Le tassellature di Penrose e la controtendenza di Maugham

 

Lo diciamo subito: Le tassellature di Penrose e la controtendenza di Maugham è un Rosa! senza Luca Marinelli perciò non può dirsi davvero Rosa!
Per ora di Luca sappiamo solo che è andato a tinteggiare casa di Kusturica, nient’altro (Ti preghiamo Luca, romantico cowboy di Leningrado, dacci un segno di vita: una battuta fuoriluogo su Srebrenica, una foto da Sarajevo, qualsiasi cosa).
Il racconto di oggi è di Giuseppe Rizzi, con noi per la prima volta, ed è una splendida storia d’amore, che da platonica si fa carnale, come quella tra Gene Wilder e la sua Daisy. Nella scala di abiezione il sesso interspecie sta dieci gradini sotto il voto alla Lega, perversione insuperata e insuperabile.
Giuseppe Rizzi è nato a Monopoli nel 1995, morto non si sa; è esistito nel tardo Olocene, in un periodo intermedio dell’era Quaternaria, ad oggi di lui sappiamo poco. Fonti dell’epoca riportano che abbia frequentato gli studi universitari a Bologna in politica, sociologia e comunicazione. Pare inoltre che abbia fondato Il Rifugio dell’Ircocervo, un lit-blog non altrimenti noto, e che sia stato due volte in semifinale a un premio in voga all’epoca, tale Premio Campiello Giovani.
Il memicchio ri-delicatissimo è di  Pink Lodge che ringraziamo ancora platonicamente e carnalmente. Sia chiaro che il nostro pubblico, composto per la maggior parte da incel, molestatori misantropi e futuri ministri della famiglia, ci fa schifo, ci repelle. Ma ognuno ha il pubblico che si merita, pazienza. Sempre meglio degli elettori leghisti, comunque.

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Fenomenologia dei Peppi

Luca Marinelli è questo oggetto misterioso e affascinante che ci tiene svegli la notte, e dovrebbe essere lo stesso per voi. Nelle ultime settimane ha diretto un golpe nei confronti di Verde, poi ha chiesto scusa, dopodiché ha bullizzato l’intera redazione e subito dopo l’ha aiutata a organizzare le pubblicazioni durante l’assenza del commissario.

Ci sentiamo privilegiati in quanto il ragazzo dedica a noi la maggior parte delle sue attenzioni, anche se abbiamo ricevuto una mail da Crapula che aveva per oggetto #MeToo mentre i ragazzi di Associazione Quarantadue sono un paio di settimane che li vedi sempre scattanti sull’attenti, solerti. Inquieti.

Luca Marinelli è spaventosamente lunatico e ciò tante volte rende difficile la comunicazione con lui perché sembra sempre sul punto di volerti alzare le mani, complice il nuovo fisichetto da bootcamp militare. E invece ti abbraccia e ti dice che ti vuole bene, al limite scende un po’ troppo con la mano, ma ok ci sta, che ci vuoi fare, è il miglior scrittore che abbiamo…

Tutto questo per introdurre La Fenomenologia dei Peppi – parte prima: il monumentale sforzo del nostro Luchino di smontare e analizzare i meccanismi di quel sano nonnismo che ha reso l’Italia il grande paese che si è convinta di essere.

Come potete vedere anche oggi Pink Lodge is in da house e ricordiamo a tutti che oggi è l’8 giugno. 

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Rosa! #4 Horus

Rosa! è la rubrica di Verde ideata e curata da Luca Marinelli per “operare una rivalutazione di un genere dalle infinità possibilità, a torto considerato secondario”. Ferruccio Mazzanti ha inaugurato il nuovo spazio a novembre, a febbraio Santa Nora Frescaqcua ha fatto Tutto esaurito, la terza uscita è stata di Massimiliano M. Maggi.
Oggi proponiamo Horus, un racconto di Giovanni Giliberti.

Giovanni è uno scrittore della campagna emiliana, cresciuto in un ristorante a gestione familiare. Appassionato di Shodo e arti marziali. Gli piace farsi tatuaggi e giocare all’X-box con il suo tatuatore. I suoi amici lo chiamano il Ryan Gosling dei poveri, un po’ per il suo essere taciturno e introverso, raramente per il suo aspetto, e un po’ perché come attore non è niente male. Questo è il suo esordio su Verde.

La copertina è di Giulia Canetto. Continua a leggere

Rosa! #3: Annetta

Rosa! è la rubrica di Verde ideata e curata da Luca Marinelli per “operare una rivalutazione di un genere dalle infinità possibilità, a torto considerato secondario”. Ferruccio Mazzanti ha inaugurato il nuovo spazio a novembre, a febbraio Santa Nora Frescaqcua ha fatto Tutto esaurito, la terza uscita è opera di Massimiliano M. Maggi: nato a Siena nel 1995, è cresciuto e ha studiato a Orvieto, si è trasferito a Torino nel 2015 dove ha frequentato la Scuola Holden. Nel 2017 si è diplomato in Storytelling e Performing Arts. Con Annetta è per la prima volta su Verde.
La copertina è di Giulia Canetto.
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Carteggio impossibile

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Federica Rodella

Luca Marinelli ha deciso per il momento di non prendere parte al dibattito sulla crisi di Verde (qui tutto), ma ha consegnato in redazione Carteggio impossibile, un racconto delicato eppure oscuro che avremmo potuto leggere in Rosa! e che già dalla dedica lascia intuire i suoi sentimenti su questi giorni. D’altronde, “Se il tempo fosse uno scorcio notturno tu saresti una frattura nel manto stradale.” E Luca le fratture le adora (due anni fa).
Il collage è di Federica Rodella. Domani sera saremo a San Lorenzo, Roma, per la quarta serata di 8×8 a tifare Stefano Felici (nonostante tutto). Vi aspettiamo!
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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #5: Comunicato #1 (Redazione)

