Liminal Personae #7: Justin della foresta secca

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Sylvie Contoz tra cosmesi (litblog) ed editoria di qualità (rivista)

Neanche il tempo di dichiarare conclusa una guerra (con relativa sconfitta cocente che di certo non negheremo, ragazzi) ed ecco ariaprirsi un nuovo antichissimo fronte: il guru Antonio Russo de Vivo (sempre sia lodato) ci aridefinisce litblog, ma il paradigma cambia perché adesso ci incazziamo sul serio. Tony, amici di Crapula, gente tutta della litweb e delle scenicchie varie, lo volete capire che Verde Rivista perché Verde fa rivista? Non è abbastanza chiaro? Ci aspettiamo rettifica o smentita subitanea, in caso contrario siamo già pronti a fare un discreto casino (a margine: qualcuno ci spieghi perché Verde—>Litblog e TerraNullius—>rivista. Forse perché Luciano Funetta? A parte che Luciano è un amico, come la spieghi altrimenti? Eh, Antò? Suvvia, come dicono quelli).
Le ultime dalla litweb: la Regina recensisce Emanuela Cocco e noi siamo contenti. Sylvie Contoz contesa da litblog e rivista si dà agli uni, recensendo (positivamente, ovvio, non siamo mica su A colpo sicuro) l’amico Oricci, e agli altri con una nuova rubrica fotografica pazzesca: quanti libri di qualità fanno un Dior di qualità (e viceversa)? Ve lo domandate da una vita, nevvero? Adesso lo sapete.
Sono aumentati negli ultimi tempi gli arrivi di racconti firmati da pseudonimi totali, non si presentano neanche più in email. Detto che a tre quarti della redazione sbatte il cazzo se non ci dite come siete registrati all’anagrafe (non siamo mica pulotti, per dio), il questurino Francesco Quaranta ci tiene tanto a smarcarsi e a chiedervi i documenti, almeno nelle lettere di presentazione che accompagnate ai vostri capolavori. Fate come il Commissario, annuite con questa espressione qua, l’espressione beata di chi sta passando serenamente una cena tra pari, in compagnia degli amici di Terranullius Rivista (9 ottobre 2018, Libreria Tomo e Pizzeria Economica, San Lorenzo in Roma: capito, Antò?).
Tanto era dovuto. Le cose serie e importanti, adesso. È venerdì sera, torniamo a fare RIVISTA (ci abbiamo le rubriche, ci abbiamo gli illustratori, ci abbiamo gli editoriali e una redazione, facciamo reading ed eventi, pubblichiamo Marinelli e Mosca, siamo amici di tutti, ma poi che cazzo sarebbero i litblog?).
Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Justin della foresta seccail Piccolo Principe postmoderno, è il bel titolo della settima puntata (qui le precedenti) (Balena Bianca? Rivista?).
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Liminal Personae #6: Gregor R

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. La sesta puntata (qui le precedenti), è stata scritta “in memoria di Gregor R. trovato senza vita nel suo appartamento (accanto al mio) la notte del 15 di agosto del 2018. Da quanto tempo giacesse lì, non ci è dato saperlo. Dal balcone di casa lo avevamo intravisto l’ultima volta una settimana prima, mentre andava a fare la spesa.”
L’illustrazione è di
EPVIVIVI.
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Liminal Personae #5: Don Quixote

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Don Quixote è la quinta puntata (qui le precedenti). Siamo in vacanza tra Roma, Venezia, la Sardegna, Torino, Pavia e Milano, ma Verde non si ferma: continueremo ogni lunedì a pubblicare i nostri A colpo sicuro (Stefano Felici sta già scalpitando). Continuate a leggerci, come l’amico Massimiliano Parente, che oggi ci cita su “Il Giornale di Montanelli“. Momento più basso della storia di Verde? Non lo sappiamo, ma se lo gioca con questo: “Tutto è superato, finito. E se così non fosse siete pronti a rimescolare tutto, variatione confusione et discordia, ribellandovi a ogni istituzione, regolamentazione e senso. Niente di meglio che rincarare la dose con Verde Rivista; autoreferenziale, ribelle e ignota. C’è un po’ di tutto, ma voi avete letto Cometa e Gli animali che amiamo, quindi siamo pronti direi.” (Oroscopo letterario agosto 2018, Paper Moon: grazie Diletta Crudeli.)
L’illustrazione è di Monicatrequarti, che salutiamo e ringraziamo per il mese pazzesco trascorso insieme.
Un abbraccio alle leoncine litblog in ascolto e un buon fine settimana a tutte le altre riviste letterarie.
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Liminal Personae #4: Guglielmo

