Insanguinato e seminudo per Verde

A fine settembre Luca Marinelli ha passato tre giorni seduto da solo a leggere “La Distruzione” di Dante Virgili, nel chiostro del Museo Novecento. I nostri amici fiorentini, persuasi di avere di fronte Tommaso Madras, lo hanno trovato perduto e stordito, “per questo molto bene”. Un mese più tardi, a Roma, Marinelli ha trascorso la notte di Halloween da Orfeo, sulla Tuscolana, dove decorosamente ubriaco ha letto il racconto “Debugging Milosevic”, presentandolo come inedito, incompiuto e orgogliosamente anti ottomano.
Il 3 novembre, dopo un risveglio traumatico in una località segreta della bassa Prenestina, una rissa sulle scalinate del Palazzo delle Esposizioni e una spesa di 135 euro in albi de Les Humanoïdes Associés ai banchi di Piazza della Repubblica, ha perso il treno per Bologna.
Se Luca Marinelli vi ricorda un messicano perduto in Messico, bravi, avete studiato, siete completamente fuori strada; è piuttosto uno sradicato il cui moto esistenziale è descritto dal movimento del cordino di uno yo-yo, senza direzione, senza progresso, in balia dell’entropia. Luca Marinelli non cerca nulla, la sua vita non ha uno scopo, è nelle mani del caso, è uno schlemihl Insanguinato e seminudo per Verde a cui piacciono molto le mucche di Emmeppi. Continua a leggere

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Il film più bello della storia del cinema #4: Il tocco della medusa

Detto che Pierluca D’Antuono non va al cinema dal 1985, detto che lo schema che qua si diceva era una cosiddetta trilogia dell’eroina (parte uno e due), detto che gli appartamenti di Via Pescara in Roma non sono male ma non ristrutturati, Il tocco della medusa è Il film più bello della storia del cinema da vedere una domenica di novembre due ore prima di morire (nessuna traccia di L).
L’illustrazione è di E/P VI VI VI (anche qui). E dire che ci sembrava lei. Che diavolo sta succedendo?
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Insanguinati e seminudi a Bologna #6: Roma N57686

Roma N57686, scritto da Luca Carelli e firmato da Pierluca D’Antuono, ha chiuso Cronaca Verde a Bologna, la serata di racconti inediti a tema che il 3 novembre scorso abbiamo portato alla Confraternita dell’Uva (grazie ragazzi). La settimana prossima il disperso Luca Marinelli, allora assente ingiustificato. L’illustrazione è di Emmeppi, se condividete non ci offendiamo.
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Il film più bello della storia del cinema #3: Tunnel

Il film più bello di Massimo Pirri è Italia: Ultimo Atto? – indeed – ma per il terzo episodio de Il film più tossico della storia del cinema Pierluca D’Antuono ha scelto il prescindibile (solo per completisti) Tunnel aka Eroina (abbiamo uno schema), “da vedere a Roma o Milano, tra un incontro clandestino di omogeneizzazione e il casting di Helmut Berger e Corinne Clery”. Su In fuga dalla Bocciofila.
L’illustrazione è di Deadtamag0tchi.
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Il film più bello della storia del cinema #2: L’Imperatore di Roma

Pierluca D’Antuono ha scritto una lettera piena di domande agli imperatori di Roma Nico D’Alessandria e Gerry Sperandini: esiste un canone, o è forse un filone, che lega i minori in debito pasoliniano? È un cinema periferico o è Roma una immensa periferia? L’eroina è un MacGuffin e Battisti è il suo profeta o ogni cosa suona bene con Battisti? Ci costringeremo per sempre a scegliere tra Caligari e D’Alessandria? Biagio Antonacci, anche lui a San Patrignano, lo sapevi? Gerry è pazzo, posso chiamarti Ago? Eccetera eccetera, nella seconda puntata de Il film più bello della storia del cinema, naturalmente su In fuga dalla bocciofila.
L’illustrazione è di DeadTamag0tchi.
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BUIO PESTO@TODO MODO #9: SOTTO L’INFLUENZA DEL NUVOLARI DI DALLA

PLD

Pierluca D’Antuono, fotografia di Francesco Vignozzi

Siamo a Firenze al Buio Pesto della libreria Todo Modo da quasi tre mesi. Chiudiamo con Pierluca D’Antuono non perché oggi è il suo compleanno (auguri Commissario!), ma per la parte di eventi narrati in Sotto l’influenza del Nuvolari di Dalla e accaduti il 2 agosto di trentaquattro anni fa. 
Grazie Firenze (ci rivediamo presto), grazie Todo Modo, grazie In fuga dalla bocciofila e grazie Francesco Vignozzi: sue tutte le fotografie della serata.
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VERDE@NARRANDOM, IL CASO #3: IL CASO ROTKO

NARANDOMb - Cabras

Il logo di Narrandom rivisitato dal Cabras

Tempo fa Luca Marinelli, in qualità di cinghia di trasmissione tra le due redazioni, ha proposto uno scambio di racconti e di temi tra Verde e Narrandom. Esiti: qui tre karaoke devastanti e altre cose verdi che non faremo mai più (Giovanna Giordano, Martina Marasco e Jolanda Di Virgilio), di là il caso Frau, il caso Quaranta e Il Caso Rotko (o “l’ontologia della cosa terribile“) di Pierluca D’Antuono. Grazie alla redazione di Narrandom e un inchino riconoscente a Marco Cabras, che ha rifatto il loro logo.
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Il film più bello della storia del cinema #1: Arrebato

Fermi tutti! Pierluca D’Antuono è tornato (calma: In fuga dalla bocciofila, non su Verde) con un pezzone sul super cult Arrebato (qui se parlate spagnolo, qui se non temete spoiler) riassumibile in una premessa (“faccio un pessimo Facebook”=CAPS LOCK e condivisioni a caso) e quattro punti: Arrebato=filmone; Arrebato+Sert Torpignattara=”è possibile che io stia enfatizzando alcuni particolari”; film in versione originale senza sottotitoli=ok perché “i film non sono libretti d’istruzione”? (NO); BASTA NICOLINI.
L’illustrazione è di 
DeadTamag0tchi.
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CARRALES (NON SONO MICA MICHAEL SCOFIELD)

Alcuni mesi fa Fox ha lanciato la comprensibilmente inattesa e meritatamente inosservata quinta stagione di Prison Break (calma: per vederla in Italia dovrete aspettare ottobre, oppure), una serie che qui in redazione non amiamo particolarmente (non si era capito) da quando abbiamo scoperto che SPOILER qualcosa non torna nella tag line dello show (“JUST“? Really? What else?), ma che inspiegabilmente ha ispirato il primo racconto apparso sul nostro blog. E se l’indimenticabile Benjamin Byrd di House, M.D. torna in tv, deve tornare pure su Verde, tradotto nella nostra L2, cioè il sardo, dall’eroico Zo Sé, a cui ci inchiniamo riconoscenti.
La vera ragione per cui pubblichiamo Carrales è di rendere omaggio postumo al nostro fondatore, ex curatore, ex redattore e autore di Non sono mica Michael Scofield Pierluca D’Antuono, che in quanto trapassato (pure lui, sai la novità) non scrive da un anno e mezzo (un anno e mezzo) e non ha lasciato, bontà sua, nulla di intentato. Onore e gloria al Commissario, applausi a Foglietta (sua l’illustrazione).
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