La Saga delle Sagome #1: Aprire in Notepad

Buongiorno! Oggi Francesco Quaranta nostro ci racconta la prima puntata de La Saga delle Sagome. È una storia misteriosa e manierista, nel senso di Maniero. (Un giorno, a  questo proposito, vi racconteremo dell’affinità Dick-Bolaño teorizzata dal non più carabiniere Luca Marinelli, cacciato dall’arma con disonore dal nuovo capo della polizia J. Smith). Ogni riferimento a fatti o cose reali è assolutamente voluto (tanto abbiamo  appena nominato due direttrici responsabili danarose e coraggiose: le misteriose Elda Brovelli e Nicla Crocitto). Con questa storia, Brother Quaraoke, scrittore di punta della scuderia di Guè Pequeno, ci porterà nei meandri di Verde Rivista, tra gli anfratti sudici della lit-web, tra scazzottate nei simposi e dissing lirici nei teatri dell’opera, nel backstage sconcertante e gnostico della letteratura ucronica alla ricerca del misterioso ALGOLIT. (Sia resa gloria all’ALGOLIT).
Illustrazione della Pink Lodge.

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A colpo sicuro #4: Nel cuore della notte

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Nel cuore della notte (Pink Lodge 2018)

Ciao sbarbini, com’è andata con le stelle cadenti?  Come siete messi a desideri? È partito almeno un limone? Una palpatina? Mezza? Avete passato una bella serata con i vostri fidanzato o fidanzata? Magari con i vostri genitore 1 e 2. O magari siete incel, buon per voi, buona fortuna.

La vita a volte è strana. Un mese fa il Commissario salta su dicendo che c’ha un amico che fa l’avvocato e gli deve svariati favori. “Perché non sfruttare questa cosa per divertirsi un po’”, ha detto. Vani i tentativi di Frau di spiegare che un amico avvocato non vale come il buono per uscire di prigione del Monopoli. Ma al “Tu che ne sai?” del Commissario nessuno ha saputo ribattere.

Era nata A colpo sicuro: la rubrica dove noi di redazione (SPOILER: e non solo) spremiamo al massimo le nostre doti valutative, estetiche, filologiche, eziologiche, entomologiche e francologiche per girare attorno all’apparente ostacolo della mancata lettura di un opera a tutti gli effetti concepita per essere letta, a prima vista.

Ma basta convenevoli: oggi tocca a Marco Rossari e al suo Nel cuore della notte recensito da un redivivo Francesco Quaranta. Stiamo trattando il rilascio del nostro, auto esiliatosi in casa in compagnia di Mino Raiola, il quale adesso non intende più levare le tende né permettere che Francesco lasci casa propria, non prima di aver completato il “grande romanzo italiano”. 

Che dire ragazzi: A COLPO SICURO! Lo smemicchio è della Pink Lodge.

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Bru-Ma

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Federica Rodella

Francesco Quaranta va per i 29 e divide le sue settimane tra le lingue moderne e i karaoke. Ha pubblicato diversi racconti su Scrittori Precari, L’Inquieto, CTRL Magazine. Dal dicembre 2015 all’aprile 2018 ha fatto parte della redazione di Verde. Subito dopo, grazie a questo ottimo racconto (letto anche da Emanuela Cocco e segnalato da Italians Book it Better) è entrato in Crapula Club, a cui è adesso indissolubilmente legato tramite rapporti morbosi e minacce di sputtanamento. Scrive canzoni, canta in un gruppo, tifa Fiorentina come tutti e ha paura degli omini grigi dell’editoria indipendente.
Bru-ma è il racconto di addio a Verde, forte e onesto come Francesco non ne aveva mai scritti, ma sembra pure l’inizio di qualcosa di più lungo che forse verrà e leggeremo nei prossimi mesi (su Crapula? Ce lo auguriamo): “Avrà come la sensazione che chiudendo certe porte ci sia il rischio di ritrovarsi murati dentro la stanza, eppure che le porte vadano chiuse lo stesso per non farsi svuotare la casa dai ladri e portare via dall’inverno. […] E poco importa che Camilla muoia domani o che Bru-Ma la accompagni in una vita lunga e piena di successi, lei ricorderà sempre questa nudità sotto tutti gli abiti, sotto le arroganze, i compromessi, le violenze, le gentilezze.”
Il collage è di
Federica Rodella. Verde, lo sapete, è nata ormai sei anni fa con il sogno di costruire una casa senza finestre e con le porte girevoli. Quel sogno, siamo convinti, è adesso una solida realtà. Per questo Francesco, arrivederci, grazie e torna quando vuoi, ti aspettiamo!
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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #5: Comunicato #1 (Redazione)

