Cover #9: La Torre

Buongiorno, perdonateci la zona rossa, la appoggiamo qui.

Il nostro buon Francesco Quaranta ci propone oggi una cover di Sara Mazzini. Come per ogni cosa che lo contraddistingue, ha barato sulle regole della rubrica: ha preso due racconti della nostra (GinoMadena) e li ha legati a modo suo.

L’illustrazione è di Claudia D’Angelo. E guai a chi ce la tocca.

E ora: il weekend in breve.  L’ormai famigerato attacco di Francesco Spiedo alla redazione di Libero ha scatenato e diviso Verde, oltre che essere costato il posto a Francesca Valenti, rea di averlo recensito (it’s just a synopsis, my dear).
Amico Spiedo, la tua “intemerata” alla Masaniello aveva messo in conto questo? Un altro effetto collaterale del tuo successo? Com’è che diceva il tuo amico baffone? Per fare una frittata va rotta qualche uova, no?
Sulla questione pare che siano pronti a intervenire gli avvocati di Fandango, prestati da minumum fax (sono lo stesso pool di avvocati pro bono che girano da redazione a redazione come uno sciame di giuristi affamati). Sta di fatto che la colonna campana di Verde rischia di finire allo sfascio per via dei disaccordi dovuti al fatto che ancora non si sa di cosa parli il libro del “nostro”.

E ora: La Torre.

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Madena

leggerezza

Leggerezza- Emma Grillo

Buongiorno, sabato vi siamo mancati? La Nuova Farhenheit si è presa una pausa, il golpe del nucleo Valerie Solanas è stato un duro colpo e dobbiamo ancora riprenderci. Prendiamo atto della carriera solista intrapresa dal Carelli: qui lo vedete magnificare il Moloch del consumo come direbbe Carlo Martello Agamben, “voglio un centro commerciale permanente”, ha cantato in faccia a Fabio Massimo Franceschelli e Paola Del Zoppo in un afflato antipauperista. Ma Carelli, come Piccolo, a volte, desidera solo essere come tutti. Poi uno di questi giorni sarà con l’amico Simone Lisi, forse giovedì, ma ehi, cosa siamo, il suo ufficio stampa?

Solitamente siamo schivi moreschiani, poco autoreferenziali, ma concedeteci questa divagazione personale (d’altronde siamo scrittori e quindi vanesi per natura come ben sanno Ghelli, De Vivo e la nostra analista; se fossimo foco arderemmo il falò delle Vannità, capito il calembour?) Piccola rassegna stampa che ci riguarda: qua “l’amico” Andrea Donaera si riferisce a noi come “snodo centrale, tutti sono passati da loro”, la stazione di Cerignola della litweb in pratica, ma soprattutto ci incorona rivista di riferimento del metal salentino- abbiamo battuto Ammatula (o in qualunque altro modo si scriva) di poche lunghezze, tra il disappunto di Emanuela Cocco che pensa a noi come a tanti piccoli teletubbies scerbanenchi.

Qui invece il nostro “amico” Sarmi Santoni, cita la vostra cara e scalcagnata Rivista Verde riguardo la vexata quaestio (ue, e mica solo all’Ircocervo hanno fatto il liceo!) sulle riviste palestra “assistenti civici” dell’editoria. Speriamo non sia il solito trucco di quel vecchio filibustiere floreale di Vanni. Abbiamo acquistato praticamente tutta la sua produzione pensando di esser citati. Negli Interessi in comune c’era Francesco Quaranta, peccato fosse l’oboista; nell’Impero del sogno pensavamo ci fosse Frau, ma era la poltrona, in Personaggi precari Marinelli, era un cammeo dell’attaccante dell’Inter femminile, in Un kibbutz nello spazio, I Lauda erano quelli brasiliani, ne La regola del lupo, non era D’Antuono ma Umberto Ortolani.

Bene, a proposito di palestre, oggi pubblichiamo la Xena Bronte, la principessa guerriera della litweb, una delle tre Norne: Sara Mazzini. Il racconto che leggerete è un seguito ideale di Gino. A noi è piaciuto molto e così speriamo di voi. Visione consigliata: Teresa.

 L’illustrazione è di Emma Grillo.

