Sus#2 #1: Algoritmo della Transizione

Noi di Verde non siamo di certo stati con le mani in mano, anche se la scorsa settimana non abbiamo pubblicato i nostri canonici tre racconti. Ebbene sì, non solo c’era tutto un lavoro di restauro a cui sottoporre Ramses II per farlo riprendere dalla traumatica esperienza che è stato organizzare e portare a termine Scenicchia una Sega #2, ma stavamo pure organizzando l’esperimento del secolo: da oggi alle 9:00 (ora locale), Luca Marinelli e Simone Bachechi si sono scambiati di corpo e abiteranno uno le spoglie mortali dell’altro per tutta la settimana. Se incontrate Luca, trattatelo bene perché non state parlando con the Dog, ma con il buonissimo Simone (ve ne accorgerete dal tono di voce e dal timbro che a quanto pare resta invariato come unico indizio dell’identità; chissà se è così anche per la grafia e lo stile di scrittura wink wink).

Oggi leggiamo Algoritmo della Transizione di Alessio Bacchieri Cortesi, di cui non sappiamo praticamente nulla, se non che ha partecipato con Algoritmo della Transizione alla prima serata di Scenicchia una Sega #2 (qua tutti i racconti finalisti). Definizione un po’ circolare, ma ci accontenteremo. È un ottimo racconto.

L’illustrazione è di Francesca Caruso.
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Paternità

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Buongiorno, veniamo da giorni convulsi passati nella Society delle lettere. Dopo tanto virtuale ci siamo annusati e intrecciati tra sodali e “amici” ed è stato bello. La terza serata di SuS#2 è stata vinta dalla scenicchia fiorentina, la ur-scenicchia di Lavinia Ferrone e Vanni Santoni. Qua trovate tutto ciò che c’è da sapere sui fratelli Michelangelo per far bella figura in società, ma leggerlo male non fa. Vanni ci ha confermato che Luca-Louis Woooops, il curatore, Ramses-Enrico, il capo dipartimento egizio, Quaraoke-Rudra, Lauda boy e il cap. Frau-Cristiana (perché devo essere sempre il mr Pink?), satiro pacificato, rappresentano pienamente gli ashrama, le quattro fasi dell’induismo. Insomma, secondo l’autore Verde è come un impronunciabile tetragràmmaton, e noi, stupiti e abbacinati, non possiamo che prenderne atto.
Siamo stati a Napoli per la presentazione del Vocabolario Minimo delle parole inventate, alla libreria Wojtek di Oslo. Scrittori, per la maggior parte solo virtuali, come concetti ancora non fissati, hanno trovato la carta con le loro parole inventate, che da oggi ci impegniamo a usare ogni giorno, morendo o prendendo nuova vita. Esser su carta, significa esistere? ci ha chiesto un parcheggiatore insel. Se un’orchidea si chiamasse scenicchia avrebbe lo stesso odore? Non potevamo che rispondere con un COS di prammatica. Il curatore, Luca Marinelli, giardiniere dei fiori del male, coltivatore di bouganville saussuriane, vi saluta semioticamente.

Oggi c’è Lorenzo Vargas con Paternità (Lorè, ci devi dire qualcosa?). Namasté e buona lettura.

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Il Cooperatore Domestico

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Claudia D’AngeloDal salotto venite a istruirvi

“Ciao Verde”, ci scrive Ferruccio Mazzanti, “sono molto contento di sapere che siete tornati. Per festeggiare la cosa vi mando un racconto, che è troppo tempo che non ve ne mandavo uno. Spero che vi piaccia, spero che la vostra vita vada bene, spero di vedervi presto qua a firenze tutti (o una buona parte). Una domanda: è vero che avete scelto il nome Verde perché siete la Greta Thunberg della litweb? E se sì, cosa posso fare per rendere questo porcile un posto migliore? Un abbraccio”.

Caro Ferruccio, non sappiamo di preciso cosa intendi, però sappi che il Commissario ha iniziato una dieta ascetica a base di proteine liquide in sospensione acquosa non confezionate, non consuma energia elettrica, non consuma acqua e non produce praticamente rifiuti. Si sposta in monopattino. Tutto questo solo per compensare l’impatto ambientale del SUV pieno di merendine di Luca Marinelli. Andrea invece mangia solo animali cacciati da lui a mani nude e ogni due settimane sabota una piccola fabbrica sarda.

