La porta sul retro

Siamo indaffaratissime mentre ci prepariamo alla presentazione de La verità su tutto, il nuovo pazzesco romanzo di Vanni Santoni, che questa sera sarà con noi al Pasto Nudo (qua evento). Due anni fa la volta scorsa con Sarmi qui a Roma, e due anni sono passati dall’ultima puntata sul blog di Gianluca Liguori, di cui oggi proponiamo La porta sul retro, un racconto che, letto informalmente durante una delle serate Works al Pasto Nudo, ci ha stupite tanto da farci ritrovare un Gianluca nuovo, inedito, come i suoi due romanzi che, parola nostra, meriterebbero di uscire dal cassetto (editori in ascolto: che aspettate?).
Vi aspettiamo dalle 19 qui.

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A Colpo Sicuro #12: La verità su tutto

“Per la prima volta perfino i miei amici di Verde mi diranno che è troppo, e taglieranno giustamente il pezzo, perché c’è un limite alla pazienza di chi legge. Avrei potuto uscire a farmi una passeggiata al mare, iniziare a fare i quiz per la dannata patente, scannerizzare le fatture per la commercialista e invece no, sono qui a scrivere di un libro che non ho letto e a usarlo come pretesto per parlare d’altro. Parlare di un me che non mi appartiene, che già ora alla fine di questa frase sarà morto. Disconosco tutto ciò che ho scritto finora, diffido chiunque ad attribuirmene la paternità, tutto ciò che avete letto è il testamento di un gemello defunto. Ne nasce e muore uno ogni volta che scrivo qualcosa. Non ho appendici o cicatrici che possano testimoniarlo a parte queste parole.”
Come Raimo con Veltroni. Dopo L’impero del sogno e I fratelli Michelangelo, Andrea Frau, supremo conoscitore ed eterno duellante dell’amico Vanni Santoni, recensisce A colpo sicuro La verità su tutto, nel giorno dell’uscita in libreria. Nessuno legge mai un libro come vorrebbe l’autore, ci avvisa il nostro buon recensore, nell’atto di indirizzo di un pezzo lunghissimo, bellissimo, commovente, impossibile altrove, che dà inizio al conto alla rovescia al 25 febbraio.
Memicchio fritto ad aria dalla Pink Lodge.

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“Chiamate telefoniche” #3: Vanni Santoni

Claudio Parentela

“Chiamate telefoniche” è un safari nell’animo umano, ben oltre gli aspetti performartivi e superficiali dell’individuo, alla scoperta delle piccole letterature che germogliano e crescono nel sistema nervoso simpatico di chi i libri li mangia o li respira. In una Litweb mai così paranoica e mai così vicina a invocare spedizioni punitive, Luca Marinelli si sporca le mani per cercare delle certezze. E forse contattare nuovi spiriti guida. Oggi: Vanni Santoni.

L’illustrazione è di Claudio Parentela che vi presenteremo nei prossimi giorni. 

 

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Madena

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Leggerezza- Emma Grillo

Buongiorno, sabato vi siamo mancati? La Nuova Farhenheit si è presa una pausa, il golpe del nucleo Valerie Solanas è stato un duro colpo e dobbiamo ancora riprenderci. Prendiamo atto della carriera solista intrapresa dal Carelli: qui lo vedete magnificare il Moloch del consumo come direbbe Carlo Martello Agamben, “voglio un centro commerciale permanente”, ha cantato in faccia a Fabio Massimo Franceschelli e Paola Del Zoppo in un afflato antipauperista. Ma Carelli, come Piccolo, a volte, desidera solo essere come tutti. Poi uno di questi giorni sarà con l’amico Simone Lisi, forse giovedì, ma ehi, cosa siamo, il suo ufficio stampa?

Solitamente siamo schivi moreschiani, poco autoreferenziali, ma concedeteci questa divagazione personale (d’altronde siamo scrittori e quindi vanesi per natura come ben sanno Ghelli, De Vivo e la nostra analista; se fossimo foco arderemmo il falò delle Vannità, capito il calembour?) Piccola rassegna stampa che ci riguarda: qua “l’amico” Andrea Donaera si riferisce a noi come “snodo centrale, tutti sono passati da loro”, la stazione di Cerignola della litweb in pratica, ma soprattutto ci incorona rivista di riferimento del metal salentino- abbiamo battuto Ammatula (o in qualunque altro modo si scriva) di poche lunghezze, tra il disappunto di Emanuela Cocco che pensa a noi come a tanti piccoli teletubbies scerbanenchi.

