I manieristi (1/7): Raimondo Maniero è un altro

Raimondo Maniero è un altro e se Karl, Louis e Vinz si risvegliano manieristi non è certo per colpa loro, ma nostra, che stiamo pubblicando dal primo settembre, settimanalmente, quando ci pare, adesso forse una volta al mese, i migliori estratti di un racconto lungo o romanzo breve pacatamente incompiuto.  A essere finito è il 2017 intanto: Pierluca D’Antuono e Francesco Quaranta hanno deciso di chiudere il nostro blog fino all’8 gennaio, e allora torneremo (quest’anno niente oroscopi ma liste ombelicali). Andrea Frau l’ha presa male (ha un inedito sbrilluccicante che voleva farvi leggere subito e invece aspettare), Luca Marinelli è a Bologna, ha disegnato una svastica in centro ma non era per litigare (né per scherzo), Paolo Gamerro ha ricominciato a scrivere (qualcuno ha detto terzo romanzo?), Vinicio Motta organizza reading verdi in Lombardia, Deadtamag0tchi, lei medesima, è un’altra (E/P VI VI VI). Auguri gente, questo non è un revival situazionista, ma un canale di gronda dal segno invertito (qualsiasi cosa voglia dire) (se passate qui lunedì 25 vi facciamo un regalo).
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I manieristi (1/6): Ritorno al realismo

I tre ex-blogger e scrittori mancati Karl, Louis e Vinz cercano riparo nella cricca editoriale romana, ma incontrano soltanto un poeta mui caliente sudamericano che dà loro dei Fascisti de mierda. Così, spiando Emmanuel Carrère, decidono di fingersi Raimondo Maniero, “il meno noto tra i minori ignoti”.
Sesta puntata de I manieristi (ormai quasi mensile), l’illustrazione è di DeadTamag0tchi. Ciao, a lunedì (torna lui, non mancate).

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I manieristi (1/5): La parrucca di Marilyn

“Gentile redazione,
seguo con attenzione la vostra rivista e apprezzo il lavoro che fate, ma sono costretto a valutare la vostra pagina Facebook con sole 4 stelle su 5. Il motivo è che non mi è chiara la periodicità de I manieristi di Raimondo Maniero: venerdì 1 settembre avete pubblicato la prima puntata, venerdì 8 settembre niente, venerdì 15 settembre la seconda, venerdì 22 settembre la terza, venerdì 29 settembre la quarta; poi, più nulla.
Ho due domande: continuerete a farci leggere quando vi pare le avventure di Karl, Louis e Vinz? Le illustrazioni saranno sempre di DeadTamag0tchi?”
(Gentile lettore,
sì.
Cordialmente) Continua a leggere

I manieristi (1/4): Fascisti de mierda!

Da quando abbiamo dismesso GATTINI, i nostri venerdì sono più vuoti e tristi. D’altra parte “scrivere non è un lavoro, scrivere non è un contagio. Scrivere non è magico. Scrivere non è poetico. Scrivere è un metodo. Scrivere è disciplina. Scrivere è sobrietà.” Parole di Raimondo Maniero, mica Tommaso Madras o Losito Cayetano. Parole che cantano su carta intestata Verde, e no, il titolo non è Il lavoro morbilita l’uomo, ma I manieristi. Perché la scrittura è una cosa seria e soprattutto sobria, la LETTERATURA™ non è un ricovero per narcisisti allo specchio e disadattati di ogni risma (fun fact: lo sapevate che per pubblicare su Verde è necessario scrivere ogni mattino, a stomaco vuoto, per almeno quattro ore filate ed è vietato scrivere su ogni cosa? Istruzioni qui) e alla fine della fiera della piccola e media editoria siamo dei cazzoni impenitenti e anche un po’ Fascisti de mierda (volevamo il fascio font ma lo abbiamo già fatto).
A settembre i nostri racconti sono stati illustrati da Cristiano Baricelli e Giulia Pex. A ottobre avremo il “bravino” Federico Bressani (cominciate ad ammirarlo). DeadTamag0tchi invece ci sarà sempre, in qualsiasi momento, soprattutto il venerdì certo, ma in definitiva sempre.
Siamo su Instagram. Ve lo avevamo già detto? (e su Facebook?) (e su Twitter?)
La situazione ci sta sfuggendo di mano. Lunedì torna Paolo. Ciao, buon fine settimana.
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I manieristi (1/3): Il foulard rosso

Terzo estratto da I manieristi, il lungo racconto (romanzo è un po’ troppo) che stiamo pubblicando per rendere giustizia a Raimondo Maniero, vittima illustre della “cricca ombelicale delle lettere romane indipendenti”, come il nostro amava affettuosamente chiamare la cricca ombelicale delle lettere romane indipendenti. Qui abbiamo fatto conoscenza dei manieristi Franz, Karl, Louis e di tragici ma reali personaggi quali il Colonnello Tommaso Madras; qui, immersi in una atmosfera da perestrojka fallita, abbiamo assistito alla ferale presentazione del per così dire capolavoro Il lavoro morbilità l’uomo; siete pronti a emozionarvi con le camicie e i versi di Losito Cayetano, il poeta mui caliente del Sud America?
L’illustrazione, as usual, è di
DeadTamag0tchi. A lunedì, buon fine settimana, se siete a Firenze c’è una sola cosa da fare (salutateci Madras!).