Detto questo, leggiamo con molto piacere il tuo racconto Il Cooperatore Domestico e lo abbiniamo a un bel collage di Claudia D’Angelo.

Quaranta non vede l’ora di averti di nuovo in squadra a biliardino. Ci manchi, a presto.

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L’orso e la puttana

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Claudia D’AngeloMi porto dietro milioni di enormi casti amori

Entra Luca Marinelli in redazione, posa lo zainetto, saluta e ci mostra una lettera trovata sotto la porta del suo attico ultraborghese a Centocelle. Il messaggio è anonimo, dice: “Volete diventare scrittori?”. E Quaranta subito “CERTO! LEGGI LEGGI!”, e Luca che lo guarda (classic Marinelli) in cagnesco.

Continua così: “Iscrivetevi alla Scuola Holden puttanamiseria! 10.000 euro di retta, scopetta in culo gratis, e vi insegnano a scrivere i dialoghi con un editor affigliato (affiliato + figliato = COMBO DAMAGE MULTIPLIER X2!) (d)alla Feltrinelli che vi chiederà una percentuale sul vostro libro di merda inscatolato nei magazzini di Messaggerie zozzone ed esposto dalla vostra cazzo di libreria di provincia (da abolire – appunto per programma politico) tra sua Eccellenza Paolo Brosio e Full Metal Fabrizio Corona”. 

Luca finisce di leggere; la redazione un po’ tanto basita. 

“Tutto lì?”, domanda Frau già pronto a comporre il numero di Baricco per dargli l’heads up, come dicono gli editor del giro. Domanda poi a Luca se pensa che possa essere una minaccia alla sua persona. “Non penso. Ho fatto annusare il foglio al mio sanbernardo”, dice lui, “Ha rilevato tracce di colonia scadente, Cinar e hamburger di seitan”.
“Il tuo cane ha trovato qualche traccia di poesia?”, salta su il Commissario.
“No, zero tracce di poesia. Anzi, è strano, ma direi una concentrazione negativa di poesia…”
“Come pensavo”, il Commissario si fa pensieroso.
“Avete 10.000 euro da prestarmi?”, dice Quaranta. Viene accompagnato alla porta.

“Comunque volevo dire che ho portato un racconto da pubblicare per oggi”, dice Marinelli, “E, visto che ho fatto la Holden, voi muti dovete stare”.
“Non lo so Luca, oggi c’era in programma la rubrica di Sonia…”
“Muti ho detto!” 

***

Pubblichiamo oggi con grande orgoglio L’Orso e la Puttana di Luca Marinelli, un racconto che abbiamo lottato per avere (Luca vive circondato di avvocati – avvocati che cavalcano sanbernardi) e che dimostra come alla fine, diecimila euro più diecimila meno, se ci sai fare prendi per mano il tuo lettore e lo puoi trascinare anche nelle peggio vite insignificanti e farcelo stare bene.

L’illustrazione è di Claudia D’Angelo.

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A colpo sicuro #6: Cometa

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Gregorio Magini, Cometa (Pink Lodge 2018)

Cari disagiati della classe neolitweb post millenials non sovranista italiana, come state? Vi immaginiamo rientrati dalle fericchie a buon mercato in Grecia nei vostri ufficicchi stanzette sprofondati nelle scrivanicchie Besta nere alla destra dei letticchi Boris bianchi scrollare Facebook alla ricerca di nostre nuove e che ci trovate invece? Nuova fase nuovo schifo. Noi abbiamo passato una settimana pazzesca: i nostri guai sono cominciati lunedì scorso, con la recensione dell’amico Massimiliano Parente e una serie di post controversi apparsi sulla nostra pagina Facebook (qui tutti). Risultato? Abbiamo perso 37 lettori e siamo terrorizzati dalla prospettiva di perderne ancora.
L’istinto ci suggerisce di chiudere tutto e rifarci una vita fuori dalle scenicchie ingrate, la ragione ci sussurra di tornare a fare rivista, perché “finché ci sarà qualcuno odiato, sconosciuto, ignorato, nella vita ci sarà qualcosa da fare: avvicinare costui”.
È il motivo per cui il nostro ex redattore e non più amico né DJ Luca Marinelli ha scelto di inserire negli A colpo sicuro di Verde l’ottimo esordio di Gregorio Greg Magini, già miglior raccontista e memer d’Italia. Cometa, il libro del momento, ha diviso il pubblico come poche altre opere hanno saputo fare in precedenza: per alcuni è “oggetto tanto difficile da incasellare quanto da contenere mentalmente”, per altri è “il libro più assurdo che abbia mai letto … a tratti apocalittico a tratti Lo Sgargabonzi”. Noi non l’abbiamo letto, ma d’altra parte “Farsi amare per pietà, quando l’amore nasce solo dall’ammirazione, è un’idea molto degna di pietà”.
Non siete d’accordo? Ce ne fottiamo: “🎶🎶🎶🎶 La mia crew è un cruciverba senza verticale/Verde Rivista ti manda orizzontale 🎶🎶🎶🎶.”
La copertina è della Pink Lodge. Ciao, non fate troppi pettegolezzi, va bene?
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Appare la Madonna

