QUAERELE #4: Un racconto di Luca Ricci

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Sciopero del racconto – #1 Comunicato: Cos’è questo golpe? 道場

Riceviamo, aderiamo e condividiamo da Nuova Edizione (qua).

“NUOVA EDIZIONE 2019 – IDEE SENZA PAROLE
OPERAZIONE FUOCO AMICO – PALESTRA? UNA SEGA!
#1 COMUNICATO: COS’È QUESTO GOLPE?
NUOVE FORME, RARE FORME: DOVE SI SEGUE LA VIA (道場)”

Segue comunicato. Continua a leggere

Scelti da voi #5: Oh, say can you see!

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“Fenomeni” scelti da voi: vantarsi di non avere mai pubblicato su L’Indiscreto

Se avevamo bisogno, e non ne avevamo, di una prova per decretare patetico fake “l’autore” del giorno eccola qua: Gregorio Baciarotti, presente su Facebook dove è amico di Alfredo Laurenzi (il “doc” fake più sgamato di Macerata e dintorni). Il 4 novembre scorso, all’atto dell’iscrizione al fu concorso per fake brutti, il nostro amico, che si vanta di non aver mai pubblicato su l’Indiscreto e di essere uno “scugnizzo con la penna facile e il cazzo di 33 cm” (deve essere una gara a chi si umilia di più) ci supplicava di pubblicarlo con uno pseudonimo che dire clownesco è poco: Modestino Cedolo. Ne seguì una discussione infuocata (agevoliamo screenshot qua, qua, qua) che ci torna utile evocare per ribadire l’ovvio, ovvero che in casa Verde, dove vi trovate ogni qualvolta ci leggete e ci inviate i vostri inutili sgorbi, le regole le facciamo noi. È abbastanza chiaro, Modestino?
Oh, say can you see! non lo abbiamo letto e non lo leggeremo certo adesso, sappiamo soltanto rispondere alla domanda finale del racconto: No, è idiozia. La notizia, peraltro pessima, è che questo spazio del mercoledì notte proseguirà finché là fuori ci sarà un coglione (di solito sono uomini) disposto a tutto pur di pubblicare. E indovinate un po’? Là fuori è pieno. E sono tutti Scelti da voi.
Da venerdì saremo impegnatissimi a Firenze. Qua programma, qua un gustosissimo e utile alla causa video (siate longanimi e generosi con la causa). Stasera invece, ma quando voi ci leggerete sarà troppo tardi, saremo qua. Ciao!
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Scelti da voi #4: Il futuro (wow oppure no) dopo la lavatrice

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“Sono amico di Alfredo Laurenzi e Helena Morselli”

Ci viene la nausea al solo pensiero di aprire WordPress e caricare uno dei nuovi racconti brutti fake Scelti da voi. L’unica cosa buona di questa patetica rubrica pazza è che almeno avete imparato a usare il tasto segnala di Facebook: dopo Cazzimbocchio Allo Spiedo (come riferito qua), è la volta di Giada Pamplona. Qualche ora fa hanno bannato pure Gomez Palazzo, per aver postato questa immagine nel nostro gruppo chiuso (non abbastanza) non ufficiale di Fb, ma quelli sono stati i soliti novocarnisti in divisa della domenica passata alla stazione Centrale facendo upskirt (occhio che è un reato, coglioni).
Dovremmo dire di questa roba qua, apparsa nel momento in cui giuravamo che il clima in redazione non era mai stato dei migliori. Di nuovo: la nausea. Verde non si scinde e chi ci prova è destinato a essere schiacciato violentemente e dolorosamente. Per il momento segniamo i nomi, dopo Firenze rivista (dal 20 settembre, qua il programma in via di definizione) ce ne occuperemo alla vecchia maniera cinese che tanto amiamo e così speriamo di voi.
Donny Bilancia è un coglione e tanto basterebbe. Ma il grafomane di turno decise all’epoca di inviarci pure una lettera di presentazione, che testé riportiamo: “Oh Verdi! Grulli! Mi fate ridere guaglioncelli. Io scrivo dinamite purissima! Partecipo a questa cagata di concorsino per troll perché dal vivo sono trollone, faccio un sacco di baraonda, frequento il bar onda, per dire la coerenza mia guaglioncelli. Allora: tutti i mafiosetti di rivistelle e cagatielle mi boikottano ma scrivo roba di generi inventati da me meglio di tutti. Solo d’arrigo forse solo ai livelli di ciò che faccio ma sapete che lui è mooooorttoooo?!? io vivissimo invece. vI SPIACE? Sono amico di Alfredo Laurenzi e Helena Morselli. Ho scritto un saggio su D’Arrigo e pubblicato su Alfabeta e Alias. Sono allievo di Bifo e ascolto bossanova. Queste notizie sono per bio seria se servisse. Troll, ma con costrutto e serietà all’occorrenza. L’inquieto è una merda, non fate i carini con loro. Mi hanno rifiutato una canzone, sì sono trovatore e compongo pure in d’oc e provenzale. Ciao. Con stima. Donny Bilancia, questo è il mio nome, il mio stile dovete ricordarvi di me guaglioncelli. Ciao, di nuovo”.
Il futuro (wow oppure no) dopo la lavatrice è il titolo più demente che si sia mai sentito. Ma tranquilli: il racconto è molto peggio. Non capiremo mai cosa vi spinge a rendervi talmente ridicoli, ma vi preghiamo di continuare: Ramses è depresso, ha bisogno di circenses.
Per fortuna venerdì ci sarà Simone Sauza (sì, “quello” del collettivo anarco-satanista “Bierde Societas”. Problemi?).
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Storia di tre fratelli

