La Letteratura Pazzesca in Italia (Nuova Edizione 2018)

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La Letteratura Pazzesca in Italia, Nuova Edizione 2018

Fervono i preparativi finali per Scenicchia una sega #1 (PRATICAMENTE UN FESTIVAL), l’evento choccante dell’anno organizzato da Crapula Club e Verde con cui questa sera daremo la stura definitiva alla millenaria rivalità Firenze-resto del mondo, cancelleremo la S-WORD dal vocabolario della neolitweb post-millennials e vareremo il NOVO PAZZESCO ROMANO. Cosa succederà tra poche ore è presto detto: alle 20:30 presenteremo l’antologia Anatomè (Ensemble Edizioni 2018) insieme al curatore Andrea Zandomeneghi, all’autrice Erika Nannini e agli autori Luca Mignola e Alfredo Zucchi; dalle 22 letture ad alta voce con microfono aperto (massimo 10 minuti, un testo tuo meglio se inedito e uno altrui meglio se non di tuo cugino poeta EAP) e poi: LO SCENICCHIOMETRO, il pazzesco concorso a premi con in palio ai primi tre classificati volumi di prestigio riconducibili al milieu della scenicchia; l’elezione di MISTER SCENICCHIA (in lizza: Simone Lisi, Dario De Cristofaro, Francesco D’Isa); i pazzeschi DJ set di DJ PAZZESCO e DJ KANT’OX.
Ma il momento topico della serata sarà il debutto dell’incredibile numero cartaceo confezionato in inter-redazione Crapula/Verde con l’apporto esclusivo di Alessio Mosca. La pubblicazione contiene un editoriale firmato dal Commissario Pierluca D’Antuono e da Herr Alfredo Zucchi, una lista incompleta e mobile della Letteratura Pazzesca in Italia (Nuova Edizione 2018), un racconto inedito di Simone Lisi e l’anteprima memetica del numero 1 di Rivista Pazzesca.
Vi aspettiamo dalle 20:30 allo Sparwasser, in Via del Pigneto 215 a Roma. Ingresso gratuito con tessera Arci.

A volte la differenza tra la vita e la morte è quasi impercettibile – un momento sei là, proprio sulla cresta, hai raggiunto il punto più alto in cui potevi arrivare da solo e non lo sai, ti giri ed è finita. C’è un fermento tale intorno alle riviste della litweb da un anno che è difficile dire chi sogna e chi è sognato, chi crede di essere ancora vivo e chi invece fa il morto e poi gli entra l’acqua nel naso.
Negli ultimi mesi ho pensato spesso che Crapula fosse già morta senza che me ne accorgessi, che, arrivati dove volevamo arrivare, la spinta si fosse estinta – o che se invece era ancora viva, la sua intenzione e la sua prospettiva girassero ormai a vuoto. C’è un momento cruciale in ogni processo in cui l’inerzia diventa arbitro di tutte le forze in gioco – mi sono sempre detto: Crapula deve finire prima di arrivare lì. Il fatto è che questo momento è ancora distante. Ci sono forze sotterranee che hanno preso a circolare in mezzo alla caciara degli operatori culturali che cominciavano a guardare alle riviste come agenti autorevoli di questo inframondo di morti di fame che è l’editoria italiana – aggirando la caciara da sotto, queste forze hanno spinto per unire soggetti e agenti diversi eppure affini. Il momento in cui l’inerzia s’impossessa del gioco non è ancora arrivato poiché si è aperta la prospettiva della sinergia e della collaborazione organica tra riviste.

Qualcosa sta accadendo nei nostri intorni, qualcosa ha avuto luogo oltre il luogo dei nostri spazi, nei giorni in cui mettevamo in scena la morte di Verde e rovesciavamo un vecchio adagio fiorentino che vuole la punta più alta di una rivista nel momento della sua fine.
Ma questa fine, irriducibile in filigrana, è il nostro nuovo inizio.
Abbiamo vissuto la sensazione, pazzesca, di non esserci mai sentiti più vivi che da morti.
Abbiamo chiamato questo vitalismo nevrotico, altro da una verde resurrezione di speranza, «Nuova Edizione»: non la previsione di una agenzia letteraria unificata, Khepri ce ne scampi, ma la laminazione di una corrente ingrossata da estuari diversi, eppure così vicini, che scendono la stessa foce.
Quella foce è l’8 dicembre 2018.
Il Novo Pazzesco Romano.

“Negli anni che precedettero l’inverno, gli angoli della stanza videro le nostre ombre diventare più tenui. Dall’alto, tra le linee incrociate delle piastrelle, i Grandi ci guardavano accamparci tra le briciole di pane, tra i gomitoli di polvere e di fibre generiche. Uscimmo dai muri, nella profondità del pomeriggio. Nella trama del tempo conquistammo il corridoio.” (GB)

La Letteratura Pazzesca in Italia (Nuova Edizione 2018)
Nota degli autori: Questa lista incompleta e mobile, stesa dalla redazione di Crapula Club e dalla redazione di Verde con la collaborazione di Alessio Mosca, è la Nuova Edizione di una enciclopedia abbreviata della Letteratura Pazzesca in Italia, compilata per descrivere una tendenza che non racchiude un genere ma esiste, trova spazio e segna anche con il sangue tante vicende pazzesche del Novecento italiano e dei primi anni Venti del nuovo millennio.
In memoria di Luca “Carabiniere” Marinelli, fraterno nemico e talvolta leale avversario del Novo Pazzesco Romano.

Crapula Club: Il 26 dicembre 1991 il poeta e dissidente antisovietico Josif Michail Vardiashvili si tolse la vita all’indomani della pubblicazione di Эвридика 80, plaquette di bunjee jumpee orfico che si apriva con i celebri versi “Crapula Club/Miedo a la sbeurra”. Ventisette anni dopo la redazione del “litblog più amato da chi fa rivista” (Massimiliano Parente, 2018) opera in uno stabile sequestrato alla camorra nel centro storico di Caianello, in provincia di Caserta, dove Alfredo Zucchi, Luca Mignola, Sara Mazzini e Antonio Guru De Vivo tengono corsi di scrittura realvisceralista e poesia post-estrema a tossicodipendenti ludopatici, prostitute del basso Lazio, ambigui ex poliziotti imparruccati e, tra gli altri, Marcello Dell’Utri e Zdeněk Zeman. Dopo le accuse di neofascismo e revanscismo, la «Congiura Sacra» (2018) e la marcia sull’ultima edizione di Firenzerivista (settembre 2019), il gruppo confluì insieme a Verde in «Nuova Edizione», rivista ufficiale del «Novo Pazzesco Romano».

Verde: (Roma, 2012) “Faro della Litweb” (Luzzo-Luccone, trollip.blogspot.com, 2017). Fallito il tentativo di putsch cartaceo, la rivista percorre l’arco tipico delle icone della società dello spettacolo: dall’anonimato alla gloria alla caduta. Fonda, con Crapula, la «Congiura Sacra» (Nuova Edizione) nel 2018 – poi abiurata e tradita in seguito al duello al primo sangue Quaranta-Mignola (2025, arbitri: Frau – ferito – e Russo De Vivo – morto). Sulla tomba (vuota) di uno dei Commissari di Verde è scritto: “Ready-made, everlasting”.

 

 

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