Operazione 20/C post 3 #6: La colpa di Marco e l’herpes di Kimberly

Operazione Cadillac 20C/post 3 (qua tutto, qua i racconti, copertina di Antonio Ufarte): 丨ㄥ 爪丨Ꮆㄥ丨ㄖ尺 丂匚尺丨ㄒㄒㄖ尺乇 匚ㄖ爪丨匚ㄖ 丨ㄒ卂ㄥ丨卂几ㄖ®La colpa di Marco e l’herpes di Kimberly. Seguiranno comunicazioni.

Marco smuove la terra sotto ai suoi piedi, scava nervosamente, dev’essere lì, da qualche parte. Il temporale di stanotte non ci voleva, ha rimosso tutti i suoi punti di riferimento. La bufera ha sconvolto il suo precario equilibrio, è stata un sommovimento sentimentale ed emotivo, prima che atmosferico. Essere metereopatici significa essere estremamente sensibili, empatici. Significa dipendere dal caso delle intemperie, in balia delle onde, significa comprendere i nostri avi, le loro superstizioni, le loro danze per compiacere gli dei, i loro termini, gioviale e lunatico, significa in poche parole non far parte di questo tempo che ha rimosso l’assoluto e il trascendente.

Con le mani sporche di fanghiglia e mota, sudato, le gambe scoperte, tagliuzzate da rami e rovi, si sente – non sa come dirlo meglio – una bestia viva. Si sente retorico e demodé solo a pensarlo, ma è retorica la sua sensazione, evidentemente, si percepisce come essere in comunione con la natura.
Ora non conta più il suo terribile segreto da disseppellire, da spostare e nascondere ciclicamente. Che venga pure fuori, non si cura più dello scandalo mondano.
Non verrà espulso dal consesso civile per la sua colpa, non verrà esiliato e bandito per la sua natura. No, se ne andrà di sua spontanea volontà, scomparirà, evaporerà come questa pozzanghera melmosa, il suo rancore e la sua paura si seccheranno con le prime luci dell’alba, qualcuno ci camminerà su, incurante di ciò che è stato, e le spaccherà, tra quelle crepe, il suo dolore troverà una scappatoia, una feritoia, per innalzarsi e tornare a casa.

Nessuna spiegazione, nessun chiarimento, nessuna difesa, soprattutto! Chiede forse scusa la Beaucarnea se, fiorendo, spazza via chi le è d’intralcio? Chiede forse permesso la bufera? Perché gli uomini, allora, si esibiscono in questo macabro e artaudiano spettacolo per vouyer, chiamato autodafè? Non è vero che l’uomo deve rispondere solo a se stesso e alla sua “coscienza”. L’uomo non deve risposte o scuse a nessuno. Soddisfare le sue voglie, assecondare i suoi istinti, questo fa un essere vivente.
E allora che senso ha dimenarsi? Perché affannarsi e ansimare quando si può semplicemente abbandonare ciò che ci angustia e imprigiona? Un’ondata umana o naturale riporterà fuori il suo segreto prima o poi, inutile questa ciclica riesumazione-occultamento.

Marco rivede il volto di Kimberly. Quell’herpes purulento è l’unica cosa che ravviva il suo viso smorto; l’unica cosa che resiste e che pulsa in lei, ora. Staccherò con cura le crosticine del tuo herpes, amata Kim, e le seppellirò, un canto per ogni crosta, una lacrima su ogni goccia di sangue rappreso, Kim, amata Kim, solo ora mi rendo conto di essere stato parte del tuo herpes. I contorni frastagliati, le sfumature, le irregolarità, la strada dissestata su cui abbiamo mille volete inciampato. La divinazione del tuo herpes – che ora non è più tuo, è cosa a sé, fossile, martire e testimone del nostro amore – mi permette di prevedere il passato. Che tortura vedere il nostro passato senza poter intervenire. Perché quest’ucronica agonia, sorella mia? Le mie lacrime saranno balsamo alchemico, amore. Seppellendolo, seppellisco noi stessi, quello che siamo stati. Ma devo fare in fretta, mi stanno cercando. La pioggia di stanotte, poi, non ci voleva proprio.

Qua tutti i racconti dell’operazione 20C/post 3

丨ㄥ 爪丨Ꮆㄥ丨ㄖ尺 丂匚尺丨ㄒㄒㄖ尺乇 匚ㄖ爪丨匚ㄖ 丨ㄒ卂ㄥ丨卂几ㄖ®

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