LO SCETTICO E L’AMORE

Come ormai tutti sanno (tranne Paolo Gamerro), il 28 maggio scorso Francesco Totti ha giocato l’ultima partita della sua carriera e il mondo intero si è unito in una diretta Facebook lancinante (o allo stadio) per partecipare della sua paura e del suo pianto. Il suo ritiro, il funerale di Enrico Berlinguer per il calcio italiano, ci ha offerto l’ennesimo pretesto per riascoltare Flavio Giurato, proporre a Paolo Parente di scrivere un pezzo partendo da un suo bel post che avevamo letto su Facebook quella domenica sera e chiedere a Sergio Caruso un disegno per l’occasione. Lo scettico e l’amore, il risultato di questa incredibile triangolazione degna del Capitano, ha una chiusa che inspiegabilmente ha fatto arrabbiare qualcuno qui in redazione e a un certo punto recita: “Lo scettico ha frainteso la storia, si è perso qualche passaggio […] non si è accorto che anche tu non sei più una persona ma il tempo più bello, i soli che mi abbronzavano il collo quando giocavo intorno all’ombra del tuo nome, e che ritorni con le stagioni e gli anni, tutti uguali, come saremo sempre uguali noi finché rimbalzerà il pallone […]”.
Oggi è sei giugno e Verde, che ha compiuto cinque anni un mese fa, tra due giorni ne ricompirà due (tanti ne sono passati da allora). Niente cerimonie questa volta: si sta online un numero di volte indefinito ma comunque molto basso e alla fine si muore tutti per fortuna, o in rari casi purtroppo (chiude
404 e a noi qui dispiace tanto).
Addio, è stato bello, torniamo domani al
Buio Pesto.
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UN BANALE EQUIVOCO

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Sergio Caruso, Senza titolo

Flavia Todisco ama le parole da quando è nata (forse da qualche annetto dopo!). Ha dunque iniziato in tenera età a imbrattare qualche foglio di carta con dell’inchiostro: per primi hanno visto la luce suoi versi (Schegge, Gabrieli editore, 1988) e racconti (Senza scontrino non si esce, Robin, 2015), poi brevi monologhi (tuttora inediti). Ultimamente si sta cimentando nella stesura di un romanzo e nella drammaturgia: chissà, lei stessa non vede l’ora di stupirsi, quindi di sorprendere il resto del genere umano!
È laureata in lettere e insegna alle superiori, perché ama le materie umanistiche e stare con i suoi studenti. Appena riesce parte e se ne va a zonzo per il mondo, perché viaggiare è il modo migliore che conosca per imparare e capire. Ha Parigi nel cuore, perché vi ha vissuto e studiato; il Tibet nell’anima, perché non può essere altrimenti. Generalmente è felice e pimpante, ma ha anche lei delle giornatacce.
Con Un banale equivoco è per la prima volta su Verde. L’illustrazione è di Sergio Caruso.
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GATTINI™#3: SCUSA, DICAPRIO

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DeadTamag0tchi after Andy Wahrol, GATTINI™

GATTINI™ è il contenitore degli orrori indifferenziati di Verde. Ogni venerdì, qui e su Facebook.
Dopo le due settimane aberranti con Robotfetishism, abbiamo chiesto a Francesco Quaranta, tornato single da poco, di scrivere qualcosa che abbassasse sensibilmente la tensione erotica – alle stelle – dei venerdì di Verde. Francesco, ormai lo sanno tutti, è il responsabile principale della morte del Casual Friday, ha un problema bello grosso con i titoli, ed è la voce dei The Last Project. Delle tre, almeno una non c’entra un tubo con Scusa, DiCaprio?, ma oggi esce il nuovo album dei ragazzi (è in streaming su Ondarock) ed è davvero bello: qui da noi in redazione è già un piccolo classico e volevamo consigliarvelo.
La copertina (di
GATTINI™, non di Pyrotechnic) è di DeadTamag0tchi, il disegno interno di Sergio Caruso. È venerdì, e allora? Miao!
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LIEVISSIMI INCONVENIENTI SUL VOLO PISA-CAGLIARI

