La Letteratura Pazzesca su minima&moralia

L’8 dicembre scorso il serio critico Luca Romano (nomen omen) che ringraziamo, giammai irretito dalla chimera del GRI, ha scoperto La Congiura Sacra, Nuova Edizione e il NOVO! PAZZESCO! ROMANO! di Crapula Club+Verde Rivista+Alessio Mosca. Ne parla qui su minima&moralia. Nulla da eccepire, eccetto il solito refusetto (D’Antuono).
A tutte e a tutti: dopo aver letto l’articolo di Luca Romano, potete decidere se ordinare o meno una copia de La Letteratura Pazzesca in Italia all’indirizzo verderivista@gmail.com (5 euro spese di spedizione incluse):

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Final

Cari amici, l’editoriale che state per leggere è probabilmente il più lungo e sicuramente il più importante della storia di Verde. Le cose stanno per prendere un’altra piega e una nuova fase nella storia della vostra rivista preferita sta per avere inizio. Ma andiamo con ordine.
Il 2018 è stato un anno cruciale: per un mese intero abbiamo tenuto la litweb con il fiato sospeso evitando una chiusura che sembrava certa e costringendo la nostra piccola scena (praticamente una scenicchia) a discutere animatamente dell’ontologia del nostro fare editoria libera e indipendente; abbiamo lanciato le due più belle penne attualmente in attività nella litosfera; abbiamo perso per strada altri due redattori (siamo rimasti in quattro); abbiamo sperimentato con successo un nuovo modo di stare online e nei salotti delle lettere (la temutissima LITWRESTLING che tanti pensieri dà ad amici e non); abbiamo fondato una nuova tendenza letteraria che farà scuola e il primo collettivo LIT-TRAP italiano; abbiamo messo in chiaro ai tanti patetici odiatori incel-insel pazzi che respingeremo con fermezza le malevole forze del social caos eversivo e sovranista; abbiamo chiuso l’anno con l’ormai memorabile prima edizione di Scenicchia una sega (che diventerà un festival itinerante, siamo già al lavoro sulla seconda edizione che si terrà in tarda primavera a Firenze); siamo tornati a stampare su carta. Per gli amanti dei numeri: abbiamo fatto esordire sulle nostre pagine 55 tra autrici e autori (una media di più di uno a settimana: niente male ma nel 2019 abbiamo intenzione di migliorarci, solo a gennaio avremo sette prime volte), i nostri racconti sono stati letti il 75% in più rispetto al 2017 e i nostri lettori sono aumentati dell’84%.
Di liste ne avrete ormai fin sopra ai capelli, noi vi rimandiamo a quella di Tony Guru De Vivo (la meno peggio, nonostante i pochi racconti verdi) e ci limitiamo a elencare i nostri dieci racconti più letti del 2018. La prima posizione è francamente inspiegabile, il dominio di Sergio Gilles Lacavalla invece no:

Il porcile di Zonno
amoR di Sergio Gilles Lacavalla
Ascenseur pour l’échafaud #4: Sarah Kane di Sergio Gilles Lacavalla
Ascenseur pour l’échafaud #5: Robert Mapplethorpe di Sergio Gilles Lacavalla
Ascenseur pour l’échafaud #3: Egon Schiele di Sergio Gilles Lacavalla
Ricette di Stefano Felici
Storpio Rising di Stefano Felici
Isole di Marta Viazzoli
Orsetti lavatori di Alfredo Palomba
La gigantessa di Alessio Mosca

