I meteorologi di Fez

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Allora, aprite le orecchie, prima di tutto un po’ d’ordine: la terza serata di Scenicchia una Sega #2 – praticamente un concorso si terrà presso la sede di minimumfax in via Pisanelli 2, zona Piazza del Popolo. Ci si trova tutti alle 18:30 per la presentazione de I Fratelli Michelangelo di Vanni Santoni.

Racconti in gara:
I Leggins di Lavinia Ferrone
Toccarsi di Graziano Gala
Eterni Bambini di Federica Patera
Fascismo Sessuale in 88 Twit di Enrico Seimandi

Giuria:
Scenicchia Toscana – Sarmi Zegetusa
Scenicchia Romana – Stefano Felici
Scenicchia Napoletana – Alfredo Zucchi
Scenicchia della Strada – Dionisio Izzek

Ospite d’onore della serata nientepopodimeno che il Capitano di Verde Andrea Frau.

Oggi torna con noi Simon(e) “Le Bon” Lisi con I Meteorologi di Fez un racconto che non è un racconto, bensì un elegante collegamento alla serata di venerdì. Come? Eh eh eh…

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Bruce Wayne in Costiera

 

Verde si sta sempre più trasformando in Rivista Pazzesca. Ringraziamo di cuore Stefano Felici , ottimo tappabuchi, annoiato dalle continue citazioni di IBiB.
Er Felix ci ha scritto: Ragazzi, ho in mente un omaggio a Massimiliano Parente che destrutturi il genere eroistico, anche per far una satira sul concetto superomistico in questi tempi post weimariani; Raimo-Batman, depresso come Bojack Horseman, ve lo immaginate? Incredibile, no? Noi abbiamo risposto: fa pure quel che vuoi Felix, abbiamo il lunedì libero, siamo troppo occupati con il concorso. Ragazzi, non capite, sono il primo a destrutturare il genere, non come quelle ciofeche di Birdman o Glass, ha insistito, l’uomo che fatto chiudere Tuffi. Sì, vabbè Stefanì, sei online.
Buon Fernet a tutti. Beato il tempo che non ha bisogno di supereroi.
L’autarchia feliciana di Rivista Pazzesca non poteva smentirsi: l’illustrazione è di Pink Lodge.

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NOVO! PAZZESCO! ROMANO! #6: Brasilesss 1/3: Tracing

