Il nuovo vicino di casa

In quasi cinque anni Paolo Gamerro ha scritto per Verde 27 racconti. Qui in redazione ci dividiamo tra fanatici della Mangrovia e fedelissimi del Paolo Casual, ma un racconto mette d’accordo tutti, Il vicino di casa (qui), autentico classico e pietra miliare della nostra rivista. Immaginerete dunque come abbiamo accolto Il nuovo vicino di casa, illustrato inevitabilmente da E/P VI VI VI. Chi sono i mostri? Che cos’è il male? Fa ridere Camera Cafè? E lei signora, che cazzo sta dicendo? Lo scenario è fosco, le domande senza risposta sono troppe, l’unica certezza è che di nuovo lunedì, ma noi possiamo farcela. Buon inizio di settimana.
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I manieristi (2/1): L’abisso è una distesa viscosa

Prosegue la pubblicazione del racconto lungo o romanzo breve, unica certezza: incompiuto, del riservatissimo Raimondo Maniero, talmente tale che di lui nemmeno uno straccio di biografia. Ma se la biografia non è che la scrittura di una vita, forse che questi stralci assolvono allo scopo? Bella domanda, come ogni bella domanda destinata a non trovare risposta? Bella domanda pure questa, destinata pure questa come ogni bella domanda ecc ecc. I manieristi intanto cambia registro (e pure numerazione): da settembre a dicembre, passando per qui, qui, qui, qui, qui (questione link: li disseminiamo senza parsimonia in questi brevi redazionali, voi non li aprite, noi lo sappiamo e continuiamo a spargerli. Dice: 1. Perché? 2. Non avete scorto l’articolo del Post sullo studio del New York Times che spiega come i troppi link dissuadono la lettura online? 1. No 2. È un tic – o viceversa), abbiamo letto la prima parte (quella cazzona), da questo momento l’oscurità detona, il dramma si manifesta e non c’è più un cazzo da ridere (se mai prima). “Qualcosa di quelle ombre che non coglievamo rimaneva impigliato nel filtro dell’apparenza. Calamità soprannaturali, cospirazioni invisibili, altre forme di vita: erano le spiegazioni meno razionali e più improbabili che andavo ricercando. Quel filtro andava scandagliato. Dovevo farlo.”
L’illustrazione è di E/P VI VI VI, che ci invita a disegnare come viviamo. Non sarebbe magnifico?
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Natale a San Frediano

Cari di Verde rivista,
ho scoperto che mia moglie, diplomata magistrale ante a.s. 2001/2002 e da due anni insegnante di scuola primaria a Siena in virtù di sentenza 1973/2015 del Consiglio di Stato, rischia adesso il licenziamento dopo la decisione negativa della Adunanza Plenaria infiltrata, leggo in giro, da sodali del Giglio Magico, toscani e non (qualcuno ha mai detto i toscani hanno devastato questo paese?). Scopro inoltre che la mia amante, una imprenditrice maltese (ma nata a Lucca) che da dieci anni contribuisce al mio tenore di vita in cambio di prestazioni sessuali telefoniche e occasionalmente manuali, non ha più un soldo a causa del crollo del valore dei bitcoin. Incidentalmente, ho inoltre scoperto che mia moglie ha scoperto della mia amante.
Da giorni allora mi chiedo: se la Lega Nord ha già promesso che risolverà nella prossima legislatura la questione dei diplomati magistrale, quale partito, non necessariamente toscano, rappresenterà le ragioni dei minatori bitcoin? Per tenere viva quale delle due cause dovrei lottare?
Infine: dopo aver letto il meraviglioso libricino di Haiku fatto dai seppure toscani bravi ragazzi di In fuga dalla Bocciofila, ieri notte ho rivisto Rope e adesso un orribile dilemma mi attanaglia: forse che a 44’22” Hitchcock scavalla il campo?
Vi chiedo: esiste uno Shazam per stabilire le priorità?
I.F.