Adesso, però, i fatti. Da maggio scorso, lo sapete, la redazione di Verde ha ottenuto maggiore collegialità nella gestione del blog e nella definizione della linea editoriale e una suddivisione più attenta e ragionata delle mansioni e degli incarichi interni. Sette mesi di sperimentazione più tardi, i risultati hanno superato ogni aspettativa e oggi possiamo dire che questo modello funziona.
Dopo l’8 dicembre d’altronde, qualcosa di importante sta avendo luogo attorno alla nostra rivista e a quella che con i sodali di Crapula Club abbiamo chiamato la Congiura della Nuova Edizione, e nuovi orizzonti si impongono fatali.
Ieri notte la parte della nostra redazione più resistente ai cambiamenti ha lanciato sulla nostra pagina Facebook un sondaggio consultivo nella speranza di irretire il nostro pubblico, ma il dado è tratto: dalla mezzanotte del 7 gennaio 2019 Pierluca D’Antuono non è più il nostro Commissario, ma è ufficialmente nominato Ramses I Faraone di Verde e del NOVO! PAZZESCO! ROMANO! Contestualmente, la redazione ha deciso di abolire dall’organigramma della rivista la carica di Commissario.
Da questo momento a capo della redazione siede Andrea Frau, che assume il titolo di Capitano, coadiuvato dal suo nuovo-vice Francesco Quaranta.
I mutati assetti permettono a Luca Marinelli di rientrare a pieno titolo nella redazione come curatore e capo-editor.
Il Capitano si impegna da subito a garantire una transizione pacifica e in piena continuità con la passata gestione.
Lunedì 14 gennaio 2019 Andrea Frau rilascerà la sua prima dichiarazione ufficiale qui sul blog.
Che cosa farà adesso l’ex Commissario Ramses è presto detto: si dedicherà alla scuola e agli affetti, si occuperà dell’edizione cartacea di Verde, dell’organizzazione itinerante degli Scenicchia una sega e, insieme ad Alfredo Zucchi, di Nuova Edizione (ci sono novità importanti, ne parleremo presto). Insieme alla redazione, è già inoltre al lavoro per il lancio di un importante progetto che vedrà la luce nelle prossime settimane.
Il Faraone considera l’autrice che pubblichiamo oggi il suo personale lascito morale e, aggiungiamo noi, una bomba pazzesca: Lucia Carelli è nata il 1 gennaio 2000 a Buenos Aires. Figlia di Luca Carelli e di Domiziana Rivera, sorella di Luciano, ha scritto racconti per Lettere e Pugni, Raskol’nikovia, Videla Club e ha disegnato le copertine della rivista romana L’Alcide.
Nel 2018 insieme a Nina Uranio e Paolo Vagherese ha fondato a Rosario la rivista neodistruzionista “Más Mal”.
Ha pubblicato il romanzo “El caballo que mató a Roberto Bolaño” (Ficción 2017), inedito in Italia.
Con Final, un lungo imperfetto esiziale e magmatico racconto che sembra scritto da un Paul Thomas Anderson altezza Magnolia in soggettiva meno ombelicale e molto più incisivo e cattivo (sebbene Lucia ci tenga a chiarire che prima della nostra suggestione non aveva mai visto il film che considera, testualmente, “una pre-coglionata derivativa e proto-machista”) è per la prima volta su Verde. L’illustrazione di Laura Fortin è tratta dal progetto All Melody.
“Le cose cambiano, le cose restano uguali”, è stato il commento a caldo di Francesco Quaranta all’indomani della sofferta ma inevitabile decisione del nostro fondatore. Ci sembra il modo migliore per salutarci e rassicurarvi: Verde entra oggi nel suo ottavo anno editoriale. Superata la crisi dei sette, nulla può più fermarci. Lunga vita al Capitano, lunga vita al Faraone, viva la redazione, onore e gloria alla nuova Verde!
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Barbette – Un mistero editoriale #3: Il titolo è sempre un affare difficile

