Caldo #3: Un canto dello Skopelitis

Cari amici, che sollievo lasciarsi ferragosto alle spalle e sentire ormai il primo settembre, il nostro capodanno, nell’aria. Quali sono i vostri buoni propositi per il nuovo anno? In questi giorni Simone Lisi, che tra le altre cose fa un’ottima Instagram (seguitelo), lo sta chiedendo al suo numerosissimo e fedele pubblico social, peraltro coincidente nella pur sporadica parte peggiore con il nostro. Dove vanno le stories Instagram quando il sole gela all’orizzonte? Qualcuno di voi lo sa, per caso? Ci chiedevamo, non è che magari un tizio arriva con un cloud e le porta in un server o qualcosa di simile? O magari semplicemente triggerano via. Non ci crederete, ma sembra che questa sia una delle domande più frequenti che il pubblico di Simone pone a Google durante l’estate, insieme a questa, questa e questa. Noi preferiamo non scoprirlo e immaginare che esista un posto dove le nostre stories continuano a fare quello che normalmente fanno sulle nostre Instagram. Tipo i calzini. Sì, Calzini.
Non vale la pena ricominciare con questo Caldo, o forse sì. E allora prosegue la nostra rubrica di racconti estivi con il Diaframma aperto (qua tutti, li state leggendo?): Simone ha scelto la versione demo di una grande canzone di Boxe e ha consegnato in redazione l’avventura Un canto dello Skopelitis, praticamente lievissimi inconvenienti in nave tra Schinoussa e Donoussa (o una pagina del consueto quaderno greco) che tra le altre cose ricorderemo perché per la prima volta Carla, già Diana (PZZSC).
Giorgio Biferali intanto ha segnalato su Il Messaggero di ieri (qua) il nostro Vocabolario minimo delle parole inventate (qua). Siamo contenti.
Che belle parole, soltanto da pensare, “Ti cercherò dall’alba al tramonto in tutti i miei castelli per aria e fra sabbia e conchiglie in un mondo sommerso tu sarai la mia spiaggia”, non trovate? A noi piacciono molto, e così speriamo di voi.
A lunedì.
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Animal Tropical #1: Vendo-oro

Mercoledì 12 giugno 2019 il Sabor Cubano di Firenze ha ospitato una serata di letture tropicali caraibiche animali a tema caliente (y ritmos cubanos). Sul palco sono saliti i soliti noti dei notorius reading gigliati, capitanati da Simone Lisi, che mentre leggete queste righe sta sposandosi con Diana (alle 12 del 4 luglio, pagherete caro pagherete tutto benedetti ragazzi). Il commissario, in compagnia di Jacopo La Forgia, Ivano Porpora, Dario De Cristofaro e Giorgio Biferali (senza fidanzata ahiahiahiai), prende appunti alla cerimonia dell’anno con Puma bianche e giacca di lino verde, non è escluso un resoconto dal titolo “potevate aspettare primavera, bambini”, prossimamente sulla vostra rivista del cuore.
In questi giorni intanto sterili polemichette sugli esiti di SUS#2, dopo un controverso post di Ramses II. Detto che Ramses si esprime a titolo personale e non si occupa più delle cose di Verde, eventi mondani a parte, dal gennaio 2016, ricordiamo che i 4 vincitori del concorso sono stati: STEFANO SICIGNANO, CLARA CERRI, LAVINIA FERRONE, GIADA SANTORI. Non ci sarà alcuna finale ma la serata conclusiva, a settembre a Roma (alla Pecora Elettrica ricostruita, of course), dove presenteremo il cartaceo autoprodotto. E’ ABBASTANZA CHIARO?
È uscita intanto la prima recensione del Vocabolario minimo delle parole inventate (qui): l’ha firmata Raffaele Mozzillo (un amico) e la potete leggere qua.
Vendo-oro, di Simone Lisi, è il primo racconto della serie Animal Tropical che leggeremo ogni mercoledì di luglio a partire da oggi. L’illustrazione è di Francesca Caruso.
Per Diana e Simone. Auguri benedetti ragazzi, la redazione di Verde vi vuole bene e tifa per voi.

