Gioventù Etrusca #14: Con la forza

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Claudio Parentela, Assemblage 3729

Gioventù Etrusca è il modello sincretico de La Nuova Verdə in cui convergono le scenicchie già inconciliabilə, confederate nella grande dodecapoli della Litweb: non un genere, né una tendenza, ma una dimensione di autrici e autori lazialə, toscanə, umbrə, campanə, dal gusto ellenico, praticamente etruschə, oggi Con la forza di Matthew Licht e un’illustrazione di Claudio Parentela.
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CAZZO PAZZO #5: Brutti bambini (Licht)

24 dicembre 2020 ore 23:59 La Nuova Verde

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO: non seguiranno altre comunicazioni di servizio. QUESTA NON SARÀ UNA PRESENTAZIONE RIPETO QUESTA NON SARÀ UNA PRESENTAZIONE. Temi e fatti esposti nel meme in alto. 24 dicembre 2020 ore 23:59 qua.
Prosegue
CAZZO PAZZO, la ricognizione dei racconti letti l’8 ottobre scorso a Firenze dal Collettivo László Tóth dei reading gigliati. Matthew Licht aveva già letto Brutto cesso (qua). Brutti bambini, un harboiled ballardiano very upside down, ci è piaciuto di più e ha un incipit fulminante. La settimana prossima ultimo cazzo pazzo del Lisi (già qua) e possibile svelamento dell’acronimo misterioso (posto che sia un acronimo).

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Cazzo Pazzo #3: Spadino (Simone Lisi)

A quanto pare è un acronimo

Simone Lisi è un maestro nel suo genere. Frase che può lasciare un po’ il tempo che trova, se non sapete quale sia “il genere” di Simone. Ma a questo punto è colpa vostra. Simone Lisi è uno scrittore post-borghese “esperiente”, e tanto vi basti. Alla serata CAZZO PAZZO (che, ci assicurano, essere un acronimo) dell’8 ottobre scorso, il buon Lisi ha letto per ultimo, dopo Ferruccio e Matthew, perché Simone è fatto così: lui si siede tranquillo con il vinello e sa che verrà il suo turno, che inevitabilmente il mondo girerà sotto i suoi piedi e si fermerà davanti a lui facendogli l’occhiolino (ma qui forse ci stiamo lasciando prendere un po’ troppo la mano). Amiamo Simone Lisi, è come un monumento Bierde, la nostra risposta alla statua di Montanelli, è come una fermata della metro, il libro che ti tieni fisso sul comodino e ogni tanto “spilucchi”. Simone guai a chi ce lo tocca.

Oggi va così, siamo tenerə e pucciosə. Il Commissario ci ha incaricatə di pubblicare il racconto di Simone perché a lui “si è fottuta la batteria della macchina di Elisiade, mannaggia la Mad****”. Ah, il buon Commissario. Vaglielo a spiegare che stare tre ore in macchina a bere spritz con il motore spento e l’autoradio a palla non fa bene agli accumulatori.

Il racconto s’intitola Spadino e parla di capelli mossi e parrucchieri, ma non parla veramente di nessuno dei due. Buona lettura.

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CAZZO PAZZO #1: Brutto Cesso (Licht)

Può Verde non pubblicare i racconti di un pazzesco reading chiamato CAZZO PAZZO tenuto a Firenze l’8 ottobre scorso? No, e infatti stiamo qua a reintrodurvi il pazzesco trio Licht-Mazzanti-Lisi, già noti come i Daisy, Gatsby e Tom della scenicchia fiorentina.
La migliore rivista d’Italia torna così ai lieti mercoledì reading, tradizione che ci ha resə popolarə in Toscana e zone limitrofe.
Ma cosa diavolo è CAZZO PAZZO?
Matthew Licht, letteralmente: “CAZZO PAZZO si riferisce a uno dei primi libri di Henry Miller, ma anche a un modo di rendere più interessanti le canzoni d’amore, sostituendo la parola “amore” con “sperma”, e la parola “cuore” con “cazzo.” Forse è anche un modo più onesto di pensare a ciò che un uomo desidera quando esprime il suo desiderio per una donna.”
Brutto cesso è il racconto che ha inaugurato la serata alla Galleria Zuc in Borgo Ognissanti. Si parla di editori mostruosə e altre allusioni sottili e intelligenti a Martino Hofer e all’Inquieto (anche loro amicə).
A proposito di Zuc, réclame: è fuori La memoria dell’uguale del nostro amico e fratello Herr Alfie Zucchi. Lo trovate qui e se ne parla qua ma soprattutto in video qua con un pezzo di Verde (anatra cogliona o in qualsiasi altro modo si chiami).
Se non lo leggete non siete nostrə amicə. È uscito anche l’esordio di Monica Pezzella (qua), noi lo leggeremo e così speriamo di voi.
Di Ferro abbiamo già detto e ne diremo ancora presto. Ci sarebbe pure un racconto di Quara Boy su Dude (qua), racconto pazzesco per carità ma impaginato a cazzo pazzo (mancano tre parole su 5): amiche di Dude, è uno scherzo vero?
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Animal Tropical #3: Blu + Nude Beach