Scenicchia una sega #1? Praticamente un disastro. Parliamoci chiaro, ragazzi: è stato un fallimento, l’insuccesso più grande della storia di Verde. Una pazzesca presentazione litwrestling A colpo sicuro con Santa Zando, più di due ore di reading, tre ore di dj set trap, almeno 200 persone convenute e il risultato? Non avete capito un cazzo.
Ci si è messo pure l’amico Vanni (comunque un amico) con questo post a intorbidar l’acqua chiara e nientificare le nostre intenzioni.
Riavvolgiamo il nastro. Scenicchia una sega #1 sottotitolato for dummies.
Cari ragazzi, l’8 dicembre abbiamo presentato uno speciale numero cartaceo redatto da Crapula Club e Verde e intitolato La Letteratura pazzesca in Italia Nuova Edizione 2018.
Cosa non è: un elenco delle riviste litweb indirizzato agli autori esordienti per districarsi nella selva oscura della neolitweb postmillenials italiana. L’unico ad averlo capito? Luca Romano (nomen omen). Manifesto letterario, ragazzi. È abbastanza chiaro?
Se avete esultato per la segnalazione della vostra rivistina: ordinate una o più copie della pubblicazione all’indirizzo verderivista@gmail.com e tenetevi pronti a cancellare i post di giubilo che hanno ingolfato per giorni le nostre bolle social.
Se avete rosicato per la mancata segnalazione della vostra rivistona: ordinate una o più copie della pubblicazione all’indirizzo verderivista@gmail.com e tenetevi pronti a ringraziarci.
In ogni caso: La letteratura pazzesca in Italia non è stata pensata per essere distribuita gratuitamente, costa 3 euro a copia (come correttamente segnalato sul banchino dello Sparwasser, ma tant’è) e vi invitiamo a ordinarla all’indirizzo verderivista@gmail.com. Chi prenoterà dieci o più copie riceverà in regalo la collezione completa del cartaceo di Verde 2012-2014 (26 numeri, scusate se sono pochi).
Tutti gli altri: non fatevi vedere in giro.
Tanto era dovuto. E adesso a noi.

C’è un nuovo Faraone in città. Il praticamente coglione del giorno? Ce lo abbiamo. Siamo a dicembre ed è già tempo di liste. Detto che gli elenchi del meglio di ci fanno OVVOVE (lo spiegavamo qui per poi contraddirci qui), vi segnaliamo un post del solito Tony De Vivo, da cui si deduce che il miglior raccontista litweb del 2018 è stato Alessio Mosca (nostra vecchia scoperta e co-estensore di LPiI), la migliore rivista resta L’Inquieto e la migliore pubblicazione dell’anno è Guida 42 numero 2.
I cinque migliori racconti 2018 di Verde? Di Felici, Lacavalla, Marinelli, Mosca e Costamagna (online il 21 dicembre). Lo ha deciso Ramses, non la redazione, che se crederà si esprimerà nelle prossime ore. Nel dubbio attendiamo il listone di Modestina Cedola.
Un anno fa di questi tempi pubblicavamo Raimondo Maniero. Simon G. Helly è l’autore più vicino all’Insel™ di maggiore talento giustamente non emerso. Barbette, l’ambizioso feuilleton noir thriller che punta il dito contro il sistema editoriale italiano, è alla terza puntata (qui le precedenti). L’illustrazione è di Paolo Massagli, a noi piace da matti e così speriamo di voi.
La Nuova Carne non è finita nella Letteratura Pazzesca in Italia perché non la leggiamo, ma merita comunque una segnalazione per la naïveté d’altri tempi che ci fa sentire cinici e vecchi. Avanti così, ragazzi.
Domani il terzo episodio de La saga delle sagome, altra roba pazzesca che meriterebbe di stare in ogni lista. Mercoledì un esordio importante, venerdì Novo Pazzesco Romano. Da lunedì 24 tornano le A colpo Sicuro di Verde e il 25 un regalo pazzesco per il nostro amato pubblico.
L’antifona è: continuate a seguirci e tirate fuori i tre euro che ci dovete.
Ciao, buona domenica, in poverty & litwrestling (soprattutto poverty).
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La Letteratura Pazzesca in Italia (Nuova Edizione 2018)