Qui invece il nostro “amico” Sarmi Santoni, cita la vostra cara e scalcagnata Rivista Verde riguardo la vexata quaestio (ue, e mica solo all’Ircocervo hanno fatto il liceo!) sulle riviste palestra “assistenti civici” dell’editoria. Speriamo non sia il solito trucco di quel vecchio filibustiere floreale di Vanni. Abbiamo acquistato praticamente tutta la sua produzione pensando di esser citati. Negli Interessi in comune c’era Francesco Quaranta, peccato fosse l’oboista; nell’Impero del sogno pensavamo ci fosse Frau, ma era la poltrona, in Personaggi precari Marinelli, era un cammeo dell’attaccante dell’Inter femminile, in Un kibbutz nello spazio, I Lauda erano quelli brasiliani, ne La regola del lupo, non era D’Antuono ma Umberto Ortolani.

Bene, a proposito di palestre, oggi pubblichiamo la Xena Bronte, la principessa guerriera della litweb, una delle tre Norne: Sara Mazzini. Il racconto che leggerete è un seguito ideale di Gino. A noi è piaciuto molto e così speriamo di voi. Visione consigliata: Teresa.

 L’illustrazione è di Emma Grillo.

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A colpo sicuro #10: I Fratelli Michelangelo

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Scenicchia of the North Star

Buongiorno #amici, oggi è il grande giorno di Scenicchia una Sega #2, terza serata. Raga importante: siamo in via Pisanelli 2, vicino a Piazza del Popolo, alla sede di minimum fax. Non fate cagate, non andate per funghi. Qui tutte le info sui giudici e i concorrenti della serata. 

Mi raccomando bestiole, alle 18:30 Ramses II e Marinelli apriranno la serata con Vanni Santoni e la presentazione del suo romanzo I Fratelli Michelangelo.

Ma ormai lo sappiamo: ogni volta che il vate Santoni poggia i piedi su suolo romano, il nostro Capitan Frau salta il Mediterraneo pur di raggiungerlo. Egli non ha letto il libro, eppure ne ha acquistato un copia solo per avere l’occasione di avvicinarsi a Vanni e sussurrargli “questa città è troppo piccola per tutti e due”, sperando che poi Vanni sia di buon umore.

Come dicevamo, non l’ha letto, ma l’ha recensito A colpo sicuro, oggi, qui su Verde. Per la vostra gioia. Ci vediamo stasera, vi vogliamo bene.

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I meteorologi di Fez

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Allora, aprite le orecchie, prima di tutto un po’ d’ordine: la terza serata di Scenicchia una Sega #2 – praticamente un concorso si terrà presso la sede di minimumfax in via Pisanelli 2, zona Piazza del Popolo. Ci si trova tutti alle 18:30 per la presentazione de I Fratelli Michelangelo di Vanni Santoni.

Racconti in gara:
I Leggins di Lavinia Ferrone
Toccarsi di Graziano Gala
Eterni Bambini di Federica Patera
Fascismo Sessuale in 88 Twit di Enrico Seimandi

Giuria:
Scenicchia Toscana – Sarmi Zegetusa
Scenicchia Romana – Stefano Felici
Scenicchia Napoletana – Alfredo Zucchi
Scenicchia della Strada – Dionisio Izzek

Ospite d’onore della serata nientepopodimeno che il Capitano di Verde Andrea Frau.