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Nicolò Marchi, Human Flow

“Fioccano” (irony mode on) segnalazioni e recensioni del Vocabolario minimo delle parole inventate, la radiografia del meglio coevo della litweb antologizzata da Luca Marinelli per Wojtek (la trovate qui). Raffaele Mozzillo su Una banda di cefali (qua), Luca Romano sull’Huffington Post (qua), Salvatore Toscano sul Primo amore (qua) e buon ultimo il lusinghiero Martin Hofer su Flanerì: “Ventidue racconti per ventidue parole inventate. Non un divertissement, ma un progetto di re-invenzione del linguaggio a partire dal caos premeditato di un non-vocabolario che spazia fra stili, generi e modi differenti di intendere la scrittura.” Riprenderemo a portare in giro l’antologia a settembre: dal 20 al 22 saremo a Firenzerivista (diverse sorpresicchie in arrivo), a ottobre a Bologna e poi di nuovo a Roma, in attesa che Tony Vena ci inviti a Palermo (UE TONY HAI CAPITO).
Il racconto di oggi (irony mode off). Non un vero e proprio esordio, in quanto Gianluca Liguori (lo conoscete tutti e se non lo conoscete ripassate) era già apparso in un vecchi(ssim)o numero di un nostro cartaceo (gennaio 2013, qua e qua). Storia di tre fratelli è una riscrittura urbana e gentifricante della famigerata fiaba tradizionale, in giro da due secoli o forse più in ogni tipo di salsa, ma la versione di Gianluca ci sembra aggiungere qualcosa alla storia che tutti voi sapete. Noi l’abbiamo accolta con entusiasmo (come questa conversazione su Minima&Moralia) e così speriamo di voi.
L’illustrazione è di Nicolò Marchi. Ciao, buon fine settimana, lunedì torneranno i racconti di SUS#2, vi aspettiamo.
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Animal Tropical #3: Blu + Nude Beach

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Nicolò MarchiUntitled Architecture

È successo mercoledì 12 giugno al Sabor Cubano di Firenze: i nostri amici Mighty Morphin Ur-Schenicchia si sono assemblati per leggere un ciclo di letture calienti dal titolo Animal Tropical. Noi che c’entriamo? Be’ noi stiamo pubblicano quei racconticchi, uno per mercoledì (in realtà Francesca Corpaci la settimana scorsa si è presentata con una poesia ma noi abbiamo fatto finta di niente perché le vogliamo bene). Ma oggi vogliamo rovinarci, eh sì, perché tocca all’impavido sceneggiatore dei vostri sogni bagnaticci Matthew Licht, con ben due racconti, avete sentito bene due: Blue + Nude Beach.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi