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La Letteratura Pazzesca in Italia, Nuova Edizione 2018

Fervono i preparativi finali per Scenicchia una sega #1 (PRATICAMENTE UN FESTIVAL), l’evento choccante dell’anno organizzato da Crapula Club e Verde con cui questa sera daremo la stura definitiva alla millenaria rivalità Firenze-resto del mondo, cancelleremo la S-WORD dal vocabolario della neolitweb post-millennials e vareremo il NOVO PAZZESCO ROMANO. Cosa succederà tra poche ore è presto detto: alle 20:30 presenteremo l’antologia Anatomè (Ensemble Edizioni 2018) insieme al curatore Andrea Zandomeneghi, all’autrice Erika Nannini e agli autori Luca Mignola e Alfredo Zucchi; dalle 22 letture ad alta voce con microfono aperto (massimo 10 minuti, un testo tuo meglio se inedito e uno altrui meglio se non di tuo cugino poeta EAP) e poi: LO SCENICCHIOMETRO, il pazzesco concorso a premi con in palio ai primi tre classificati volumi di prestigio riconducibili al milieu della scenicchia; l’elezione di MISTER SCENICCHIA (in lizza: Simone Lisi, Dario De Cristofaro, Francesco D’Isa); i pazzeschi DJ set di DJ PAZZESCO e DJ KANT’OX.
Ma il momento topico della serata sarà il debutto dell’incredibile numero cartaceo confezionato in inter-redazione Crapula/Verde con l’apporto esclusivo di Alessio Mosca. La pubblicazione contiene un editoriale firmato dal Commissario Pierluca D’Antuono e da Herr Alfredo Zucchi, una lista incompleta e mobile della Letteratura Pazzesca in Italia (Nuova Edizione 2018), un racconto inedito di Simone Lisi e l’anteprima memetica del numero 1 di Rivista Pazzesca.
Vi aspettiamo dalle 20:30 allo Sparwasser, in Via del Pigneto 215 a Roma. Ingresso gratuito con tessera Arci.
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Precipizialità (Anatomè 2018)

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Praticamente una delle feste. LA festa, invece, è qui

Amiche e amici crapuliani e non, il testo che leggiamo oggi è un estratto da Precipizialità, il racconto di Andrea Zandomeneghi contenuto in Anatomè – Dissezioni narrative, a cura di Antonio Russo de Vivo e Andrea Zandomeneghi, uscito a ottobre 2018 per i tipi di Ensemble edizioni (la trovate qui, qui invece una bella segnalazione del volume). Presenteremo l’antologia sabato 8 dicembre alle 20:30 allo Sparwasser, a Roma: saranno con noi Luca “El Miño Maravilla” Mignola, Erika “Amerika” Nannini, Alfredo “The Boss” Zucchi e Luca “Er Cane Malefico” Marinelli (ci stiamo lavorando).
Nell’immagine: una delle feste che si terranno a Roma sabato 8 dicembre 2018. Alle 20:30 invece, comincerà Scenicchia una Sega #1 – Praticamente un festival, LA festa evento dell’anno e unica in cui troverete torte salate, combattimenti tra cavalli e un numero speciale stampato in tiratura limitata ad hoc (Verde torna al cartaceo). È abbastanza chiaro? (Ci siamo capiti).
Buona lettura.