Benedetti ragazzi, “il dado è tratto”, “il treno” di SCENICCHIA UNA SEGA #2 è “PRATICAMENTE” in partenza, avete ancora pochi giorni per fare il biglietto o pijarvela in saccoccia. Ieri abbiamo pubblicato sulla nostra pagina Facebook l’evento ufficiale del concorso (qua) che cambierà per sempre le sorti e le sembianze della litweb. Ancora ci chiedono: “Carissimi, cosa si vince?” Se l’intenzione vostra è partecipare per “vincere qualcosa”, be’ amici belli, alt, fermi, UE, non funziona così. A SuS#2 vogliamo soltanto persone disposte a fare la storia, a cui regaleremo *eventualmente* libri, una pubblicazione in un nostro cartaceo autoprodotto, gratuito e collettivizzato e la consacrazione all’interno delle scenicchie d’Italia.
Le giurie sono pronte: per la SCENICCHIA ROMANA abbiamo arruolato Emanuela Cocco, Stefano Felici, Alessandro Lolli e Alessio Mosca. La SCENICCHIA FIORENTINA schiererà Silvia Costantino, Simone Ghelli, Francesco Quatraro, Vanni Santoni e Andrea Zandomeneghi. La SCENICCHIA NAPOLETANA si difenderà con Federica Sabelli, Wojtek Edizioni, Alfredo Zucchi e un quarto nome che per il momento *non possiamo* annunciare (big surprise). Nella SCENICCHIA DI STRADA trepideranno Myss Sylvie Contoz, Dionisio Izzek, Jacopo Marocco e Valerio Martelli.
Il 30 aprile, nel giorno del settimo compleanno di Verde, annunceremo sulla nostra pagina Facebook i 16 racconti finalisti, quattro per ogni serata. Si comincia il 3 maggio alle ore 20. La scadenza per inviare i vostri capolavori è tra una settimana precisa, venerdì 26 aprile. Leggete bene il bando (qua) e segnatevi l’email scenicchiaunasega@gmail.com
È abbastanza chiaro?
Noi intanto continuiamo a fare rivista.
Non di sola SCENICCHIA si vive: l’8 giugno, il giorno dopo l’ultima serata di SUS#2, saremo a Firenze ospiti del festival “La città dei lettori”, giunto alla seconda edizione. La manifestazione, ideata e diretta da Gabriele Ametrano, è promossa dall’Associazione Culturale Wimbledon, con la collaborazione e il sostegno di Fondazione CR Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron. Qui e qui trovate alcune info, qua la pagina Facebook ufficiale, qua il sito con il programma.
Veniamo all’inutile ma amato fardello del blogghino, che continuiamo nonostante tutto a aggiornare tre volte alla settimana.
“Ma i racconti non dovreste pubblicarli alle 9 di mattina”? No, ragazzi, noi non “dovremmo” proprio niente, facciamo da sempre come ci pare e se consentite continuiamo così, grazie. Sono le 18, e allora? Siamo in ritardo di nove ore, ma c’è una ragione precisa: oggi torniamo a pubblicare Stefano Felici, soltanto un anno fa la più eccitante “next big thing” della litweb, adesso raccontista di quarta fascia per la qualunque (so long, ragazze 😦 ).
Dopo una lunga pausa (di cui daremo conto prossimamente eh eh eh eh), la gramigna malefica si riaffaccia nei salotti buoni della litweb con “un racconto vero, autobiografico, sofferto, la cui gestazione è stata lunga e tribolata. Ben otto mesi di editing. Otto.” E intendiamoci: se organizzare un concorso letterario è praticamente un lavoro a tempo pieno, editare Felici è roba da codice penale.
L E T T E R A L M E N T E
NOVO! PAZZESCO! ROMANO!, il nostro spazio di schifo e altre storie impresentabili, è lieto di ospitare Brasilesss: Tracing, “la prima parte di una ipotetica trilogia sulla figura iperpostdecostruzionist-moderna che risponde al nome de Er Brasiliano.”
Non sapete chi è il brasiliano? Siete in ottima compagnia ragazzi, ma decisamente fuori dal tempo. Ripijatevi (qua).
Ieri intanto eravamo su Minima&Moralia: “C’è qualcosa che brucia, in città. A Roma. Nel quartiere Centocelle. Per essere ancora più precisi, in un luogo che vive solo di notte, illuminato di giallo ocra e rosso tuorlo, con tanti, troppi libri alle pareti che quasi strabordano, alcol a poppa e microfoni e leggii a prua: La Pecora Elettrica, si chiama il posto. È una nave che va a fuoco, ma proprio questo è l’intento. Abbasso le fredde navi fantasma”. E indovinate che motivetto risuona nell’aria? Il primo singolo dei LAUDA (non lo avete ancora ascoltato? E che diavolo aspettate, sta qua).
Il memicchio è al solito della Pink Lodge. La nostra loggia invece è verde, anzi, “Bierde es bierde”. 
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Diorama

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“Escono dalle pareti. I raccontielli escono dalle fottute pareti! Lo capisci, Felix?! Io non so più che fare!”
“Tranquillo, è tutto un sogno”.

Stefano Felici, nello spare time tra una partita della Roma e una rosicata nei gruppi di memers migliori di lui, fa lo psicologo a tempo perso nello scantinato del coworking di Pesaro, forte dell’esperienza con le nevrosi umane sviluppata presso le macchinette delle aree ristoro di svariate sedi Man Power. Quello e un mucchio di problemi di stampo freudiano. Oggi sul suo *divaniello in pelle, un baldo giovincello di mezz’età che chiede di restare anonimo – lo chiameremo Luke-One – confida i suoi tormenti.

“È solo un sogno”, ripete Stefano, questa volta facendo nell’aria le magiche virgolette post-ironiche che tutto curano e tutto aggiustano.
“Non capisci, Felix, non è un sogno! Io scherzavo. Just One Night, ho detto, massì ce la leviamo facile e poi taaac vacanzina a Ostia e ciao a tutti, mi dicevo. E invece… Invece 1250 racconti, Felix, P**rca Mad***a 1250 racconti! Li hai mai visti 1250 tutti insieme? Ti si infilano dappertutto! E poi hai voglia di carbonella, quelli mica bruciano poi così bene”.
“Be’ Luke, sono digitali… Non bruciano”.
“Ste, non capisci un cazzo: è peggio”.
“COS”
“Bruciano l’anima”.

A quel punto però scatta l’ora dell’aperitivo – che per Stefano è intorno alle sedici e trenta, ma dipende quando si liberano Marinelli e D’Antuono – e infatti ecco l’SMS di Ramses: Move your ass Felix, it’s Spritz avec Select time! Stefano allora, per sbrigarsi, propone al paziente una terapia a base di Diorama, il nuovo racconto di Gianluca Garrapa che vi proponiamo qui sotto. E quell’altro: “Ma se ti ho appena detto che mi so scassat’ u cazz’ de leggere! Cioè c’ho il mestruo dagli occhi”.
“PARDON?”
“Volevo dire che sanguino, sanguino dalle ovaie oculari!”
“Facciamo che prendi un Plasil che secondo me è tutta indigestione”.

