risultato della nostra attività di vigilanza. Necessaria? A quanto pare, oh yes).

E poi c’è appunto la nostra rubrica: Un’apocalisse italiana, 28 giorni dopo l’ombra dello scorpione nel day after a. Seconda settimana di quarantena totale, secondo appuntamento. Oggi con Rita Lipardi. Il collage è di Claudia D’Angelo.

Permetteteci di segnalare inoltre le uscite di due nostri cari amici che in questi tempi di isolamento potreste esservi persi:
La bambina di un milione di anni, di Lorenzo Vargas, per Las Vegas edizioni, in vendita da giovedì scorso
Moonlight motel, Parigi, di Sergio Gilles Lacavalla, per Wojtek edizioni, disponibile proprio da oggi
Un abbraccio boyz.

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Trash Vague #1: Antropofagia (Claudia Grande)

trash ‹träš› s. ingl. (propr. «immondizia»), usato in ital. come agg. e s. m. – 1. agg. Di prodotto (libro, film, spettacolo televisivo e sim.) caratterizzato da cattivo gusto, volgarità, temi e soggetti scelti volutamente e con compiacimento per attirare il pubblico con quanto è scadente, di bassa lega, di infimo livello culturale. 2. s. m. Orientamento del gusto basato sul recupero, spesso compiaciuto e esibito, di tutto quanto è deteriore, di cattivo gusto, di pessima qualità culturale.

Cos’è il trash e perché ci affascina? Cosa ci rivela, il trash, sulle forme d’arte in cui si manifesta? Cosa ci rivela di noi stessi? È sadismo, il nostro, o puro divertimento? E dove sta la linea di demarcazione tra questi due? È un senso di superiorità, di controllo, di categorie estetiche ben strutturate, quello che deriviamo dal trash, o l’illusione di poter abbandonare totalmente l’ordine, le gerarchie e qualsiasi forma di potere? Possiamo dire che il trash sia una – piccola, isolata, ingabbiata – sorta di libertà assoluta?

Quello che possiamo fare e cercare di indagarlo in questa e nelle puntate future di Trash Vague: la rubrica che guarda il genere trash con gli occhi di un* amante disillus*; che cerca di catalogare le sue manifestazioni nella pop culture; che tenta di definirne i contorni. Non racconti trash, bensì racconti sul trash.

Oggi abbiamo con noi Claudia Grande e il suo Antropofagia, ovvero il trash declinato nei giochi televisivi. Il collage, se siete attenti, avrete già capito che è dell’inimitabile Claudia D’Angelo.  

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Gioventù Etrusca #1: Simone Bachechi – Le Cattedrali della Singolarità

GIOVENTUETRUSCA

Gioventù etrusca è il modello sincretico della Nuova Verde in cui convergono le scenicchie già inconciliabili, confederate nella grande dodecapoli della Litweb.
Non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori laziali, toscani, umbri, campani, dal gusto ellenico. Etruschi.
La guerra è finita, leggete in pace.

Simone Bachechi è il primo giovane etrusco. Simone Bachechi diventa Luca Marinelli e ne scrive il diario. Dove, come, quando, perché? Cercate di scoprirlo insieme a noi.

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