ANIMAL TROPICAL #6: Gli odori non capita di mangiarli

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Nicolò MarchiColor Flow

Eccoci, avete già fatto il saluto mattutino a RA, come amiamo dire noi?
Sono sempre Luciano Munch D’Antuono, il primogenito di Ramses II. Questo è il mio secondo editoriale, spero di essere all’altezza di Loro altezze e non cadere Dalle rovine di Verde. Faccio lo stagista da un anno esatto sotto falso nome, papà ha voluto così, una mossa alla Agnelli per non ricevere favoritismi d’alcun tipo. Mi sono fatto le ossa, come direbbe un necrofilo (ehehehe, imparerete a conoscere il mio sense of humor). Quara, Frau e Lucariello non sapevano fossi il figlio di Rams e mi hanno chiesto di tutto: una mano con la fatturazione elettronica per il ristorante (Quara), correzioni di bozze (Lucariello- “il cadavere dei morti”, ancora mi viene rinfacciato) perfino massaggi alla cervicale (Frau). Il mio ultimo compito è stato portare Igor, il gatto di Frau, a far la toeletteratura, (l’animale viene lavato e curato da esperti visagisti mentre gli vengono letti passaggi dei classici come Moby Dick nella traduzione di Ottavio Fatica. Questo porterebbe innegabili benefici al micio, riguardo la lucidità del pelo, l’eliminazione dei boli e ricettività delle vibrisse). Durante questo ingrato compito ho perso un occhio, ma non mi va di entrare nei dettagli. Vi basti sapere che da quel giorno sono Lucianino il Guercio. Ma ALT, non più personalismi, veniamo a noi:
Un paio di giorni fa abbiamo preso posizione nella querelle Zando-Testa in quel di Capalbio e ancora stiamo pensando cosa rispondere al commento di ChicCOS Testa, accettiamo suggerimenti.
Sesta e ultima puntata di Animal Tropical, i racconti toscanissimi post ur-scenicchia, letti al Sabor Cubano di Firenze. Oggi ospitiamo un racconto-jpeg dell’etereo Giacomo Laser. Non vi abbiamo mai raccontato come è nata questa idea di Animal Tropical su Verde, vero? Per soddisfare la vostra pruderie alleghiamo la foto scattata da Antonio Aiazzi nel 1989, quando iniziammo la trattativa con i toscani. Su quest’indicibile scambio di più non possiamo dire.
Verde l’oscena, oscenicchia Verde (ob scena, nell’etimologia creativa di Carmelo Bene, dietro la scena della lit web), vi dà appuntamento a venerdì prossimo con la seconda puntata di CALDO, il cap. Frau vi parlerà di quanto è bello passare l’agosto con duemila giornali porno. Mi raccomando, state alla larga dal mucchio di stronzi con facce da ricchi premi e cotillon. Salutiamo il prof. Pagliarini che dalla fine della lit wrestling non si è più ripreso e Jimbo, così, senza motivo. Ah, Paolo The Gamer ha vinto. Rispetteremo la volontà generale come sempre anche se a Rousseau preferiamo Massimiliano Robespierre.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi.

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Animal Tropical #5: Gechi

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Nicolò MarchiCoyote

Ieri Quaranta, pur di non scrivere un racconto, ha fatto questo. Subito Andrea Frau, fiutando l’affare peggio di un CEO Disney, ha deciso di lanciare il gioco su larga scala e ha assoldato tre piccoli instancabili scrittori per stendere tutta la “lore” ufficiale del gioco: Francesco Spiedo, lo stagista Jimbo e il sapiente Gianluca Liguori; li ospita nel suo garage (“anche la Apple è partita da un buco come questo”, dice) e li nutre di patatine e birrette sarde in attesa che arrivi qualche fondo dalla Scuola Holden. Vi terremo aggiornati sulla vicenda.

Oggi prosegue la pubblicazione del ciclo Animal Tropical – pagine fiorentine a tema esotico-caliente-estivo lette al Sabor Cubano lo scorso giugno – con  il racconto Gechi di Elisabetta Meccariello (che noi in redazione chiamiamo Macca perché siamo tutti beatlesiani di ferro, a parte Marinelli che è un merdosetto post-millennial). Gechi o meno, anche in estate forse vorremo essere tutti da un’altra parte.  

L’illustrazione è di Nicolò Marchi.

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Animal Tropical #4: La macchina fotografica più cara della mia vita

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Nicolò MarchiStrange Desert

La redazione è ormai deserta, non si è capito se sia stato indetto uno sciopero generale, se la paventata scissione sia avvenuta per davvero o se, semplicemente, siano tutti in vacanza. Quel che è certo è che continuano a giungere in ufficio cartoline di Andrea Frau, da ogni angolo del globo: nell’ultima s’intravedono le foreste cambogiane e sul retro il buon Cap ha scritto “Sto andando a cercare Jacopone”. Vai a sapere…

Comunque qui è lo stagista Jimbo che vi parla, rimasto solo in una Verde deserta e senza più padroni. Oggi mi sono permesso di scegliere per voi il quarto racconto della serie Animal Tropical: pagine vergate da mani toscane e lette con toscanissimi accenti una sera di giugno al Sabor Cubano di Firenze (l’unico posto al mondo, se lo chiedete al sottoscritto, dove un toscano che legge racconti esotici non sembra Pieraccioni). E dunque sono qui a introdurre La macchina fotografica più cara della mia vita di Ferruccio Mazzanti. Qui sul dossier di Ferruccio redatto da Ramses leggo “BFF di Verde”. Godiamocelo.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi.

