Diorama

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Sofia MoriMonotipo 6

“Escono dalle pareti. I raccontielli escono dalle fottute pareti! Lo capisci, Felix?! Io non so più che fare!”
“Tranquillo, è tutto un sogno”.

Stefano Felici, nello spare time tra una partita della Roma e una rosicata nei gruppi di memers migliori di lui, fa lo psicologo a tempo perso nello scantinato del coworking di Pesaro, forte dell’esperienza con le nevrosi umane sviluppata presso le macchinette delle aree ristoro di svariate sedi Man Power. Quello e un mucchio di problemi di stampo freudiano. Oggi sul suo *divaniello in pelle, un baldo giovincello di mezz’età che chiede di restare anonimo – lo chiameremo Luke-One – confida i suoi tormenti.

“È solo un sogno”, ripete Stefano, questa volta facendo nell’aria le magiche virgolette post-ironiche che tutto curano e tutto aggiustano.
“Non capisci, Felix, non è un sogno! Io scherzavo. Just One Night, ho detto, massì ce la leviamo facile e poi taaac vacanzina a Ostia e ciao a tutti, mi dicevo. E invece… Invece 1250 racconti, Felix, P**rca Mad***a 1250 racconti! Li hai mai visti 1250 tutti insieme? Ti si infilano dappertutto! E poi hai voglia di carbonella, quelli mica bruciano poi così bene”.
“Be’ Luke, sono digitali… Non bruciano”.
“Ste, non capisci un cazzo: è peggio”.
“COS”
“Bruciano l’anima”.

A quel punto però scatta l’ora dell’aperitivo – che per Stefano è intorno alle sedici e trenta, ma dipende quando si liberano Marinelli e D’Antuono – e infatti ecco l’SMS di Ramses: Move your ass Felix, it’s Spritz avec Select time! Stefano allora, per sbrigarsi, propone al paziente una terapia a base di Diorama, il nuovo racconto di Gianluca Garrapa che vi proponiamo qui sotto. E quell’altro: “Ma se ti ho appena detto che mi so scassat’ u cazz’ de leggere! Cioè c’ho il mestruo dagli occhi”.
“PARDON?”
“Volevo dire che sanguino, sanguino dalle ovaie oculari!”
“Facciamo che prendi un Plasil che secondo me è tutta indigestione”.

Ok, lasciamoli soli. Buona lettura. L’illustrazione è di Sofia Mori.

*il divaniello l’avete già visto in diversi video amatoriali sulla dark litweb (non agevoliamo link).

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Alberi di Natale

Buongiorno, come sapete abbiamo avuto alcuni problemini con fb. La lit-wrestling sarà pure morta, così come il caps lock, ma Verde è più viva che mai. Incurante degli sconvolgimenti su facebook, il nostro blog è sempre qua. Questo, nessun troll o delatore può portarcelo via (oddio, almeno per ora. Cos’è, una sfida?! Ma porca miseria, no!). Invitiamo tutti a seguire la nostra nuova pagina fb “La Nuova Verde” (non possiamo più utilizzare il titolo Verde Rivista e neanche solo Verde).
Oggi pubblichiamo un racconto di uno dei nostri autori preferiti, 
Gianluca Garrapa; un racconto che inizia con una virgola e finisce senza tempo. Ci teniamo a ringraziare tutti i nostri lettori e amici per il sostegno. Perdonateci il piccolo inconveniente e scusate il ritardo. Grazie per il vostro wonderbra emozionale, ne avevamo bisogno! Un abbraccio.

L’illustrazione è di Paolo Massagli.

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Le farfalle

Nel nostro listone di inizio anno dei libri 2017 che abbiamo più amato c’era anche Gianluca Garrapa, che inevitabilmente oggi (Buon Darwin Day), ritroviamo su Verde con Le farfalle. Ci si può innamorare di una figlia di fascisti, ambienti simili, famiglie diverse? “Nel declino delle loro passioni, due giorni prima di Natale, finsero infine di essere la coppia più bella del mondo ma per non dare adito a dubbi, lo strascico di violenza reciproca prima e di indifferenza dopo era ancora intellegibile nel trancio mancante di dito medio mozzato di lui da lei che, a sua volta, esibiva i segnali dell’odio-amore nella vasta chiazza liscia circolare sulla guancia destra, impressa da lui, con quell’arnese predisponibile al marchio sulla cotenna dei maiali preso in prestito chissà dove da chi e in chissà quale circostanza, mentre lei dormiva profonda nella tombale incoscienza di un vino abbondante premeditatamente mischiato a xanax”.
L’illustrazione è di Giuditta Bertoni.
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STAGE DIVING

Stage Diving, tuffarsi da un palco sulla folla sottostante: Gianluca Garrapa lo fa una volta al mese qui dal parterre di Verde. “Non importa sapere altro, se vi va, potete comunque immaginare altro, ma per questa storia basta considerare la finestra panoramica infrangibile che si può aprire, e lo specchio e il punto di vista extrasensoriale.”
Illustrazione di
DeadTamag0tchi (Amoilsabato).
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ALEXIA MACCHINOVA

Alexia Macchinova, o Il Macchinoso Alexia, o di questo assurdo pareggio tra dire e non dire, è un racconto inedito, lungo, macchinoso e prezioso di Gianluca Garrapa: se avete letto e amato La paziente, non c’è bisogno di presentazioni e anche questa volta non rimarrete delusi. In caso contrario, è l’occasione giusta per ricredervi.
Fotografia di Elisa Piatti (Dead Horses live@Circolo Arci Bolognesi).
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LA PAZIENTE

Savino Ficco, Martha

Savino Ficco, Martha

Non è colpa mia se a un certo punto stavo male, dice La paziente di una struttura abitativa di contenimento mentale. Mani e piedi legati, come in un carcere, costretta a ingoiare medicine, il coltello dalla parte del manico ce lo avevano loro, altro che legge Basaglia!  Eppure, conclude nel finale di una ricognizione drammatica e beffarda, è stato bellissimo, mi è andata di lusso. Il perché lo scoprirete leggendo questo racconto inedito di Gianluca Garrapa (proprio lui, il signore dell’Ainechel): doveva finire su un numero del cartaceo quando ancora si pensava di continuare a fare il cartaceo, i tempi sono maturi per leggerlo oggi sul blog.
Illustrazione di
Savino Ficco (Martha).
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