Orlando Furioso

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Nadia Sgaramella, Chiacchiericcio

Lorenzo Zerbola torna su Verde con il suo stile inconfondibile da fumetto, caotico, fluviale e vivace. Orlando Furioso è ambientato nell’universo di Sono passi -tacchi- di danza, del quale è più o meno una prosecuzione. Non sappiamo perché ma mentre lo leggevamo abbiamo iniziato a canticchiare “Hanno ucciso l’uomo ragno“. Dopo averlo letto all’unisono abbiamo detto: Avercene! A noi in redazione è piaciuto molto e così speriamo di voi. Per oggi lasciamo perdere le polemichette e la scomparsa del commissario; è venerdì: divertiamoci! L’illustrazione è di Nadia Sgaramella e si chiama Chiacchiericcio.

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Nadia Sgaramella

  Nadia Sgaramella

“Mi chiamo Nadia, ho 30 anni e vivo ad Andria. Nel 2006 mi sono diplomata in grafica, alimentando in quei cinque anni una evidente stanchezza per il mondo digitale. Questa consapevolezza acquisita mi ha portato a un cambio di rotta durato tre anni, periodo in cui ho studiato Comunicazione e non ho più toccato una matita, né preso in mano un album da disegno. Poi, direi senza grande fatica o ragionamenti, la mia mano ha ripreso spontaneamente a disegnare e a voler giocare con i programmi di grafica. Non ho uno stile definito, cambia come cambia il mio umore. Oggi lavoro come freelance, accettando qualunque sfida, cercando di applicare alle esperienze lavorative qualcosa che sia davvero mio. Se questo non accade, circostanza non così improbabile, mi preservo per esperienze future che poi, in qualche magico modo (e pure un po’ mistico), arrivano sempre.  Essere liberi di esprimersi al di sopra di qualsiasi giudizio, è la più grande espressione di indipendenza e forza artistica che io conosca”.

Da venerdì 11 maggio Nadia Sgaramella illustrerà i nostri racconti per quattro settimane.

Contatti:

Behance

Cinque (o sei) ingannevoli sensi

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Matthew Licht

La verità è che il Commissario Pierluca D’Antuono è scomparso. Due giorni senza di lui ed è già anarchia. La redazione è allo sbando, scadenze e calendari sono saltati, sciacalli aleggiano sopra il palazzo per spartirsi e lottizzare le sue spoglie. Luca Marinelli posta foto pornografiche, gif su Milosevic, e invita i suoi amici di Narrandom e Crapula a gozzovigliare, profanando gli oggetti lasciati da Pier. La situazione è totalmente fuori controllo. Andrea Frau (anch’egli in passato scomparso ma ritrovato senza incidenti) e Francesco Quaranta (richiamato in prestito per l’occasione) disperati rimpiangono e maledicono il caro Commissario. Intanto abbattono la sua statua in un’euforia da baccanti. Siamo la Spagna dopo la morte di Franco? Stiamo scoprendo il punk con decenni di ritardo?

Il golpe di Luca Marinelli per balcanizzare (o somalizzare?) la redazione è in atto. Al vecchio “destabilizzare per stabilizzare” subentra un “destabilizzare fine a se stesso”. Questo sfascismo buffo e dionisiaco finirà per distruggerci? Frau resiste strenuamente da due giorni sotto ai bombardamenti sperando di non finire come Segni durante il tentato golpe De Lorenzo. Si chiede una presa di posizione chiara di Francesco Quaranta e un suo rientro in redazione. Si spera inoltre un rimpatrio di Paolo e Vinicio dai loro esili dorati. Luca, fermati fin che sei in tempo, poni termine al tuo distruzionismo.

Nel frattempo si tenta ogni strada per contattare il Commissario assente: vocal lunghissimi, grida nel Void, preghiere, il Convitato di Emanuela Cocco . Nei corridoi deserti si sente lo spirito del Commissario sussurrare “Via Gradoli, Via Gradoli…” Ci toccherà prosciugare l’Aniene? Chiunque abbia sue notizie scriva a Crapula ché qui non possiamo garantire su chi apre la posta.

