Scelti da voi #5: Oh, say can you see!

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“Fenomeni” scelti da voi: vantarsi di non avere mai pubblicato su L’Indiscreto

Se avevamo bisogno, e non ne avevamo, di una prova per decretare patetico fake “l’autore” del giorno eccola qua: Gregorio Baciarotti, presente su Facebook dove è amico di Alfredo Laurenzi (il “doc” fake più sgamato di Macerata e dintorni). Il 4 novembre scorso, all’atto dell’iscrizione al fu concorso per fake brutti, il nostro amico, che si vanta di non aver mai pubblicato su l’Indiscreto e di essere uno “scugnizzo con la penna facile e il cazzo di 33 cm” (deve essere una gara a chi si umilia di più) ci supplicava di pubblicarlo con uno pseudonimo che dire clownesco è poco: Modestino Cedolo. Ne seguì una discussione infuocata (agevoliamo screenshot qua, qua, qua) che ci torna utile evocare per ribadire l’ovvio, ovvero che in casa Verde, dove vi trovate ogni qualvolta ci leggete e ci inviate i vostri inutili sgorbi, le regole le facciamo noi. È abbastanza chiaro, Modestino?
Oh, say can you see! non lo abbiamo letto e non lo leggeremo certo adesso, sappiamo soltanto rispondere alla domanda finale del racconto: No, è idiozia. La notizia, peraltro pessima, è che questo spazio del mercoledì notte proseguirà finché là fuori ci sarà un coglione (di solito sono uomini) disposto a tutto pur di pubblicare. E indovinate un po’? Là fuori è pieno. E sono tutti Scelti da voi.
Da venerdì saremo impegnatissimi a Firenze. Qua programma, qua un gustosissimo e utile alla causa video (siate longanimi e generosi con la causa). Stasera invece, ma quando voi ci leggerete sarà troppo tardi, saremo qua. Ciao!

Appena finito il suo discorso, il neoeletto presidente degli Stati Uniti scese dal palco e scomparve seguito dalla scorta.
«Che fatica» disse Trump, «chissà come si dorme nel letto della White House»…
Poi si fermò un attimo a guardare il fondoschiena di una stagista che raccoglieva una penna e come illuminato fece:
«Ma io men resto in Tower!»
«Presidente» disse il suo collaboratore Jack, «c’è la Clinton al telefono, vorrebbe vederla per stringerle la mano e farle i complimenti».
«Dille di venire fra mezz’ora nel mio ufficio».

Poco dopo Donald era seduto nella sua scrivania ancora incredulo e stremato. Jack entrò ridendo sotto i baffi:
«È qui» disse.
«Fatela entrare» fece Trump, «e quanto a voi» disse rivolto ai bodyguards, «potete pure togliervi dai coglioni».
Hillary entrò e le guardie del corpo uscirono. I due rivali erano finalmente soli.
«Presidente lei è un bastardo» gli fece Hillary con irriverenza, «sei stato scorretto».
«Ti credevi già presidentessa. Non è vero, puttana?»
«Già, ma dopotutto w l’America».
«Già» disse il presidente, «W l’America. Nonostante tu sia una gran troia ammiro la tua tenacia».
«E io la tua virilità». La donna così dicendo porse la mano all’uomo in segno di fratellanza.

Trump guardò la mano, indugiò qualche secondo indeciso se stringerla o meno, poi la afferrò con forza e se la spinse contro i pantaloni facendo sentire alla donna la sua eccitazione.

«Che fai?» disse lei cercando di liberarsi dalla presa del Presidente.
«Ti faccio sentire un vero americano».
«Fermo! Fermo!» urlò.
Trump con l’altra mano le tappò la bocca e poi con un colpo netto le strappò via la gonna del tailleur.
«Tutto apposto Presidente?» chiese un agente dietro la porta.
«Sì tutto bene» ansimò lui, «non preoccupatevi e non entrate qualsiasi cosa succeda» poi prese la donna e la scaraventò sulla scrivania schiacciandole la faccia contro il legno. La donna aveva un culo secco e sodo dovuto agli interventi di chirurgia plastica, Trump le strappo letteralmente via le mutande di dosso.
«E adesso» disse, «sarai la prima donna ad aver preso ben due cazzi presidenziali».

Hillary era eccitata come non mai, era così bagnata che il deumidificatore automatico (frutto di studi e studi della CIA) era partito seccando l’aria e le sue cosce.

«Da quant’è che mi volevi? Te lo leggevo negli occhi, già durante i confronti televisivi pensavi solo a scoparmi».
«Zitta puttana. Bill te lo ha mai messo lì?»
«Non oserai!» fece lei.
«Oh ma io sono il presidente degli USA» sussurrò e poi si sputò sulla mano aperta per poi lubrificarle il buchino stretto della donna. Hillary gemeva a denti stretti, voleva urlare ma non poteva dare scandalo, Trump nel frattempo si era denudato e stava con la sua verga dura posata appena sulla donna. Ma incularla non gli sarebbe bastato, la voleva umiliare, allora le mise un piede in faccia schiacciandola ancora di più contro il legno, poi inarcò il bacino per metterglielo dentro.

«Che dici, questo è maschilismo?»

Modestino Cedolo

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