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Animal Tropical #3: Blu + Nude Beach

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Nicolò MarchiUntitled Architecture

È successo mercoledì 12 giugno al Sabor Cubano di Firenze: i nostri amici Mighty Morphin Ur-Schenicchia si sono assemblati per leggere un ciclo di letture calienti dal titolo Animal Tropical. Noi che c’entriamo? Be’ noi stiamo pubblicano quei racconticchi, uno per mercoledì (in realtà Francesca Corpaci la settimana scorsa si è presentata con una poesia ma noi abbiamo fatto finta di niente perché le vogliamo bene). Ma oggi vogliamo rovinarci, eh sì, perché tocca all’impavido sceneggiatore dei vostri sogni bagnaticci Matthew Licht, con ben due racconti, avete sentito bene due: Blue + Nude Beach.

L’illustrazione è di Nicolò Marchi

Comunque non è detto che il ciclo Animal Tropical venga pubblicato al completo: purtroppo in redazione tira un’aria strana. Ieri sera alla libreria Tomo, Ramses II, Marinelli e i loro piccoli seguaci si sono riuniti per l’anteprima del numero 10 di effe a cui, oltre a Verde, hanno partecipato CrapulaClub (sigh), L’Inquieto, Cadillac Magazine, Colla, retabloid, Tina e Marco Drago (altro che Avengers). Insomma una serata pazzesca, secondo le testimonianze, e tuttavia una serata a cui mancavano Quaranta e Frau, le due colonne portanti di codesta redazione. E già qualcuno comincia a mormorare (di nuovo) la parola “scissione”…

Altro annuncio: dal 20 al 22 settembre si terrà la quinta edizione di Firenze Rivista. Siamo orgogliosi di annunciare che quei pazzarielli di Wojtek Edizioni “adotteranno” Verde (leggere: i superstiti di Verde) secondo la nuova formula del festival, principalmente per non perdere ai tornei di calcetto che seguiranno gli incontri letterari. Preparate i biglietti del treno perché ci sarà da robbantare non poco!

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Animal Tropical #2: Tommaso Martolini risiede a Ibiza

animal tropical

12 giugno 2019 Sabor Cubano Firenze

Se Diana e Simone (praticamente bellissimi) avessero organizzato un’altra cena, Ramses sarebbe tornato da Firenze con intenzioni meno impegnative e avrebbe pubblicato su Facebook una lista della spesa. E invece: le partecipazioni. Provate a chiedere a un bambino a che cosa serve il sole: quello vi risponderà “a riscaldarmi”. Adesso chiedete a Ramses a cosa servono i matrimoni degli amici. Alla faccia di Piaget che assicurava che l’egocentrismo infantile scomparisse attorno ai sette anni. Siamo all’inizio di una nuova lunga saga, che si concluderà forse nell’autunno 2020 o al più tardi primavera 2021 (climate change permettendo).
Un bel pezzo della nostra candidata Claudia Durastanti sul Premio Strega. La nostra sul San Remo delle lettere la conoscete e se non la conoscete vi agevoliamo link (qua, qua e qua). Siamo finiti al centro di una oscura e torbida vicenda editoriale di ricatti, rapimenti e liste di libri da leggere in estate. Detto che il buon vecchio Ibba e il giovane Pantarotto sono amici, Tony Vena è un finto ribelle del mainstream commerciale e Manu is family e non si tocca (libera subito altrimenti facciamo un casino), a noi le liste fanno venire l’orticaria e quando le facciamo sono sempre ombelicali. Tipo questa:
Lista dei venti racconti più belli pubblicati da Verde nel 2019  da leggere e rileggere questa estate (ordine di pubblicazione cronologico):

Lucia Carelli, Final
Beatrice Galluzzi, La mucca esplosa
Gomez Palazzo, La fica nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
Claudia Grande, La vera storia di Dolly Mendoza
Simone Sauza, È come galleggiare
Collettivo Simone Bachechi, La breccia di calore
Nicola De Zorzi, Una breve e incompleta storia del movimento edviniano
Giusy Esposito, Arancio Trastevere
Luca Marinelli, L’orso e la puttana
Sara Mazzini, Gino
Alessio Mosca, Gli esantemi e i lucumoni
Federico Zagni, Cronache del Prebianco
Elena Marino, L’inizio del racconto
Stefano Felici, Brasilesss Tracing
Valerio Martelli, millesoldi
Pierluca D’Antuono, La sparizione di Alessio Mosca
Gaia Giovagnoli, Il topo
Francesca Mattei, Le vespe di agosto
Federica Patera, Eterni bambini
Ivana Abete, Lei pensava solo a scopare

