Cover #9: La Torre

Buongiorno, perdonateci la zona rossa, la appoggiamo qui.

Il nostro buon Francesco Quaranta ci propone oggi una cover di Sara Mazzini. Come per ogni cosa che lo contraddistingue, ha barato sulle regole della rubrica: ha preso due racconti della nostra (GinoMadena) e li ha legati a modo suo.

L’illustrazione è di Claudia D’Angelo. E guai a chi ce la tocca.

E ora: il weekend in breve.  L’ormai famigerato attacco di Francesco Spiedo alla redazione di Libero ha scatenato e diviso Verde, oltre che essere costato il posto a Francesca Valenti, rea di averlo recensito (it’s just a synopsis, my dear).
Amico Spiedo, la tua “intemerata” alla Masaniello aveva messo in conto questo? Un altro effetto collaterale del tuo successo? Com’è che diceva il tuo amico baffone? Per fare una frittata va rotta qualche uova, no?
Sulla questione pare che siano pronti a intervenire gli avvocati di Fandango, prestati da minumum fax (sono lo stesso pool di avvocati pro bono che girano da redazione a redazione come uno sciame di giuristi affamati). Sta di fatto che la colonna campana di Verde rischia di finire allo sfascio per via dei disaccordi dovuti al fatto che ancora non si sa di cosa parli il libro del “nostro”.

E ora: La Torre.

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Ombrellone giallo

non riesco più a cantare

Claudia D’Angelo – Non riesco più a cantare

Questa mattina torna con noi Lorenzo Zerbola con un racconto molto breve e criptico che a noi è piaciuto molto proprio per questo alone di mistero. I racconti didascalici non ci piacciono, come sa bene C. G. (scusaci, avrai altre possibilità in futuro).
Questo è l’ultimo collage per Verde di Claudia D’Angelo. Grazie infinite Clahoudini!
E voi, che ci dite? Tutto bene a casa? State scrivendo i racconti per il nostro concorso pazzesco e balordo dove si sente l’🆎norme? Bravi, così ci piacete
. Buon fine settimana!
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Arancio Trastevere

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Claudia D’AngeloDiventano feroci i pascoli delle strade

Ci scrivono: “Sono una vostra lettrice e trovo i vostri racconti sempre molto illuminanti. Pertanto vi chiedo un’illuminazione! Il mio compagno e io stiamo insieme da sei anni. È raro che parliamo di letteratura, ma quando capita insorgono terribili discussioni, sul tema della litweb poi è come parlare con Santoni! Il suo pensiero è entusiastico, pieno di segnalazioni di riviste e acche aspirate. Sono terrorizzata. Non si informa sul profilo Facebook di GP, non legge Crapula Club, ma pretende di sconcertare! Aspettiamo un figlio e sono preoccupata all’idea di doverlo crescere con un papà toscano”. ARDV