Oggi torna con noi Simon(e) “Le Bon” Lisi con I Meteorologi di Fez un racconto che non è un racconto, bensì un elegante collegamento alla serata di venerdì. Come? Eh eh eh…

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Arancio Trastevere

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Claudia D’AngeloDiventano feroci i pascoli delle strade

Ci scrivono: “Sono una vostra lettrice e trovo i vostri racconti sempre molto illuminanti. Pertanto vi chiedo un’illuminazione! Il mio compagno e io stiamo insieme da sei anni. È raro che parliamo di letteratura, ma quando capita insorgono terribili discussioni, sul tema della litweb poi è come parlare con Santoni! Il suo pensiero è entusiastico, pieno di segnalazioni di riviste e acche aspirate. Sono terrorizzata. Non si informa sul profilo Facebook di GP, non legge Crapula Club, ma pretende di sconcertare! Aspettiamo un figlio e sono preoccupata all’idea di doverlo crescere con un papà toscano”. ARDV

Cara ARDV,
alt, ferma, stop. Non è così che funziona. Su Verde diamo voce a tutte le voci, anche le più lontane da noi come nel tuo caso, ma la nostra posizione sui patetici complotti IN-SEL e sulle sedicenti conventicole toscane è nota: non esiste alcuna cupola mafiosa e noi siamo amici di Firenze. Ci scrivi che tuo marito ragiona come Santoni. Detto che Vanni è un amico e non ci sembra elegante parlarne proprio oggi che è la nostra prima occasione di ricordare a tutt che è uscito l’atteso I fratelli Michelangelo (qui un estratto, qui una bella recensione di Chiara Fenoglio, qui invece il memento per l’incontro di sabato 16 a Libri Come all’Auditorium di Roma: noi ci saremo), l’entusiasmo colpa non è e tuo marito ne ha ben donde. La litweb non è mai stata meglio, è un momento pazzesco per tutte noi che facciamo rivista e litblog ogni giorno, e “panel” come questo (organizzato dall’amico Dario De Cristofaro e a cui non partecipiamo soltanto perché identico a questo dell’altro anno a Roma, e “Bierde es Bierde and we never play it again” – non ci ripetiamo mai – unico problemino di questi panel? Poche donne, ragazzi. Ce la cantiamo e ce la suoniamo sempre e solo al maschile Dario, potremmo pure sforzarci di essere un attimino più intersezionisti, che dici?), lo dimostrano senza tema di smentita.
Non sei convinta? Clicca allora qui, ti apparirà la pagina di SCENICCHIA UNA SEGA #2 PRATICAMENTE UN CONCORSO LETTERARIO, l’anti-evento del 2019 dove scopriremo le nuove intelligenze e le nuove speranze della neolitweb postmillenials italiana. Leggi bene il bando, te lo rilinkiamo qua per sicurezza: l’iscrizione è gratuita, il tema è libero, chiunque può inviare racconti a scenicchiaunasega@gmail.com entro il 26 aprile 2019, lunghezza massima 10 mila battute. I quattro racconti vincitori finiranno pubblicati in un numero cartaceo autoprodotto dalla redazione di Verde. E riceveranno libri in regalo.
Hai ancora dubbi? Forse possiamo chiedere aiuto a Italo Calvino: “La Toscana dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è una, è quella che è già qui, la Toscana che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare la Toscana e diventarne parte fino al punto di non vederla più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo alla Toscana, non è Toscana, e farla durare, e darle spazio”.
Se pure Calvino non ti dice nulla, non ti resta che Giusy Esposito: “Nata ventitré anni fa, ha frequentato Lettere Moderne alla Federico II. Vive a Roma dove studia editoria e scrittura e lavora per la manifestazione Letture d’Estate. Ama Kerouac e Nanni Moretti, il mondo beat, la leggerezza come stato d’animo. Il suo «posto» è Trastevere, dove trascorre il suo tempo tra librerie dell’usato e storie immaginate e forse lasciate. Ama sempre troppe cose e servirebbero lunghe liste, liste di parole, perché per Giusy le parole sono importanti! Con Arancio Trastevere, incorniciato da uno splendido collage della nostra amatissima Claudia D’Angelo, è per la prima volta su Verde.
UE ARDV INSOMMA È ABBASTANZA CHIARO ADESSO? scenicchiaunasega@gmail.com ADESSO.
Cordialità.
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La vera storia di Dolly Mendoza