(Illustrazione di E/P VI VI VI) Da una settimana, dopo la diffusione della falsa notizia di un possibile cambio del nome e dopo la pubblicazione di un editoriale non concordato in cui veniva annunciata la chiusura della rivista, la redazione di Verde è in stato di agitazione. Siamo convinti che esista un problema di tipo politico che attiene alla gestione del blog e della comunicazione social ufficiale e alla definizione della nostra linea editoriale.
La redazione, pur riconoscendo con gratitudine i meriti storici e la paternità su Verde di Pierluca D’Antuono, ne rimprovera un dirigismo leaderistico e di tipo personale, l’assenza di collegialità nelle decisioni, il mancato riconoscimento delle individualità e il tentativo costante di scoraggiare il dibattito interno.
La redazione prende atto della disponibilità a discutere e trattare manifestata da Pierluca D’Antuono e CHIEDE:
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Libero

kapoor

Per la prima volta nella storia di Verde usciamo senza illustrazione e con sfondo nero, una precisa richiesta di Luca Marinelli. Il perché (una questione privata) lo abbiamo scoperto leggendo Libero. Luca sta bene e dopo i fasti bolognesi e fiorentini questo è il suo primo racconto da un bel pezzo, quasi un anno (ma non è stato senza far niente, anzi: la forse scissione Guida42 è bellissima ed è anche su Facebook): noi siamo molto contenti, e così speriamo di voi. ROCKMENIA! Venerdì Sergio Caruso ci presenterà il suo nuovo vicino di casa, vi aspettiamo.
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Insanguinato e seminudo per Verde

A fine settembre Luca Marinelli ha passato tre giorni seduto da solo a leggere “La Distruzione” di Dante Virgili, nel chiostro del Museo Novecento. I nostri amici fiorentini, persuasi di avere di fronte Tommaso Madras, lo hanno trovato perduto e stordito, “per questo molto bene”. Un mese più tardi, a Roma, Marinelli ha trascorso la notte di Halloween da Orfeo, sulla Tuscolana, dove decorosamente ubriaco ha letto il racconto “Debugging Milosevic”, presentandolo come inedito, incompiuto e orgogliosamente anti ottomano.
Il 3 novembre, dopo un risveglio traumatico in una località segreta della bassa Prenestina, una rissa sulle scalinate del Palazzo delle Esposizioni e una spesa di 135 euro in albi de Les Humanoïdes Associés ai banchi di Piazza della Repubblica, ha perso il treno per Bologna.
Se Luca Marinelli vi ricorda un messicano perduto in Messico, bravi, avete studiato, siete completamente fuori strada; è piuttosto uno sradicato il cui moto esistenziale è descritto dal movimento del cordino di uno yo-yo, senza direzione, senza progresso, in balia dell’entropia. Luca Marinelli non cerca nulla, la sua vita non ha uno scopo, è nelle mani del caso, è uno schlemihl Insanguinato e seminudo per Verde a cui piacciono molto le mucche di Emmeppi. Continua a leggere

Rosa! #1: Ho sposato uno zombie

rosa giulia canetto

Giulia Canetto, Rosa

Se siete nostri lettori conoscete già la nostra proverbiale maestria nelle rubriche: Casual Friday chiusa dopo un anno dall’ultimo arrivato, GATTINI falliti perché non abbastanza , sortite uniche, romanzi incompiuti, racconti abbandonati, le sole eccezioni sono di Sergio Gilles Lacavalla (qui e qui). In poche parole. Questa volta però è diverso: Luca Marinelli, che non ha mai lasciato nulla di intentato, ci ha convinti a colorare Verde di Rosa. Una volta al mese, da oggi (che doveva essere ieri). Come ha fatto? Così: “È da un po’ di tempo che ce l’ho in testa, un rosa sparato e poi niente, me lo immagino quando chiudo gli occhi, ci coloro i baffi alle tipe sulle parole crociate quando vado al gabinetto, me lo sogno, me lo sogno sempre, i miei sogni ormai sono come essere sospeso in una nuvola di zucchero filato, e c’è una voce che mi ripete ROSA, ROSA, ROSA, chissà se anche i profeti da giovani hanno cominciato così.
Allora ho fatto questo: sono andato dal nostro amato Commissario e gli ho detto che la letteratura rosa aveva bisogno di essere valorizzata, che non era possibile continuare senza che esistesse uno spazio in Italia che portasse in alto il nome troppo spesso denigrato della letteratura rosa e che la big babol, anche se fa davvero schifo come sapore, è una cosa che ci ricordiamo tutti perché è così rosa che non te la puoi scordare mai. Ho concluso esclamando, mentre lui aveva già sollevato un paio di sopraccigli: facciamo ROSA! Permettimi di dimostrare che il rosa non è un genere secondario, che tutto si può fare in chiave ROSA! Ti prego, non te ne pentirai.
Quando mi ha detto di sì doveva essere parecchio ubriaco, e dato che sono un chiacchierone doveva anche aver creduto che non mi sarei messo di buona lena a radunare una banda di pazzi che scrivessero su ROSA! per operare una rivalutazione, per mostrare che – a discapito di quello che si è portati a pensare – il ROSA! Ha infinite possibilità.
Il primo di questi pazzi, io credo, non poteva essere che Ferruccio Mazzanti. Ferruccio ce le ha tutte le caratteristiche per essere il primo a buttarsi con ROSA! È un visionario, ha una scrittura importante e ama gli zombie. E allora sono felicissimo di cominciare così, con Ho sposato uno zombie.”
La copertina è di Giulia Canetto.
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