Caro I.F.
in quanto blog satellite che da sempre e con orgoglio contribuisce all’audience di MEDICITALIA.IT, sospendiamo il giudizio e partecipiamo con empatia a quanto ci scrive. Il Dottor Quaranta nota che dalla sua lettera emerge una sofferenza molto lucida e pragmatica, non ruminata secondo il Dottor Marinelli ma, suggerisce il Dottor Frau, ribaltata a tratti su di sé. Il Dottor D’Antuono ha una domanda per lei: ha mai pensato che se esistesse uno Shazam per stabilire le priorità dovrebbe esistere anche un pre-Shazam per stabilire che lo Shazam per stabilire le priorità è esso stesso una priorità? O più semplicemente, suggerisce il Dottor Gamerro, un ombrello?
Il Dottor Motta le consiglia di tenere a bada l’alimentazione e i pensieri ostili nei confronti dei seppur toscani toscani (“e se lo Shazam che lei vuole”, si domanda provocatoriamente, “fosse sviluppato da una start up del Mugello? O peggio ancora di Arezzo? Ci ha mai pensato?”) e le augura di passare una serena giornata di festa leggendo Natale a San Frediano di Giovanni Del Giudice, toscano lui medesimo (“sono nato a Firenze l’anno in cui è uscito The Lamb lies down on Broadway, il 1975. Ho fatto tante cose, soprattutto intorno alla musica e alla creazione di eventi. Oggi per vivere e mantenere la mia famiglia insegno lingua e cultura italiana in un’università americana e suono samba. Ho pubblicato due dischi – Essenza, Hermann house, 1999 e Il Silenzio del Mare, Il primo giorno, 2012. Scrivo canzoni da circa cinque lustri, ma ho sempre tenuto celate le prose che nel corso degli anni ho disorganicamente vergato. Adesso è tempo di fare ordine, anche perché non mi riesce più di scrivere canzoni).
Restiamo in ascolto.
(L’illustrazione è della incredibilmente non toscana E/P VI VI VI. Vahia, citrulli, bone feste da tutta la redazione!)

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I manieristi (1/7): Raimondo Maniero è un altro

Raimondo Maniero è un altro e se Karl, Louis e Vinz si risvegliano manieristi non è certo per colpa loro, ma nostra, che stiamo pubblicando dal primo settembre, settimanalmente, quando ci pare, adesso forse una volta al mese, i migliori estratti di un racconto lungo o romanzo breve pacatamente incompiuto.  A essere finito è il 2017 intanto: Pierluca D’Antuono e Francesco Quaranta hanno deciso di chiudere il nostro blog fino all’8 gennaio, e allora torneremo (quest’anno niente oroscopi ma liste ombelicali). Andrea Frau l’ha presa male (ha un inedito sbrilluccicante che voleva farvi leggere subito e invece aspettare), Luca Marinelli è a Bologna, ha disegnato una svastica in centro ma non era per litigare (né per scherzo), Paolo Gamerro ha ricominciato a scrivere (qualcuno ha detto terzo romanzo?), Vinicio Motta organizza reading verdi in Lombardia, Deadtamag0tchi, lei medesima, è un’altra (E/P VI VI VI). Auguri gente, questo non è un revival situazionista, ma un canale di gronda dal segno invertito (qualsiasi cosa voglia dire) (se passate qui lunedì 25 vi facciamo un regalo).
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Il film più bello della storia del cinema #4: Il tocco della medusa

Detto che Pierluca D’Antuono non va al cinema dal 1985, detto che lo schema che qua si diceva era una cosiddetta trilogia dell’eroina (parte uno e due), detto che gli appartamenti di Via Pescara in Roma non sono male ma non ristrutturati, Il tocco della medusa è Il film più bello della storia del cinema da vedere una domenica di novembre due ore prima di morire (nessuna traccia di L).
L’illustrazione è di E/P VI VI VI (anche qui). E dire che ci sembrava lei. Che diavolo sta succedendo?
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I manieristi (1/6): Ritorno al realismo

I tre ex-blogger e scrittori mancati Karl, Louis e Vinz cercano riparo nella cricca editoriale romana, ma incontrano soltanto un poeta mui caliente sudamericano che dà loro dei Fascisti de mierda. Così, spiando Emmanuel Carrère, decidono di fingersi Raimondo Maniero, “il meno noto tra i minori ignoti”.
Sesta puntata de I manieristi (ormai quasi mensile), l’illustrazione è di DeadTamag0tchi. Ciao, a lunedì (torna lui, non mancate).