Ok, lasciamoli soli. Buona lettura. L’illustrazione è di Sofia Mori.

*il divaniello l’avete già visto in diversi video amatoriali sulla dark litweb (non agevoliamo link).

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A colpo sicuro #7: L’amore a vent’anni

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Giorgio Biferali, L’Amore a Vent’anni (Pink Lodge 2018)

Campionato, scuole, uffici, code sulle autostrade. Ah il caro bastardissimo settembre. 

È il Capodanno di Verde Rivista e la redazione intende inaugurare la nuova stagione al meglio. Tornando a fare una pacata ed equilibrata rivista on-line che scava e spulcia il sano underground letterario del Bel Paese. E ciò, cari amici, a partire proprio da oggi.

Tuttavia. 

Il Commissario è tornato a bullizzare i bimbi in una nuova scuola, Luchino Marinelli è disperso per le valli del piemonte, Andrea Frau si è avventurato fino ad Amburgo per cercare fortuna, Quaranta sta sempre a quel suo fottutissimo bar del cazzo (scusa Quaraoke), Paolo Gamerro ha aperto un nuovo cantiere per l’ennesima Coop (alla faccia della crisi, signora mia), Luca Carelli è tornato al telelavoro dai domiciliari (se l’avete visto in giro, non era lui). Quindi capite da voi che questa cosa della rivista non si poteva iniziare proprio oggi oggi.

In nostro soccorso, la DanteVirgili’s clerks gang convoca l’ormai CDA (Capo Divisione Amici) Stefano Felici, sceglie l’ennesimo libro che non leggeremo e ne fa una recensione perentoria e dirimente: insomma A COLPO SICURO.

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A colpo sicuro #3: #lamoreaccade

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#lamoreaccade (Pink Lodge 2018)

Come sapete questa è l’estate in cui abbiamo deciso di farci altri amici e introdurci in maniera sorniona e in punta di piedi nel rutilante jet set letterario. Questa è la nostra terza recensione: #lamoreaccade di Dodo Corfù (siamo sicuri sia un nickname?) del Gianburrasca della lit web: Stefano Felici. Qui trovate le altre due puntate di A colpo sicuro (meditazioni per la LETTERATURA offesa).
La recensione che state per leggere è il seguito ideale di questa che Stefano ha scritto per gli amici di Minima et Moralia. Il minimo Lagioia e il morale Pacifico sono amici nostri e del commissario e dal 2014 hanno un blog culturale non male con altri.
Crediamo che dopo
A colpo sicuro, per parafrasare Adorno, altro amico di Verde, forse non si potranno più fare recensioni. Bandiera bianca, cari.
A parte Goffredo Fofi, altro amico di Verde, lui può, dai.
Il memicchio è di 
Pink Lodge

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A colpo sicuro #1: Il professore di Viggiù

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AlBo NoBe, Il professore di Viggiù (Pink Lodge 2018)

“Mi è stato chiesto di scrivere una presentazione di questa nuova rubrica di Verde ideata da altri e che dovrebbe partire oggi con un peraltro mio pezzo su un romanzo appena uscito che ho molto amato e di cui non so niente. Recensioni su Verde non si sono mai lette, ma la redazione mi assicura che dopo i fatti degli ultimi mesi e tutta la polemichetta fallimentare sulla nostra chiusura, la guerra dei meme e la scenicchia toscana, 8×8 e la partecipazione a eventi prestigiosi della scenicchia romana occorre riallinearci, tenere dritta la barra e prestare servizio nella direzione di quel preziosissimo seppur gratuito lavoro culturale che da anni realtà importanti e amiche come Crapula Club, Rapsodia, Lahar Magazine e altri portano avanti con tenacia, in solitudine e isolamento” (Pierluca D’Antuono, A colpo sicuro #1: Il professore di Viggiù).
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E uscimmo a riveder le stelle

Luca Tosi è autore di racconti e storie per il cinema. Suoi testi sono stati pubblicati su Nazione Indiana, Crapula Club (l’ottimo Crapula, che stimiamo nonostante tutto) e Poetarum Silva. Nel 2017 ha vinto il premio letterario Coop for Words con il racconto breve “Coraggio”. Lavora come correttore di bozze.
Luca Tosi esordisce su Verde con E uscimmo a riveder le stelle, che da uomini di lettere quali siamo, crediamo sia una citazione interista.
Memicchio di
Pink Lodge .