With Love

MonicatrequartiWith Love

Come i più attenti di voi sanno, il nostro e non solo nostro, (ma soprattutto suoLuca Marinelli è reduce da un viaggio nella Ex Jugoslavia. Per noi ha scritto questo reportage, embrione del prossimo e monumentale Yogurtslavia. Felice coincidenza: oggi è anche il suo compleanno, come risulta dal nostro dossier.

Luca Marinelli quando si ferma a vagare con la mente (modalità default, la chiamano i neuroscienziati, otium, diciamo noi che siamo UOMINI DI LETTERE) strimpella sovrappensiero le sue lunghissime ciglia, lunghe come i crini dei cavalli dell’apocalisse; da fuori potrebbe sembrare si stia annoiando o stia ancora rimuginando per quei maledetti 73 euro che gli deve il commissario, in realtà sta concependo un racconto, qualche idea per un romanzo o un lucidissimo vocal per la chat di Verde. A quel punto inizia la lotta contro i conigli. I nient’affatto paciosi e pacifici leporidi, sono animali infingardi e subdoli, a dispetto del loro aspetto (proprio come i delfini: i conigli sono i delfini dei boschi; ma anche i miglioristi del P.C.I).
I conigli cercano di trascinare via dal sogno il nostro Luca, lo tirano per le lunghe ciglia,  con cieca ferocia ustascia, come se volessero ammainare le vele della sua fantasia, ma lui resiste e liberandosi dal giogo sbatte le ciglia di mantice spazzando via i conigli. Alcune bestiole, le più placide, rimangono lì, assoggettate al suo volere, e mettono ordine tra i suoi pensieri trasportando scatoloni e archiviando file. Per questo e per altri mille motivi Luca è il re dei conigli. Dovete sapere che questa lotta tra Luca e i conigli avviene ogni mattina. Ogni giorno presa della Bastiglia, Rivoluzione e Restaurazione, in maniera ciclica.
Sul gruppo w.a. n. 23 di Verde, Luca ci ragguaglia quotidianamente su questa eterna lotta tra il quasi bene e il quasi male. Beh, che dire, buon compleanno piccolo principe cripto-golpista e proto-evoliano!

Ciò che segue è il suo reportage.
A noi che rimaniamo non resta che leccare la testa di Paolo Brosio sperando di veder la Madonna. Ma questo è solo un mezzuccio, una versione Eurospin della vera visione: quella che ha avuto Luca.
Buona lettura e S.O.S. (Save Our Souls).

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A colpo sicuro #1: Il professore di Viggiù

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AlBo NoBe, Il professore di Viggiù (Pink Lodge 2018)

“Mi è stato chiesto di scrivere una presentazione di questa nuova rubrica di Verde ideata da altri e che dovrebbe partire oggi con un peraltro mio pezzo su un romanzo appena uscito che ho molto amato e di cui non so niente. Recensioni su Verde non si sono mai lette, ma la redazione mi assicura che dopo i fatti degli ultimi mesi e tutta la polemichetta fallimentare sulla nostra chiusura, la guerra dei meme e la scenicchia toscana, 8×8 e la partecipazione a eventi prestigiosi della scenicchia romana occorre riallinearci, tenere dritta la barra e prestare servizio nella direzione di quel preziosissimo seppur gratuito lavoro culturale che da anni realtà importanti e amiche come Crapula Club, Rapsodia, Lahar Magazine e altri portano avanti con tenacia, in solitudine e isolamento” (Pierluca D’Antuono, A colpo sicuro #1: Il professore di Viggiù).
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Rosa #5: Le tassellature di Penrose e la controtendenza di Maugham