“Il 26 dicembre 1991 il poeta e dissidente antisovietico Josif Michail Vardiashvili si tolse la vita all’indomani della pubblicazione di Эвридика 80, plaquette di bunjee jumpee orfico che si apriva con i celebri versi “Crapula Club/Miedo a la sbeurra”. Ventisette anni dopo la redazione del “litblog più amato da chi fa rivista” (Massimiliano Parente, 2018) opera in uno stabile sequestrato alla camorra nel centro storico di Caianello, in provincia di Caserta, dove Alfredo Zucchi, Luca Mignola, Sara Mazzini e Antonio Guru De Vivo tengono corsi di scrittura realvisceralista e poesia post-estrema a tossicodipendenti ludopatici, prostitute del basso Lazio, ambigui ex poliziotti imparruccati e, tra gli altri, Marcello Dell’Utri e Zdeněk Zeman. Dopo le accuse di neofascismo e revanscismo, la «Congiura Sacra» (2018) e la marcia sull’ultima edizione di Firenzerivista (settembre 2019), il gruppo confluì insieme a Verde in «Nuova Edizione», rivista ufficiale del «Novo Pazzesco Romano».”
E così è ufficiale: El Club ha chiuso davvero e noi non ci sentiamo bene. Non possiamo accettare né adeguarci all’idea che Crapula finisca così. Già miglior litblog sudamericano d’Italia, sono stati i nostri unici e intelligenti compagni di giochi, nonostante i lazzi, i meme cattivi, i furti d’autori e le sfide a duello. Una lezione di stile e di intelligenza per tutti i patetici Pedretta, Porpora e La Forgia pazzi della litweb. Una prece. Celebreremo El Club a Firenzerivista e lo sussumeremo in Nuova Edizione. Perché “Qualcosa sta accadendo nei nostri intorni, qualcosa ha avuto luogo oltre il luogo dei nostri spazi […] Questa fine, irriducibile in filigrana, è il nostro nuovo inizio. Abbiamo vissuto la sensazione, pazzesca, di non esserci mai sentiti più vivi che da morti. Abbiamo chiamato questo vitalismo nevrotico, altro da una verde resurrezione di speranza, «Nuova Edizione»: non la previsione di una agenzia letteraria unificata, Khepri ce ne scampi, ma la laminazione di una corrente ingrossata da estuari diversi, eppure così vicini, che scendono la stessa foce.” Vale sempre, e così sia.
Il nostro capitano ha scritto un pezzo bellissimo per i Bellissimi di In Fuga dalla Bocciofila, sta qua e voi dovreste leggerlo. E leggete pure la migliore penna della scenicchia toscana,
Francesca Corpaci, che il 12 giugno scorso al Sabor Cubano di Firenze ha recitato Tommaso Martolini risiede a Ibiza: è il secondo appuntamento del ciclo Animal Tropical, che ci accompagnerà per tutto luglio.
Il 16 luglio torneremo da Tomo con le amiche di Effe, segnate la data. Domani Martelli, lunedì indietro al 4 maggio, prima serata di SUS#2. Ciao, diffidate delle liste ma restate lettori, nonostante i Vena (se vi va).
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Animal Tropical #1: Vendo-oro

Mercoledì 12 giugno 2019 il Sabor Cubano di Firenze ha ospitato una serata di letture tropicali caraibiche animali a tema caliente (y ritmos cubanos). Sul palco sono saliti i soliti noti dei notorius reading gigliati, capitanati da Simone Lisi, che mentre leggete queste righe sta sposandosi con Diana (alle 12 del 4 luglio, pagherete caro pagherete tutto benedetti ragazzi). Il commissario, in compagnia di Jacopo La Forgia, Ivano Porpora, Dario De Cristofaro e Giorgio Biferali (senza fidanzata ahiahiahiai), prende appunti alla cerimonia dell’anno con Puma bianche e giacca di lino verde, non è escluso un resoconto dal titolo “potevate aspettare primavera, bambini”, prossimamente sulla vostra rivista del cuore.
In questi giorni intanto sterili polemichette sugli esiti di SUS#2, dopo un controverso post di Ramses II. Detto che Ramses si esprime a titolo personale e non si occupa più delle cose di Verde, eventi mondani a parte, dal gennaio 2016, ricordiamo che i 4 vincitori del concorso sono stati: STEFANO SICIGNANO, CLARA CERRI, LAVINIA FERRONE, GIADA SANTORI. Non ci sarà alcuna finale ma la serata conclusiva, a settembre a Roma (alla Pecora Elettrica ricostruita, of course), dove presenteremo il cartaceo autoprodotto. E’ ABBASTANZA CHIARO?
È uscita intanto la prima recensione del Vocabolario minimo delle parole inventate (qui): l’ha firmata Raffaele Mozzillo (un amico) e la potete leggere qua.
Vendo-oro, di Simone Lisi, è il primo racconto della serie Animal Tropical che leggeremo ogni mercoledì di luglio a partire da oggi. L’illustrazione è di Francesca Caruso.
Per Diana e Simone. Auguri benedetti ragazzi, la redazione di Verde vi vuole bene e tifa per voi.

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