Non lo neghiamo: questo racconto ha diviso la redazione come non mai. Si è scatenata una diatriba, non alla maniera cinico-stoica, ma più simile a una lite condominiale. I detrattori l’hanno definito un buon racconto simile a una canzone-libro-film di Ligabue, chi lo ha apprezzato l’ha definito invece un Dylan Dog senza mostri, un racconto notturno; chi scrive è ancora combattuto, ma bando ai dubbi! Sfiniti dal dibattito, abbiamo deciso di pubblicarlo. Ecco a voi il Peugeot, il Velvet e il Mister. Noi cinque verdi somigliamo sempre più a una boyband di millennials (inutile dire chi sia il bello un po’ matto, il tenebroso, le due simpatiche sagome e quello profondo e romantico); la deriva è facilmente intuibile dai link (esempio) di questo editoriale.
Intanto, a turno, pensiamo di uscire dalla redazione per tornare a riveder le stelle. Ma rimaniamo, rimaniamo: Al commissario gli va bene che fuori, le stelle, siano tutte fulminate. E ditemi un po’ se questa chiusa non è molto ligabuosa, ligabuata, ligabuente. Che bisogno c’è di tutto ciò? domandate voi. Nessuno, ribadiamo noi.

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Indigo Child

Nel 1971, questo stesso giorno, riusciva il primo attracco permanente di una nave alla Grande stazione spaziale sovietica; noi vogliamo ricordarlo così: con il primo attracco permanente di  Stefano Felici nello spazio che conta, quello delle Riviste; e non è grazie a un racconto, no signori, il tramite è quello della navicella visiva Pink Lodge che ci accompagnerà per tutto il mese di Giugno prima di essere sganciata e liquidata nelle profondità granulose della fascia di Kuiper.

Nel frattempo qui nel nostro piccolo, orfano Soviet-paradiso si procede alla grande. Dal nuovo Governo i segnali sono confortanti: c’è arrivata voce di un’incursione aerea segreta delle frecce tricolore sopra Grottaferrata; le immagini non sono rassicuranti: il covo del Commissario appare avvolto da una nube di detriti, nessun segno di vita, e chi vi scrive spera sinceramente che continuino a non essercene.

La domanda è però, piuttosto: vogliamo davvero fidarci di un governo che appunta the Pink Lodge come social media manager e adotta Impact come font ufficiale?

Nel dubbio vi lasciamo a Indigo Child del fluviale Nubius Dee, che Massimo Fini, ci dicono, ha definito un Burroughs conservatore. Ci sono arrivate lamentele sul fatto che Nubius sarebbe, citiamo testualmente “un dito su per il culo con tanto di sabbione annesso”. Non vi preoccupate amici, il piccolo, felice Soviet-paradiso ha liquidato anche lui.

Prossimi aggiornamenti venerdì, in attesa della fine della scuola e di ulteriori nuove sulla ricerca del cadavere del commissario.

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Rivista Pazzesca #1 (anteprima): Storpio Rising

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Rivista Pazzesca #1, teaser 

La densa e maligna presentazione a Roma del primo romanzo di Alfredo Zucchi (“chi scrive o vuole scrivere deve leggere questo libro”, lo ha detto Luciano, e noi abbiamo annuito convintissimi) ha detonato i suoi frutti: è stato firmato l’armistizio Crapula-Verde (testimonianza fotografica), l’ordine è pace e amore nell’ammirazione e nella diffidenza reciproche. Il dibattito in corso (qua tutto) ha esaurito il suo scopo (no, Verde non chiuderà per il momento), ma proseguirà nel nome della polemichetta perpetua e della guerra alle scenicchie. La bomba voyeur ha perfino fatto riavvicinare Stefano Felici a Verde: c’era anche lui venerdì sera, eh be’ insomma ragazzi, ci ha cercati tra la folla e dopo una lunga discussione sui capitoli dispari del libro di Zucchi, si è scusato “Per tutte le sciocchezze dette e pensate negli ultimi mesi”. In segno di buona volontà ci ha poi offerto in anteprima Storpio Rising, un pazzesco w a p o r w a v e che diventerà oggetto di culto nelle campagne senesi e aprirà il numero primo di Rivista Pazzesca, la nuova rivista di Stefano che pubblicherà soltanto racconti e memicchi di Stefano (qui maggiori info).
Qualcosa di bello sta accadendo attorno alle nostre riviste. Sarà un piacere scoprirlo insieme a voi.
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