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I meteorologi di Fez

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Allora, aprite le orecchie, prima di tutto un po’ d’ordine: la terza serata di Scenicchia una Sega #2 – praticamente un concorso si terrà presso la sede di minimumfax in via Pisanelli 2, zona Piazza del Popolo. Ci si trova tutti alle 18:30 per la presentazione de I Fratelli Michelangelo di Vanni Santoni.

Racconti in gara:
I Leggins di Lavinia Ferrone
Toccarsi di Graziano Gala
Eterni Bambini di Federica Patera
Fascismo Sessuale in 88 Twit di Enrico Seimandi

Giuria:
Scenicchia Toscana – Sarmi Zegetusa
Scenicchia Romana – Stefano Felici
Scenicchia Napoletana – Alfredo Zucchi
Scenicchia della Strada – Dionisio Izzek

Ospite d’onore della serata nientepopodimeno che il Capitano di Verde Andrea Frau.

Oggi torna con noi Simon(e) “Le Bon” Lisi con I Meteorologi di Fez un racconto che non è un racconto, bensì un elegante collegamento alla serata di venerdì. Come? Eh eh eh…

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Scenicchia Full Showcase #1: Quando finirà l’estate (Lisi)

Mentre voi eravate in vacanza in Grecia, noi saltavamo lo squalo, la litweb continuava a fare rivista [MODALITA ITALIAN BOOK IT BETTER ON] e Vanni Santoni selezionava il futuro canone della scenicchia toscana (qui i dettagli), trenta racconti pubblicati sulle pagine del dorso fiorentino del Corriere della Sera e che noi di Verde riproporremo (quasi tutti) ogni mercoledì a partire da oggi (che è venerdì: ritardo spiegato qui) in uno Scenicchia Full Showcase dai nomi francamente pazzeschi. Il primo della lista è Simone Lisi con Quando finirà l’estate, editato dal Vanni medesimo.
L’ormai iconico e magistrale memicchio – altro che la Loggia Rosa – è di Gregorio Magini.
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Fare $€ scrivendo

Mosca Cieca

Monicatrequarti, Mosca cieca

Estate, tempo di tormentoni estivi che non esistono più, torbidi casi di nera insoluti, Nuclei Armati SPontaneisti Invisibili (sarebbe bellissimo ma l’SR 163 è sbagliato) e premi letterari. Domani sera saremo allo STREGA OFF, “l’evento che riscrive le regole classiche del Premio letterario più ambito e discusso d’Italia”, in compagnia delle tante benemerite riviste già incontrate sabato 16 giugno. Per salutarci, recuperare copie del nostro cartaceo e sapere quale libro della sporca cinquina voteremo, venite a trovarci al Monk, Rome, dalle 18 (si tira tardi).
Questa sera invece, a Scandicci, ci sarà la premiazione dei finalisti e dei vincitori del Concorso Urbanità tentacolare, già affettuosamente Premio Scenicchia (do you remember Scenicchia? Sì, esiste ancora), meritevole creatura di Herr Andrea Zandomeneghi (che qui spiegava tutto). E che ci avrà di tanto speciale sto Concorso? Intanto non avete visto il video e allora ditelo che siete de coccio (relink): 1) è una delle poche occasioni per Fare $€ scrivendo (900 euro, signori, se vi sembran pochi e vabbe’ 100 euro se versificate); 2) la giuria: avete letto che nomi? Lasciateci ricordare Luca Marinelli appena rientrato dalla Jugoslavia e Simone Lisi, che giovedì 10 maggio al Cafe degli Artigiani, Firenze, aveva letto i cinque racconti che noi vi proponiamo oggi in altrettante inedite ristampe.
Chi vincerà? Ma cosa ne sappiamo noi. Tifiamo il migliore e abbiamo detto tutto. Non resta altro se non l’orrendo nulla alla fine di ogni testo, come il titolo di un bel racconto su Crapula.
L’illustrazione è di Monicatrequarti. Venerdì realismo magico. Ciao.
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Mi ricordo (un omaggio impossibile a Perec)