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Nicolò MarchiUntitled Architecture

È successo mercoledì 12 giugno al Sabor Cubano di Firenze: i nostri amici Mighty Morphin Ur-Schenicchia si sono assemblati per leggere un ciclo di letture calienti dal titolo Animal Tropical. Noi che c’entriamo? Be’ noi stiamo pubblicano quei racconticchi, uno per mercoledì (in realtà Francesca Corpaci la settimana scorsa si è presentata con una poesia ma noi abbiamo fatto finta di niente perché le vogliamo bene). Ma oggi vogliamo rovinarci, eh sì, perché tocca all’impavido sceneggiatore dei vostri sogni bagnaticci Matthew Licht, con ben due racconti, avete sentito bene due: Blue + Nude Beach.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi

Comunque non è detto che il ciclo Animal Tropical venga pubblicato al completo: purtroppo in redazione tira un’aria strana. Ieri sera alla libreria Tomo, Ramses II, Marinelli e i loro piccoli seguaci si sono riuniti per l’anteprima del numero 10 di effe a cui, oltre a Verde, hanno partecipato CrapulaClub (sigh), L’Inquieto, Cadillac Magazine, Colla, retabloid, Tina e Marco Drago (altro che Avengers). Insomma una serata pazzesca, secondo le testimonianze, e tuttavia una serata a cui mancavano Quaranta e Frau, le due colonne portanti di codesta redazione. E già qualcuno comincia a mormorare (di nuovo) la parola “scissione”…

Altro annuncio: dal 20 al 22 settembre si terrà la quinta edizione di Firenze Rivista. Siamo orgogliosi di annunciare che quei pazzarielli di Wojtek Edizioni “adotteranno” Verde (leggere: i superstiti di Verde) secondo la nuova formula del festival, principalmente per non perdere ai tornei di calcetto che seguiranno gli incontri letterari. Preparate i biglietti del treno perché ci sarà da robbantare non poco!

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Melanzana piangente

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Claudia D’AngeloUn nihil

Una settimana fa in redazione di Verde a Cologno Monzese. Ramses D’Antuono confabula con l’ologramma del Capitan Frau:
– Stai dicendo che potremmo fare un concorso letterario simpatico per tutti quei casi umani orfani di 8X8?
– Esatto, bro! Potremmo fare una cosa parodica super verdiana con tutte le scenicchie e gli editori top player!
– Fantastico, cià che mi ci metto immantinente a fare il bando. Ho proprio voglia di cannibalizzare un po’ di contenuti con il piglio postmoderno che mi contraddistingue.

Mezz’ora dopo il bando è pronto tra il plauso dei gruppi whatsapp e delle bolle di facebook. 7247 racconti in un’ora.

D’improvviso sopraggiunge il Marinelli con un telegramma tra i denti. Il D’Antuono lo asciuga dalla bava e legge sconcertato: Alt! Operazione non apprezzata! Fermare tutto! Non ci piace.
Il giorno dopo compare the O.G. 8X8, Verde basita.

– Pazzesco! Ci toccherà inventare qualcosa di diverso!

E questo è come si è giunti a Scenicchia una Sega #2 – Praticamente un Concorso Letterario. Tutti i dettagli nel link. Serate pazzesche, regole abnormi, premi oltreumani. (Tipo se venite vi promettiamo che facciamo rifare a Simone Lisi il gioco del mimo).

Mentre aspettiamo i vostri raccontini, oggi pubblichiamo Melanzana Piangente, un nuovo racconto di Matthew Licht. Ogni volta per noi è un po’ come tornare nei film americani dei primi Novanta (infatti Frau di fisso Girella e latte con Nesquik prima di ogni lettura). Matthew è uno degli autori più prolifici e divertenti che abbiamo il piacere di ospitare, se cliccate sul suo nome qui sopra, potrete godervi tutte le sue pubblicazioni verdiane.

Il collage originale è di Claudia D’Angelo. Buona lettura.

