Liminal Personae #12: I fantasmi

Buongiorno benedetti ragazz*.
Prima di lasciarvi alla dodicesima puntata di Liminal Personae ci teniamo a far gli auguri di buona vita all’amica Francesca Massarenti che tradusse per noi Termiti e voltaren dal corso in sardo, Carta Velina in austriaco, Posseduta in segesváriano e i testi di Flavio Giurato in swahili ma quello fu uno sfizio nostro più che per la rivista. Ora Francesca ha aperto una fabbrica che fa tende con le mani a Frosinone e nel tempo libero fa sudoku con numeri irrazionali. Ah, l’irrazionalità lunare che influisce sulle maree… ricordate quanto si stava più sicuri con gli stereotipi di genere? Prima che qualche sbruffoncella iniziasse a sputare su Hegel. Rimpiangete quella sicurezza? Siete nel posto sbagliato, allora. Forza capitana Carola Rackete! Per quel che conta Verde è con te. (Abbiamo dato a Orfini una copia di Nuova Edizione 2019, speriamo che sia di parola e te la consegni. Di parola. Orfini. Vabbé).

Prendetevi cura delle vostre piante di basilico, qualunque nome abbiano, e state attenti agli afidi. Ma chi pensa agli afidi? Ci fa bene questo manicheismo, questo dividere in umani e disumani? In cose buone e cose tossiche? C’è stata un’età dell’oro senza tutto questo odio? C’è stata un’età dell’oro senza social e lit web? Com’era il mondo prima di Ippolita Luzzo?  E allora vi diciamo una cosa: quando tornate a casa date una carezza al vostro afide personale, tutti ne abbiamo uno, e ditegli questa è la carezza di Ramses e di tutta Verde.

Vi lasciamo a Fantasmi, di S.H. Palmer.

Illustrazione di Francesca Caruso.

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Liminal Personae #11: Natalino V

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Iside Floriani, (I don’t wanna be buried in a) Pet Sematary

Elezioni europee 2019, la redazione di Verde c’è. Affluenza al 71%, nel nostro Parlamento La Sinistra è al 40%, + Europa al 60%, nessun grillosovranista eletto (spiace per Felici…), probabile nuovo Commissario: l’austero Bobby Camurri. Messaggio di Ramses II a tutti quelli che “Verde è un collettivo anarcopunx di sx”: UE COGLIONI COSA DOBBIAMO FARE PER DIMOSTRARVI CHE SIAMO DI DESTRA ci abbiamo pure il patetico calendiano pazzo (AUCH) (più Marinelli).
Siamo perduti lassù sui monti delle nostre bolle virtuali post editoriali a combattere il fascismo facendo fuoco sugli amici (e siamo amici di tutti), ma una cosa in comune con il Paese Reale ce l’abbiamo: non sappiamo votare. E gli analisti che in queste ore prendono la parola (ovviamente tutti maschi bianchi ultracinquantenni alla Polito, piuttosto che fare parlare e ascoltare una donna vi fareste cascare il cazzo)? Ci hanno tutti ragione: Renzi 2014, Di Maio 2018, Salvini 2019, this is L I T T E R A L L Y un paese bipolare. Il nostro psichiatra consiglia Gabapentin 300 due volte al giorno + Anafranil al mattino e 10 gocce di Melatonina Act alle 22:30.
Mentre noi cincischiamo su Crapula Club il Mostro (SIC) Greg Magini piazza i germi di un futuro (prossimo) manifesto della narrazione da cui sarà necessario (ri) partire e che per noi ha già un titolo perfetto: IL CRICETO DELL’IDENTITÀ. “Chi si lamenta è un imbecille. Non c’è cosa più grottesca di un buffone che cerca di sembrare una persona seria; la vetta della piramide è sicuramente occupata dagli scrittori che parlano della propria persona come se fosse interessante. Heh. Gli scrittori che credono nella letteratura ne stanno uscendo pazzi, stanno diventando tutti nazisti o giù di lì. Forse anche io. Pazzo dico, non nazista. La situazione socio-tecnologica è tale da avere ormai minato le condizioni di nascita e sviluppo delle subculture stesse, che si polverizzano nel magma vorticoso di una memetica che, trionfo del trotzkismo, si rivoluziona ogni minuto. Dove si ritrovano, in questo pulviscolo, i quanti di letteratura?” (prosegue qua). Well done Greg, ci inchiniamo e applausi: scordiamoci il passato.
Nanni era il migliore. Punto. Ne riparleremo presto.
Torna S.H. Palmer con Liminal Personae, Natalino V, puntata numero undici, e per la prima volta Iside Floriani illustra la nostra rivista. Siamo in viaggio in direzione Pomigliano d’Arco, sono arrivate le copie. Venerdì 31, terza serata di SUS#2 (ospiti di Minimum Fax in Via Pisanelli 2, zona Piazza del Popolo), ve le mostreremo.
“Ogni mattina Ivano Porpora si sveglia, controlla i risultati elettorali ed esulta un pochino dentro di sé, perché il PARTITO è secondo, e non è poi così male. Dopo apre il computer e controlla se quei bastardi di Verde Rivista hanno ancora fatto un meme su di lui. Ma! Cos’è questo? Un fuoco amico? Non se lo aspettava. Che fare? Come sempre nei momenti più difficili Ivano si piazza di fronte alla sua grande libreria totiana, fa sette flessioni, pesca un libro a caso e lo apre. Pagina pari: farà un casino e spaccherà tutto. Pagina dispari: porgerà l’altra guancia.
Pagina 265.
COS
Un quarto d’ora dopo, al telefono con Nicola Lagioia, Ivano cambia idea: ciò che ha distrutto la sinistra negli ultimi sessant’anni è il fuoco amico. Questi patetici nazimemers incel pazzi non capiscono che il potere dell’ironia va sfruttato per distruggere i naziciccioni mangiacannoli sovranisti pazzi. UE E PURE IO MI MANGIO I CANNOLI, si sente rispondere dall’altra parte della cornetta. Ivano si rimprovera subito, “questa espressione non è da me” porcodigghe, “scusa Nicola”. “UE COGLIONE MA QUALE NICOLA”!
Era soltanto un anonimo rider Foodora di Bitonto, iscritto al Sinistralibro e al Partito Comunista di Rizzo. Aveva sbagliato numero.”
(anteprima da Giuseppe Zucco, La conversazione meccanicistica degli scooteroni albicelesti, Altaforte 2019, prefazione di Javier Mascherano).
(AAA CERCASI DISPERATAMENTE NUOVO COMPAGNO DI GIOCHI)
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Liminal Personae #10: Beatrice, la narcisa del 159

