Trash Vague #4: Vivere centotrenta anni (Jacopo Marocco)

Prima di lasciarvi al quarto appuntamento con Trash Vague, la rubrica che parla del trash come farebbe un padre molto severo nei confronti del figlio a cui sotto sotto vuole un bene dell’anima (e allora perché non lo dici, papà?, perché stai lì nel tuo mutismo e non esprimi mai un gesto di approvazione, una parola di affetto?, scusa tanto se non sono quello che pensavi, ma sto facendo del mio meglio, capisci?, del mio meglio!), torniamo a segnalarvi il nostro interessante quanto necessario esperimento sociale:

Vomito è l’unico spazio di autopubblicazione completamente libero, dedicato a tutti voi. Cliccate qui per partecipare. 

Vi lasciamo ora al racconto del caro Jacopo Marocco che si è occupato del tema “cure e diete miracolose”.

L’illustrazione è di Luana Vecchio, che ci terrà compagnia per tutto il mese.

Continua a leggere

Trash Vague #3: Bella de casa (Beatrice Galluzzi)

Don’t you worry, about a thing, ‘cause every little thing it’s gonna be all right!

Giorno ventesimo di quarantena: i nostri cervelli stanno subendo una deriva reggae senza precedenti. Non abbiamo medici a disposizione, tocca rivolgersi a psiconauti folli stranamente affettuosi. Il loro consiglio? Leggere la terza puntata di Trash Vague, la rubrica che guarda al trash come una sugar babe guarda al suo daddy.

Oggi leggiamo Beatrice Galluzzi – che Quaranta non si vergogna di definire la Beyoncé della letteratura comica – e il suo Bella de Casa, ovvero: Luchino Visconti incontra Fabio Rovazzi.

Il collage è della nostra resident artist Claudia D’Angelo

Continua a leggere

Trash Vague #2: Nostra signora dell’ISIS (Umberto Morello)

Torna Trash Vague: la rubrica che guarda il genere trash con gli occhi di un* amante disillus*; che cerca di catalogare le sue manifestazioni nella pop culture; che tenta di definirne i contorni. Non racconti trash, bensì racconti sul trash. (qui l’introduzione completa).

Oggi ospitiamo il buon Umberto Morello con il suo Nostra Signora dell’ISIS e ne approfittiamo per ringraziare il grande lavoro svolto dalla tv di servizio pubblico nello spingerci sempre più vicini al suicidio durante queste ore di quarantena. Che questo racconto di Umberto sia una sorta di premonizione?

Il collage è di Claudia D’Angelo.

Continua a leggere

Trash Vague #1: Antropofagia (Claudia Grande)

trash ‹träš› s. ingl. (propr. «immondizia»), usato in ital. come agg. e s. m. – 1. agg. Di prodotto (libro, film, spettacolo televisivo e sim.) caratterizzato da cattivo gusto, volgarità, temi e soggetti scelti volutamente e con compiacimento per attirare il pubblico con quanto è scadente, di bassa lega, di infimo livello culturale. 2. s. m. Orientamento del gusto basato sul recupero, spesso compiaciuto e esibito, di tutto quanto è deteriore, di cattivo gusto, di pessima qualità culturale.

Cos’è il trash e perché ci affascina? Cosa ci rivela, il trash, sulle forme d’arte in cui si manifesta? Cosa ci rivela di noi stessi? È sadismo, il nostro, o puro divertimento? E dove sta la linea di demarcazione tra questi due? È un senso di superiorità, di controllo, di categorie estetiche ben strutturate, quello che deriviamo dal trash, o l’illusione di poter abbandonare totalmente l’ordine, le gerarchie e qualsiasi forma di potere? Possiamo dire che il trash sia una – piccola, isolata, ingabbiata – sorta di libertà assoluta?

Quello che possiamo fare e cercare di indagarlo in questa e nelle puntate future di Trash Vague: la rubrica che guarda il genere trash con gli occhi di un* amante disillus*; che cerca di catalogare le sue manifestazioni nella pop culture; che tenta di definirne i contorni. Non racconti trash, bensì racconti sul trash.

Oggi abbiamo con noi Claudia Grande e il suo Antropofagia, ovvero il trash declinato nei giochi televisivi. Il collage, se siete attenti, avrete già capito che è dell’inimitabile Claudia D’Angelo.  

Continua a leggere