Guglielmo è la quarta puntata di Liminal Personae, la rubrica di S.H. Palmer che “nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo noi stessi, la nostra storia, nei gesti di altri, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Tre lingue si articolano nella mia mente ogni giorno. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Liminal Personae è stato uno dei testi più belli che abbia avuto tra le mani nel periodo universitario, ne ho ancora una copia nell’armadio, a casa di mia madre.”
Per Palmer, shakespeariana per scelta, la gelosia non esiste: “il mondo delle passioni e degli accadimenti di Shakespeare è rassicurante. Lo capisco solo ora, davvero.”  L’illustrazione è di E.P. VI VI VI.

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Liminal Personae #3 : Mischa, Madame de Lebeuv

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo noi stessi, la nostra storia, nei gesti di altri, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Tre lingue si articolano nella mia mente ogni giorno. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Liminal Personae è stato uno dei testi più belli che abbia avuto tra le mani nel periodo universitario, ne ho ancora una copia nell’armadio, a casa di mia madre.”
Mischa, Madame de Lebeuv è la terza puntata della nuova rubrica di S.H. Palmerpotete rileggere le due puntate precedenti cliccando qui.
Questa è l’ultima illustrazione di
Nadia Sgaramella , grazie Nadia, a presto!
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Liminal Personae #2: Michele di Orsara

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Federica Rodella

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo noi stessi, la nostra storia, nei gesti di altri, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Tre lingue si articolano nella mia mente ogni giorno. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Liminal Personae è stato uno dei testi più belli che abbia avuto tra le mani nel periodo universitario, ne ho ancora una copia nell’armadio, a casa di mia madre.”
Michele di Orsara è la seconda puntata della nuova rubrica di S.H. Palmer, lanciata il mese scorso (ricordate cosa successe allora? Ripassate). Un estratto: “La sgradevolezza è un dono di natura, un talento di nascita. Una bella croce nera sul cuore sulla culla, al posto del carnefice francese e della corona. Una regalità obliqua, in un certo senso.”
Il collage di Federica Rodella.
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Liminal Personae #1: Joachim

