A colpo sicuro #10: I Fratelli Michelangelo

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Scenicchia of the North Star

Buongiorno #amici, oggi è il grande giorno di Scenicchia una Sega #2, terza serata. Raga importante: siamo in via Pisanelli 2, vicino a Piazza del Popolo, alla sede di minimum fax. Non fate cagate, non andate per funghi. Qui tutte le info sui giudici e i concorrenti della serata. 

Mi raccomando bestiole, alle 18:30 Ramses II e Marinelli apriranno la serata con Vanni Santoni e la presentazione del suo romanzo I Fratelli Michelangelo.

Ma ormai lo sappiamo: ogni volta che il vate Santoni poggia i piedi su suolo romano, il nostro Capitan Frau salta il Mediterraneo pur di raggiungerlo. Egli non ha letto il libro, eppure ne ha acquistato un copia solo per avere l’occasione di avvicinarsi a Vanni e sussurrargli “questa città è troppo piccola per tutti e due”, sperando che poi Vanni sia di buon umore.

Come dicevamo, non l’ha letto, ma l’ha recensito a colpo sicuro, oggi, qui su Verde. Per la vostra gioia. Ci vediamo stasera, vi vogliamo bene.

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I meteorologi di Fez

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Allora, aprite le orecchie, prima di tutto un po’ d’ordine: la terza serata di Scenicchia una Sega #2 – praticamente un concorso si terrà presso la sede di minimumfax in via Pisanelli 2, zona Piazza del Popolo. Ci si trova tutti alle 18:30 per la presentazione de I Fratelli Michelangelo di Vanni Santoni.

Racconti in gara:
I Leggins di Lavinia Ferrone
Toccarsi di Graziano Gala
Eterni Bambini di Federica Patera
Fascismo Sessuale in 88 Twit di Enrico Seimandi

Giuria:
Scenicchia Toscana – Sarmi Zegetusa
Scenicchia Romana – Stefano Felici
Scenicchia Napoletana – Alfredo Zucchi
Scenicchia della Strada – Dionisio Izzek

Ospite d’onore della serata nientepopodimeno che il Capitano di Verde Andrea Frau.

Oggi torna con noi Simon(e) “Le Bon” Lisi con I Meteorologi di Fez un racconto che non è un racconto, bensì un elegante collegamento alla serata di venerdì. Come? Eh eh eh…

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Il Cooperatore Domestico

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Claudia D’AngeloDal salotto venite a istruirvi

“Ciao Verde”, ci scrive Ferruccio Mazzanti, “sono molto contento di sapere che siete tornati. Per festeggiare la cosa vi mando un racconto, che è troppo tempo che non ve ne mandavo uno. Spero che vi piaccia, spero che la vostra vita vada bene, spero di vedervi presto qua a firenze tutti (o una buona parte). Una domanda: è vero che avete scelto il nome Verde perché siete la Greta Thunberg della litweb? E se sì, cosa posso fare per rendere questo porcile un posto migliore? Un abbraccio”.

Caro Ferruccio, non sappiamo di preciso cosa intendi, però sappi che il Commissario ha iniziato una dieta ascetica a base di proteine liquide in sospensione acquosa non confezionate, non consuma energia elettrica, non consuma acqua e non produce praticamente rifiuti. Si sposta in monopattino. Tutto questo solo per compensare l’impatto ambientale del SUV pieno di merendine di Luca Marinelli. Andrea invece mangia solo animali cacciati da lui a mani nude e ogni due settimane sabota una piccola fabbrica sarda.

Detto questo, leggiamo con molto piacere il tuo racconto Il Cooperatore Domestico e lo abbiniamo a un bel collage di Claudia D’Angelo.

Quaranta non vede l’ora di averti di nuovo in squadra a biliardino. Ci manchi, a presto.

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Babbo Natale, la donna creatrice di mondi e le scimmie di mare

Potevamo lasciarvi senza racconto natalizio? Ma neanche per tutte le renne di Babbo Natale (ehehehe)! Questo è il racconto di Andrea Frauoldstyle, molto Casual, (p.k.?) dickensiano, classicheggiante, caloroso come un presepio che squaglia al calore di un caminetto (ALT. GESU’ CRISTO È UN AMICO). Auguriamo un sereno Natale a voi e alle vostre famiglie, soprattutto a loro; date un bacio ai vostri bimbi e dite loro questo è il bacio del commissario. Buone feste e buona lettura dalla redazione di Verde! (Continuate a scriverci per ricevere Letteratura Pazzesca 2018, dopo le vacanze provvederemo a tutto). Illustrazione di Paolo Massagli.
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Aponia

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Demerzelev – Pasolini intervista Ungaretti: Che cos’è un meme? #6

