Animal Tropical #5: Gechi

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Nicolò MarchiCoyote

Ieri Quaranta, pur di non scrivere un racconto, ha fatto questo. Subito Andrea Frau, fiutando l’affare peggio di un CEO Disney, ha deciso di lanciare il gioco su larga scala e ha assoldato tre piccoli instancabili scrittori per stendere tutta la “lore” ufficiale del gioco: Francesco Spiedo, lo stagista Jimbo e il sapiente Gianluca Liguori; li ospita nel suo garage (“anche la Apple è partita da un buco come questo”, dice) e li nutre di patatine e birrette sarde in attesa che arrivi qualche fondo dalla Scuola Holden. Vi terremo aggiornati sulla vicenda.

Oggi prosegue la pubblicazione del ciclo Animal Tropical – pagine fiorentine a tema esotico-caliente-estivo lette al Sabor Cubano lo scorso giugno – con  il racconto Gechi di Elisabetta Meccariello (che noi in redazione chiamiamo Macca perché siamo tutti beatlesiani di ferro, a parte Marinelli che è un merdosetto post-millennial). Gechi o meno, anche in estate forse vorremo essere tutti da un’altra parte.  

L’illustrazione è di Nicolò Marchi.

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Animal Tropical #4: La macchina fotografica più cara della mia vita

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Nicolò MarchiStrange Desert

La redazione è ormai deserta, non si è capito se sia stato indetto uno sciopero generale, se la paventata scissione sia avvenuta per davvero o se, semplicemente, siano tutti in vacanza. Quel che è certo è che continuano a giungere in ufficio cartoline di Andrea Frau, da ogni angolo del globo: nell’ultima s’intravedono le foreste cambogiane e sul retro il buon Cap ha scritto “Sto andando a cercare Jacopone”. Vai a sapere…

Comunque qui è lo stagista Jimbo che vi parla, rimasto solo in una Verde deserta e senza più padroni. Oggi mi sono permesso di scegliere per voi il quarto racconto della serie Animal Tropical: pagine vergate da mani toscane e lette con toscanissimi accenti una sera di giugno al Sabor Cubano di Firenze (l’unico posto al mondo, se lo chiedete al sottoscritto, dove un toscano che legge racconti esotici non sembra Pieraccioni). E dunque sono qui a introdurre La macchina fotografica più cara della mia vita di Ferruccio Mazzanti. Qui sul dossier di Ferruccio redatto da Ramses leggo “BFF di Verde”. Godiamocelo.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi.

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Animal Tropical #3: Blu + Nude Beach

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Nicolò MarchiUntitled Architecture

È successo mercoledì 12 giugno al Sabor Cubano di Firenze: i nostri amici Mighty Morphin Ur-Schenicchia si sono assemblati per leggere un ciclo di letture calienti dal titolo Animal Tropical. Noi che c’entriamo? Be’ noi stiamo pubblicano quei racconticchi, uno per mercoledì (in realtà Francesca Corpaci la settimana scorsa si è presentata con una poesia ma noi abbiamo fatto finta di niente perché le vogliamo bene). Ma oggi vogliamo rovinarci, eh sì, perché tocca all’impavido sceneggiatore dei vostri sogni bagnaticci Matthew Licht, con ben due racconti, avete sentito bene due: Blue + Nude Beach.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi

Comunque non è detto che il ciclo Animal Tropical venga pubblicato al completo: purtroppo in redazione tira un’aria strana. Ieri sera alla libreria Tomo, Ramses II, Marinelli e i loro piccoli seguaci si sono riuniti per l’anteprima del numero 10 di effe a cui, oltre a Verde, hanno partecipato CrapulaClub (sigh), L’Inquieto, Cadillac Magazine, Colla, retabloid, Tina e Marco Drago (altro che Avengers). Insomma una serata pazzesca, secondo le testimonianze, e tuttavia una serata a cui mancavano Quaranta e Frau, le due colonne portanti di codesta redazione. E già qualcuno comincia a mormorare (di nuovo) la parola “scissione”…

Altro annuncio: dal 20 al 22 settembre si terrà la quinta edizione di Firenze Rivista. Siamo orgogliosi di annunciare che quei pazzarielli di Wojtek Edizioni “adotteranno” Verde (leggere: i superstiti di Verde) secondo la nuova formula del festival, principalmente per non perdere ai tornei di calcetto che seguiranno gli incontri letterari. Preparate i biglietti del treno perché ci sarà da robbantare non poco!