Ma facciamoci forza. Torniamo alla Rivista. Oggi torna a trovarci Matthew Licht con i Cinque (o sei) ingannevoli sensi, cinque personaggi, cinque reazioni psicofisiche alla vita in società. Le fotografie/collage sono dello stesso Matthew Licht.

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Rivista Pazzesca #1 (anteprima): Storpio Rising

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Rivista Pazzesca #1, teaser 

La densa e maligna presentazione a Roma del primo romanzo di Alfredo Zucchi (“chi scrive o vuole scrivere deve leggere questo libro”, lo ha detto Luciano, e noi abbiamo annuito convintissimi) ha detonato i suoi frutti: è stato firmato l’armistizio Crapula-Verde (testimonianza fotografica), l’ordine è pace e amore nell’ammirazione e nella diffidenza reciproche. Il dibattito in corso (qua tutto) ha esaurito il suo scopo (no, Verde non chiuderà per il momento), ma proseguirà nel nome della polemichetta perpetua e della guerra alle scenicchie. La bomba voyeur ha perfino fatto riavvicinare Stefano Felici a Verde: c’era anche lui venerdì sera, eh be’ insomma ragazzi, ci ha cercati tra la folla e dopo una lunga discussione sui capitoli dispari del libro di Zucchi, si è scusato “Per tutte le sciocchezze dette e pensate negli ultimi mesi”. In segno di buona volontà ci ha poi offerto in anteprima Storpio Rising, un pazzesco w a p o r w a v e che diventerà oggetto di culto nelle campagne senesi e aprirà il numero primo di Rivista Pazzesca, la nuova rivista di Stefano che pubblicherà soltanto racconti e memicchi di Stefano (qui maggiori info).
Qualcosa di bello sta accadendo attorno alle nostre riviste. Sarà un piacere scoprirlo insieme a voi.
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GATTINI™#34: Uccidere Hitler

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Federica Rodella

Andrea Vargas non legge Verde, altrimenti non ci avrebbe inviato un racconto per la “vostra mitica rubrica del venerdì” (SIC). Oppure Marco Vargas ci legge dal passato, e allora Uccidere Hitler è finito tra i nostri GATTINI ibernati a settembre. D’altronde, se Anna Vergas avesse davvero una macchina del tempo, saprebbe qualcosa più di noi sulla polemichetta che ha rischiato di chiudere la nostra rivista e di fare collassare la scenicchia e ci avrebbe inviato il contributo definitivo al dibattito. Che Lorenzo Vargas non ci abbia inviato nulla significa che dobbiamo scavalcare quota 20 e riconvocare l’assemblea? Quale percentuale di distopia è possibile individuare in questa prospettiva? Ombelicale, speculativa, immanente, trascendente? L’uomo o l’animale? Ci sarete questa sera alla Libreria Assaggi (San Lorenzo, Roma, qui evento FB) per la presentazione del romanzo di Alfredo Zucchi (sì, lui, il Sadrazam di Crapula)? Noi si cercherà di disturbarla in amicizia e ammirazione. Vi aspettiamo. E ringranziamo con riconoscenza Federica Rodella, che ci saluta qui.
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A furia di inciampare

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Federica Rodella

“Anni 22, salentina adottata dalla dotta, grassa e rossa Bologna. Sono una laureanda in lettere moderne e scrivo da quando ho imparato. A 16 anni ho scritto il mio primo romanzo, “Tu lo chiamavi vizio, io necessità,” pubblicato due anni dopo per Edizioni Filocalia (2013). Collaboro con il magazine online Comò mag, dove scrivo articoli e progetti epistolari (fino al 2017 “Nessuno scrive lettere d’amore”, adesso “Lettere mai spedite”). Il mio desiderio è di occuparmi di bellezza e felicità, con la scrittura e con l’arte.”
Maria Elena Tripaldi è per la prima volta su Verde con A furia di inciampare, un racconto rimuginante su genitori e figli, matrimoni annullati, stringhe sciolte e torte bruciate. Il collage è di Federica Rodella.
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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #18: Comeback Kid (Stefano Felici)