Ieri sulla nostra pagina Facebook si è parlato a lungo de “Il vi[tali]zio di Solange”, il terzo romanzo di Andrea Frau che leggeremo (forse) a maggio edito dalla più importante casa editrice fiorentina (o di Orbetello, se preferite).
La trama? Avvincente.
Il 25 aprile 2018 Paolo Bucinelli, in arte Solange, ha compiuto 66 anni. Le sfarzose celebrazioni con amici, parenti e fan non mettono di buon umore il famoso sensitivo, attore, cantante e conduttore, che ha un sogno inconfessato nel cassetto: tornare indietro nel tempo per poter leggere la mano del defunto Marco Pannella.
A mezzanotte Solange è pronto a stappare una bottiglia magnum di Joyau de France quando il suo cellulare vibra: una voce misteriosa gli annuncia che una macchina del tempo in Via della Panetteria è pronta a esaudire il suo desiderio, a patto che…
Solange si ritrova nella casa di Pannella il 18 maggio 2016, il giorno prima della morte dell’indimenticato leader radicale non violento transnazionale liberale e liberista. Scoprirà leggendogli la mano che Nuova Teramo, la capitale degli Stati Uniti d’Europa 5.0, verrà distrutta il 31 dicembre 3016 dai carri armati dell’Unione delle Repubbliche Sovraniste Salviniane. L’unica possibilità di salvare il sogno spinelliano di una Europa democratica, unita e federale è di convincere Marco Cappato e Maurizio Turco ad accompagnare Giacinto in Svizzera per poterlo ibernare.
Solange è pronto, ma la voce misteriosa tornerà insistentemente a minacciarlo e reclamare la funesta condizione del patto…

Riuscirà Paolo Bucinelli a fare dimenticare gli esiti disastrosi dei primi due romanzi di Frau? Non ne dubitiamo: Andrea ha definitivamente capito che sci-fi è il suo secondo nome – o il terzo, se siete fan del Tabagista – e non perde occasione di ricordarlo a noi altri realisti capitalisti. Prendi a esempio Aponia, seguito di questo bel racconto pubblicato sul nostro litblog preferito. Che cazzo vorrà poi dire Aponia? Desumetelo pure dal testo.
Che bella sarebbe un’antologia di parole inventate, un piccolo dizionario essenziale futuribile ma rigorosamente non fantastico? Curatori in ascolto: non ci provate, l’idea è già stata brevettata da Luca Marinelli (seguiranno dettagli).

È lunedì, il nostro giorno preferito come dicevamo qui. Il meme è offerto da Demerzelev. Buon inizio di settimana gente, mercoledì Scenicchia Full Showcase, venerdì Barbette, nei prossimi giorni vi aggiorneremo sull’operazione “Un troll in rivista”, “Rivista Parolaccia”, “Fake for Verde” o in qualsiasi altro modo vogliate chiamare le scaturigini dell’Affaire Pamplona (buona quella). Ciao bimbi, tuttyfrutty booom booom cica booom yeah.

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A COLPO SICURO #8: Dal tuo terrazzo si vede casa mia

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Elvis Malaj, Dal tuo terrazzo si vede casa mia (Pink Lodge 2018)

Buongiorno, come sapete siamo sotto attacco da dei troll (per maggiori informazioni andate sulla nostra pagina fb). Stiamo resistendo eroicamente, ma non neghiamo le difficoltà. Non linkiamo qua la nostra strenua difesa dai troll reazionari, ora torniamo a far rivista, basta sbraitare e contrattaccare. Già dall’editoriale crediamo che i segni della lotta siano visibili, ora siamo un po’ stanchini. Il senso di responsabilità è troppo forte per cui andiamo avanti con i nostri racconti come negli ultimi sei anni. Tre inediti a settimana e illustrazioni, che piova o che nevichi: questa è Verde.
Oggi pubblichiamo l’ottava puntata di
A COLPO SICURO, le recensioni di Verde. Andrea Frau , nostro lit-wrestler di punta, recensisce Dal tuo terrazzo si vede casa mia di Elvis Malaj, feat. Pink Lodge.
Quando vi chiederanno cosa significhi lit-wrestling fate leggere questa recensione e le nostre risposte agli attacchi di John Smith, Melody Stagno and co.
Buona lettura. ¡NO PASARAN!

