Jurodivye #5: I Ragazzi Silvestri (A.E. Fornari)

Una volta a mese o giù di lì AKA quanno ce pare, Jurodivye, rubrica di racconti che almanacca sulla radicalità eteroclita e di smarginamento: testi mistici, pornografici, aberranti, equivoci, deformi. Indulgendo alla psichedelia, all’irregolarità, al degrado erotico e mentale, alla pneumatologia, all’anfibologia, alla psiconautica, alla teratomorfia.
Dovremmo spendere due parole sull’inventore di questo spazio, e almeno una sull’autore del giorno, ma “come è noto” Verde affoga l’individualità e da affogate possiamo soltanto condividere liste di rovinosità e annunciare
Alex Ezra Fornari con I Ragazzi Silvestri. Di buono c’è che non siamo sole, sapete chi altri affoga con noi? Il Collettivo Montag. Nessuno sa quante sono, chi sono, come sono, perché sono e soprattutto dove sono. Sabato 21 saranno al Pasto Nudo a parlare tra le altre cose di Aperiaffogamenti a partire da questo testo.
Lo schizzo di autrice è della Dottoressa (prego)
 etere____.”Scrive da demone e dipinge da dea”: sommersa anche lei.

Quindi?
Quindi l’abbiamo rincorso e bloccato.
Sul fiume?
No, sul sentiero. Sull’argine. È là che l’avevamo già visto correre.
Ti rendi conto che avete commesso un reato estremamente grave?
L’abbiamo trattenuto un solo giorno.
È sequestro di persona.
Ma noi siamo bambini e lui un uomo.
Quanti anni hai, Manolo?
Tredici a settembre, signore.
E gli altri due?
Sergio tredici li ha già fatti, Cavalli ne ha da poco compiuti dodici.
L’uomo che avete rapito e seviziato ha quasi quarant’anni.
Un vecchio, lo so.
Nessuno è vecchio a quell’età.
Tutti lo sono a quell’età.
Ma come vi è venuta un’idea simile?
Non ci è venuta, volevamo solo farlo cadere. Per divertirci.
È molto stupido, non credi, intendo, non trovi davvero idiota assalire in tre un uomo per farlo cadere?
Per ridere si fanno cose stupide, signore.
Avete fatto di peggio, vi siete spinti oltre.
È perché è svenuto. È stato là che ci è venuta l’idea.
Ha perso i sensi cadendo?
O ha finto.
Cosa vuol dire ha finto?
Che forse voleva stare al gioco.
Come puoi pensare una cosa del genere?
Ecco, ce l’aveva duro. Quando l’abbiamo spogliato aveva il cazzo duro.
Il pene.
Cosa?
Il pene, l’organo sessuale maschile.
Ok, sì, quello, l’organo.
L’avete spogliato lì dov’era?
Solo i pantaloncini.
E le mutande.
No, be’ sì, insieme alle braghette. Era sudato.
Ma non avete avuto il timore che potesse passare qualcuno?
No, non a quell’ora. E poi non siamo stati là troppo tempo.
Già, perché poi l’avete trascinato nel capanno in mattoni.
La casetta, sì.
E l’avete legato alla trave dove il tetto è sfondato.
No, non subito. Prima.
Prima lo avete violentato.
Sergio, be’, gli ha aperto le chiappe.
Gli ha allargato i glutei con le mani?
Sì signore, e ha detto che aveva un buon odore, là.
Cosa significa aveva un buon odore là?
Che odorava come i campi.
E cos’ha fatto Sergio?
Gli ha tenuto aperto i glutei e gli ha sputato sul buco.
Gli ha sputato sull’ano.
Gli ha sputato sul buco del culo e poi ha detto a Cavalli di metterglielo dentro.
E Cavalli cos’ha fatto?
L’ha fatto.
E poi?
E poi lo ha fatto Sergio ma con un cazzo, pene, con un pene più grosso.
E tu, tu sei rimasto a guardare?
Ho aspettato il mio turno, signore.
Con quell’uomo privo di sensi.
Mugugnava.
E dopo?
Dopo siamo tornati a casa, ognuno a casa sua.
Ma prima l’avete legato.
Sì, lui ce l’ha chiesto.
Come, lui lo ha chiesto, quell’uomo era tramortito!
Non quando ci ha chiesto di legarlo.
Ascoltami bene Manolo, mi hai appena raccontato di avere stuprato un uomo insieme ai tuoi amici e ora mi stai dicendo che questo si è ripreso e vi ha chiesto di legarlo?
È così. Ce lo ha chiesto e noi lo abbiamo legato alla trave con la corda. Era in piedi quando gli abbiamo legato le caviglie e i polsi in alto sopra alla testa.
E dopo?
Ci ha chiesto di tornare. Siamo tornati alla casetta dopo cena. C’era ancora chiaro. Cavalli gli aveva portato un triangolo di frittata e una bottiglietta di Fanta.
E avete ripreso a torturarlo.
Lo abbiamo punito con le asticelle di una cassetta di frutta. Non fanno tanto male, lasciano solo dei segni rettangolari e rossi.
Punito di cosa?
Non saprei, signore. È stato lui a chiederci di punirlo. Così abbiamo rotto la cassetta e abbiamo iniziato a bastonarlo, così, per gioco.
Poi cos’è successo?
Si è fatto buio e abbiamo acceso la torcia a pile e l’abbiamo guardato.
E l’avete nuovamente sodomizzato.
Non saprei.
Non saprei cosa, l’avete nuovamente violentato.
Sergio. Sergio aveva voglia e lo ha inculato anche dopo cena. Io no e neanche Cavalli.
La bottiglietta della bibita era sporca di feci.
Che schifo, sì. Stavamo andando e lui ci ha chiesto di infilargliela.
Chi l’ha fatto?
Sono stato io, signore. È entrata senza fatica perché Sergio gli era stato dentro fino a poco prima sputandosi in continuazione sul cazzo, sul pene.
E cos’è successo?
Nulla. L’ha risputata subito ed è caduta a terra con tutta quella merda.
E voi?
Abbiamo riso, poi c’era troppa puzza e ce ne siamo andati lasciandolo là.
E l’uomo?
Ci ha detto di tornare anche il giorno dopo.
Invece quella mattina alle cinque l’hanno trovato i cacciatori, legato e sanguinante. E la moglie del fattore che vive là poco distante ha detto di avervi visti da quelle parti più volte durante il giorno e la sera. Pensava vi nascondeste dentro al capanno a fumare.
No, non fumiamo, signore.
Quella donna ha raccontato che vi vedono spesso là e che la gente ha paura di voi. I Ragazzi Silvestri, vi chiamano.
Perché viviamo tra l’erba e le piante tra l’argine e il torrente. Abbiamo quell’odore. Siamo bambini, che altro?
Qualcos’altro.
Cosa intende signore?
Quell’uomo, quello che avete stuprato, massacrato di botte e lasciato appeso là come un maiale, è sordomuto.

Alex Ezra Fornari

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