Il fantasma di noi due

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Littlepoints…Marinai perduti 

Giorno di paga oggi – 4 Settembre – per i redattori della rivista più chiacchierata dagli appassionati di tecniche di perforazione geoidrica e ingegneria per l’edilizia ecosostenibile. O almeno lo sarebbe se il faraone, che lanciando un dado a cento facce ha ormai scelto di fare rivista i soli giorni in cui il risultato è nella sequenza di fibonacci, non avesse deciso di farla nel bagno della Costantino dopo aver mangiato il suo famoso lampredotto di seitan alla busara. E si sarebbe anche evitato, certamente, di pagare l’erario di due idraulici con anesso camion per gli spurghi se la questione non fosse virata sul “e noi al Firenze Rivista non vi facciamo presentare l’antologia”.

Risultato? Quaranta ha dovuto restituire il falco pecchiaiolo che aveva comprato per risparmiare sulla carne al supermercato non appena ha capito che non avrebbe avuto i soldi per pagargli le vaccinazioni (Vaccinate sempre, ragazzi. Non giocate con la salute dei vostri cuccioli!), si dice che Frau sia ritornato Tabagista per il nervoso, e Marinelli li ha visti alla fine quei 73,50€ che gli spettavano di diritto? Non ci si stupisca allora che la qualità degli editoriali cala così drasticamente quando persino Just Eat paga di più.

Per fortuna oltre che di paga questo è anche giorno di festa, e infatti festeggiamo i 94 anni di Paolo Gamerro – maestro indiscusso dello spaghetti-horror e primo ad aver ipotizzato che la metrica valutativa della celebre collana di romanzi rosa di Sarmi Zegetusa potesse essere congruente a quella di uno Spazio di Sobolev – il quale raggiunge l’età di Nonna Papera, e si posiziona al secondo posto della speciale classifica stilata da verde  dei cento personaggi eterni dello spettacolo di cui vorresti vedere l’happy ending, scavalcando Oswald il coniglio fortunato di una spanna ma ancora sotto l’indimenticato – beh, insomma, se volete saperlo ve la andate a leggere cani rognosi.

Per festeggiare – questo è il suo Il fantasma di noi due – illustrazione di Littlepoints…, buon divertimento.

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Le altre cose

Ciao, sono Isabella Ardacoda, la nuova tirocinante di Verde. I quattro ragazzacci oggi non hanno potuto pensare all’editoriale tanto sono presi da:
VERDE 4×4 VAN, praticamente un concorso letterario pazzesco;
-SCENICCHIA UNA SEGA #2;
La città dei Lettori;
Classifiche di qualità;
Wojtek Edizioni, Luca Marinelli, AAVV;
-Combattimenti tra cavalli ovvero la newsletter a cura della redazione ombra Guacamole;
-Podcast (?!? ma che davvero?);
-Curare la nuova pagina fb di Verde Rivista.
Oggi su Verde un gradito ritorno: 
Paolo Gamerro con Le altre cose. Questo suo racconto è collegato a tutte le sue storie pubblicate su Verde in qualche modo, ma soprattutto a Le cose, o almeno credo, spero di non aver osato troppo. Avrei dovuto solo annunciare racconto e illustrazione, ma ormai mi sono infognata, spero di non aver preso troppa iniziativa…Paolo è un autore iconico, verde fino al midollo, e questo di oggi è un grande racconto. Se penso a Verde penso a Gamerro, Diaframma, capslock, Frigidaire, Cannibale,  vocali di due minuti in cui Marinelli fischia, vocal di Ramses dal Triangolo delle Bermuda, Dj Ruggio e il Quaraoke, l’ingenuo e spontaneo uso delle emoticon di Frau che le ha appena scoperte, al ban da fb e alla perdita di cinquemila contatti, foto, narrazioni e autofiction pazzesche per colpa della ***** *****, ovvero macelleria cronenberghiana, chirurgia plastica e Il macellaio di Aurelio Grimaldi; scusate, brutto trip, brutto flashback. Non so se Ramses, il cap. Basileus e gli altri due, il romantico e il pazzeriello che tramano nella redazione ombra (sono qui soprattutto per loro due), siano ancora in buoni rapporti con Paolo Gamerro, per cui mi limito a chiuderla qui per evitare brutte gaffe, che porca miseria questi 4 cfu del tirocinio mi servono. La professoressa Antonia Varelli mi ha consigliato proprio un bel posto, sereno e rilassato, per far il tirocinio; passare il lunedì mattina a raccogliere cartacce, svuotare portacenere, chiedere scusa al posto loro, mettere ordine su wa e apporre gli omissis su fb per evitare nuovi ban, correggere i compiti di Alan e Kimberly, buttare il salmone scaduto di Lucariello, svegliare Quara che deve andare a lavoro, comprare le crocchette Urinary al gatto del cap. basileus…quasi quasi era meglio fare la personal shopper di Onofri e organizzargli le presentazioni dei libri #pur’io.
Illustrazione matta, no aspè, com’è che dicono? mattesca…no…pazzoide, pazzoide ecco, di Paolo Massagli.
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Un finire lento