Cara ARDV,
alt, ferma, stop. Non è così che funziona. Su Verde diamo voce a tutte le voci, anche le più lontane da noi come nel tuo caso, ma la nostra posizione sui patetici complotti IN-SEL e sulle sedicenti conventicole toscane è nota: non esiste alcuna cupola mafiosa e noi siamo amici di Firenze. Ci scrivi che tuo marito ragiona come Santoni. Detto che Vanni è un amico e non ci sembra elegante parlarne proprio oggi che è la nostra prima occasione di ricordare a tutt che è uscito l’atteso I fratelli Michelangelo (qui un estratto, qui una bella recensione di Chiara Fenoglio, qui invece il memento per l’incontro di sabato 16 a Libri Come all’Auditorium di Roma: noi ci saremo), l’entusiasmo colpa non è e tuo marito ne ha ben donde. La litweb non è mai stata meglio, è un momento pazzesco per tutte noi che facciamo rivista e litblog ogni giorno, e “panel” come questo (organizzato dall’amico Dario De Cristofaro e a cui non partecipiamo soltanto perché identico a questo dell’altro anno a Roma, e “Bierde es Bierde and we never play it again” – non ci ripetiamo mai – unico problemino di questi panel? Poche donne, ragazzi. Ce la cantiamo e ce la suoniamo sempre e solo al maschile Dario, potremmo pure sforzarci di essere un attimino più intersezionisti, che dici?), lo dimostrano senza tema di smentita.
Non sei convinta? Clicca allora qui, ti apparirà la pagina di SCENICCHIA UNA SEGA #2 PRATICAMENTE UN CONCORSO LETTERARIO, l’anti-evento del 2019 dove scopriremo le nuove intelligenze e le nuove speranze della neolitweb postmillenials italiana. Leggi bene il bando, te lo rilinkiamo qua per sicurezza: l’iscrizione è gratuita, il tema è libero, chiunque può inviare racconti a scenicchiaunasega@gmail.com entro il 26 aprile 2019, lunghezza massima 10 mila battute. I quattro racconti vincitori finiranno pubblicati in un numero cartaceo autoprodotto dalla redazione di Verde. E riceveranno libri in regalo.
Hai ancora dubbi? Forse possiamo chiedere aiuto a Italo Calvino: “La Toscana dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è una, è quella che è già qui, la Toscana che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare la Toscana e diventarne parte fino al punto di non vederla più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo alla Toscana, non è Toscana, e farla durare, e darle spazio”.
Se pure Calvino non ti dice nulla, non ti resta che Giusy Esposito: “Nata ventitré anni fa, ha frequentato Lettere Moderne alla Federico II. Vive a Roma dove studia editoria e scrittura e lavora per la manifestazione Letture d’Estate. Ama Kerouac e Nanni Moretti, il mondo beat, la leggerezza come stato d’animo. Il suo «posto» è Trastevere, dove trascorre il suo tempo tra librerie dell’usato e storie immaginate e forse lasciate. Ama sempre troppe cose e servirebbero lunghe liste, liste di parole, perché per Giusy le parole sono importanti! Con Arancio Trastevere, incorniciato da uno splendido collage della nostra amatissima Claudia D’Angelo, è per la prima volta su Verde.
UE ARDV INSOMMA È ABBASTANZA CHIARO ADESSO? scenicchiaunasega@gmail.com ADESSO.
Cordialità.
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Barbette – Un mistero editoriale #6: “Scrivo per sbaglio”

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Claudia D’AngeloCome vivo parlando tra i vivi

Benedetti ragazzi, adesso tocca a voi. Noi il concorso letterario dell’anno lo abbiamo lanciato ed è confermato che maggio sarà SCENICCHIA UNA SEGA #2 praticamente quattro serate di racconti pazzeschi a La Pecora Elettrica, Centocelle, Roma (qui il bando). Quand’è il 9 marzo e voi non avete ancora inviato i vostri capolavori però, non andiamo per niente d’accordo. E allora bando recap for dummies, che poi sareste voi: l’iscrizione al concorso è gratuita e può partecipare chiunque, anche Francesco Spiedo (che infatti ha già inviato), ma non i redattori di Verde. Tema libero (ma intersezionista), lunghezza massima 10 mila battute spazi inclusi, deadline, come dicono quelli, 26 aprile 2019. I racconti vanno inviati in doppia copia all’indirizzo scenicchiaunasega@gmail.com. I quattro finalisti saranno pubblicati gratuitamente su un cartaceo autoprodotto da Verde ad alta tiratura. Le autrici e gli autori vinceranno i libri del momento riconducibili ai milieu delle scenicchie, e la scenicchia che farà più punti conquisterà il primo Premio Scenicchia 2019. Il bando è qui: leggetelo tutto e per bene, e non ci provate, non ci sono editoriali da skippare.
Parliamoci chiaro, ragazzi: dopo l’affaire Nuova Carne e il Verde 4×4 Van, non è facile continuare a fare rivista serenamente. Con questa iniziativa noi ci giochiamo tutta la nostra credibilità residua (ed è pochissima, intendiamoci). Ma facciamo sul serio e lo dimostra il fatto che SuS#2 intanto colleziona antipatie e oppositori: la persona che non possiamo più nominare dai fatti del febbraio 2019 ha rifiutato il nostro invito a fare parte della giuria di strada, e così ha fatto il patetico nazitroll pazzo Nubius Dee. Per non dire della concorrenza spietata. Siamo convinti che il concorso, così com’è, non sarebbe piaciuto a Raimondo Maniero e neanche a Simon G. Helly, l’autore di Barbette, l’ambizioso feuilleton noir thriller che punta il dito contro il sistema editoriale italiano. Sesta puntata, pazzesca: Clotilde Mezzetti, Giordano Lampanti, I tormentati e naturalmente lui, temutissimo, il Barbetta. Roba da INSEL, ma intenditori.
L’illustrazione è della nostra amatissima Claudia D’Angelo.
scenicchiaunasega@gmail.com, ragazzi. Adesso. È abbastanza chiaro?
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La breccia di calore