Comunque non è detto che il ciclo Animal Tropical venga pubblicato al completo: purtroppo in redazione tira un’aria strana. Ieri sera alla libreria Tomo, Ramses II, Marinelli e i loro piccoli seguaci si sono riuniti per l’anteprima del numero 10 di effe a cui, oltre a Verde, hanno partecipato CrapulaClub (sigh), L’Inquieto, Cadillac Magazine, Colla, retabloid, Tina e Marco Drago (altro che Avengers). Insomma una serata pazzesca, secondo le testimonianze, e tuttavia una serata a cui mancavano Quaranta e Frau, le due colonne portanti di codesta redazione. E già qualcuno comincia a mormorare (di nuovo) la parola “scissione”…

Altro annuncio: dal 20 al 22 settembre si terrà la quinta edizione di Firenze Rivista. Siamo orgogliosi di annunciare che quei pazzarielli di Wojtek Edizioni “adotteranno” Verde (leggere: i superstiti di Verde) secondo la nuova formula del festival, principalmente per non perdere ai tornei di calcetto che seguiranno gli incontri letterari. Preparate i biglietti del treno perché ci sarà da robbantare non poco!

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Barbette – Un mistero editoriale #1: Mangiava davvero

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Un giovanissimo Simon G. Helly (unica foto esistente dell’autore)

Dopo le polemichette degli ultimi giorni torniamo a fare rivista. Noi a Firenze c’eravamo, ma da cinici pavidi opportunisti quali siamo, non ci schiereremo. O meglio, la questione raggiunge un quadro di complessità ascrivibile al miglior Luca Marinelli di Verde Matematico: dato un sistema in cui la nostra satira che rassomiglia sempre più a sfottò fascistoide sta alla nostra acquisita appartenenza fiorentina, di chi siamo più amici? Di quelli di Crapula Club o del MSI RSI NSI? Nei prossimi giorni lanceremo un sondaggio ultimativo e chiarificatore sulla nostra pagina Facebook, in queste ore sotto indecoroso attacco fascista (qui e qui) di forze oscure e minacciose che non ci piegheranno (mentre scriviamo queste poche righe, venerdì 28 settembre 2018 ore 21, Luca Marinelli è fuori da Facebook segnalato per nome falso da un individuo disgustoso che si fa chiamare John Smith. Vi invitiamo a fare buon uso della funzione Segnala di Facebook).
Tanto era dovuto. Viva Michele Vaccari. E auguri Tony Vena.
Un anno fa aprivamo la terza stagione della seconda vita editoriale di Verde con la prima parte de I manieristi, il racconto incompiuto di Raimondo Maniero che serviva a introdurre il tema principale della annata 2017/2018 (la migliore per molti di noi qui in redazione): LE SCENICCHIE.
Tanto ha in comune Raimondo Maniero con Simon G.Helly, l’autore di una lunga saga thriller che esordisce oggi sulle nostre pagine e ci fregiamo di ospitare. Simon G. Helly è una vecchia conoscenza di Verde: lo abbiamo già letto qui, qui e qui, ma il riserbo attorno alla sua figura è totale. Basterà dire che praticamente non abbiamo notizie della sua vita, così come non esistono sue fotografie, fatta eccezione di quella che vedete quassù. Barbette – un mistero editoriale è un ambizioso feuilleton che punta il dito contro il sistema editoriale italiano (Helly è nato in America, ma da anni vive a Roma). L’autore, come al suo solito, lo fa in modo ironico, ma senza l’aplomb angolosassone (degli inglesi, ça va sans dire). Ogni tanto ci va insomma giù duro. Il Barbetta, protagonista della storia, rappresenta infatti il tipico scrittore/intellettuale (leggasi anche al contrario) all’italiana del secolo nuovo: un rivoluzionario che ama specchiarsi, narcisista fino al midollo e incapace di resistere alle sirene dell’adulazione (in tempi di social network, poi, manco a dirlo). Questa sua attitudine, vista attraverso la lente un po’ distorta di un protagonista (la voce narrante) incompreso e avvelenato contro il sistema, costerà cara al Barbetta, trovato morto in mezzo ai suoi preziosissimi libri. Chi è l’assassino? Questo, naturalmente, spetterà a voi lettori scoprirlo.
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