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Aponia

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Demerzelev – Pasolini intervista Ungaretti: Che cos’è un meme? #6

Ieri sulla nostra pagina Facebook si è parlato a lungo de “Il vi[tali]zio di Solange”, il terzo romanzo di Andrea Frau che leggeremo (forse) a maggio edito dalla più importante casa editrice fiorentina (o di Orbetello, se preferite).
La trama? Avvincente.
Il 25 aprile 2018 Paolo Bucinelli, in arte Solange, ha compiuto 66 anni. Le sfarzose celebrazioni con amici, parenti e fan non mettono di buon umore il famoso sensitivo, attore, cantante e conduttore, che ha un sogno inconfessato nel cassetto: tornare indietro nel tempo per poter leggere la mano del defunto Marco Pannella.
A mezzanotte Solange è pronto a stappare una bottiglia magnum di Joyau de France quando il suo cellulare vibra: una voce misteriosa gli annuncia che una macchina del tempo in Via della Panetteria è pronta a esaudire il suo desiderio, a patto che…
Solange si ritrova nella casa di Pannella il 18 maggio 2016, il giorno prima della morte dell’indimenticato leader radicale non violento transnazionale liberale e liberista. Scoprirà leggendogli la mano che Nuova Teramo, la capitale degli Stati Uniti d’Europa 5.0, verrà distrutta il 31 dicembre 3016 dai carri armati dell’Unione delle Repubbliche Sovraniste Salviniane. L’unica possibilità di salvare il sogno spinelliano di una Europa democratica, unita e federale è di convincere Marco Cappato e Maurizio Turco ad accompagnare Giacinto in Svizzera per poterlo ibernare.
Solange è pronto, ma la voce misteriosa tornerà insistentemente a minacciarlo e reclamare la funesta condizione del patto…

Riuscirà Paolo Bucinelli a fare dimenticare gli esiti disastrosi dei primi due romanzi di Frau? Non ne dubitiamo: Andrea ha definitivamente capito che sci-fi è il suo secondo nome – o il terzo, se siete fan del Tabagista – e non perde occasione di ricordarlo a noi altri realisti capitalisti. Prendi a esempio Aponia, seguito di questo bel racconto pubblicato sul nostro litblog preferito. Che cazzo vorrà poi dire Aponia? Desumetelo pure dal testo.
Che bella sarebbe un’antologia di parole inventate, un piccolo dizionario essenziale futuribile ma rigorosamente non fantastico? Curatori in ascolto: non ci provate, l’idea è già stata brevettata da Luca Marinelli (seguiranno dettagli).

È lunedì, il nostro giorno preferito come dicevamo qui. Il meme è offerto da Demerzelev. Buon inizio di settimana gente, mercoledì Scenicchia Full Showcase, venerdì Barbette, nei prossimi giorni vi aggiorneremo sull’operazione “Un troll in rivista”, “Rivista Parolaccia”, “Fake for Verde” o in qualsiasi altro modo vogliate chiamare le scaturigini dell’Affaire Pamplona (buona quella). Ciao bimbi, tuttyfrutty booom booom cica booom yeah.