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DemerzelevPasolini intervista Ungaretti: Che cos’è un meme? #4

Oggi torna con noi il ventre di Verde, il sangue di Verde e la sua nervatura infiammata, Paolo Gamerro. Ci porta in dono il racconto perfetto per la mattina di Halloween, da rileggere poi stasera, appena prima di uscire per la mietitura di anime. Con la consueta coerenza che ci contraddistingue, abbiniamo il testo a un momento particolarmente pregnante dell’intervista di Pasolini a Ungaretti così come proposta da Demerzelev.

Ma prima un dovuto comunicato da parte della redazione.

+++ CALL TO ACTION +++

Il risultato del voto dell’altro giorno ci ha lasciato sconvolti e con un po’ meno fiducia nella nostra capacità di fare rivista.

Parte del nostro pubblico ha agito in maniera inconsulta costringendoci a mettere in dubbio le vostre abitudini e competenze di lettura.

Riconosciamo il valore democratico della tornata elettorale e l’indefettibile capacità del popolo di inchinarsi di spalle di fronte alle cazzate più incredibili (benvenuti, amici brasiliani). È nostra ferma intenzione onorare il risultato delle urne e DARE AL PUBBLICO CIÒ CHE DOMANDA.
COME?
LANCIANDO UNA CALL TO ACTION PER RACCONTI BRUTTI FIRMATI DA PROFILI FAKE O PSEUDONIMI.

HAI UN RACCONTO BRUTTO, GREVE O TROPPO WEIRD PER ESSERE ASSOCIATO AL TUO NOME? INVIACELO SOTTO FALSO NOME E PRESENTATI COME SI CONFÀ A UN TROLL. I RACCONTI VERRANNO MESSI AI VOTI SULLA PAGINA E SARÀ IL NOSTRO PUBBLICO A DECIDERE QUALE MERDA PREMIARE.
L’AVETE VOLUTO VOI COGLIONI.

E ora, buona lettura cari.

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Malore

life is a spiritual dance

Nadia Sgaramella– Life is a spiritual dance

Questi giorni stiamo ricevendo attestati di stima da più parti: lo stimato critico P. Palermo, Holy Frederick, l’ormai quasi quarantenne Er Felici, Goffredo Fofi. Ma bando alle polemichette, oggi torna il nostro Paolo Gamerro, l’unico che ci può salvare da scene, social, aggancini, rivistine, selfini e concorsini. Ma di Sbiadire cosa ci dite, spumini? Come sussurrò Scarlett Johansson a Bill Murray in Lost in Traslation: ROCKMENIA BROOM BROOM!

Ultima, (stavolta sarà vero?), illustrazione-gif di Nadia Sgaramella.