(Illustrazione di E/P VI VI VI) Da una settimana, dopo la diffusione della falsa notizia di un possibile cambio del nome e dopo la pubblicazione di un editoriale non concordato in cui veniva annunciata la chiusura della rivista, la redazione di Verde è in stato di agitazione. Siamo convinti che esista un problema di tipo politico che attiene alla gestione del blog e della comunicazione social ufficiale e alla definizione della nostra linea editoriale.
La redazione, pur riconoscendo con gratitudine i meriti storici e la paternità su Verde di Pierluca D’Antuono, ne rimprovera un dirigismo leaderistico e di tipo personale, l’assenza di collegialità nelle decisioni, il mancato riconoscimento delle individualità e il tentativo costante di scoraggiare il dibattito interno.
La redazione prende atto della disponibilità a discutere e trattare manifestata da Pierluca D’Antuono e CHIEDE:
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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #2: Francesco Quaranta

Il lungo editoriale di ieri ha suscitato comprensibili reazioni di spaesamento e allarme tra chi ci segue. In queste ore collaboratori, lettori e semplici amici ci scrivono per chiedere che cosa sta succedendo e ci invitano a un po’ di chiarezza. Ci sembra l’occasione giusta per dare vita a un dibattito franco e trasparente sui motivi che ci hanno spinto ad annunciare la chiusura di Verde. Il secondo intervento, dopo quello molto critico di Andrea Frau, è di Francesco Quaranta, che porta con sé una prospettiva limpida e costruttiva, seppure severa. Seguiranno contributi degli altri redattori, qui li trovate tutti (illustrazione di E/P VI VI VI).
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GATTINI™#33: Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più

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Sergio Caruso, GATTINI™ after deadtamag0tchi

Siamo a settembre, è venerdì sera, sono le dieci e noi siamo molto confusi. Temporeggiamo da un mese ma non ne veniamo a capo: che fare con GATTINI? Quoth the Raven, Nevermore o Baby baby one more time? Abbiamo sfangato luglio, ma adesso basta: il fallimento del contenitore degli orrori indifferenziati di Verde è sotto gli occhi di tutti. Le ragioni sono le stesse che spiegavamo qui (altro che “nemmeno vagamente“, Peter Hook).
Come al solito in circostanze del genere ci affidiamo al nostro Mister Wolf, Francesco Quaranta (che forse ricorderete per questo racconto, la prima parte di una trilogiavanno forte le trilogie da queste parti – che dovrebbe concludersi il mese prossimo). Quando non scrive per Verde, Francesco fa il groupie dei migliori talenti che a quanto pare ogni fine settimana si esibiscono nei locali della Bassa Padana (se siete nostri lettori, ora sapete come nasce Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più). Francesco però è anche Colui che ammazza le rubriche. Non potevamo non unire i puntini.
È tempo di decisioni.

Sarà mai possibile liberarci del fardello della rubrica del venerdì ed evitare di pubblicare i racconti con dodici ore di ritardo? Ci sarà l’ennesima nuova rubrica su Verde? Quale sarà il nome? Che fine fanno le rubriche del venerdì quando arriva settembre? E chi disegnerà la nuova copertina? Quella che vedete quassù l’ha fatta Sergio Caruso, un anno fa. Non l’abbiamo mai usata, ci sembrava giusto farlo oggi.
Miao, buon fine settimana, è stato bello.

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VERDE@NARRANDOM, IL CASO#2: GAIA

NARANDOMb - Cabras

Il logo di Narrandom rivisitato da Il Cabras

Venerdì terminerà Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più, il ciclo di racconti a tema che i Narrandom Giovanna Giordano, Martina Marasco e Jolanda Di Virgilio hanno scritto per noi. Da lunedì scorso intanto siamo sul loro blog, la parola che ci guida è il caso. Dopo Andrea Frau, Francesco Quaranta: oltre a tracciare le differenze ontologiche tra il caso lì e quello nella nostra realtà“, Gaia è l’incontro di due realtà generative, è un’ipoteca sulla vita come la intendevamo prima dell’avvento dei nuovi piani delle idee dovuti alla tecnologia, un esperimento, di lingua e di pensiero, sulle diverse sfumature che assume il caso in due dei piani che oggi può, l’uomo, attraversare.”
Nell’immagine: il logo di Narrandom rifatto molto bene da Marco Cabras.

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