Faccio il morto su un cielo stellato

Verde, lo sapete (qui e qui), è retta in maniera illuminata ma severa dal nostro Caro Commissario, che nella sua longanimità (pur di non leggere i tanti racconti che ci arrivano e che siete pregati di continuare a inviare) ha previsto e autorizzato l’istituto della redazione, di cui fanno parte in ordine sparso Francesco Quaranta, Luca Marinelli, Paolo Gamerro, Domenico Mastrapasqua e Andrea Frau, già scissionista e scomparso, nonostante degli attuali redattori sia stato il primo a unirsi a Verde (maggio 2013).
In questi anni abbiamo letto Andrea quasi sempre il venerdì, con alcune notevoli eccezioni: avete amato Il tradimento resta? e Hai la faccia da Matteo? Adorerete 
Faccio il morto in un cielo stellato (sì, ha detto morto). E sapete cos’altro vi farà impazzire? Federico Bressani. Con noi tutto ottobre (bravino, eh?).
Buon inizio di settimana, restate “generosi, pazienti e tolleranti”, restate commissari.
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Noi del piccolo circo pagano

Nubius Dee è stato abbandonato di fronte all’unica autorimessa di Fargo nel novembre del lontano millenovecentottantaquattro. Tratto in salvo da una coppia di pokeristi alieni ambisessuali in esilio nel Minnesota col nome di Zen McEvil e Gioconda Robespierri, di punto in bianco si ritrova a fagocitare musica panc e tristi litanie d’autore tra i banchi di un liceo artistico d’italica provincia. Vuoti di memoria sempre più invalidanti non gli consentono ora di ricordare come, dagli stenti economici di quel periodo, sia poi inopinabilmente riuscito a divenire così abbiente da permettersi di acquistare una laurea in Filosofia a Tirana. Le uniche tre cose di cui è certo in questo momento è che appartiene alla razza umanoide, che alle tre del pomeriggio sta ingollando il suo settimo caffè e che scrive da una città che si chiama tipo Torino, in Svizzerland, gli pare.
Con Noi del piccolo circolo pagano è per la prima volta su Verde (inciso: esordio pazzesco). L’illustrazione è di Cristiano Baricelli.
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I manieristi #4: Fascisti de mierda!

Da quando abbiamo dismesso GATTINI, i nostri venerdì sono più vuoti e tristi. D’altra parte “scrivere non è un lavoro, scrivere non è un contagio. Scrivere non è magico. Scrivere non è poetico. Scrivere è un metodo. Scrivere è disciplina. Scrivere è sobrietà.” Parole di Raimondo Maniero, mica Tommaso Madras o Losito Cayetano. Parole che cantano su carta intestata Verde, e no, il titolo non è Il lavoro morbilita l’uomo, ma I manieristi. Perché la scrittura è una cosa seria e soprattutto sobria, la LETTERATURA™ non è un ricovero per narcisisti allo specchio e disadattati di ogni risma (fun fact: lo sapevate che per pubblicare su Verde è necessario scrivere ogni mattino, a stomaco vuoto, per almeno quattro ore filate ed è vietato scrivere su ogni cosa? Istruzioni qui) e alla fine della fiera della piccola e media editoria siamo dei cazzoni impenitenti e anche un po’ Fascisti de mierda (volevamo il fascio font ma lo abbiamo già fatto).
A settembre i nostri racconti sono stati illustrati da Cristiano Baricelli e Giulia Pex. A ottobre avremo il “bravino” Federico Bressani (cominciate ad ammirarlo). DeadTamag0tchi invece ci sarà sempre, in qualsiasi momento, soprattutto il venerdì certo, ma in definitiva sempre.
Siamo su Instagram. Ve lo avevamo già detto? (e su Facebook?) (e su Twitter?)
La situazione ci sta sfuggendo di mano. Lunedì torna Paolo. Ciao, buon fine settimana.
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Place Jeanne d’Arc