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Piccioni

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Sylvie Contoz, 2 βoˈlaɲo

Eravamo nella chat whattsapp di Verde numero 9 con Jacopo Marocco, Andrea Zandomeneghi, Allegra Ice, GIANLUCA PAGLIARINI, Maurizio Donazzon, Sylvie Contoz, quelli di Crack Rivista, Antonia Varelli, Giuliano Pesce e Diletta Crudeli pronti a redigere una nuova puntata dell’ennesima polemichetta (qua la precedente), quando Emanuela Cocco ha lanciato l’infallibile hashtag #fatepacebro che ogni ci volta ci scioglie e ci disarma e insomma com’è e come non è, siamo tornati rivista. Ringraziamo Antonio De Vivo per il beau geste e passiamo avanti in attesa del prossimo dissing. A esempio: il pesantissimo attacco troll subito da Verde alcune settimane fa, quasi certamente un’imboscata di quel gran coglionazzo amico nostro di Lorenzo Vargas, in onore del quale, l’ultima volta, riaprimmo addirittura la nostra “mitica rubrica del venerdì“.
Piccioni è un bel verdacconto da incubo del suddetto cecchino amico, che nonostante il titolo (lo ha scelto Quaranta) vi invitiamo a leggere. D’accordo, è sabato mattina, ci avrete da fare o da dormire, ma cinque minuti tra uno scroll della vostra bolla e l’altro potete pure trovarli, no? Se poi non scrollate bolle il sabato mattina siete amici nostri (detto che noialtri siamo amici di tutti, anche dei nostri amici dediti al fuoco amico).
A proposito: alcune settimane fa arriva in redazione il racconto di una “nostra lettrice” che conosce molto bene la nostra storia e tra una citazione e l’altra ammicca a quella copertina del cartaceo di una vita fa (“trovato a Firenze” ovviamente) e alle defunte rubriche del venerdì.
Ci sono tre problemi: l’autrice è più che anonima, si presenta con uno pseudonimo ridicolo (sebbene il brano non lo sia); il racconto è molto lungo (40 mila battute da leggere e valutare sulla fiducia mentre ci sono almeno altri sessanta racconti che attendono, va bene che siamo rivista in quanto abbiamo una redazione ecc ma il tempo è tempo); il testo, una volta letto (sulla fiducia in quanto siamo rivista ecc) ci sembra un pazzesco e egomaniaco puzzle di stili e lingue di autori familiari: ci sono i tic aggettivali di Quaranta, i temi ossessivi di D’Antuono, l’immaginario oscuro di Carelli, il gusto parodistico di Frau, la levità yogica del Lisi, il grottesco disperato di Gamerro, le tinte rosa dell’ultimo Marinelli, le incertezze grammaticali e ortografiche di Felici.
Conclusione? Siamo all’autotrollaggio. Sospettati principali: Il Commissario, Marinelli, Lucia Ghirotti. Prossimi aggiornamenti: se e quando decideremo di pubblicarlo. Intanto, Grafico: batti un colpo.
Servono due Bolaño per una Brazilian Bum Bum Cream. Ce lo ha detto Sylvie Contoz. Lunedì un racconto pazzesco di una nostra vecchia scoperta che tutti ormai nella litweb davano per spacciato e invece. Saluti da Verde Rivista, dal 2012 rivista cartacea e poi online.
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Liminal Personae #7: Justin della foresta secca

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Sylvie Contoz tra cosmesi (litblog) ed editoria di qualità (rivista)

Neanche il tempo di dichiarare conclusa una guerra (con relativa sconfitta cocente che di certo non negheremo, ragazzi) ed ecco ariaprirsi un nuovo antichissimo fronte: il guru Antonio Russo de Vivo (sempre sia lodato) ci aridefinisce litblog, ma il paradigma cambia perché adesso ci incazziamo sul serio. Tony, amici di Crapula, gente tutta della litweb e delle scenicchie varie, lo volete capire che Verde Rivista perché Verde fa rivista? Non è abbastanza chiaro? Ci aspettiamo rettifica o smentita subitanea, in caso contrario siamo già pronti a fare un discreto casino (a margine: qualcuno ci spieghi perché Verde—>Litblog e TerraNullius—>rivista. Forse perché Luciano Funetta? A parte che Luciano è un amico, come la spieghi altrimenti? Eh, Antò? Suvvia, come dicono quelli).
Le ultime dalla litweb: la Regina recensisce Emanuela Cocco e noi siamo contenti. Sylvie Contoz contesa da litblog e rivista si dà agli uni, recensendo (positivamente, ovvio, non siamo mica su A colpo sicuro) l’amico Oricci, e agli altri con una nuova rubrica fotografica pazzesca: quanti libri di qualità fanno un Dior di qualità (e viceversa)? Ve lo domandate da una vita, nevvero? Adesso lo sapete.
Sono aumentati negli ultimi tempi gli arrivi di racconti firmati da pseudonimi totali, non si presentano neanche più in email. Detto che a tre quarti della redazione sbatte il cazzo se non ci dite come siete registrati all’anagrafe (non siamo mica pulotti, per dio), il questurino Francesco Quaranta ci tiene tanto a smarcarsi e a chiedervi i documenti, almeno nelle lettere di presentazione che accompagnate ai vostri capolavori. Fate come il Commissario, annuite con questa espressione qua, l’espressione beata di chi sta passando serenamente una cena tra pari, in compagnia degli amici di Terranullius Rivista (9 ottobre 2018, Libreria Tomo e Pizzeria Economica, San Lorenzo in Roma: capito, Antò?).
Tanto era dovuto. Le cose serie e importanti, adesso. È venerdì sera, torniamo a fare RIVISTA (ci abbiamo le rubriche, ci abbiamo gli illustratori, ci abbiamo gli editoriali e una redazione, facciamo reading ed eventi, pubblichiamo Marinelli e Mosca, siamo amici di tutti, ma poi che cazzo sarebbero i litblog?).
Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Justin della foresta seccail Piccolo Principe postmoderno, è il bel titolo della settima puntata (qui le precedenti) (Balena Bianca? Rivista?).
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Comunicato della redazione sui fatti del 20 agosto 2018

