Storia di tre fratelli

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Nicolò Marchi, Human Flow

“Fioccano” (irony mode on) segnalazioni e recensioni del Vocabolario minimo delle parole inventate, la radiografia del meglio coevo della litweb antologizzata da Luca Marinelli per Wojtek (la trovate qui). Raffaele Mozzillo su Una banda di cefali (qua), Luca Romano sull’Huffington Post (qua), Salvatore Toscano sul Primo amore (qua) e buon ultimo il lusinghiero Martin Hofer su Flanerì: “Ventidue racconti per ventidue parole inventate. Non un divertissement, ma un progetto di re-invenzione del linguaggio a partire dal caos premeditato di un non-vocabolario che spazia fra stili, generi e modi differenti di intendere la scrittura.” Riprenderemo a portare in giro l’antologia a settembre: dal 20 al 22 saremo a Firenzerivista (diverse sorpresicchie in arrivo), a ottobre a Bologna e poi di nuovo a Roma, in attesa che Tony Vena ci inviti a Palermo (UE TONY HAI CAPITO).
Il racconto di oggi (irony mode off). Non un vero e proprio esordio, in quanto Gianluca Liguori (lo conoscete tutti e se non lo conoscete ripassate) era già apparso in un vecchi(ssim)o numero di un nostro cartaceo (gennaio 2013, qua e qua). Storia di tre fratelli è una riscrittura urbana e gentifricante della famigerata fiaba tradizionale, in giro da due secoli o forse più in ogni tipo di salsa, ma la versione di Gianluca ci sembra aggiungere qualcosa alla storia che tutti voi sapete. Noi l’abbiamo accolta con entusiasmo (come questa conversazione su Minima&Moralia) e così speriamo di voi.
L’illustrazione è di Nicolò Marchi. Ciao, buon fine settimana, lunedì torneranno i racconti di SUS#2, vi aspettiamo.
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Paternità

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Buongiorno, veniamo da giorni convulsi passati nella Society delle lettere. Dopo tanto virtuale ci siamo annusati e intrecciati tra sodali e “amici” ed è stato bello. La terza serata di SuS#2 è stata vinta dalla scenicchia fiorentina, la ur-scenicchia di Lavinia Ferrone e Vanni Santoni. Qua trovate tutto ciò che c’è da sapere sui fratelli Michelangelo per far bella figura in società, ma leggerlo male non fa. Vanni ci ha confermato che Luca-Louis Woooops, il curatore, Ramses-Enrico, il capo dipartimento egizio, Quaraoke-Rudra, Lauda boy e il cap. Frau-Cristiana (perché devo essere sempre il mr Pink?), satiro pacificato, rappresentano pienamente gli ashrama, le quattro fasi dell’induismo. Insomma, secondo l’autore Verde è come un impronunciabile tetragràmmaton, e noi, stupiti e abbacinati, non possiamo che prenderne atto.
Siamo stati a Napoli per la presentazione del Vocabolario Minimo delle parole inventate, alla libreria Wojtek di Oslo. Scrittori, per la maggior parte solo virtuali, come concetti ancora non fissati, hanno trovato la carta con le loro parole inventate, che da oggi ci impegniamo a usare ogni giorno, morendo o prendendo nuova vita. Esser su carta, significa esistere? ci ha chiesto un parcheggiatore insel. Se un’orchidea si chiamasse scenicchia avrebbe lo stesso odore? Non potevamo che rispondere con un COS di prammatica. Il curatore, Luca Marinelli, giardiniere dei fiori del male, coltivatore di bouganville saussuriane, vi saluta semioticamente.

Oggi c’è Lorenzo Vargas con Paternità (Lorè, ci devi dire qualcosa?). Namasté e buona lettura.

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Barbette – Un mistero editoriale #7: hashtagTormentati

Prosegue la pubblicazione di Barbette, l’ambizioso feuilleton noir thriller del misterioso Simon G. Helly che punta il dito contro il sistema editoriale italiano.
Riassunto delle puntate precedenti: il sistema editoriale è controllato dalla casta delle barbette, il cui leader, il Barbetta appunto, viene trovato assassinato in casa propria. Tra i principali sospettati troviamo i tre scrittori del movimento dei tormentati, da lui stesso lanciati. La voce narrante è quella di uno sfigato che non gli pubblica niente nessuno.
Con la settima puntata entriamo nel vivo delle indagini: chi ha ucciso il Barbetta? Forse il Baiocchi non piazzato? Nella litweb che noi tutti conosciamo si ammazza per un editing non concordato, ma nella finzione che tanto amiamo basta il rifiuto di un famoso polpettone da 500k per fare fuori il più temuto operatore editoriale della scena?
Ci aspettano mesi pazzeschi ed è nostro intendimento viverli in maniera abnorme insieme a voi. Si avvicina la scadenza di SCENICCHIA UNA SEGA #2, il nostro concorso letterario che cambierà per sempre le sorti e il profilo stesso della litweb (qua il bando). Potete inviare i vostri raccontielli (tema libero, max 10k battute, scenicchiaunasega@gmail.com) entro il 26 aprile. Il 30 aprile, nel giorno del settimo compleanno di Verde, annunceremo sulla nostra pagina Facebook i 16 racconti finalisti. Il 3 maggio prima serata, a La Pecora Elettrica, Centocelle, Roma.
La settimana prossima sveleremo i nomi delle giurate e dei giurati di qualità delle quattro scenicchie in gara.
Intanto Ciro ha parlato: qua i programmi futuri prossimi del nostro editore Wojtek. Il primo giugno uscirà il “Vocabolario Minimo delle Parole Inventate”, l’antologia definitiva curata da Luca Marinelli (qua già disponibile in preordine). Autori presenti: tutti ma proprio tutti i verdi che contano (più altri). Così il curatore: “Questo certo progetto, per il quale mi è stata elargita da Wojtek Edizioni fiducia in quantità che non ritenevo possibile si sarebbe potuta elargire a una persona come me è importante per due motivi. Il primo: tanti autori che chi frequenta il web già in parte conosce si mettono in gioco per una delle prime o per la primissima volta in un vero libro prendendosi carico di una sfida difficile e cercando – e riuscendo -, affrontandola, a non perdere la propria voce; sono autori di talento, che a mio modo di vedere potranno fare delle cose belle davvero. Il secondo: i due dindini che si ricavano, se si ricavano, dal diritto di autore li utilizzerò per fare un numero di Guida QuarantaDue in cui pagare gli autori e gli illustratori, e che altrimenti non potrei permettermi. Terzo motivo: il commy ha detto che altrimenti vi sfonda.”
L’illustrazione è di Sofia Mori. Tre anni fa Gianroberto tornava a casa. Una prece.

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