I manieristi #5: La parrucca di Marilyn

“Gentile redazione,
seguo con attenzione la vostra rivista e apprezzo il lavoro che fate, ma sono costretto a valutare la vostra pagina Facebook con sole 4 stelle su 5. Il motivo è che non mi è chiara la periodicità de I manieristi di Raimondo Maniero: venerdì 1 settembre avete pubblicato la prima puntata, venerdì 8 settembre niente, venerdì 15 settembre la seconda, venerdì 22 settembre la terza, venerdì 29 settembre la quarta; poi, più nulla.
Ho due domande: continuerete a farci leggere quando vi pare le avventure di Karl, Louis e Vinz? Le illustrazioni saranno sempre di DeadTamag0tchi?”
(Gentile lettore,
sì.
Cordialmente) Continua a leggere

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Esilio

“Settembre 2020. Mio fratello è morto. Ne sono certo. Sono ormai due mesi che è partito. Ormai dovrebbe essere in Europa. Nessuna notizia. Sembra che i Pallidi abbiano costruito enormi barriere di cemento per impedire il nostro passaggio. Scogliere artificiali sulle quali sanguisughe come noi scivolano lasciando bave di sangue. Che fare? Quali alternative? Morire qua? Di fame o di malattia? O annegare nel Mediterraneo?”
Un racconto velocissimo (e fantascientifico, così auspichiamo) di Marco Canneva (già qui), si intitola Esilio e lo leggiamo oggi con una illustrazione di Federico Bressani.
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Muratura

Nelle puntate precedenti: GATTINI è morta, viva GATTINI™ (e shame on Francesco Quaranta), abbiamo scoperto Raimondo Maniero, I manieristi si sono presi Verde, venerdì scorso pausa di riflessione, oggi è venerdì 13 dunque Muratura del (fresco) dottor Lorenzo Vargas (congrats), venerdì prossimo tornerà Maniero, venerdì 3 novembre saremo a Bologna, l’illustrazione è di Federico Bressani.
Per dire quanto lui poco ci piaccia (Marco Polo tutta la vita), ieri in redazione ci siamo augurati felice Dia della Resistencia Indigena, Negra y Popular (ma mentre vi scriviamo potrebbe essere domani, dunque non lo avremmo ancora fatto, ma facciamo che). Lunedì ci sarà il nostro Instagrammer di fiducia, colui che filtra con le stories di Sarahah e che senza il genocida di cui sopra oggi sarebbe costretto a trovarsi un lavoro vero (what if #polemichetta ∉ Verde?).
Ciao, buon fine settimana, che poi l’America l’ha scoperta lui (dalla Cina).

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Traspirazioni

“Ho lasciato Trento dieci anni fa appena terminato il liceo e da allora sto cercando un luogo dove fermarmi. Nel frattempo ho capito che da grande avrei voluto correggere i libri degli altri, lavoro che in teoria faccio, ma che in pratica mi costringe a servire Jameson senza ghiaccio nelle notti berlinesi.
È anche grazie a quella tristezza che porta alcuni estranei a cui voglio bene a bere del pessimo whisky che da un anno ho cominciato a scrivere. Per merito loro alcuni miei pezzi sono apparsi su Abbiamo le prove, minimaetmoralia, Soft Revolution.” 
È Francesca Faccini, che con Traspirazioni è per la prima volta su Verde. L’illustrazione è di Federico Bressani.
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Faccio il morto su un cielo stellato

Verde, lo sapete (qui e qui), è retta in maniera illuminata ma severa dal nostro Caro Commissario, che nella sua longanimità (pur di non leggere i tanti racconti che ci arrivano e che siete pregati di continuare a inviare) ha previsto e autorizzato l’istituto della redazione, di cui fanno parte in ordine sparso Francesco Quaranta, Luca Marinelli, Paolo Gamerro, Domenico Mastrapasqua e Andrea Frau, già scissionista e scomparso, nonostante degli attuali redattori sia stato il primo a unirsi a Verde (maggio 2013).
In questi anni abbiamo letto Andrea quasi sempre il venerdì, con alcune notevoli eccezioni: avete amato Il tradimento resta? e Hai la faccia da Matteo? Adorerete 
Faccio il morto in un cielo stellato (sì, ha detto morto). E sapete cos’altro vi farà impazzire? Federico Bressani. Con noi tutto ottobre (bravino, eh?).
Buon inizio di settimana, restate “generosi, pazienti e tolleranti”, restate commissari.
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Noi del piccolo circo pagano

Nubius Dee è stato abbandonato di fronte all’unica autorimessa di Fargo nel novembre del lontano millenovecentottantaquattro. Tratto in salvo da una coppia di pokeristi alieni ambisessuali in esilio nel Minnesota col nome di Zen McEvil e Gioconda Robespierri, di punto in bianco si ritrova a fagocitare musica panc e tristi litanie d’autore tra i banchi di un liceo artistico d’italica provincia. Vuoti di memoria sempre più invalidanti non gli consentono ora di ricordare come, dagli stenti economici di quel periodo, sia poi inopinabilmente riuscito a divenire così abbiente da permettersi di acquistare una laurea in Filosofia a Tirana. Le uniche tre cose di cui è certo in questo momento è che appartiene alla razza umanoide, che alle tre del pomeriggio sta ingollando il suo settimo caffè e che scrive da una città che si chiama tipo Torino, in Svizzerland, gli pare.
Con Noi del piccolo circolo pagano è per la prima volta su Verde (inciso: esordio pazzesco). L’illustrazione è di Cristiano Baricelli.
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I manieristi #4: Fascisti de mierda!

Da quando abbiamo dismesso GATTINI, i nostri venerdì sono più vuoti e tristi. D’altra parte “scrivere non è un lavoro, scrivere non è un contagio. Scrivere non è magico. Scrivere non è poetico. Scrivere è un metodo. Scrivere è disciplina. Scrivere è sobrietà.” Parole di Raimondo Maniero, mica Tommaso Madras o Losito Cayetano. Parole che cantano su carta intestata Verde, e no, il titolo non è Il lavoro morbilita l’uomo, ma I manieristi. Perché la scrittura è una cosa seria e soprattutto sobria, la LETTERATURA™ non è un ricovero per narcisisti allo specchio e disadattati di ogni risma (fun fact: lo sapevate che per pubblicare su Verde è necessario scrivere ogni mattino, a stomaco vuoto, per almeno quattro ore filate ed è vietato scrivere su ogni cosa? Istruzioni qui) e alla fine della fiera della piccola e media editoria siamo dei cazzoni impenitenti e anche un po’ Fascisti de mierda (volevamo il fascio font ma lo abbiamo già fatto).
A settembre i nostri racconti sono stati illustrati da Cristiano Baricelli e Giulia Pex. A ottobre avremo il “bravino” Federico Bressani (cominciate ad ammirarlo). DeadTamag0tchi invece ci sarà sempre, in qualsiasi momento, soprattutto il venerdì certo, ma in definitiva sempre.
Siamo su Instagram. Ve lo avevamo già detto? (e su Facebook?) (e su Twitter?)
La situazione ci sta sfuggendo di mano. Lunedì torna Paolo. Ciao, buon fine settimana.
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