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Sergio Caruso, Senza titolo

Salve! Ben trovati ai Mercoledì Lisi*, il consueto spazio di Verde dedicato alle poesie e ai racconti di Simone Lisi. Oggi, che è 21 settembre (e naturalmente non è equinozio di autunno, così come il 21 giugno scorso non si era in solstizio di estate: EDIT differito), leggiamo Lievissimi inconvenienti sul volo Pisa-Cagliari, un oscuro e controverso affresco (a tratti gratuito) sulle donne sarde e i low-cost Ryanair. Il disegno è di Sergio Caruso.
(*Il titolo dello spazio è puramente indicativo e potrebbe non essere perfettamente rappresentativo delle caratteristiche del contenuto)

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COMPETITION IS COMPETITION

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Sergio Caruso, Senza titolo

Colui che non abbia mai balbettato parole denim nel sogno, colui che non possa permettersi di avere paura e di farsi rapire, colui che si ritrovi ad amare i morti e i film di Bela Tarr, colui che ascoltando Del Ray si domandi a settembre cosa sia successo, saprà con precisione nipponica cosa racconta Ferruccio Mazzanti in Competition is competition.
Il disegno è di Sergio Caruso.
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UNA STORIA CARINA

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Sergio Caruso, Senza titolo

C’è stato un momento della nostra storia, due o tre anni fa o forse meno, in cui ogni cosa stava diventando all’improvviso carina (ma non in Spagna). Quei giorni per fortuna sono finiti, ce l’abbiamo fatta, adesso l’upgrade da bar è pazzesco, durerà poco, ci sentiamo già meglio, ci prenderà il malessere occidentale, è avvenuto oggi (una regola qui in redazione diceva: mai pubblicare brani di conversazioni Whattsapp un racconto o Una storia carina, poi Paolo Gamerro ha ricominciato a scrivere – ben tornato Paolo, adesso però resta). Il disegno è di Sergio Caruso.

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ROCK CRIMINAL #15: KING CURTIS

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Sergio Caruso, Senza titolo

Rock Criminal è la rubrica di Sergio Gilles Lacavalla dedicata alle storie nere del rock e dintorni. È passato un anno da quando Sergio ha accettato di riprendere la collaborazione con Verde e da allora i suoi racconti sono sempre tra i più attesi, letti e apprezzati del nostro blog. Il perché è semplice: le storie criminali sono infinite, i modi di raccontarle sono tanti, quello di Sergio è unico.
Il disegno che apre
King Curtis è di Sergio Caruso.
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L.Y.R.A. – L’UTILITÀ DEI TERRESTRI

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Sergio Caruso, Senza titolo

Fin qui abbiamo quasi sempre letto i racconti di Andrea Frau in una ormai innominabile rubrica  formerly known as Venerdì Qualcosa. Le cose finalmente hanno preso un’altra piega e l’onda lunghissima del riflusso post 29 luglio ha investito Andrea in maniera preoccupante ma non seria: lo dimostra L.Y.R.A. – L’utilità dei terrestri, un racconto che – dice – “voleva essere un Bradbury-Vonnegut ma con aggiunte demenziali e comiche. Sul lato demenziale come sempre non ho avuto problemi.” Quanto al resto, l‘illustrazione è di Sergio Caruso.
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SESSIONE SPECIALE

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Sergio Caruso, Senza titolo

Lukha B. Kremo è ben noto ai lettori della fantascienza e del fantastico sia come autore che come editore. Ha fondato la Kipple Officina Libraria nel 1995 ed è condirettore della collana di letteratura fantastica Avatär, per la quale ha curato l’antologia del Connettivismo (di cui fa parte dal 2005) Frammenti di una rosa quantica (2008) e NeXT-Stream (2015). Dal 2000 fa parte del movimento della Mail Art e nel 2004, in quel contesto artistico, ha creato la micronazione Nazione Oscura Caotica.
Scrive fantascienza dal 1990. Ha pubblicato molti racconti in varie antologie e riviste e (tra gli altri) i romanzi Il Grande Tritacarne, Gli occhi dell’anti-Dio (finalista al Premio Urania 2007), Trans-Human Express (finalista al Premio Urania 2009 e finalista al Premio Italia 2013 nella categoria Miglior Romanzo). Nel 2015 l’antologia personale L’abisso di Coriolis (edizioni Hypnos) è finalista al Premio Italia nella categoria Migliore Antologia.
Nel 2016 ha vinto il Premio Urania con il romanzo Pulphagus®.
Il racconto che leggiamo oggi si intitola Sessione speciale. L’illustrazione è di Sergio Caruso.
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