Jurodivye #6: Il baratro sotto la pelle (Frau)

Che fai, ragazzo sullo schermo, con quel rasoio? Pubblico Jurodivye numero sei. Il primo redattore a rispondere alla chiamata di A.G.Z, non poteva essere altrimenti, è Andrea Frau, “più valente redattore della storia di Verde, colui che questa storia ha scritto e che ha contribuito a farvi leggere” (cit. imperitura). Mancava da un anno, ne sono sembrati dieci. Il baratro sotto la pelle: la tua opera qui non è conclusa, Capitano, noi vogliamo continuare a leggerti e così speriamo di te.
Schizzo d’artista di  etere____.

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Jurodivye #5: I Ragazzi Silvestri (A.E. Fornari)

Una volta a mese o giù di lì AKA quanno ce pare, Jurodivye, rubrica di racconti che almanacca sulla radicalità eteroclita e di smarginamento: testi mistici, pornografici, aberranti, equivoci, deformi. Indulgendo alla psichedelia, all’irregolarità, al degrado erotico e mentale, alla pneumatologia, all’anfibologia, alla psiconautica, alla teratomorfia.
Dovremmo spendere due parole sull’inventore di questo spazio, e almeno una sull’autore del giorno, ma “come è noto” Verde affoga l’individualità e da affogate possiamo soltanto condividere liste di rovinosità e annunciare
Alex Ezra Fornari con I Ragazzi Silvestri. Di buono c’è che non siamo sole, sapete chi altri affoga con noi? Il Collettivo Montag. Nessuno sa quante sono, chi sono, come sono, perché sono e soprattutto dove sono. Sabato 21 saranno al Pasto Nudo a parlare tra le altre cose di Aperiaffogamenti a partire da questo testo.
Lo schizzo di autrice è della Dottoressa (prego)
 etere____.”Scrive da demone e dipinge da dea”: sommersa anche lei.
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Jurodivye #4: Coltivando giardini di sproloqui (Tomassini)

DALL-E / Luca Marinelli, A symbolist masterpiece named “Harvesting gardens made by unuseful words”

Andrea Zandomeneghi è forse l’unico supporto vitale rimasto a Verde Rivista. La cura somministrata per via intravenosa senza avvisare famigliari né presentare il consenso informato è Jurodivye, la rubrica di racconti che almanacca sulla radicalità eteroclita e di smarginamento: testi mistici, pornografici, aberranti, equivoci, deformi. Indulgendo alla psichedelia, all’irregolarità, al degrado erotico e mentale, alla pneumatologia, all’anfibologia, alla psiconautica, alla teratomorfia. In tre parole: “piangere, riflettere, evolvere” (la citazione è stata editata secondo le pratiche di cui qui).

Potete trovare i primi tre appuntamenti qui, qui e qui.

In questo funereo dicembre abbiamo il piacere di ospitare per la prima volta su Verde Veronica Tomassini, siciliana di origini umbre, vive a Siracusa. Il suo romanzo d’esordio, Sangue di cane (Laurana 2010) fu un caso letterario. Successivamente ha pubblicato Il polacco Maciej (Feltrinelli Zoom 2012) e Christiane deve morire (Gaffi 2014).

Vale la pena di soffermarsi sull’illustrazione realizzata appositamente dalle buone sinapsi di DALL-E che ha servito un ottimo prompt alla nostra house artificial intelligence Luca Marinelli.

Buona lettura.

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Che genere di letteratura si crede di essere?

Figuriamoci se l’astronave può accedere all’Area C!

La prima settimana di ottobre si è tenuta a Milano l’ottava edizione di una fiera dedicata alla letteratura fantastica e di fantascienza. Verde Rivista, forte del suo amore e della sua “militanza” tra le fila della scrittura di genere oltre che dell’essere più volte stata relegata tramite definizioni sommarie nell’ambito dei blogghetti di inself(publisher) e delle fanzine dilettantistiche, sapeva di non poter mancare all’evento anche solo come dimostrazione di solidarietà. Purtroppo la direzione si è rifiutata di riconoscerci l’accredito stampa e Marinelli ha fatto un discreto casino una volta messo davanti all’idea di dover sborsare un decello per entrare a una fiera.

Quando si dice la provvidenza: due contributor esterni, autodefinitisi “difensori della nobile arte” si sono offerti di mandarci un pezzo sulla fiera in questione. Frau come al solito ha detto sì prima di leggerlo, e ora ci troviamo costretti a pubblicare qualcosa da cui contiamo di dissociarci al più presto. Tranne Doc Mosca, Doc Mosca è pressoché d’accordo.

Ecco a voi Stranimondi, recensione di Marianna De Coro e Guido Felice Ladonna.

