BLITZRECENZION #22: CONEY ISLAND BABY

p.1 VERDE 18

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

Blitzrecenzion è la rubrica di versi fulminanti e musica per immagini ideata e curata da S.H. Palmer. Coney Island Baby è stata pubblicata in veREEDe #0, il numero che Verde ha fatto uscire nel novembre 2013 all’indomani della morte di Lou Reed (qui tutti i racconti).
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veREEDe #0: CANTO DI MORTE PER UNA STAR

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

Silvio Perego (Legnano, 1970) ha esordito nel 2009 con la raccolta Jazz (Lampi di Stampa, fuori collana «Festival» a cura di Valentino Ronchi, finalista Premio Manfredi 2009 e Città di Arona 2010), cui ha fatto seguito, nell’aprile 2012, Gli impiegati vanno di fretta (Premio Terzo Millennio, Roma). Suoi testi sono presenti in varie antologie poetiche fra le quali L’impronta esatta del respiro (Ed. Voci della Luna, 2007), Il segreto delle fragole (Lietocolle, 2008) e online. Ha inoltre pubblicato i romanzi L’inganno (Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2006) e l’e-book Cracker per le Edizioni Haiku (Roma, 2012).
Canto di morte per una star è il sesto e ultimo estratto da veREEDe #0, il numero di Verde dedicato a Lou Reed che questa settimana stiamo rileggendo sul blog.
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veREEDe #0: THE DAY LOU REED DIED – 50 CANZONI

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

Proseguiamo con la rilettura di veREEDe #0, il numero che Verde fece uscire nel novembre 2013 all’indomani della morte di Lou Reed. Dopo i racconti di Pierluca D’Antuono, Alda Teodorani, Simone Lucciola e The Gift, non poteva mancare una playlist con le nostre canzoni preferite. Due anni fa, tra chi proponeva una selezione minima di dieci pezzi e chi ne voleva almeno cento, scegliemmo di stilare un elenco di 50 brani pescati da quasi tutti gli album del nostro: sei canzoni da The Velvet Underground & Nico (1967), quattro da White Light/White Heat (1968), Berlin (1973), New York (1989),  tre da Loaded (1970), Transformer (1972) e Songs For Drella (1990), due da Street Hassle (1978), due o una da tutti gli altri.
“Solo cinquanta canzoni”, scrivevamo in chiusura del numero, “perché siamo realisti. È il motivo per cui idolatriamo Lou Reed.”

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veREEDe #0: THE GIFT

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

Nei primi anni Sessanta, prima di fondare i Velvet Underground, Lou Reed frequentò la Syracuse University, dove fu allievo dello scrittore e poeta Delmore Schwartz. Fu durante un corso di scrittura creativa che Lou scrisse la storia di Waldo Jeffers, e della sua relazione a distanza con Marsha Brenson: Waldo non ha abbastanza soldi per partire e andare a trovarla, ma sente così tanto la mancanza di lei da decidere di infilarsi in un pacco e spedirsi per posta. Finale tragico, naturalmente.
Il racconto venne poi registrato durante le sessioni di White Light/White Heat e, recitato da John Cale, appare come seconda traccia dell’album. The Gift è anche il quarto estratto da veREEDe #0, il numero dedicato a Lou Reed che questa settimana stiamo rileggendo sul blog.
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veREEDe #0: QUESTO HALLOWEEN È UNA CERTEZZA

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

Autrice di culto dell’horror noir italiano, Alda Teodorani ha pubblicato numerosi racconti e romanzi per diverse case editrici, e nel corso degli ultimi venti anni ha firmato alcune delle più visionarie pagine della letteratura. Insegna scrittura creativa alla Scuola Internazionale di Comics di Roma. I suoi racconti hanno ispirato, tra gli altri, i film presenti nel DVD Appuntamenti Letali prodotto da Filmhorror.com. Dall’aprile 2012 all’agosto 2014, insieme a Pierluca D’Antuono, è stata curatrice e coproduttrice di Verde.
Questo Halloween è una certezza è il terzo estratto da veREEDe #0, il numero dedicato a Lou Reed che questa settimana stiamo rileggendo sul blog.

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veREEDe #0: SEMIAUTOMATICA #11

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

Nel novembre 2013, all’indomani della sua morte, realizzamo in pochi giorni che Lou Reed era tra i pochi artisti, se non l’unico, a mettere tutti d’accordo in redazione. Ognuno di noi lo aveva amato intensamente nel corso degli anni, per ognuno aveva significato, o significava ancora, qualcosa di unico e di grande. Ognuno di noi aveva qualcosa da dire, o da ricordare, sugli album dei Velvet Underground, sui testi di Berlin e di New York, sulla relazione con Rachel o il rapporto con Lester Bangs, sul declino degli anni Ottanta e la rinascita dei Novanta, fino ai concerti a cui avevamo assistito o alla collaborazione a lungo fraintesa con i Metallica: un mucchio di contributi con cui avremmo potuto realizzare sei numeri o un ebook. Partendo dalla celebre copertina di Punk Magazine realizzata da John Holmstrom, decidemmo alla fine di uscircene con veREEDe #0, il numero unico di una fanzine per Lou Reed, con all’interno una poesia di Silvio Perego, due racconti di Pierluca D’Antuono e Alda Teodorani, la traduzione del racconto-testo The Gift, una Blitzrecenzion di S.H. Palmer, una playlist con le nostre 50 canzoni preferite e, naturalmente, una puntata di Semiautomatica scritta a caldo dal nostro Simone Lucciola. La rileggiamo oggi, 27 ottobre 2015, a due anni di distanza da quella domenica mattina.
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veREEDe #0: LE TARME ERANO NEGLI INTARSI

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)

veREEDe #0, una fanza per Lou Reed (Verde 18, novembre 2013)


Era una domenica pomeriggio quando
Jon Dolan battè la notizia della morte di Lou Reed. Se n’è andato, aggiunsero più tardi le cronache ufficiali, sorridendo e facendo Tai-Chi. Era il 27 ottobre, domani saranno due anni, e noi di Verde abbiamo deciso di riproporre per tutta la settimana veREEDe #0, uscito nel novembre 2013, solo nominalmente il numero 18 del nostro cartaceo ma, come scrivevamo nell’editoriale di allora, a tutti gli effetti il numero zero e unico di una fanza per Lou Reed. Cominciamo oggi con Le tarme erano negli intarsi, un racconto di Pierluca D’Antuono. Perché siamo realisti, per questo ci manca Lou Reed ma, come direbbe Simone Lucciola, di Lester Bangs non ci va di parlare.
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