Colui che racconta

In principio fu Colui che aspetta, il racconto con cui Francesco Quaranta si unì a Verde. Poi venne Colui che ascolta, seguito dove il cameriere diventava barman. Colui che racconta è il finale di un trittico che, così Francesco, “ha richiesto tre anni e molte ore di lavoro (non sul testo) per essere completata”. L’illustrazione è di Federico Bressani. Buon inizio di settimana.
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GATTINI™#33: Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più

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Sergio Caruso, GATTINI™ after deadtamag0tchi

Siamo a settembre, è venerdì sera, sono le dieci e noi siamo molto confusi. Temporeggiamo da un mese ma non ne veniamo a capo: che fare con GATTINI? Quoth the Raven, Nevermore o Baby baby one more time? Abbiamo sfangato luglio, ma adesso basta: il fallimento del contenitore degli orrori indifferenziati di Verde è sotto gli occhi di tutti. Le ragioni sono le stesse che spiegavamo qui (altro che “nemmeno vagamente“, Peter Hook).
Come al solito in circostanze del genere ci affidiamo al nostro Mister Wolf, Francesco Quaranta (che forse ricorderete per questo racconto, la prima parte di una trilogiavanno forte le trilogie da queste parti – che dovrebbe concludersi il mese prossimo). Quando non scrive per Verde, Francesco fa il groupie dei migliori talenti che a quanto pare ogni fine settimana si esibiscono nei locali della Bassa Padana (se siete nostri lettori, ora sapete come nasce Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più). Francesco però è anche Colui che ammazza le rubriche. Non potevamo non unire i puntini.
È tempo di decisioni.

Sarà mai possibile liberarci del fardello della rubrica del venerdì ed evitare di pubblicare i racconti con dodici ore di ritardo? Ci sarà l’ennesima nuova rubrica su Verde? Quale sarà il nome? Che fine fanno le rubriche del venerdì quando arriva settembre? E chi disegnerà la nuova copertina? Quella che vedete quassù l’ha fatta Sergio Caruso, un anno fa. Non l’abbiamo mai usata, ci sembrava giusto farlo oggi.
Miao, buon fine settimana, è stato bello.

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VERDE@NARRANDOM, IL CASO#2: GAIA

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Il logo di Narrandom rivisitato da Il Cabras

Venerdì terminerà Un karaoke devastante e altre cose verdi che non farò mai più, il ciclo di racconti a tema che i Narrandom Giovanna Giordano, Martina Marasco e Jolanda Di Virgilio hanno scritto per noi. Da lunedì scorso intanto siamo sul loro blog, la parola che ci guida è il caso. Dopo Andrea Frau, Francesco Quaranta: oltre a tracciare le differenze ontologiche tra il caso lì e quello nella nostra realtà“, Gaia è l’incontro di due realtà generative, è un’ipoteca sulla vita come la intendevamo prima dell’avvento dei nuovi piani delle idee dovuti alla tecnologia, un esperimento, di lingua e di pensiero, sulle diverse sfumature che assume il caso in due dei piani che oggi può, l’uomo, attraversare.”
Nell’immagine: il logo di Narrandom rifatto molto bene da Marco Cabras.

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POSSEDUTA

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Giulia Pex, Posseduta

“Lo specchio non riflette la tua immagine bensì un fantasma di simile fattura, però mancino e deformato negli intenti. A quanto pare ti ci riconosci, e forse in quel vetro ti vedi più bella di quanto non sei in realtà. Come attraverso i miei occhi.” Comincia così Posseduta di Francesco Quaranta e l’ennesimo lunedì blu, che in un futuro non troppo lontano ricorderemo come il giorno in cui la divina Giulia Pex esordì su Verde.
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MELASSA MIELINA

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Joydidì, Do not disturb

Melassa Mielina è un racconto che piacerà tantissimo alle fan di Francesco Quaranta (sì, esistono e sono tantissime) (sì, lo sappiamo, è pazzesco) e ha pure un titolo decente (ma una formattazione che grida vendetta), anzi, bello: Francesco è guarito? Il Neuropod trionferà? L’amore può davvero nascere al minimo contatto, come dicono tutti i manuali d’istruzione? O è soltanto un continuo loop di reindirizzamento? E
L’illustrazione è di Joydidì (Do not disturb, ink on paper, digital painting). Su Soundcloud il racconto è letto male da Luca Carelli (che a quanto pare imita molto bene Vinicio Motta).
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