Andò così: estate 2011, leggemmo questo libro (aggiungetelo alla lista) e ne rimanemmo folgorati. Un anno dopo nacque Verde e pensammo subito che avremmo voluto che Sergio Gilles Lacavalla si unisse a noi. Così fu, già nel numero 1 con Escuadron de la muerte, e poi dal 2 al 5 con Rock Criminal, la rubrica che dopo una lunga pausa è tornata sulle nostre pagine due anni fa. Da allora Sergio ha raccontato, senza mai saltare un mese, tutte o quasi le storie più nere del rock e dintorni, con l’obiettivo, sempre raggiunto, di non ripetersi mai. Per questo siamo convinti che sia il momento giusto (siamo a settembre, ecc ecc) per fermarsi e ricominciare. Da ottobre ci sarà una nuova rubrica che allargherà il campo delle storie criminali e che si alternerà agli atti unici e ai racconti di Sergio che leggeremo con maggiore frequenza. Oggi ad esempio c’è Place Jeanne d’Arc, un racconto di una cantante, una ballerina e i libri rubati (“è mai un furto rubare un libro o uno yogurt perché si ha fame?”), denso, lungo, pieno di musica e di acrobazie tra parentesi: è la cosa migliore che leggerete oggi (parola nostra).
L’illustrazione è di Cristiano Baricelli il genio (lo hanno scritto sul nostro Instagram) (sì, siamo su Instagram) (sì, è incredibile, lo sappiamo).
Buon inizio di settimana, no alarms and no surprises, please.

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Il film più bello della storia del cinema #2: L’Imperatore di Roma

Pierluca D’Antuono ha scritto una lettera piena di domande agli imperatori di Roma Nico D’Alessandria e Gerry Sperandini: esiste un canone, o è forse un filone, che lega i minori in debito pasoliniano? È un cinema periferico o è Roma una immensa periferia? L’eroina è un MacGuffin e Battisti è il suo profeta o ogni cosa suona bene con Battisti? Ci costringeremo per sempre a scegliere tra Caligari e D’Alessandria? Biagio Antonacci, anche lui a San Patrignano, lo sapevi? Gerry è pazzo, posso chiamarti Ago? Eccetera eccetera, nella seconda puntata de Il film più bello della storia del cinema, naturalmente su In fuga dalla bocciofila.
L’illustrazione è di DeadTamag0tchi.
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I manieristi #3: Il foulard rosso

Terzo estratto da I manieristi, il lungo racconto (romanzo è un po’ troppo) che stiamo pubblicando per rendere giustizia a Raimondo Maniero, vittima illustre della “cricca ombelicale delle lettere romane indipendenti”, come il nostro amava affettuosamente chiamare la cricca ombelicale delle lettere romane indipendenti. Qui abbiamo fatto conoscenza dei manieristi Franz, Karl, Louis e di tragici ma reali personaggi quali il Colonnello Tommaso Madras; qui, immersi in una atmosfera da perestrojka fallita, abbiamo assistito alla ferale presentazione del per così dire capolavoro Il lavoro morbilità l’uomo; siete pronti a emozionarvi con le camicie e i versi di Losito Cayetano, il poeta mui caliente del Sud America?
L’illustrazione, as usual, è di
DeadTamag0tchi. A lunedì, buon fine settimana, se siete a Firenze c’è una sola cosa da fare (salutateci Madras!).

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Quaderno blu cretese #3: Il primo giorno nudo di un nudista

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Giulia Pex, Quaderno blu cretese

In estate, sulla spiaggia di Glyka Nera, impazza il gioco non mentale del sì o no. Tu arrivi, i ragazzi del bar ti guardano e cercano di capire se sei nudista o no: in genere i vecchi quasi sempre sì, i giovani quasi sempre no (sarebbe meglio il contrario?). D’altra parte il bagno di notte si fa sempre nudi, perché tanto non ci si vede (o solo un poco) e no, non è il caso di avere paura perché la statistica ci dice che il mare di notte non è pericoloso (la fonte è ignota, facciamo a fidarci).
Come sappiamo tutte queste cose? Semplice, ce le ha dette Simone Lisi (sì o no?), nella terza parte (la penultima, l’estate è finita) del Quaderno blu cretese, meravigliosamente illustrato su misura da Giulia Pex, che esiste, oh se esiste, mica come l’infanzia e le Grecie mentali minoiche (bonus: la verità su Kindle vs Libro).
E voi: sì o no?
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