 

Lo diciamo subito: Le tassellature di Penrose e la controtendenza di Maugham è un Rosa! senza Luca Marinelli.
Per ora di Luca sappiamo solo che è andato a tinteggiare casa di Kusturica, nient’altro (Ti preghiamo Luca, romantico cowboy di Leningrado, dacci un segno di vita: una battuta fuoriluogo su Srebrenica, una foto da Sarajevo, qualsiasi cosa).
Il racconto di oggi è di Giuseppe Rizzi, con noi per la prima volta, ed è una splendida storia d’amore, che da platonica si fa carnale, come quella tra Gene Wilder e la sua Daisy. Nella scala di abiezione il sesso interspecie sta dieci gradini sotto il voto alla Lega, perversione insuperata e insuperabile.
Giuseppe Rizzi è nato a Monopoli nel 1995, morto non si sa; è esistito nel tardo Olocene, in un periodo intermedio dell’era Quaternaria, ad oggi di lui sappiamo poco. Fonti dell’epoca riportano che abbia frequentato gli studi universitari a Bologna in politica, sociologia e comunicazione. Pare inoltre che abbia fondato Il Rifugio dell’Ircocervo, un lit-blog non altrimenti noto, e che sia stato due volte in semifinale a un premio in voga all’epoca, tale Premio Campiello Giovani.
Il memicchio ri-delicatissimo è di  Pink Lodge che ringraziamo ancora platonicamente e carnalmente. Sia chiaro che il nostro pubblico, composto per la maggior parte da incel, molestatori misantropi e futuri ministri della famiglia, ci fa schifo, ci repelle. Ma ognuno ha il pubblico che si merita, pazienza. Sempre meglio degli elettori leghisti, comunque.

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Fenomenologia dei Peppi

Luca Marinelli è questo oggetto misterioso e affascinante che ci tiene svegli la notte, e dovrebbe essere lo stesso per voi. Nelle ultime settimane ha diretto un golpe nei confronti di Verde, poi ha chiesto scusa, dopodiché ha bullizzato l’intera redazione e subito dopo l’ha aiutata a organizzare le pubblicazioni durante l’assenza del commissario.

Ci sentiamo privilegiati in quanto il ragazzo dedica a noi la maggior parte delle sue attenzioni, anche se abbiamo ricevuto una mail da Crapula che aveva per oggetto #MeToo mentre i ragazzi di Associazione Quarantadue sono un paio di settimane che li vedi sempre scattanti sull’attenti, solerti. Inquieti.

Luca Marinelli è spaventosamente lunatico e ciò tante volte rende difficile la comunicazione con lui perché sembra sempre sul punto di volerti alzare le mani, complice il nuovo fisichetto da bootcamp militare. E invece ti abbraccia e ti dice che ti vuole bene, al limite scende un po’ troppo con la mano, ma ok ci sta, che ci vuoi fare, è il miglior scrittore che abbiamo…

Tutto questo per introdurre La Fenomenologia dei Peppi – parte prima: il monumentale sforzo del nostro Luchino di smontare e analizzare i meccanismi di quel sano nonnismo che ha reso l’Italia il grande paese che si è convinta di essere.

Come potete vedere anche oggi Pink Lodge is in da house e ricordiamo a tutti che oggi è l’8 giugno. 

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Rosa! #4: Horus

Rosa! è la rubrica di Verde ideata e curata da Luca Marinelli per “operare una rivalutazione di un genere dalle infinità possibilità, a torto considerato secondario”. Ferruccio Mazzanti ha inaugurato il nuovo spazio a novembre, a febbraio Santa Nora Frescaqcua ha fatto Tutto esaurito, la terza uscita è stata di Massimiliano M. Maggi.
Oggi proponiamo Horus, un racconto di Giovanni Giliberti.

Giovanni è uno scrittore della campagna emiliana, cresciuto in un ristorante a gestione familiare. Appassionato di Shodo e arti marziali. Gli piace farsi tatuaggi e giocare all’X-box con il suo tatuatore. I suoi amici lo chiamano il Ryan Gosling dei poveri, un po’ per il suo essere taciturno e introverso, raramente per il suo aspetto, e un po’ perché come attore non è niente male. Questo è il suo esordio su Verde.

La copertina è di Giulia Canetto. Continua a leggere