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Animal Tropical #2: Tommaso Martolini risiede a Ibiza

animal tropical

12 giugno 2019 Sabor Cubano Firenze

Se Diana e Simone (praticamente bellissimi) avessero organizzato un’altra cena, Ramses sarebbe tornato da Firenze con intenzioni meno impegnative e avrebbe pubblicato su Facebook una lista della spesa. E invece: le partecipazioni. Provate a chiedere a un bambino a che cosa serve il sole: quello vi risponderà “a riscaldarmi”. Adesso chiedete a Ramses a cosa servono i matrimoni degli amici. Alla faccia di Piaget che assicurava che l’egocentrismo infantile scomparisse attorno ai sette anni. Siamo all’inizio di una nuova lunga saga, che si concluderà forse nell’autunno 2020 o al più tardi primavera 2021 (climate change permettendo).
Un bel pezzo della nostra candidata Claudia Durastanti sul Premio Strega. La nostra sul San Remo delle lettere la conoscete e se non la conoscete vi agevoliamo link (qua, qua e qua). Siamo finiti al centro di una oscura e torbida vicenda editoriale di ricatti, rapimenti e liste di libri da leggere in estate. Detto che il buon vecchio Ibba e il giovane Pantarotto sono amici, Tony Vena è un finto ribelle del mainstream commerciale e Manu is family e non si tocca (libera subito altrimenti facciamo un casino), a noi le liste fanno venire l’orticaria e quando le facciamo sono sempre ombelicali. Tipo questa:
Lista dei venti racconti più belli pubblicati da Verde nel 2019  da leggere e rileggere questa estate (ordine di pubblicazione cronologico):

Lucia Carelli, Final
Beatrice Galluzzi, La mucca esplosa
Gomez Palazzo, La fica nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
Claudia Grande, La vera storia di Dolly Mendoza
Simone Sauza, È come galleggiare
Collettivo Simone Bachechi, La breccia di calore
Nicola De Zorzi, Una breve e incompleta storia del movimento edviniano
Giusy Esposito, Arancio Trastevere
Luca Marinelli, L’orso e la puttana
Sara Mazzini, Gino
Alessio Mosca, Gli esantemi e i lucumoni
Federico Zagni, Cronache del Prebianco
Elena Marino, L’inizio del racconto
Stefano Felici, Brasilesss Tracing
Valerio Martelli, millesoldi
Pierluca D’Antuono, La sparizione di Alessio Mosca
Gaia Giovagnoli, Il topo
Francesca Mattei, Le vespe di agosto
Federica Patera, Eterni bambini
Ivana Abete, Lei pensava solo a scopare