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Il film più bello della storia del cinema #3: Tunnel

Il film più bello di Massimo Pirri è Italia: Ultimo Atto? – indeed – ma per il terzo episodio de Il film più tossico della storia del cinema Pierluca D’Antuono ha scelto il prescindibile (solo per completisti) Tunnel aka Eroina (abbiamo uno schema), “da vedere a Roma o Milano, tra un incontro clandestino di omogeneizzazione e il casting di Helmut Berger e Corinne Clery”. Su In fuga dalla Bocciofila.
L’illustrazione è di Deadtamag0tchi.
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I manieristi (1/5): La parrucca di Marilyn

“Gentile redazione,
seguo con attenzione la vostra rivista e apprezzo il lavoro che fate, ma sono costretto a valutare la vostra pagina Facebook con sole 4 stelle su 5. Il motivo è che non mi è chiara la periodicità de I manieristi di Raimondo Maniero: venerdì 1 settembre avete pubblicato la prima puntata, venerdì 8 settembre niente, venerdì 15 settembre la seconda, venerdì 22 settembre la terza, venerdì 29 settembre la quarta; poi, più nulla.
Ho due domande: continuerete a farci leggere quando vi pare le avventure di Karl, Louis e Vinz? Le illustrazioni saranno sempre di DeadTamag0tchi?”
(Gentile lettore,
sì.
Cordialmente) Continua a leggere

I manieristi (1/4): Fascisti de mierda!

Da quando abbiamo dismesso GATTINI, i nostri venerdì sono più vuoti e tristi. D’altra parte “scrivere non è un lavoro, scrivere non è un contagio. Scrivere non è magico. Scrivere non è poetico. Scrivere è un metodo. Scrivere è disciplina. Scrivere è sobrietà.” Parole di Raimondo Maniero, mica Tommaso Madras o Losito Cayetano. Parole che cantano su carta intestata Verde, e no, il titolo non è Il lavoro morbilita l’uomo, ma I manieristi. Perché la scrittura è una cosa seria e soprattutto sobria, la LETTERATURA™ non è un ricovero per narcisisti allo specchio e disadattati di ogni risma (fun fact: lo sapevate che per pubblicare su Verde è necessario scrivere ogni mattino, a stomaco vuoto, per almeno quattro ore filate ed è vietato scrivere su ogni cosa? Istruzioni qui) e alla fine della fiera della piccola e media editoria siamo dei cazzoni impenitenti e anche un po’ Fascisti de mierda (volevamo il fascio font ma lo abbiamo già fatto).
A settembre i nostri racconti sono stati illustrati da Cristiano Baricelli e Giulia Pex. A ottobre avremo il “bravino” Federico Bressani (cominciate ad ammirarlo). DeadTamag0tchi invece ci sarà sempre, in qualsiasi momento, soprattutto il venerdì certo, ma in definitiva sempre.
Siamo su Instagram. Ve lo avevamo già detto? (e su Facebook?) (e su Twitter?)
La situazione ci sta sfuggendo di mano. Lunedì torna Paolo. Ciao, buon fine settimana.
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Il film più bello della storia del cinema #2: L’Imperatore di Roma

Pierluca D’Antuono ha scritto una lettera piena di domande agli imperatori di Roma Nico D’Alessandria e Gerry Sperandini: esiste un canone, o è forse un filone, che lega i minori in debito pasoliniano? È un cinema periferico o è Roma una immensa periferia? L’eroina è un MacGuffin e Battisti è il suo profeta o ogni cosa suona bene con Battisti? Ci costringeremo per sempre a scegliere tra Caligari e D’Alessandria? Biagio Antonacci, anche lui a San Patrignano, lo sapevi? Gerry è pazzo, posso chiamarti Ago? Eccetera eccetera, nella seconda puntata de Il film più bello della storia del cinema, naturalmente su In fuga dalla bocciofila.
L’illustrazione è di DeadTamag0tchi.
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