lasciare andare

Nadia Sgaramella, Lasciare Andare

“L’idea è che rifare o imitare Perec non sia possibile, come rifare un taglio di Fontana. Questo mio Mi ricordo è impossibile pertanto, perechianamente, io lo posso fare e lo rifaccio, cioè questo che io faccio è possibile in quanto impossibile”.
Così si spiegava il caro Simone Lisi riguardo al brano letto al Todo Modo di Firenze, che oggi riproponiamo con il perfetto contrappunto dell’illustrazione di Nadia Sgaramella“Il secondo punto è che all’incontro su Perec organizzato da Lucia qui a Todo Modo io sono probabilmente il più giovane, quindi il meno adatto a stilare una lista di cose che ricordo, perché i miei ricordi sono minori rispetto a quelli di tutti gli altri. Ho trent’anni, quindi mi ricordo al massimo degli ultimi venti, venticinque anni. Sono il meno adatto a fare questo, e quindi perechianamente il più adatto”.
Noi vorremmo aggiungere, se ci viene concesso: Ci ricordiamo di quando c’era il Commissario.

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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #6: Simone Lisi e Ferruccio Mazzanti (In fuga dalla Bocciofila)

Dopo la pubblicazione del documento unitario con cui ieri la redazione chiedeva tra le altre cose “il ripristino di quegli spazi e quelle pratiche democratiche oggi precluse” e avanzava delle richieste precise per superare l’attuale crisi di Verde, Pierluca D’Antuono rilancia proponendo una grande assemblea aperta a tutti, dove discutere le sorti della rivista e più in generale della neo litweb italiana.
In attesa di questo importante incontro, che si terrà da venerdì 27 a domenica 29 aprile a Pecorile, proseguono le testimonianze e i contributi di redattori, collaboratori, lettori, semplici amici di Verde (qui li trovate tutti).
Il nostro asse con la nuova scena letteraria fiorentina e più in generale toscana è innegabile, è anzi parte del contendere. Una particolare sintonia elettiva di intenti ci lega a In fuga dalla Bocciofila, che ringraziamo del contributo a questo duro ma necessario dibattito con i testi molto belli di Simone Lisi e Ferruccio Mazzanti.
L’illustrazione è di E/P VI VI VI.
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Iris bianchi non apritevi

nostalgia alessia arti

Alessia Arti, Nostalgia

Giovedì scorso Simone Lisi ha portato il suo Un’altra cena a Bologna. Deve essere stata una bellissima serata, a giudicare foto () e video. Noi d’altronde c’eravamo, nella persona di Vinicio Motta (lo dicevamo qui) e pure, lasciatecelo dire, negli incredibili disegni live di E.P VI VI VI. Lo stato d’animo del giorno dopo ogni reading e/o presentazione è il solito e oscilla da poteva-andare-meglio-dove-sono-tutti-stasera? a e-adesso-pigliamoci-un-altra-città-a-caso-magari-Roma. Poi di solito arriva il mercoledì e la ciclotimia svanisce (si attenua, va’), soprattutto se siamo a marzo, 21, e se il mercoledì è Lisi (agevoliamo tag). Iris bianchi non apritevi (Firenze, abbiamo un problema con i fiorai), su Verde, dove sennò? (Be’ ad esempio su In fuga dalla Bocciofila, Stanza 251, Pratosfera, A Few Words, Perfect Magazine, L’Inquieto, Crapula, Scrittori Precari, Cadillac). L’illustrazione molto bella è di Alessia Arti. Ciao, buon secondo giorno di primavera, a Roma oggi e pure domani  .
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La dottrina del caos

Serve un passaggio_

Alessia Arti, Serve un passaggio?

La proficua discussione di cui alla precedente è proseguita qui e noi siamo sempre più confusi: rivista o lit blog? L’estate scorsa, quando decidemmo di farci disegnare un bellissimo sito nuovo dove trasmigrare, Il Commissario chiese l’apposizione sotto la testata del monito “Questa non è letteratura”, in sostituzione del vecchio motto, in sei anni (quasi) mai spiegato bene, “protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze” (capito perché non abbiamo trasmigrato? Ma il sito è là fuori, tranquilli, alla deriva nel grande mare dell’Internet ma quasi pronto). Comunque, riviste: Crapula Club, L’inquieto, Stanza 251, Cadillac. Blog: Italians Book it Better (che è incredibile e dovreste ben seguire), In fuga dalla bocciofila (cinema). E chi scrive/appare su tutti questi blog e/o riviste? Flavio Ignelzi? Simone Lisi, che giovedì 15 marzo sarà a Bologna, a La confraternita dell’uva [qui l’evento Fb], a presentare Un’altra cena, il suo primo romanzo edito da Effequ (per il momento non ne abbiamo ancora parlato ma lo faremo presto perché in redazione lo stiamo leggendo tutti). Simone sarà in compagnia di E.P. VI VI VI, ai disegni live, e Vinicio Motta, che illustrerà i punti chiave della Dottrina del caos e ne azionerà la leva per conto della Voidorstest, a meno di sala gremita (ci siamo capiti?). L’illustrazione che vedete quassù è di Alessia Arti. Ciao amici e buon inizio di settimana, se domani sarete a Roma non perdete la terza serata di 8×8, leggerà Giovanna Piazza.
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Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta (Lista ombelicale libri 2017)