“Il 26 dicembre 1991 il poeta e dissidente antisovietico Josif Michail Vardiashvili si tolse la vita all’indomani della pubblicazione di Эвридика 80, plaquette di bunjee jumpee orfico che si apriva con i celebri versi “Crapula Club/Miedo a la sbeurra”. Ventisette anni dopo la redazione del “litblog più amato da chi fa rivista” (Massimiliano Parente, 2018) opera in uno stabile sequestrato alla camorra nel centro storico di Caianello, in provincia di Caserta, dove Alfredo Zucchi, Luca Mignola, Sara Mazzini e Antonio Guru De Vivo tengono corsi di scrittura realvisceralista e poesia post-estrema a tossicodipendenti ludopatici, prostitute del basso Lazio, ambigui ex poliziotti imparruccati e, tra gli altri, Marcello Dell’Utri e Zdeněk Zeman. Dopo le accuse di neofascismo e revanscismo, la «Congiura Sacra» (2018) e la marcia sull’ultima edizione di Firenzerivista (settembre 2019), il gruppo confluì insieme a Verde in «Nuova Edizione», rivista ufficiale del «Novo Pazzesco Romano».”
E così è ufficiale: El Club ha chiuso davvero e noi non ci sentiamo bene. Non possiamo accettare né adeguarci all’idea che Crapula finisca così. Già miglior litblog sudamericano d’Italia, sono stati i nostri unici e intelligenti compagni di giochi, nonostante i lazzi, i meme cattivi, i furti d’autori e le sfide a duello. Una lezione di stile e di intelligenza per tutti i patetici Pedretta, Porpora e La Forgia pazzi della litweb. Una prece. Celebreremo El Club a Firenzerivista e lo sussumeremo in Nuova Edizione. Perché “Qualcosa sta accadendo nei nostri intorni, qualcosa ha avuto luogo oltre il luogo dei nostri spazi […] Questa fine, irriducibile in filigrana, è il nostro nuovo inizio. Abbiamo vissuto la sensazione, pazzesca, di non esserci mai sentiti più vivi che da morti. Abbiamo chiamato questo vitalismo nevrotico, altro da una verde resurrezione di speranza, «Nuova Edizione»: non la previsione di una agenzia letteraria unificata, Khepri ce ne scampi, ma la laminazione di una corrente ingrossata da estuari diversi, eppure così vicini, che scendono la stessa foce.” Vale sempre, e così sia.
Il nostro capitano ha scritto un pezzo bellissimo per i Bellissimi di In Fuga dalla Bocciofila, sta qua e voi dovreste leggerlo. E leggete pure la migliore penna della scenicchia toscana,
Francesca Corpaci, che il 12 giugno scorso al Sabor Cubano di Firenze ha recitato Tommaso Martolini risiede a Ibiza: è il secondo appuntamento del ciclo Animal Tropical, che ci accompagnerà per tutto luglio.
Il 16 luglio torneremo da Tomo con le amiche di Effe, segnate la data. Domani Martelli, lunedì indietro al 4 maggio, prima serata di SUS#2. Ciao, diffidate delle liste ma restate lettori, nonostante i Vena (se vi va).
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Animal Tropical #1: Vendo-oro

Mercoledì 12 giugno 2019 il Sabor Cubano di Firenze ha ospitato una serata di letture tropicali caraibiche animali a tema caliente (y ritmos cubanos). Sul palco sono saliti i soliti noti dei notorius reading gigliati, capitanati da Simone Lisi, che mentre leggete queste righe sta sposandosi con Diana (alle 12 del 4 luglio, pagherete caro pagherete tutto benedetti ragazzi). Il commissario, in compagnia di Jacopo La Forgia, Ivano Porpora, Dario De Cristofaro e Giorgio Biferali (senza fidanzata ahiahiahiai), prende appunti alla cerimonia dell’anno con Puma bianche e giacca di lino verde, non è escluso un resoconto dal titolo “potevate aspettare primavera, bambini”, prossimamente sulla vostra rivista del cuore.
In questi giorni intanto sterili polemichette sugli esiti di SUS#2, dopo un controverso post di Ramses II. Detto che Ramses si esprime a titolo personale e non si occupa più delle cose di Verde, eventi mondani a parte, dal gennaio 2016, ricordiamo che i 4 vincitori del concorso sono stati: STEFANO SICIGNANO, CLARA CERRI, LAVINIA FERRONE, GIADA SANTORI. Non ci sarà alcuna finale ma la serata conclusiva, a settembre a Roma (alla Pecora Elettrica ricostruita, of course), dove presenteremo il cartaceo autoprodotto. E’ ABBASTANZA CHIARO?
È uscita intanto la prima recensione del Vocabolario minimo delle parole inventate (qui): l’ha firmata Raffaele Mozzillo (un amico) e la potete leggere qua.
Vendo-oro, di Simone Lisi, è il primo racconto della serie Animal Tropical che leggeremo ogni mercoledì di luglio a partire da oggi. L’illustrazione è di Francesca Caruso.
Per Diana e Simone. Auguri benedetti ragazzi, la redazione di Verde vi vuole bene e tifa per voi.