La vita su Facebook con meno like di Crapula Club fa schifo. Hanno cancellato la nostra pagina Verde Rivista. Non siamo riusciti a spiegare che “UE MARINELLI PATETICO PEZZO DI CANE COGLIONE PAZZO” non è un insulto al Luca Marinelli messicano sperduto in Messico, ma al “Lucariello” sradicato schlemihl senza direzione, senza progresso, in balia dell’entropia. I più intelligenti lo avevano annusato in tempi non sospetti, i più coglioni e infami ci hanno segnalato in massa. Potremmo dire semplicemente di avere perso circa 4000 contatti in un paio di folli settimane Litwrestling, ma prenderemmo in giro il nostro pubblico che non ha bisogno di essere preso in giro pure da noi. La verità, benedetti ragazzi, è un’altra: la Litwrestling, crollata e ribaltata su di sé, è morta e ha ucciso almeno un pezzetto di noi. Abbiamo perso il nostro intero archivio Facebook di complesse narrazioni e autonarrazioni, il dispositivo accelerazionista, intersezionista e umanista che nell’ultimo anno aveva contribuito ad aumentare la nostra visibilità (e sticazzi, certo), e permesso di dimostrare che oltre al cazzeggio c’è una meraviglia (e meicojoni). La letteratura pazzesca in Italia, a esempio, e troppe altre cose da elencare (è ancora presto) che scoprirete nei prossimi mesi (da qui a giugno).
Nuova fase nuovo schifo, dicevamo in estate. E invece. Da oggi Verde sarà un po’ meno Dante Virgili’s Clarks Gang e un po’ più Guacamole. Un giorno racconteremo la cronaca di questi giorni maledetti e impazziti, ma non adesso, ragazzi: ora abbiamo bisogno soltanto di silenzio. E del vostro aiuto.
La Nuova Verde è tornata su Facebook. Aiutateci a toccare rapidamente quota mille.
Mentre scriviamo queste righe è il compleanno di un caro amico di Verde. Ti dedichiamo, caro amico di Verde, una delle nostre canzoni preferite.
La Nuova Verde è la nostra nuova pagina Facebook (qua). In redazione abbiamo fissato un obiettivo ambizioso: nessuna segnalazione né ban prima di tornare a *almeno* quota mille (aiutateci). Poi a qualcuno è venuto in mente di condividere un racconto di Narrandom, non quello andato online ieri (ciao, caro amico di Verde, buon sessantacinquesimo compleanno) e per 24 ore siamo rimasti fuori dalle vostre bolle. Ma siamo sicuri che non ve ne siete neanche accorti (aiutateci: siamo a 691).
Il dibattito sul creare contenuti su per Facebook è rimandato a un’altra volta.
Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.” Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Beatrice, la narcisa del 159 è la decima puntata (qui le precedenti).
L’illustrazione, tratta dal progetto All Melody, è di 
Laura Fortin.
Bierde es bierde, on recommence, on oublie tout. Avete già firmato l’appello che abbiamo lanciato per la revisione del processo contro Cesare Battisti? Siete ancora in tempo (qui). Ciao, buon fine settimana, se il prossimo mercoledì sarete a Firenze fate un salto qua.
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Liminal Personae #9: Sarah & (my) friends

