L’oroscopo del mago Ma

 

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Marco CabrasL’urlo


Oggi pubblichiamo un racconto di Paolo Parente: L’oroscopo del mago Ma.
Paolo mancava da un po’ e siamo davvero molto contenti di riospitare un suo racconto. A proposito di graditi ritorni, ricordate Marco Cabras? È uno dei nostri disegnatori preferiti, per cui tenetelo d’occhio qui e qui. Questi giorni, fino a giugno, pubblicheremo i suoi disegni, per rinfrescarci e rinfrescarvi la memoria su quanto è bravo.

Meno cinque alla seconda serata di Scenicchia una sega #2 Praticamente un concorso! Questi giorni siamo stati al futuro Salò del libro – Paura e delirio a Torino.  Prossimamente vi racconteremo cosa hanno combinato le vostre sagomicchie preferite ehehehehe.

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La siepe

marekiaro

Marek Hamsik– Marekiaro. La mia autobiografia- Mondadori (2018), acquistabile qui nello store Mondadori

Buon lunedì, amici! Veniamo da un fine settimana davvero movimentato, tra compleanni (ancora auguri a Ippolit-web e F. Sabelli! il 30 è il compleanno di Vanni quindi tenetevi pronti!), crisi isteriche, liti indegne, incomprensioni, scenate da prima donna di ex-redattori e sofferenze futbolistiche.
Ringraziamo la FIGC e l’AIA per farci disamorare sempre di più del calcio italiano.
Ma siamo Uomini di Lettere, come sapete, e quindi è giusto non perder tempo dietro quisiquilie da villici. 
Da oggi ci occuperemo di calcio solo in senso letterario come consigliano gli amici Minimi e Morali qui. Nazionalpopolari sempre, ma con la giusta distanza dalle sofferenze e le tribolazioni proletarie. Poco male, i soldi tolti a Sky, Dazn e compagnia, li spenderemo in libri Mondadori! Avete visto che spettacolo, lo store?! Ci sentiamo come Robin Williams in Moscow on the Hudson, davvero troppi, troppi libri!

Avete notato come ci stiamo introducendo in punta di piedi, sinuosi e untuosi, nel jet set letterario? Reading, festival, slam, presentazioni, feste in terrazza e cene in piedi (non alleghiamo link perché sono eventi fin troppo esclusivi, mettete che poi si imbuca un Fly o un P. Bergamo qualunque). Siamo a un passo dall’inserimento, intravediamo la vetta (il pizzetto di Vanni Santoni). L’unica cosa che potrebbe guastare i nostri piani sarebbe l’uccisione del nostro piccolo principe Marinelli. Viva la nostra rivista piccola, piccola. Ma con un cuore grande così 💚.

Oggi con noi un gran bel racconto di Paolo Parente, vi invitiamo a leggerlo. Paolo sposa in pieno la nostra svolta antipallonara e per una volta non scrive der Pupone; il risultato ci pare ottimo.
Noi, da bravi figliocci di Roland Barthes (ciao Rolly!) scindiamo tra autore e opera, per cui non ci importa delle accuse contro Paolo e del bailamme intorno a lui.

EDIT. Ci scusiamo, il Paolo in questione era un omonimo. (Rivista significa anche dire mi dispiace, al contrario della litweb dove è tutto un infamarsi).
Ma il resto rimane: il racconto è bello e Roland ha ragione. Buon racconto.

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LO SCETTICO E L’AMORE

Come ormai tutti sanno (tranne Paolo Gamerro), il 28 maggio scorso Francesco Totti ha giocato l’ultima partita della sua carriera e il mondo intero si è unito in una diretta Facebook lancinante (o allo stadio) per partecipare della sua paura e del suo pianto. Il suo ritiro, il funerale di Enrico Berlinguer per il calcio italiano, ci ha offerto l’ennesimo pretesto per riascoltare Flavio Giurato, proporre a Paolo Parente di scrivere un pezzo partendo da un suo bel post che avevamo letto su Facebook quella domenica sera e chiedere a Sergio Caruso un disegno per l’occasione. Lo scettico e l’amore, il risultato di questa incredibile triangolazione degna del Capitano, ha una chiusa che inspiegabilmente ha fatto arrabbiare qualcuno qui in redazione e a un certo punto recita: “Lo scettico ha frainteso la storia, si è perso qualche passaggio […] non si è accorto che anche tu non sei più una persona ma il tempo più bello, i soli che mi abbronzavano il collo quando giocavo intorno all’ombra del tuo nome, e che ritorni con le stagioni e gli anni, tutti uguali, come saremo sempre uguali noi finché rimbalzerà il pallone […]”.
Oggi è sei giugno e Verde, che ha compiuto cinque anni un mese fa, tra due giorni ne ricompirà due (tanti ne sono passati da allora). Niente cerimonie questa volta: si sta online un numero di volte indefinito ma comunque molto basso e alla fine si muore tutti per fortuna, o in rari casi purtroppo (chiude
404 e a noi qui dispiace tanto).
Addio, è stato bello, torniamo domani al
Buio Pesto.
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UN NO

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Demonia, Stesa

Hanno tutti bisogno almeno di Un no, è la nostra linea editoriale (pensateci quando ci mandate i racconti, soprattutto se inviate lo stesso racconto anche ad altre riviste e il giorno prima della pubblicazione ci causate buchi di programmazione imbarazzanti e poi non vi lamentate se finite nella lista nera di Verde e prima o poi ci incontreremo di nuovo, su Twitter o in reading a Firenze) e un passaggio del bel racconto di Paolo Parente (ripassate), che leggiamo oggi con una illustrazione di Demonia.
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MA CHE CAZZO DI BESTIA CIECA, FURIOSA, ATEMPORALE È L’AMORE

“Scrittore di racconti fino ad ora o troppo autobiografici o completamente incapaci di reggersi a qualsiasi appiglio del reale, i miei anni, anche se pochi, sono come quelli delle signore che non si chiedono mai”: è Paolo Parente, che oggi esordisce su Verde con Ma che cazzo di bestia cieca, furiosa, atemporale è l’amore.
L’illustrazione, di DaniPas, fa parte della serie Dark and Light.
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