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Gino

ce n’era che scoppiavano

Claudia D’Angelo – Ce n’era che scoppiavano

Tempo fa, con grande disappunto di Ramses, i redattori di Verde pubblicarono alcuni loro racconti su Crapula: Quaranta con Peccato, Marinelli con Signor Pacciani e Frau con L’ultimo uomo. Al fu commissario dissero: “ALT. Sarà uno scambio, una cosa reciproca tipo vacanza studio, gli amici Crapuli saranno ospiti da noi”. Il commissario acconsentì, sebbene un po’ riluttante. Dopo cinque mesi le loro certezze cominciarono a vacillare ma si dicevano: “sappiamo i tempi di Crapula, il loro Politburo è affetto da un burocratismo ciarliero, eterne discussioni, democratismi gotico mediterranei infiniti, mozioni, contro-mozioni, continui rinvii. Ma amici, cosa preferite? Il decisionismo rozzo e autocratico? Sono i tempi della democrazia, baby. Ora per esempio hanno deciso che Dalle rovine di Funetta, in fin dei conti, è un libretto interessante. Ci sta, ognuno ha i suoi tempi”. La fronda anti Guru di Zucchi e Zando (Doppia Z- contro l’orgia del potere) ci consegnò questo estratto dall’antologia Anatomè, come acconto simbolico, giusto il tanto per far calmare il commissario. Ed ecco che un bel giorno, finalmente, (dieci mesi dopo!) lo scambio avvenne, il Politburo crapuliano decise: LO SCAMBIO S’HA DA FARE! Quel giorno è oggi: 18 marzo 2019 ma per crapula è il 18 marzo 1991, l’anno in cui Rino Formica, riferendosi ai cortigiani craxiani invitati al congresso del P.S.I., pronunciò la celebre locuzione: “nani e ballerine“.
Siamo molto felici quindi di ospitare su Verde il racconto di una delle tre NorneSara Mazzini, intitolato Gino. L’autrice è membro della Brontë Society di Haworth. Ha studiato correzione di bozze presso Oblique Studio. Scrive di letteratura, psicologia e controculture. Vive senza fissa dimora ed è co-direttrice di Crapula.
Sara Mazzini, tra le tante cose è anche autrice di Centinaia di inverni. La vita e le morti di Emily Brontë per Jo March.
La prossima settimana sarà con noi Luca Mignola; la prossima ancora, il guru De Vivo (dobbiamo trovare ancora il coraggio di chiederglielo, in verità)! Come al solito il maverick Zucchi ha precorso i tempi, ma non perché ci stima, solo per far torto al Guru. Pensate a Zucchi come un Riccardo Lombardi e a De Vivo come un Craxi. Noi invece siamo Soros e finanziamo le opposizioni nella lit web tutta, perciò, forza ragazzi, adelante e senza juicio!
Viva Verde, Viva Crapula!

Edit: Ci giungono voci affatto confortanti sullo stato di salute di Ramses. Humanitas ha avuto gli esiti tossicologici degli accertamenti richiesti e lo ha prontamente comunicato agli inquirenti. Per rispetto della privacy e dell’indagine in corso, Humanitas non rilascerà ulteriori commenti su nessun aspetto di questa vicenda. Il Tascabile ha scritto che gli esami avrebbero rivelato un «mix di sostanze radioattive», ma la notizia non è stata confermata da fonti ufficiali. La procura di Milano, che si sta occupando dell’indagine con il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, non ha chiarito quale sia stato l’esito degli esami tossicologici richiesti dall’Humanitas e realizzati da un centro specializzato di Pavia. Ramses sta scrivendo un libro sulla sua esperienza nel mondo delle scenicchie e della lit web: la procura avrebbe ottenuto una copia del libro e lo starebbe esaminando. Stamattina all’alba gli inquirenti hanno perquisito la redazione di Verde a Pesaro e quando ci hanno chiesto: “Il D’Antuono ha mica nemici?” Siamo scoppiati a ridere indicando la catasta di lettere di minacce. Sorveglieremo sulla tenuta democratica di Verde; è in queste situazioni che bisogna stare uniti e guardarsi dagli attacchi di Guacamole, troll e Insel. Seriamente: forza Ramses, forza Verde! Vi terremo aggiornati.
Intanto partecipate e condividete il nostro concorso.
Ci aspettano tempi 🅱alordi!

L’illustrazione è di Claudia D’Angelo.

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