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Ringiùgiu

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Demerzelev – Minore di Trex #1

Matthew Licht cava dalla tasca un altro pezzetto di America cinematografica, lo spolvera e ce lo punta contro come una .38 o “la sorgente della giovinezza tra due cosce spalancate” (parole sue), ci mostra come tutto abbia da guadagnarci con uno pizzico di atmosfera noir e di observational irony d’oltreoceano. L’illustrazione memistica è ancora una volta fornita da Demerzelev.

La redazione di Verde è in subbuglio per questo: praticamente un festival, open mic, tutti amici molto rissosi, la WrestleMania della lit-web, birrette e abbracci più o meno sinceri. L’otto dicembre portiamo la polemichetta a prendere aria. Che aspettate? Cliccate e confermate la partecipazione che poi finiscono i bicchieri di carta. Apre ufficialmente il countdown: – 17.

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Asino Umano

 

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Marco FerrantiWakai#2

Baxter e Lenny, i protagonisti del racconto propostoci oggi da Matthew Licht, sono un po’ come tutti noi: dei tipi non regolari, ma in fondo in fondo nient’altro che dei buontemponi che tirano a campare. Vedete, essere gangster o spacciatori di piccolo calibro, così come essere redattori di una rivista di questa portata, non è affatto facile; ci vuole pazienza e temperanza, ma anche severità e una sana dose di fermezza. Bastone e carota insomma. Come con gli asini appunto. Uomini e asini. 

Troll (o amici particolarmente aggressivi) intralciano in questi giorni il nostro tipico fare rivista scevro di impicci e distrazioni; tentano di screditare un nome, quello di Verde, che il proprio credito se l’è comunque giocato tutto alle battaglie tra galli nelle bische clandestine fuori da Firenze Rivista. Un nome, il nostro, che non ha niente da perdere se non l’amore per quello che fa. E allora si potrà anche rispondere a questi troll, si potrà anche esagerare un tantino, si potrà far notare il loro amore per la tv trash nonostante dicano di avere quarant’anni suonati, o il fatto che indirizzino ragazzini tre volte più piccoli a lasciare recensioni negative, ma non si perde di vista l’obiettivo di fare di rivista. E a testa bassa si tira dritto. Come dei buoni asini umani appunto. O dei Panzerkampfwagen VI Tiger I.

La fotografia è di Marco Ferranti.

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Genital Pulp

C’era il vecchio progetto di spostare in notturna l’orario di pubblicazione dei racconti di Verde, dalle 20 in poi, per permettere durante il giorno al nostro Commissario di trastullarsi liberamente, o continuare le sue trastule, come direbbe l’amico Marco (che di fregnacce ne ha sempre dette, e noi ogni volta a stupirci come la prima volta). Assumiamoci le nostre responsabilità: in questi tempi liquidi e marroni abbiamo anche noi una componente gialloverde, ma sbagliavamo a identificarla. Era una nostra vecchia conoscenza (qui addirittura accreditata nel Gran Consiglio di Redazione, ma era una burla – la era?), che ha peraltro causato il flame letterario del giorno (Paolo è un amico, ma pure Demetrio e Veronica, per non dire di Christian e di Marco: che fare?).
Consoliamoci. Una settimana fa indovinavamo clamorosamente il vincitore del Premio Urbanità tentacolare: congratulazioni a Jacopo La Forgia e sempre complimenti alla giuria e all’amico Andrea Zandomeneghi. Giovedì invece, intervistati da Radio Sonica in quel del Monk per Strega Off, il Commissario candidamente dichiarava a urne ancora aperte che Verde aveva votato per la vincitrice del Premio Strega. E indovinate un po’ per chi abbiamo votato? Helena Janeczek, la vincitrice del Premio Strega (Noi siamo rivista e anche un po’ Sibilla Cumana).
Ventisei volte ad maiora Andrea Frau (lui sa perché). È passato un anno, ma ricordiamo ancora Federico “Bood” Sorel, Gaia e Elena Rotko. Da venerdì intanto ci sarà una nuova rubrica, che doveva partire a colpo sicuro l’8 giugno oggi con la prima puntata del Commissario nostro
20 alle 20, basta trastule. Torniamo “alle tette della mia prima fidanzata, al primo trip in cui mi resi conto che è impossibile aggrapparsi alla realtà: tutto è elettroni in moto perpetuo, e non c’è modo di distinguere se sono positivi o negativi.”
Matthew Licht, signori, che con Genital Pulp ci ricorda che “Siamo tutti prigionieri. Il mondo è il carcere che ci siamo inventati.” Hai capito, Marco? (qui in augusta e massima chiarezza) Oggi ricordiamo cose molto brutte, che stanno però portando Luca Marinelli verso grandi esiti (ne riparleremo diffusamente).
L’illustrazione è di Monicatrequarti. Pazzesca, vero?
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