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Sarah & my friends è la nona puntata (qui le precedenti).
L’illustrazione, tratta dal progetto All Melody, è di
Laura Fortin.
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Liminal Personae #8: L’autrice

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Demerzelev – Pasolini intervista Ungaretti: Che cos’è un meme? #5

La rubrica Liminal Personae giunge quieta quieta all’ottava puntata e si conferma ancora una volta come un’oasi emotiva all’interno del marasma che è Verde Rivista. S.H. Palmer pizzica delle corde che ci riportano a un altro tempo della lit-blog/rivista e in un diverso rapporto con il nostro io-scrittore. L’autrice diventa così soggetto, chiudendo il circolo o passando dal via per poi ripartire di nuovo. L’illustrazione è sempre del nostro Demerzelev (Franco Sardo).

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Liminal Personae #7: Justin della foresta secca

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Sylvie Contoz tra cosmesi (litblog) ed editoria di qualità (rivista)

Neanche il tempo di dichiarare conclusa una guerra (con relativa sconfitta cocente che di certo non negheremo, ragazzi) ed ecco ariaprirsi un nuovo antichissimo fronte: il guru Antonio Russo de Vivo (sempre sia lodato) ci aridefinisce litblog, ma il paradigma cambia perché adesso ci incazziamo sul serio. Tony, amici di Crapula, gente tutta della litweb e delle scenicchie varie, lo volete capire che Verde Rivista perché Verde fa rivista? Non è abbastanza chiaro? Ci aspettiamo rettifica o smentita subitanea, in caso contrario siamo già pronti a fare un discreto casino (a margine: qualcuno ci spieghi perché Verde—>Litblog e TerraNullius—>rivista. Forse perché Luciano Funetta? A parte che Luciano è un amico, come la spieghi altrimenti? Eh, Antò? Suvvia, come dicono quelli).
Le ultime dalla litweb: la Regina recensisce Emanuela Cocco e noi siamo contenti. Sylvie Contoz contesa da litblog e rivista si dà agli uni, recensendo (positivamente, ovvio, non siamo mica su A colpo sicuro) l’amico Oricci, e agli altri con una nuova rubrica fotografica pazzesca: quanti libri di qualità fanno un Dior di qualità (e viceversa)? Ve lo domandate da una vita, nevvero? Adesso lo sapete.
Sono aumentati negli ultimi tempi gli arrivi di racconti firmati da pseudonimi totali, non si presentano neanche più in email. Detto che a tre quarti della redazione sbatte il cazzo se non ci dite come siete registrati all’anagrafe (non siamo mica pulotti, per dio), il questurino Francesco Quaranta ci tiene tanto a smarcarsi e a chiedervi i documenti, almeno nelle lettere di presentazione che accompagnate ai vostri capolavori. Fate come il Commissario, annuite con questa espressione qua, l’espressione beata di chi sta passando serenamente una cena tra pari, in compagnia degli amici di Terranullius Rivista (9 ottobre 2018, Libreria Tomo e Pizzeria Economica, San Lorenzo in Roma: capito, Antò?).
Tanto era dovuto. Le cose serie e importanti, adesso. È venerdì sera, torniamo a fare RIVISTA (ci abbiamo le rubriche, ci abbiamo gli illustratori, ci abbiamo gli editoriali e una redazione, facciamo reading ed eventi, pubblichiamo Marinelli e Mosca, siamo amici di tutti, ma poi che cazzo sarebbero i litblog?).
Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Justin della foresta seccail Piccolo Principe postmoderno, è il bel titolo della settima puntata (qui le precedenti) (Balena Bianca? Rivista?).
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Liminal Personae #6: Gregor R