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CALMA PIRATA #6: ROTTE

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Giulia Pex, Rotte

Il 1 febbraio scorso, a Firenze, un gruppo di bucanieri ha assaltato il palco del Sabor Cubano per leggere racconti brevi (massimo una pagina) a tema Pirati: Simone Lisi, Ferruccio Mazzanti, Francesca Corpaci, Giovanni Ceccanti, Matthew Licht e Lavinia Ferrone, che oggi con Rotte chiude il nostro mese di Calma Pirata.
Lavinia Ferrone. Nasce, cresce, corre, inciampa e muore a Firenze. Nella fase intermedia tra il “crescere” e il “correre”, scrive. Scrive monologhi che si limitano a descrivere la società in cui si trova a vivere, interpretandoli poi dal vivo. Scrive molte poesie, nonostante le persone a cui le dedica la implorino, fondamentalmente, di smettere. Scrive racconti che converte in sceneggiature, ma che poi, riconverte in racconti.
L’illustrazione inedita è di Giulia Pex.
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CALMA PIRATA #5: RUM

Il 1 febbraio scorso, a Firenze, un gruppo di bucanieri ha assaltato il palco del Sabor Cubano per leggere racconti brevi (massimo una pagina) a tema Pirati, sette pezzi che stiamo proponendo ogni mercoledì qui su Verde.
Matthew Licht ha occhi verdi, ma il suo colore preferito è il blu marino. Ha una bicicletta nera, Raven, e una rossa, Fiamma. Poi ne ha una bianca e nera senza nome, e un’altra verde del Nilo, non ancora battezzata. I suoi libri più recenti sono Sembra facile/Nessuna pietà, e Attenzione cacca dappertutto!, entrambi editi da Bookinmotion. Con Rum (Ass Pirate e Hard Pirate) è per la prima volta su Verde.
L’illustrazione inedita è di
Giulia Pex.
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CALMA PIRATA #3: I CARAIBI CHE POSTO SPETTACOLARE

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Marco Cabras, Juan, Pedro e Diego

Il 1 febbraio scorso, a Firenze, un gruppo di bucanieri ha assaltato il palco del Sabor Cubano per leggere racconti brevi (massimo una pagina) a tema Pirati, sette pezzi che stiamo proponendo ogni mercoledì qui su Verde.
Francesca Corpaci è nata a Firenze nel 1984, quando negli impianti di areazione della maternità si dice ci fossero i topi. Alle elementari guardava cartoni giapponesi, alle medie leggeva romanzi russi, al liceo guardava film francesi e all’università ha studiato letteratura portoghese. Ha vissuto in nove stanze e tre continenti, ma oggi abita a meno di un chilometro dalla casa dove è cresciuta. Non beve alcolici, non si soffia il naso, spesso scrive su In fuga dalla bocciofila e sul mensile fiorentino Lungarno. Con I Caraibi che posto spettacolare è per la prima volta su Verde.
Illustrazione di
Marco Cabras.
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CALMA PIRATA #2: I PIRATI FANTASMA

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Marco Cabras, I pirati fantasma

Il 1 febbraio scorso, a Firenze, un gruppo di bucanieri ha assaltato il palco del Sabor Cubano per leggere racconti brevi (massimo una pagina) a tema Pirati, sette pezzi che stiamo proponendo ogni mercoledì qui su Verde. La settimana scorsa Simone Lisi ci ha mostrato un’ombra nel quadro di Gianni il pirata, oggi Ferruccio Mazzanti ci racconta una storia dove I pirati fantasma si nascondono negli occhi siciliani che Marco Cabras ha disegnato su misura.
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