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Jurodivye #3: Aforisma 76 (Tedoldi)

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Claudio D’Angelo, Aforisma 77

Andrea Zandomeneghi ha creato per Verde Jurodivye, una rubrica di racconti che almanacca sulla radicalità eteroclita e di smarginamento: testi mistici, pornografici, aberranti, equivoci, deformi. Indulgendo alla psichedelia, all’irregolarità, al degrado erotico e mentale, alla pneumatologia, all’anfibologia, alla psiconautica, alla teratomorfia. In tre parole: “piangere, riflettere, evolvere” (la citazione è stata editata secondo le pratiche di cui qui).
Chi ci segue avrà già letto l’esposizione di AGZ medesimo (qua) e il movimento di Gian Marco Griffi (qui).
Chi non ci segue è fortunato (“e questo è inconfutabile”), chi è di passaggio oggi sperimenterà con Aforisma 76 l’agnizione di Giordano Tedoldi, già definito “il cattivo della letteratura italiana”, già omaggiato anche in libreria da un nostro importante redattore, autore di racconti (“Io odio John Updike”, Fazi 2006 e minimum fax 2016, “Decomposizione della letteratura”, autop 2021) e di romanzi (“I segnalati”, Fazi 2013; “Tabù”, Tunué 2017, “Necropolis”, Chiarelettere 2019).
La copertina inedita è di Claudia D’Angelo. Continua a leggere

Jurodivye #2: Maratoneti senza futuro (Griffi)

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Claudia D’Angelo, Maratoneti (2022)

Dice Andrea Zandomeneghi che Gian Marco Griffi ha scritto il libro più chiacchierato della bolla della litweb AKA LA SCENICCHIA, romanzo “poderoso, fiume, veloce, cadenzato, tumultuoso, pregevole e stiloso”, e avrebbe dovuto dirlo Andrea questa sera al Pasto Nudo, dove La Nuova Verde dirà delle Ferrovie del Messico in presenza dell’autore alla sua prima romana. Noi siamo entusiaste e non vediamo l’ora, cioè le 21 (qui tutti i dettagli).
Jurodivye è una rubrica di racconti che almanacca sulla radicalità eteroclita e di smarginamento: testi mistici, pornografici, aberranti, equivoci, deformi. Indulgendo alla psichedelia, all’irregolarità, al degrado erotico e mentale, alla pneumatologia, all’anfibologia, alla psiconautica, alla teratomorfia.
Il mese scorso si è letta l’introduzione programmatica di Zando e si erano promessi a venire nomi pazzeschi, impegno che si mantiene con Maratoneti del futuro, un pezzo clamoroso scritto da Griffi medesimo. Sicronicità? Se ne dirà tra le altre cose questa sera. Evento dell’anno, state avvisate, chi non viene, come dicono quelle, è pazzo.
La copertina è di Claupatra, di cui un giorno si dirà in saggi e libri.

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Barche di un giorno (dispacci dalle isole)

Ci piacciono le tradizioni. Il 21 settembre, che non è l’ultimo giorno di estate ma così negli anni Ottanta ci hanno insegnato a scuola (e così lo insegniamo noi oggi nonostante Google), Simone Lisi ci racconta l’estate. Il racconto dell’estate è la fine dell’estate. Il 21 settembre è la data di Schrödinger delle mezze stagioni. Le mezze stagioni sono delle intere che ce la stanno facendo. Barche di un giorno è un dispaccio dalle isole. La copertina è di Claupatra.

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Jurodivye #1: Il verbo del Cristo etrusco (Zandomeneghi)

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Claudia D’Angelo, L’antropogonia secondo il verbo del Cristo etrusco (2022)

Ci scrive Andrea G. Zandomeneghi, che già avevamo rimproverato, una mattina di inizio settembre dopo il Flip che abbiamo trascorso furiosamente insieme dal tramonto all’alba mentre le amiche della bolla posavano in social con il cartonato armato di William T. Vollman: “Ma una rubrichina tipo mensile faconto “Ierofanti lubrichi” di raccontini misticheggianti, aberranti, pornografici et similia, se la propongo a Verde, mi pisciate in testa?” Detto dell’inaccessibilità di saldare la possibilità dello sconcerto di una pioggia dorata al cassamento di Zando e confortati dall’ambiguità in tag del Guru, ci apprestiamo a rianimare ancora una volta, come se fosse la prima e persuasi dell’ultima, il cadavere di Verde abbeverandoci dal cirro placcato del già autore dell’indimenticata Nutria con Jurodivye, “una rubrica di racconti che almanacca sulla radicalità eteroclita e di smarginamento: testi mistici, pornografici, aberranti, equivoci, deformi. Indulgendo alla psichedelia, all’irregolarità, al degrado erotico e mentale, alla pneumatologia, all’anfibologia, alla psiconautica, alla teratomorfia (soprattutto teratomorfia, ndr)”.
I nomi coinvolti sono pazzeschi, e li scoprirete nelle prossime settimane. Si apre, va senza dirlo, con Il verbo del Cristo etrusco dello Zando medesimo, “perché voglio prendermi la mia parte di responsabilità, perché voglio essere il primo a sporcami le mani, perché io per primo ho bisogno di questo percorso dalla vita alla letteratura e dalla letteratura alla vita”.
Privatevi di ombrelli e spalancate le fauci. La copertina, naturalmente, è di Claupatra.

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VERDE@FLIP 2022 | 2-4 SETTEMBRE 2022

Festival della Letteratura Indipendente di Pomigliano

Da stasera fino a domenica 4 siamo al Flip di Pomigliano.

  • Sabato 3 Presentazione della collana tREma (Arcoiris) diretta da Emanuela Cocco; della casa editrice Tetra diretta da Roberto Venturini e del libro “Chiromantica medica” (nottetempo) di Alessio Mosca, modera Verde Rivista e Andrea Zandomeneghi. Luogo evento: Centro Giorgio La Pira.

Programma completo qui.