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. La sesta puntata (qui le precedenti), è stata scritta “in memoria di Gregor R. trovato senza vita nel suo appartamento (accanto al mio) la notte del 15 di agosto del 2018. Da quanto tempo giacesse lì, non ci è dato saperlo. Dal balcone di casa lo avevamo intravisto l’ultima volta una settimana prima, mentre andava a fare la spesa.”
L’illustrazione è di
EPVIVIVI.
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Liminal Personae #5: Don Quixote

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo nei gesti degli altri noi stessi, la nostra storia, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Ogni giorno tre lingue si articolano nella mente di S.H. Palmer. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, “per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.”
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Don Quixote è la quinta puntata (qui le precedenti). Siamo in vacanza tra Roma, Venezia, la Sardegna, Torino, Pavia e Milano, ma Verde non si ferma: continueremo ogni lunedì a pubblicare i nostri A colpo sicuro (Stefano Felici sta già scalpitando). Continuate a leggerci, come l’amico Massimiliano Parente, che oggi ci cita su “Il Giornale di Montanelli“. Momento più basso della storia di Verde? Non lo sappiamo, ma se lo gioca con questo: “Tutto è superato, finito. E se così non fosse siete pronti a rimescolare tutto, variatione confusione et discordia, ribellandovi a ogni istituzione, regolamentazione e senso. Niente di meglio che rincarare la dose con Verde Rivista; autoreferenziale, ribelle e ignota. C’è un po’ di tutto, ma voi avete letto Cometa e Gli animali che amiamo, quindi siamo pronti direi.” (Oroscopo letterario agosto 2018, Paper Moon: grazie Diletta Crudeli.)
L’illustrazione è di Monicatrequarti, che salutiamo e ringraziamo per il mese pazzesco trascorso insieme.
Un abbraccio alle leoncine litblog in ascolto e un buon fine settimana a tutte le altre riviste letterarie.
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Liminal Personae #4: Guglielmo

Guglielmo è la quarta puntata di Liminal Personae, la rubrica di S.H. Palmer che “nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo noi stessi, la nostra storia, nei gesti di altri, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Tre lingue si articolano nella mia mente ogni giorno. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Liminal Personae è stato uno dei testi più belli che abbia avuto tra le mani nel periodo universitario, ne ho ancora una copia nell’armadio, a casa di mia madre.”
Per Palmer, shakespeariana per scelta, la gelosia non esiste: “il mondo delle passioni e degli accadimenti di Shakespeare è rassicurante. Lo capisco solo ora, davvero.”  L’illustrazione è di E.P. VI VI VI.

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Liminal Personae #3 : Mischa, Madame de Lebeuv

Liminal Personae nasce dalla necessità primordiale di osservazione e metabolizzazione del mondo, nello spazio e nel tempo presente. Nella ciclicità dell’archetipo e del simbolo ritroviamo noi stessi, la nostra storia, nei gesti di altri, e cerchiamo più o meno consciamente di sfruttare l’empatia come una sfera di cristallo, per scoprire quale sarà il prossimo passo. Tre lingue si articolano nella mia mente ogni giorno. Le influenze dell’una ricadono sulle altre due e così in un moto perpetuo la scrittura e la comunicazione salgono a spirale, per schiantarsi al suolo perpendicolari all’asse del mio respiro.
Il nome della rubrica è un omaggio esplicito alla professoressa Clara Mucci. Liminal Personae è stato uno dei testi più belli che abbia avuto tra le mani nel periodo universitario, ne ho ancora una copia nell’armadio, a casa di mia madre.”
Mischa, Madame de Lebeuv è la terza puntata della nuova rubrica di S.H. Palmerpotete rileggere le due puntate precedenti cliccando qui.
Questa è l’ultima illustrazione di
Nadia Sgaramella , grazie Nadia, a presto!
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