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Claudia D’AngeloLa via si contorce senza lingua

Buongiorno, come forse già sapete: missione compiuta!
8×8 è tornato! Siamo stati più profetici e convincenti degli EelST con i Litfiba. Ci spiace solo che Luccone abbia dovuto rimandare la sua vacanza e abbia perso la caparra per il bungalow a Belle Mare, Mauritius, ma troppi di noi si sentivano orfani senza il suo concorso. Ne è valsa la pena, ci pare; che attestato di stima, che prova d’affetto, ragazz*!
Ma in città c’è posto per più d’un concorso letterario, non siamo in un film western. C’era una volta il lit wrestling, i lit- dissing per un pugno di like fanno parte del passato, sono ombre verdi.
Siamo perciò orgogliosi di presentarvi il nostro concorso letterario:
SCENICCHIA UNA SEGA #2: PRATICAMENTE UN CONCORSO LETTERARIO! Stasera pubblicheremo il bando sulla pagina fb de La Nuova Verde.

Simone Bachechi è l’autore del racconto cult È stato il vento e noi gli siamo particolarmente affezionati. Simone ha acconsentito a un esperimento testuale, non una comune interpolazione, ma una interpolazione medianica. Ci spieghiamo meglio:
Simone tempo fa ci mandò un racconto intitolato La breccia di calore, pensavamo fosse il suo solito racconto buzzatiano, classico e godibile, invece no.  Mentre lo leggevamo, infatti, venimmo folgorati tutti e quattro da sensazioni potentissime e perturbanti, le nostre mani cominciarono non a fare un comune editing, ma a interpolare il testo come in trance. Questo testo, non neghiamo, soprattutto ora dopo i nostri (nostri?) interventi, ci incute un timore che non riusciamo a spiegare. Crediamo sia il primo esempio in Italia di interpolazione medianica, psico-editing e riscrittura automatica. L’effetto ideomotorio ci ha francamente sconvolto. Ringraziamo Simone per aver acconsentito al nostro esperimento e ringraziamo le forze misteriose che ci hanno utilizzato come veicoli e strumenti di creazione. Sconsigliamo la lettura a persone troppo impressionabili.

Il collage è di Claudia D’Angelo.

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Claudia D’Angelo

Da lunedì 4 marzo Claudia D’Angelo illustrerà i nostri racconti per quattro settimane.

Claudia D’Angelo è nata a Napoli e come metà dei meridionali ora vive, studia e lavora nella pianura padana. Sin da piccola ha dovuto scontrarsi con i sospiri e i cenni di disappunto della famiglia sulla sua volontà, per lei destino scritto, di diventare un’artista e una scrittrice incompresa e senza soldi. È sulla strada giusta. Per Verde ha realizzato nuovi collage e sfida i lettori a trovare il filo conduttore. I suoi lavori, fatti rigorosamente a mano, con carta e forbici, sono sul suo sito.

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