Carissimi,
bentrovati su Verde, l’unica cosa della Internet italiana a non rivendicare natura o finalità letterarie (da tempi non sospetti). E allora, dice, chi siete, che volete, che fate? Di certo non pettiniamo lit-bambole: entriamo nel quarto anno di blog, che con i tre precedenti di cartaceo fanno sette anni di in-vi-dia-bi-le vita editoriale. I numeri del 2017 parlano chiaro (parlano? Chiaro?): 48 autrici e autori hanno esordito su Verde; abbiamo pubblicato 128 contributi tra atti unici, poesie e racconti, di cui solo 20 molto brutti e 5 brutti (la proposta di Pierluca D’Antuono di svelarne i titoli è stata cassata dalla pavidissima redazione, quindi no, non chiedeteci quali sono o scrivete a pierlucadantuono@gmail.com); i racconti più letti dell’anno sono stati questo, questo, questo; i meno letti non sono usciti qui (ma qui, qui e qui). Ricorderemo il 2017 per una quasi scissione, il ritorno a Firenze, l’amara constatazione di avere più pretendenti che lettori, la meritata morte di una rubrica, l’inspiegabile nascita di una nuova, la presa di Bologna, il mancato ritorno al cartaceo, il ridimensionamento della redazione (adesso siamo in sei, dal 2015 ne abbiamo fatti fuori due all’anno, chi saranno i prossimi? Via al televoto), una nuova rivista in città e per una importante lezione: resistere è inutile, leggere subito i racconti che ci inviate pure, perché tanto li avete già mandati ad almeno altre due riviste online e vai di pubblicazione a blog unificati (ma si può?).
Propositi per il 2018: rallentare ulteriormente i tempi di lettura, e non vi lamentate perché questa non è letteratura e noi facciamo quel che possiamo, quel che non possiamo non facciamo (Alberto Manzi, do you know?).
E quel che abbiamo già fatto non rifacciamo: niente Oroscopo dunque, ma una Lista ombelicale dei tredici migliori libri che abbiamo letto nel 2017 (in ordine sparso), scritti – indovinate un po? – da redattori, collaboratori e amici di Verde:

Paolo Gamerro, Sbiadire, Augh! 2017;
Simone Ghelli, Non risponde mai nessuno, Miraggi edizioni 2017;
Sandro Battisti, Giovanni De Matteo (a cura di), Nuove Eterotopie – L’antologia definitiva del Connettivismo, Delos Digital 2017;
Lukha B. Kremo, I Nerogatti di Briganti, Trilogia degli Inframondi vol. 3, Delos Books, 2017;
In Fuga dalla Bocciofila, Fino all’ultimo Haiku, 2017;
Gabriele Merlini (a cura di), ODI. Quindici declinazioni di un sentimento, Effequ 2017;
Stefano Solventi, Nastri, Eretica Edizioni 2017;
Gianluca Garrapa, Un ronzio devastante e altre cose blu, 2017;
Franco Sardo, SuperDio, Blonk 2017;
Luca Piccolino, Antartide, Sacco 2017;
Francesca Fiorletta, Borges non è mai esistito, L’Erudita 2017;
Lorenzo Vargas, Una più del diavolo, Las Vegas Edizioni 2017.

Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta lo ha scritto invece Andrea Frau, promosso stabilmente e con merito al lunedì. L’illustrazione è di Federica Consogno. Buon inizio di settimana amici, tornate a trovarci, noi stiamo sempre qua, vi aspettiamo.
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