They’re just swans

He is Michael Scofield.
He is the protagonist of Prison Break.
He has a brother named Lincoln Burrows.
They have different surnames, but that is nowhere near enough to make them the most interesting characters in the series.
In the first season Lincoln is sentenced to death on charges of killing the brother of the president of the United States of America.
Scofield thinks it’s all a hoax.
He stages an armed robbery to get himself arrested and locked up in the same prison as Burrows.
He does it because it was he who designed the prison.
He does it because he has a plan to break Lincoln out.
He does it because they are brothers. No spoiler.
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Cover #1: Mirakuru Garuzu

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Claupatra, Gattini buffi con sfondo verde (2020)

Mentre voi leggevate Spillover e fotografate su Book Advisor i vostri bravi libri estivi a gambe più o meno scoperte (finché Marco Latini non vi bannava per manifesta imbecillità, vostra o la sua poco importa), noi andavamo al cinema a guardare Ema (l’anti boooring Tenet fatto da uomini per soli uomini) e come tante altre volte cambiavamo un po’ per sempre. Il reggaeton è una prigione nella prigione o è ballare arrapate la vita? Nel dubbio agosto chiudeva e come ogni anno, qua in redazione, ci dividevamo in 2 kinds of people: chi dannazione è finita un’altra volta addio Riccione le bare di Bergamo e chi festeggiava il capodanno più laico di senso che c’è, cioè il primo settembre, un tempo peraltro celebrato con post attesissimi ad hoc (qua, qua, qua, qua), ma poi when routine bites hard and ambitions are low and resentment rides high but emotions won’t grow and we’re changing our ways taking different roads: perché il blog è così freddo? Perché come si diceva già qua, aggiornare questo inutile fardello è la parte meno divertente di fare Verde (la più divertente è Vomito, ma ci serve il vostro aiuto). “L’obiettivo è di tornare a stampare, prima o poi”: nel 2019 abbiamo fatto le prove con Nuova Edizione e non, adesso siamo pronte a fare sul serio (ci torniamo).
La palestra, le vetrine, gli scioperi, lo scouting, il dojo: sembra tutto così lontano nel tempo, eppure sta ancora succedendo. A questo inutile fardello, impossibile negarlo, ci siamo affezionate e così speriamo di voi; continueremo ad aggiornarlo tre volte a settimana con rubriche più o meno espresse che vi faranno torcere i pazzeschi più genuini delle vostre scialbe spensieratezze.
Cover, a esempio, riscrive alcune delle storie che hanno fatto la storia di Verde. In principio era Michael Scofield, già tradotto nella nostra L2 e adesso rigenerato da Claupatra D’Angelo, aka Gé-ni-ùs, aka colei che si fece carne e venne a vivere in mezzo alla redazione, la luce vera piena di grazia e di verità, aka la sorella gemella dell’artista collagista in residenza de La Nuova Verde.
Ciao, a mercoledì, guardate Ema intanto e dopo Mirakuru Garuzu leggete Maini, se come tante altre volte volete cambiare un po’ per sempre.

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