Care amiche, benedetti ragazzi, Verde è tornata su Facebook (e sono tornati anche i sondaggi della domenica: qua il primo del nuovo corso, come al solito un testa a testa pazzesco, votate!) dopo due settimane difficili di non poesia, litwrestling, fascismo e altre cose divertenti che non faremo mai più. La vecchia pagina è stata chiusa, abbiamo perso l’intero nostro archivio di preziose e complesse narrazioni, autonarrazioni e metanarrazioni accelerazioniste, intersezioniste e umaniste, ne usciamo a pezzi pieni di dubbi ma più vivi di prima e con una nuova pagina (qua). Frangar non Flectar, dicevano quelli. Ci restano le certezze delle nostre illustrazioni, dei nostri racconti, citati in molte delle liste litweb che avete letto nelle vostre bolle (questa e questa, su tutte) e del nostro fedele pubblico.

A proposito. Ci scrivono: “Cari amici di Verde, ho letto sul Post due articoli che vi vorrei segnalare.
Il primo è la storia pazzesca di un impostore seriale che ha raccontato più bugie di Luigi Maria Gaggiollo.
Il secondo riferisce di una brutta vicenda che ha “purtroppo” riguardato “amici” a noi vicini.
Né il vincitore della prima edizione né la vincitrice della seconda del Premio Augusta, sponsorizzato dal Comune di Torino e patrocinato dalla Regione Piemonte, dal Salone del Libro di Torino e dall’Istituto Treccani, hanno mai ricevuto la somma di denaro pattuita.
Cito dal pezzo: “Tra gli addetti ai lavori del mondo dei libri non si è parlato della mancata assegnazione dei premi, almeno non pubblicamente”, ma per fortuna “l’attenzione nei confronti del premio Augusta è diminuita dalla prima alla seconda e poi alla terza edizione. Se alla prima edizione avevano partecipato libri di case editrici non grandi ma comunque affermate e note, quelli in concorso alle edizioni successive sono stati pubblicati da case editrici più piccole e con una distribuzione minore.”
E ancora: “I premi non sono l’unica cosa che l’Associazione Musiculturale Augusta, l’ente torinese organizzatore del concorso, ha pagato solo parzialmente: anche con i compensi dei giurati ci sono stati dei problemi.”
La nota “positiva” è che OVVIAMENTE non è mancata solidarietà tra gli scrittori loro malgrado coinvolti: “Gianluigi Ricuperati, presidente della giuria della prima edizione del premio, ha detto di aver rinunciato a parte del suo compenso – che l’Associazione non poteva pagargli completamente – per darla agli altri due membri della giuria, la scrittrice Letizia Muratori e lo scrittore Vanni Santoni.” Che ha tempestivamente ricambiato con altrettanta generosità.
Continuerò a monitorare la vicenda e vi terrò aggiornati sugli sviluppi.
Un’amica che preferisce rimanere anonima”.

Cara amica anonima,
qua su Verde diamo spazio a ogni voce, ma la nostra posizione sui patetici complotti insel e sulle sedicenti conventicole romane è nota: non esiste alcuna cupola mafiosa, l’editoria, come ogni altro fenomeno umano, si regge sulla triade darwiniana movente-mezzi-opportunità. Tutto il resto sono chiacchiere da bar, non da rivista. Le allusioni, le insinuazioni, le voci di corridoio non ci piacciono e le ridicole polemichette pazze le spegniamo sul nascere. Ritenta con qualcun altro, sarai più fortunata. E crediamo di avere detto tutto.

Le cose serie, adesso. Veniamo al racconto di oggi. L’autrice, Claudia Grande, ha 28 anni. È laureata in Giurisprudenza. Ha lavorato in uno studio legale internazionale, occupandosi di diritto commerciale e societario. Ha pubblicato racconti in diverse antologie, ha partecipato a reading letterari al Book Pride 2018 e al SalTo 2018, con i racconti “Fotografie” e “Il cacciatore di farfalle”. Ha curato un blog di racconti per il Lovers Film Festival LGBTQI Visions di Torino (edizione 2018). Con La vera storia di Dolly Mendoza, un racconto che siamo molto lieti di pubblicare, è per la prima volta su Verde.
L’illustrazione è di Paolo Massagli.
Buona lettura e buon inizio di settimana, la nostra sarà flameggiante e memetica, ce lo sentiamo (avete già firmato il nostro appello? Lo trovate qua).

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