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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #9: Paolo Gamerro

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Zurigo, veduta aerea

Il lungo e impegnativo dibattito sulla chiusura di Verde è alle ultime battute (qui lo trovate tutto). Chiede la parola Paolo Gamerro, rientrato di corsa da Zurigo non appena raggiunto dalle notizie sulla crisi. Il suo breve intervento, solo in apparenza leggero, centra il punto della questione: i “nondetti” (e la bresaola) dell’editoria indipendente e della neolitweb millennial toscana e non.
La redazione intanto, fino a nuovo ordine, è convocata in assemblea permanente.
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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #5: Comunicato #1 (Redazione)

(Illustrazione di E/P VI VI VI) Da una settimana, dopo la diffusione della falsa notizia di un possibile cambio del nome e dopo la pubblicazione di un editoriale non concordato in cui veniva annunciata la chiusura della rivista, la redazione di Verde è in stato di agitazione. Siamo convinti che esista un problema di tipo politico che attiene alla gestione del blog e della comunicazione social ufficiale e alla definizione della nostra linea editoriale.
La redazione, pur riconoscendo con gratitudine i meriti storici e la paternità su Verde di Pierluca D’Antuono, ne rimprovera un dirigismo leaderistico e di tipo personale, l’assenza di collegialità nelle decisioni, il mancato riconoscimento delle individualità e il tentativo costante di scoraggiare il dibattito interno.
La redazione prende atto della disponibilità a discutere e trattare manifestata da Pierluca D’Antuono e CHIEDE:
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Il nuovo vicino di casa di Sergio Caruso

Un giorno vi chiederanno “vi ricordate quel 4 marzo? Dove eravate?” E voi da bravi risponderete su Verde. Ma come, Verde di domenica? Sì, e solo per allietare la giornata più lunga e minacciosa delle nostre brevi esistenze (esageriamo pure) e il vostro voto. Noi abbiamo già fatto e i risultati sono PAZZESCHI: affluenza all’83% (ok), alla Camera +Europa è al 60%, Potere al Popolo al 20%, Insieme al 20%; al Senato senza millennial tra i piedi se la comandano Potere al Popolo (40%) e +Europa (40%), tallonate da Insieme al 20%. Adesso immaginate un governo monocolore +Europa sostenuto dall’esterno da Insieme (non chiedeteci chi sono, non lo sappiamo), unica opposizione Pap. Tenete a mente la simulazione e domani sera portate una carezza ai vostri figli, la carezza del parlamento di Verde dove non ci sono leghisti né 5 stelle, ma Emma Bonino è la nuova Commissaria (siamo di destra, sarà il caso di ammetterlo?)
Le cose serie adesso: a gennaio 2016 Paolo Gamerro scrisse, e noi pubblicammo, Il vicino di casa, da sempre il racconto preferito dalla redazione, perché spiega bene cosa è Verde e cosa contiene. Qualche settimana fa, poi, abbiamo letto il finto sequel, in realtà un capitolo secondo, che diventa oggi un fumettone bellissimo e mozzafiato opera di Sergio Caruso. Lo scenario è sempre più fosco, le domande senza risposte non si contano più, oggi piove e domani lo stesso, potrebbe andare peggio? Sì, andremo a votare con il Rosatellum, ma in questa continua tortura del vedere la morte ovunque, un punto rosso sopravvive sempre. Noi non lo dimentichiamo e così speriamo di voi (buon voto, se proprio volete).  Continua a leggere

Il nuovo vicino di casa

In quasi cinque anni Paolo Gamerro ha scritto per Verde 27 racconti. Qui in redazione ci dividiamo tra fanatici della Mangrovia e fedelissimi del Paolo Casual, ma un racconto mette d’accordo tutti, Il vicino di casa (qui), autentico classico e pietra miliare della nostra rivista. Immaginerete dunque come abbiamo accolto Il nuovo vicino di casa, illustrato inevitabilmente da E/P VI VI VI. Chi sono i mostri? Che cos’è il male? Fa ridere Camera Cafè? E lei signora, che cazzo sta dicendo? Lo scenario è fosco, le domande senza risposta sono troppe, l’unica certezza è che di nuovo lunedì, ma noi possiamo farcela. Buon inizio di settimana.
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Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta (Lista ombelicale libri 2017)