Redazionale lungo, molto più del solito, ma necessario e ci auguriamo chiarificatore.
È innegabile l’astenia che da tempo affligge la redazione e che si riflette sulla gestione del blog: racconti non pubblicati, periodicità alle ortiche, orari campali, editoriali insignificanti se non proprio assenti. Eravamo a un passo dal riconoscimento a rivista reg trib art 5, adesso considerarci gruppo chiuso di Facebook sarebbe già superbia. È la tipica crisi della crescita (abbiamo raggiunto il nostro apice, è evidente) o è la spia di qualcosa di più profondo e malevolo aka la nostra fase Dipré?
La verità è che da ormai sei anni Verde trascina stancamente una linea editoriale frusta e innocua, tristemente ricorsiva.
In redazione è chiaro a tutti che occorre cambiare e subito, in maniera radicale, senza timori né tentennamenti. Ma il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare. Ed ecco che tutte le proposte audaci e di buon senso (stop alle #polemichette inutili in maniera costruttiva, una nuova e coerente linea editoriale finalmente innovativa, un sensato patto di corresponsabilità e di rispetto reciproco con il nostro pubblico) vengono pavidamente cassate nel nome dell’intelligenza con il nemico (eppure Luca, questa sera con lealtà noi saremo alla Pecora Elettrica, a Centocelle, per la presentazione della ottima, seppure scissionista e francamente derivativa, Guida 42. Dalle ore 20).
È arrivato il momento di decretare chiusa una storia unica e irripetibile.
Questa storia, la nostra storia. Verde, lo sapete, è stata fondata nell’aprile 2012 da Pierluca D’Antuono, ma è nata molto prima, almeno nel 2009, dagli sforzi congiunti del nostro Commissario e di Sonia Manduzio, aka, non è più un mistero, S.H. Palmer (qui un rapido ripasso).
Che nel giorno in cui annunciamo la fine di Verde, torna sulle nostre pagine con una nuova rubrica, illustrata da E.P/ VI VI VI.
Liminal Personae nasce, come tutto quello che S.H.Palmer butta fuori, dalla necessità. Una necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo, ritroviamo noi stessi, la nostra storia, nei gesti di altri, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Tre lingue, si articolano nella mia mente ogni giorno. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Liminal Personae è stato uno dei testi più belli che abbia avuto tra le mani nel periodo universitario, ne ho ancora una copia nell’armadio, a casa di mia madre.”
In un venerdì santo di sei anni fa usciva l’ultimo numero di una rivista che un mese dopo ricominciò da zero.
Presto tornerà anche Verde, con un nuovo nome, una nuova redazione, una nuova linea editoriale, la stessa fede di sempre e poche altre cose (la seconda puntata di Liminal Personae, per dirne una).
“Ritorna la vita dopo la morte, sempre. In questa verde resurrezione di speranza, leggete, condividete, scaricate, diffondete”.
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BLITZRECENZION #29: MATER DOLOROSA

Come promesso: Mater Dolorosa, l’ultima, definitiva e inedita (pensata per il numero 28 del nostro cartaceo: non cercatelo, non è mai uscito) Blitzrecenzion, la rubrica di versi fulminanti e musica per immagini ideata e curata da S.H. Palmer. So long, SHP: non sappiamo quando, non sappiamo dove, ma ci rivedremo ancora, prima o poi, di là o di qua.
La fotografia, da Where is my mind?, è di Federico Arcangeli (con noi fino a domani).
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BLITZRECENZION #28: FIREWORKS

#26 Officina Infernale

Verde 26, luglio 2014 (In copertina: Officina Infernale, Lady Doom)

La parte complottista della allora redazione di Verde accolse Fireworks (Verde 26/27, estate 2014) come una premonizione sulla chiusura del nostro cartaceo. “Nel bel mezzo dell’estate”, eh? I “colori che esplodono” (sottilmente spietata per una fanzine b/n)? Nel “fiume” (il riVer-de)?! Essendo morta da tempo, l’autrice non poté smentire né chiarire, salvo poi mandarci a dire in sogno che si trattava soltanto della solita cartolina estiva da Berlino.
Le ristampe digitali della rubrica di versi fulminanti e musica per immagini ideata e curata da S.H. Palmer terminano qui. Giovedì prossimo pubblicheremo una Blitzrecenzion inedita che Palmer ci dettò dall’aldilà per Verde 28, il numero mai uscito. E poi? “Non è ci dato sapere, ma lo scopriremo insieme”.
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BLITZRECENZION #27: AMICO FRAGILE

p.1 Verde 25

Verde 25, giugno 2014 (Copertina e illustrazioni: Claudio Calia)

Blitzrecenzion è la rubrica di versi fulminanti e musica per immagini ideata e curata da S.H. Palmer. Verde 25, giugno 2014, il numero dove confessiamo di non essere usciti vivi dagli anni Novanta. Tutti (d’accordo, quasi tutti) tranne Palmer, che per distinguersi mette su Amico Fragile.
Giovedì riproporremo l’ultima puntata della rubrica. La settimana dopo, il 28, gli archivi restituiranno una Blitz inedita dal numero 28 (una coincidenza?) di Verde (non cercatelo, non è mai uscito). E poi? Non ci è dato sapere, ma lo scopriremo insieme.
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