comeback kid felici

Stefano Felici, SOGNO + INVENZIONE

Il dibattito (qui tutto) si è esaurito, la nostra comunità si è espressa, Verde non chiuderà, Firenze è salva, torneremo a fare rivista, tutto bene quel che finisce bene? No, ragazzi, non funziona così. Ve lo diciamo con chiarezza: è stato un mese devastante, le ferite sono profonde, i colpi di coda saranno ferocissimi, i riposizionamenti imbarazzanti, nulla sarà più come prima. Che fare, dunque? Semplice: chinare il capo, lavorare con umiltà, ricostruire quel tessuto connettivo di relazioni virtuose, CHIEDERE SCUSA e rimediare (o #RI-media_re, per dirla con Mignola e gli amici di Crapula). In altre parole: mettere fine a questa inutile polemichetta. “Non voglio più nominare quel sostantivo vezzeggiato, da molti inteso passivo-aggressivo. Forse a ragione. Per questo chiedo scusa. Anzi, chiedo di più: chiedo cittadinanza! Esagero?” 😦 No, Stefanino, non esageri, te la meriti fosse solo per questa dichiarazione ufficiale: “non esiste alcuna *scenicchia*.”
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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #17: Guacamole коммюнике #2

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Esemplare di meme di quarta generazione che – urbi et orbi – ha rotto il cazzo

Da un mese su Verde si dibatte sul futuro della nostra rivista (chiudere o continuare a fare rivista? Votate qui) e più in generale sullo stato del racconto in Italia, sulla editoria indipendente nazionale, sulla scenicchia toscana e sulle possibilità di una scenicchia toscana non toscana (qui tutti i contributi). Andava tutto bene finché non sono arrivati fascisti e memer. Non parliamo di Felici (non parliamo mai di Felici), ma della terza e quarta generazione di replicatori seriali che pure hanno egemonizzato il dibattito (qui, qui). Che cosa succede quando fascisti e memer addirittura di quinta generazione si incontrano? Viene fuori la sedicente “Redazione Ombra Guacamole“, che ha ben pensato di inviarci un secondo comunicato (non bastava il primo). Lo pubblichiamo soltanto perché ormai è chiaro che le cose hanno preso un’altra piega, il dibattito si è esaurito e aspettiamo sfiniti il 30 aprile, data in cui scopriremo se Verde avrà un futuro e se finalmente Pierluca D’Antuono interverrà pubblicamente (lo aspettiamo al varco).
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Liminal Personae #2: Michele di Orsara

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Federica Rodella

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo noi stessi, la nostra storia, nei gesti di altri, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Tre lingue si articolano nella mia mente ogni giorno. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Liminal Personae è stato uno dei testi più belli che abbia avuto tra le mani nel periodo universitario, ne ho ancora una copia nell’armadio, a casa di mia madre.”
Michele di Orsara è la seconda puntata della nuova rubrica di S.H. Palmer, lanciata il mese scorso (ricordate cosa successe allora? Ripassate). Un estratto: “La sgradevolezza è un dono di natura, un talento di nascita. Una bella croce nera sul cuore sulla culla, al posto del carnefice francese e della corona. Una regalità obliqua, in un certo senso.”
Il collage di Federica Rodella.
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Che cosa sta succedendo – Sulla fine #16: Flai

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Federica Rodella

Il dibattito (qua tutto) va avanti da un mese, non riusciamo a venirne a capo. Facciamo a capirci: Verde deve chiudere? è la domanda che abbiamo allora posto a lettori, amici, collaboratori e redattori per capire e regolarci di conseguenza. Si vota qui fino al 30 aprile. Non sappiamo se Flai ha già votato, ma intuiamo la sua posizione: “Potete farlo: salvatevi. Io sono morto, voi siate forti.” Dopo averci spiegato qua cos’è Facebook, ci spiega adesso cosa è Verde. Grazie Flai, avercene.
Il collage è di Federica Rodella.
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