Carissimi,
bentrovati su Verde, l’unica cosa della Internet italiana a non rivendicare natura o finalità letterarie (da tempi non sospetti). E allora, dice, chi siete, che volete, che fate? Di certo non pettiniamo lit-bambole: entriamo nel quarto anno di blog, che con i tre precedenti di cartaceo fanno sette anni di in-vi-dia-bi-le vita editoriale. I numeri del 2017 parlano chiaro (parlano? Chiaro?): 48 autrici e autori hanno esordito su Verde; abbiamo pubblicato 128 contributi tra atti unici, poesie e racconti, di cui solo 20 molto brutti e 5 brutti (la proposta di Pierluca D’Antuono di svelarne i titoli è stata cassata dalla pavidissima redazione, quindi no, non chiedeteci quali sono o scrivete a pierlucadantuono@gmail.com); i racconti più letti dell’anno sono stati questo, questo, questo; i meno letti non sono usciti qui (ma qui, qui e qui). Ricorderemo il 2017 per una quasi scissione, il ritorno a Firenze, l’amara constatazione di avere più pretendenti che lettori, la meritata morte di una rubrica, l’inspiegabile nascita di una nuova, la presa di Bologna, il mancato ritorno al cartaceo, il ridimensionamento della redazione (adesso siamo in sei, dal 2015 ne abbiamo fatti fuori due all’anno, chi saranno i prossimi? Via al televoto), una nuova rivista in città e per una importante lezione: resistere è inutile, leggere subito i racconti che ci inviate pure, perché tanto li avete già mandati ad almeno altre due riviste online e vai di pubblicazione a blog unificati (ma si può?).
Propositi per il 2018: rallentare ulteriormente i tempi di lettura, e non vi lamentate perché questa non è letteratura e noi facciamo quel che possiamo, quel che non possiamo non facciamo (Alberto Manzi, do you know?).
E quel che abbiamo già fatto non rifacciamo: niente Oroscopo dunque, ma una Lista ombelicale dei tredici migliori libri che abbiamo letto nel 2017 (in ordine sparso), scritti – indovinate un po? – da redattori, collaboratori e amici di Verde:

Paolo Gamerro, Sbiadire, Augh! 2017;
Simone Ghelli, Non risponde mai nessuno, Miraggi edizioni 2017;
Sandro Battisti, Giovanni De Matteo (a cura di), Nuove Eterotopie – L’antologia definitiva del Connettivismo, Delos Digital 2017;
Lukha B. Kremo, I Nerogatti di Briganti, Trilogia degli Inframondi vol. 3, Delos Books, 2017;
In Fuga dalla Bocciofila, Fino all’ultimo Haiku, 2017;
Gabriele Merlini (a cura di), ODI. Quindici declinazioni di un sentimento, Effequ 2017;
Stefano Solventi, Nastri, Eretica Edizioni 2017;
Gianluca Garrapa, Un ronzio devastante e altre cose blu, 2017;
Franco Sardo, SuperDio, Blonk 2017;
Luca Piccolino, Antartide, Sacco 2017;
Francesca Fiorletta, Borges non è mai esistito, L’Erudita 2017;
Lorenzo Vargas, Una più del diavolo, Las Vegas Edizioni 2017.

Vita, morte e visioni della monaca Elisabetta lo ha scritto invece Andrea Frau, promosso stabilmente e con merito al lunedì. L’illustrazione è di Federica Consogno. Buon inizio di settimana amici, tornate a trovarci, noi stiamo sempre qua, vi aspettiamo.
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Le circostanze

LacrimeInAmpolla

Giulfin, Lacrime in ampolla

Marachelle ha l’oro in bocca”. Due anni fa usciva “una raccolta di racconti grotteschi e spietati” di Paolo Gamerro e Filippo Santaniello, uno scherzo che fonde “commedia all’italiana e slasher movie, alcol e psicofarmaci, Roma e Milano, immaginario pop e cultura underground”, nello stesso “unico viscido blob nel quale stiamo tutti affogando. ”
Le circostanze è scritto da Paolo, l’illustrazione è di Giulfin. A lunedì, buon fine settimana.
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