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A colpo sicuro #2: L’impero del sogno

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L’impero del sog🤣 (Pink Lodge 2018)

Se vi diciamo agosto cosa vi viene in mente? A noi: “una Roma sfacciatamente monumentale”, giornali porno (ba ba ba), memorie del mio delitto efferato, il mese più freddo dell’anno, che odio il caldo (non vale la pena), il compleanno del Commissa. Insomma, ragazzi: Estate, come il titolo del romanzone dell’amico Leonardo Colombati, che ieri, come promesso, ha abbandonato Facebook. Caspita Leo, già ci manchi! Rispettiamo la tua scelta, ma vedi di ripensarci, o ritroviamoci almeno su Instagram! E non è detto che non ti si omaggi prima o poi in questo nostro nuovo spazio del mercoledì.
Non oggi, però.
Riassunto delle puntate precedenti: forse non tutti sanno che Aldo Nove è lo pseudonimo di Antonio Centanin, scrittore, poeta italiano e amico di Verde, nato a Viggiù il 12 luglio 1967. Wikipedia dice che lo pseudonimo trae origine dal testo del telegramma diffuso dal Comitato di Liberazione Alta Italia nell’aprile 1945 (e non abbiamo motivo di dubitarne), per comunicare il giorno (26) e l’ora (1 di notte) in cui dare inizio all’insurrezione armata partigiana Torino. I nostri lettori più attenti avranno già tolto la sicura alle loro calcolatrici scientifiche: avete ragione, 26×1 fa 26, ma provate adesso a sommare 2+6+1 (eh eh eh eh eh). Aggiungete ancora 1 e avrete Nicola Lagioia.
Quel cannibalaccio di Aldo ha scritto tra le altre cose Il professore di Viggiù, il primo titolo scelto dal Commissa (qui) per inaugurare la settimana scorsa A colpo sicuro, la nostra nuovissima rubrica di letture rapide con occhio allenato e esperto. Perché a scrivere siamo buoni tutti, ma sapere leggere è un’altra cosa.
La seconda recensione è firmata dal vicecommissa Andrea Frau, che ha scelto nientepopodimenoche Vanni Santoni, nome proprio dell’autore de L’impero del sogno, una “Storia infinita girata da Michael Bay con la supervisione dell’economista Michele Boldrin” (la bomba estallo).
Venerdì leggeremo la quinta puntata di Liminal Personae. Ogni lunedì di agosto, dietro le serrande abbassate del blog, continueremo presuntosi a covare cancri pei due libri che abbiam letto e a recensire i grandi libri italiani che hanno segnato il nostro immaginario.
Il memicchio è di Pink Lodge. Ciao, ricordatevi che c’è una parola tedesca per tutto, anche per il compleanno di Andrea Zandomeneghi, che è oggi (auguri). E non vi abbattete: tornerà un altro inverno.
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Tèrmiti e voltaren

“Una giornata intera a smontare e spostare mobili, sono stanco morto. Penso a Gesù crocifisso, io sono una termite e divoro il legno della croce per liberarlo dalla sofferenza. Ma gli insetti possono sconvolgere il disegno divino? La croce non può cadere, Gesù non può essere salvato. Il disegno deve compiersi. Prima di crollare dal sonno penso che Giuseppe era un falegname.”
Andrea Frau invece pensava a un seguito di questo racconto e forse rileggendo questo ha scritto Tèrmiti e voltaren. Noi intanto ci chiedevamo se droghe e farmaci ci hanno mai ucciso o sono solo i comportamenti umani che mica male. E non parliamo del sonno: pensiamo a noi sepolti vivi, l’illustrazione è di E/P VI VI VI, ma lentamente stiamo tornando umani e pienamente operativi e in funzione (viva la redazione unita). 

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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #5: Comunicato #1 (Redazione)

(Illustrazione di E/P VI VI VI) Da una settimana, dopo la diffusione della falsa notizia di un possibile cambio del nome e dopo la pubblicazione di un editoriale non concordato in cui veniva annunciata la chiusura della rivista, la redazione di Verde è in stato di agitazione. Siamo convinti che esista un problema di tipo politico che attiene alla gestione del blog e della comunicazione social ufficiale e alla definizione della nostra linea editoriale.
La redazione, pur riconoscendo con gratitudine i meriti storici e la paternità su Verde di Pierluca D’Antuono, ne rimprovera un dirigismo leaderistico e di tipo personale, l’assenza di collegialità nelle decisioni, il mancato riconoscimento delle individualità e il tentativo costante di scoraggiare il dibattito interno.
La redazione prende atto della disponibilità a discutere e trattare manifestata da Pierluca D’Antuono e CHIEDE:
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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #1: Andrea Frau

Il lungo editoriale di ieri ha suscitato comprensibili reazioni di spaesamento e allarme tra chi ci segue. In queste ore collaboratori, lettori e semplici amici ci scrivono per chiedere che cosa sta succedendo e ci invitano a un po’ di chiarezza. Ci sembra l’occasione giusta per dare vita a un dibattito franco e trasparente sui motivi che ci hanno spinto ad annunciare la chiusura di Verde. Il primo intervento, duro ma leale, è di Andrea Frau. Seguiranno contributi degli altri redattori (l’illustrazione è di E/P VI VI VI).
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