Scelti da voi #2: Cazzimbocchio creativo

cazzimbocchio

Racconto talmente brutto che perfino l’autore ci aveva ripensato. Ma Scelti da voi non è un pranzo di gala, benedetti ragazzi, tuttalpiù è un aperitivo analcolico dei coglioni

Racconti di mezzanotte sulla scia dello storico ciclo notturno di Radio Tre Rai? No, benedetti ragazzi, racconti brutti e fake che è meglio non pubblicare di giorno, perché sono stati scritti per non essere pubblicati, e che Verde pubblica in quanto Scelti da voi. E voi, chi? si chiederà ingenuamente quello. Il nostro pubblico di merda.
La settimana scorsa l’untrice Giada Pamplona ha varato la nuova rubrica estiva che ahinoi, ma non voi, andrà avanti per tutto settembre. Cazzimbocchio allo Spiedo (SIC) è il peggior fake nickname che la storia ricorda e ha “scritto” un “racconto” veramente brutto. Peraltro è ormai un personaggio nel gruppo Facebook non ufficiale di Verde, e un giorno lo ricorderemo per tre motivi: 1) I gufi non sono quello che sembrano (per lo Sherlock Holmes dei coglioni che avrà appena deciso di aver scoperto l’identita fake perché written in the name – no ragazzi, non è così che funziona); 2) il fenomeno non si sforzò nemmeno di inviarci il racconto in file .doc (o .odt come la maggior parte di voi altri analfabeti in quanto incapaci di leggere le puntuali istruzioni continua a fare), ma riversò il quark di parole creative direttamente nel corpo lettera; 3) è stato l’unico tra gli aspiranti fake brutti a chiedere di ritirarsi dal concorso (inutilmente, perché scripta manent, Bierde es Bierde e qua non si scherza per un cazzo, benedetti ragazzi).
Cazzimbocchio creativo. È abbastanza chiaro? E no, non è uno scherzo (purtroppo).
Per fortuna venerdì tornerà il Caldo. Temperature previste: attorno ai “Quaranta” (chi ha capito ha capito). 

Va a finire male [anticipazione tensiva].
Un giorno mi ritrovai anch’io per quella famosa selva oscura, e non sapete che cazzo di paura.
Ferma tutto. Una rima può bastare. Lo potrei scrivere, un poema in rima; lo saprei scrivere, addirittura. Potrei dire, per esempio, che mi predisposi – come da istruzioni – a lasciare ogni speranza, ma cotanta pesantezza vi resterebbe ‘nchiummata sulla panza.
Ferma, ferma! Scommetto che avete pensato, fosse anche solo per un’inconscia frazione di secondo, all’effervescente Ernesto, il cinghiale di Brioschi. Magari invece avete pensato al cinghiale di Meacci. Macché. Meacci sa cosa significa scrivere, indie-per-cui nessuno sa cosa volesse significare il suo romanzo. Vabbè, mi abbasso a suggerire: parlavano. Al resto – animo! – potete arrivarci anche voi. E arrivateci da soli, Cristo mio!
Io intanto sono arrivato davanti ai cancelli della fin troppo nota selva oscura. Al di là, c’è l’aldilà. Così dice costui. Ma perché poi, mi rispondo io, Dante vuol lasciare la speranza fuori dall’Inferno? Fosse stato un dannato vero, se la sarebbe portata appresso. Vabbè che era il Medioevo, a quei tempi, ma, anche se non era ancora arrivata la Rivoluzione industriale a togliergli dio, c’erano di certo già arrivati, loro, a intuire che – come sarebbe poi stato artificialmente provato – pace è rassegnazione.
E comunque, Dante Licheni, oggi, chi cazzo è?

 

Cazzimbocchio Allo Spiedo

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