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I manieristi (1/2): Per così dire

Riassunto delle puntate precedenti: durante l’estate ormai trascorsa ci avete mandato tanti racconti (grazie. A proposito: l’email è verderivista@gmail.com, qui le istruzioni per l’uso), qualcuno in redazione non l’ha presa bene e nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre ha provato inutilmente a mettersi in pari con le letture. Risultato: una piazzata imbarazzante, ma per fortuna il redattore di cui non facciamo il nome ha scoperto, sepolto nella babelica pila virtuale di proposte, I manieristi, il lungo racconto che testimonia del complotto ordito dalla cricca editoriale romana contro Raimondo Maniero, “il meno noto tra i minori ignoti” nonostante la potenza, la corrosività e quella miscela unica di autofiction e autocommiserazione che fa preziosa la sua opera, non più inedita, finalmente, grazie al nostro coraggio (ne stiamo pubblicando alcuni estratti, qui il primo).
L’illustrazione è della più nota e amata delle artiste di Verde,
DeadTamag0tchi.

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(Settembre 2017) I manieristi 1/1: Distinguere gli 0 dalla lettera O

Solita tensione alle stelle ed ennesima spaccatura all’interno della redazione di Verde.

(Era da tempo che non cominciavamo così).
Ciao. Come state? Noi alla grande. Oggi, lo sapete, è il nostro capodanno e non potrebbe andare meglio. La necrotica estate colliquativa è ormai alle spalle, qui a Roma piove e la metro riaperta ieri in anticipo è di nuovo chiusa causa allagamenti (parentesi indignata).
Qual è la vostra canzone preferita intitolata a settembre? E il film da consigliare ad ogni costo? Ma poi ha più senso parlare di romanzi che raccontano settembre o di romanzi da leggere a settembre? E come stiamo messi a racconti? A noi viene subito in mente l’ormai classico di Filippo Santaniello, ma siamo di parte.

A proposito, spettabili e/o ill/mi. Negli ultimi mesi ci avete inviato tantissimi racconti e noi vi siamo grati per averci tra le altre cose confermato che abbiamo un problema con le statistiche di WordPress (che continuano a dirci che abbiamo più proposte di collaborazioni che lettori: smentitele).
Stiamo leggendo tutto molto lentamente ma con attenzione e interesse e siamo già in grado di fornire alcune importanti considerazioni:

1) Aumentano finalmente le proposte di scrittrici. Un anno fa ammettevamo di avere un problema. Bastava chiedere (a proposito: congratulazioni Valentina!);
2) I racconti delle scrittrici sono in media più curati, stilisticamente maturi, introspettivi e autoironici. In una parola: MIGLIORI;
3) Amici maschi, ragazzi, uomini in ascolto, per cortesia basta. Basta racconti in cui lucidate le vostre minacciose rivoltelle da scaricare su donne più anziane di voi (una interessante porno-sussunzione delle categorie mature/revenge in salsa pulp anni Novanta) per vendicare torti brucianti (il più delle volte colazioni non servite a letto, ma si può?), basta storie di improbabili operazioni incrociate di transizione come alternativa al divorzio, BASTA STUPRI e soprattutto BASTA STUPRI CAMUFFATI E/O CONSENZIENTI (dimenticate il No means no e concentratevi sul Sì significa sì). E se proprio volete essere nostri amici: non vi giudichiamo per la scelta di ricorrere all’editoria a pagamento ma non chiedeteci recensioni o letture in anteprima (nel senso che prima di noi nessuno), ricordatevi che pubblichiamo solo inediti e che qui in redazione nessuno può fregiarsi dignitosamente dei titoli di Spettabile e/o Illustrissimo.

Seriamente ragazzi, parliamone: che cosa succede? È una questione di aridità? Sono scarse letture? Siamo noi a tirarcela o è una cattiva reputazione che ci siamo costruiti nel tempo? Una volta Gabriele Dadati scrisse che Verde era bella perché, pur magari indulgendo a sprezzature di genere underground, non assumeva che l’overground è una schifezza mafiosa. Ecco: il misterioso Raimondo Maniero dice invece che l’overground e pure l’editoria indipendente romana sono una schifezza mafiosa. Dice anche che il suo lungo racconto I manieristi ha collezionato rifiuti e nessuno fin’ora ha voluto pubblicarlo, per questo ha deciso di inviarlo a Verde. E ha fatto bene, perché a noi è piaciuto e ve ne proponiamo alcuni estratti con una illustrazione di DeadTamag0tchi.

Un mese fa promettevamo un discreto mucchietto di novità, l’unica degna di nota è la disattivazione del caps lock, votata quasi all’unanimità dalla redazione (un solo contrario, chi l’avrebbe detto): da oggi niente più titoli strillati, la parola d’ordine è sobrietà (e basta stupri).
Ciao, a lunedì con Giovanna Piazza.
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