Ieri abbiamo subito una emorragia di lettori senza precedenti nella storia di Verde. Nel momento in cui scriviamo queste righe, lunedì 20 agosto 2018 alle ore 23:30, siamo a -17 (da 3445 di domenica 19 a 3428), ma il conto alla rovescia sembra destinato a proseguire. Pur non sopravvalutando un dato francamente trascurabile (stiamo pur sempre parlando di Facebook), siamo stupefatti. Nelle ultime settimane abbiamo continuato a fare rivista come di consueto, con entusiasmo, serietà, passione e, lasciatecelo dire, immutata qualità: non solo le nostre letture rapide con occhio allenato e esperto, ma anche la rubrica di S.H. Palmer, i racconti di Luca Marinelli, Jacopo Marocco, Giovanni Del Giudice, Cécile Bitch, Marco Morana, Marco Parlato per citarne solo alcuni degli ultimi pubblicati, senza dimenticare le illustrazioni di Monicatrequarti e, perché no, i memicchi della Pink Lodge. Che cosa è successo allora? Per cercare di scoprirlo la redazione si è tempestivamente riunita in assemblea permanente (nonostante l’agosto inoltrato) e ha prodotto questo comunicato che abbiamo deciso di condividere con voi.
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I manieristi (2/5): Era come vedersi

Primi bilanci dopo tre mesi di polemichetta e di dibattito sulla nostra fine (qui tutto, solo per completisti), in attesa dell’8 giugno e della fase tre: fuga di nostri autori verso Crapula (prima Quaranta, poi Marinelli, adesso Frau), Commissario scomparso, Paolo che forse smette di scrivere e/o lascia Verde, addio Vinicio Motta, un numero imbarazzante di memicchi (link non agevolabili, stiamo provando a raccoglierli ma sono davvero troppi e d’altra parte in redazione non c’è più nessuno), scenicchia parola del 2018 per l’Accademia della Crusca, Zandomeneghi In fuga dalla Bocciofila (e il film più bello della storia del cinema?). A questo punto della storia succede qualcosa: e invece no. Ci rimarrebbe soltanto Raimondo Maniero, ma I manieristi, la cosa migliore successa a Verde negli ultimi mesi, è ormai agli sgoccioli, questa potrebbe essere l’ultima volta (continuerà su Crapula?).
Nelle puntate precedenti: la parte cazzona: tre blogger falliti covano rabbia e rancore nei confronti della scenicchia romana e delle scenicchie in generale, pur non guardando a quella fiorentina. Nelle puntate precedenti: la parte seria: interpolazioni e congegni fantastici (ma non a questi livelli).
L’illustrazione è di E.P VI VI VI, la cosa migliore successa a Verde da sempre.
Stasera saremo al Towel Day (qui evento Fb). Non abbiamo ancora capito come e perché, ma ci fidiamo di Guida Quarantadue (che indovinate un po’ dove potete leggere adesso?).
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