A colpo sicuro #6: Cometa

Cometa magini pink lodge

Gregorio Magini, Cometa (Pink Lodge 2018)

Cari disagiati della classe neolitweb post millenials non sovranista italiana, come state? Vi immaginiamo rientrati dalle fericchie a buon mercato in Grecia nei vostri ufficicchi stanzette sprofondati nelle scrivanicchie Besta nere alla destra dei letticchi Boris bianchi scrollare Facebook alla ricerca di nostre nuove e che ci trovate invece? Nuova fase nuovo schifo. Noi abbiamo passato una settimana pazzesca: i nostri guai sono cominciati lunedì scorso, con la recensione dell’amico Massimiliano Parente e una serie di post controversi apparsi sulla nostra pagina Facebook (qui tutti). Risultato? Abbiamo perso 37 lettori e siamo terrorizzati dalla prospettiva di perderne ancora.
L’istinto ci suggerisce di chiudere tutto e rifarci una vita fuori dalle scenicchie ingrate, la ragione ci suggerisce di tornare a fare rivista, perché “finché ci sarà qualcuno odiato, sconosciuto, ignorato, nella vita ci sarà qualcosa da fare: avvicinare costui”.
È il motivo per cui il nostro ex redattore e non più amico né DJ Luca Marinelli ha scelto di inserire negli A colpo sicuro di Verde l’ottimo esordio di Gregorio Greg Magini, già miglior raccontista e memer d’Italia. Cometa, il libro del momento, ha diviso il pubblico come poche altre opere hanno saputo fare in precedenza: per alcuni è “oggetto tanto difficile da incasellare quanto da contenere mentalmente”, per altri è “il libro più assurdo che abbia mai letto … a tratti apocalittico a tratti Lo Sgargabonzi”. Noi non l’abbiamo letto, ma d’altra parte “Farsi amare per pietà, quando l’amore nasce solo dall’ammirazione, è un’idea molto degna di pietà”.
Non siete d’accordo? Ce ne fottiamo: “🎶🎶🎶🎶 La mia crew è un cruciverba senza verticale/Verde Rivista ti manda orizzontale 🎶🎶🎶🎶.”
La copertina è della Pink Lodge. Lunedì prossimo ospiteremo il Commando Interpolazioni. Ciao, non fate troppi pettegolezzi, va bene?

Ho deciso di parlare di Cometa di Magini il giorno in cui ho scoperto due cose: che Biasella abita in una bifamigliare poco distante da casa mia e che da un po’ di tempo, circa da quando è uscito Cometa, gira con un Range Rover Sport da ottantamila euro all-optionals come un boss canadese della forestale o il classico mandriano arricchito dei films, e ovviamente il Range Rover gliel’ha regalato Magini per farsi pubblicare il libro, e allora mi sembra il caso di parlarne, soprattutto perché così, lo spero vivamente, Biasella la smetterà DI METTERE QUELLA MUSICA METAL DIMMERDA LA MATTINA QUANDO LA GENTE DORME IO TI ROVINO LA FACCIA HAI CAPITO? TI RIDUCO COME UN VENDITORE DI BARZELLETTE, e si farà della sana luce sulle scorrettezze del mondo dell’editoria che conta.

Gregorio Magini ha scritto un libro con tante palle rosa in copertina tutte vicine vicine che ha un’estetica un pochino alla I’m blue degli Eiffel65, parlo del video con gli alienietti blu fatti al computer, e questo libro infatti non a caso si chiama Cometa, che è come dire ci starebbe una Cometa che attraversa la sua rotta nel vuoto cosmico e canta quella canzone, grande peraltro dichiarazione autoriale: sentite, vi parlo dagli anni Novanta figli di puttana, e lo faccio con l’estetica più saccodimmerda che in quegli anni sia stata partorita.

Ad oggi non è ancora a molti chiaro come, comunque, Neo Editore continui a fare bei piazzamenti allo Strega e contemporaneamente a partorire copertine talmente di merda, biasellatirovinosenonabbassiquellacazzodimusicapezzodimerda, vi giuro che per colpa loro una parte della mia libreria è tutta girata al contrario, infatti quando decido di leggere un libro di Neo di solito lo prendo a caso per le pagine interne, lo apro subito e mi piazzo contro il muro, in modo anche che mia mamma non passi con l’aspirapolvere e posi casualmente lo sguardo sulla copertina, l’ultima volta eravamo in cucina e dopo essersi girata ha vomitato nel Bimby, mi pare che fosse con XXI secolo e credo pensasse stessi leggendo l’ennesimo di McCarthy, quindi se avete un Bimby evitate di comprare libri Neo Edizioni, con la velocità del tritatutto a 5 vi garantisco che non è andata a finire bene. Ve lo spiego io, comunque, com’è possibile: la sorella di un amico di Biasella va dallo stesso parrucchiere della mamma di Petrocchi e quella volpe leggendaria ogni volta la va a trovare fingendo di essere interessato alle sue storie e le spreme come un grasso brufolone qualsiasi informazione sulle preferenze floreali sessuali e culinarie della signora Petrocchi, io credo che lui miri a diventare il nuovo patrigno del coordinatore della Fondazione Bellonci. D’altronde mi è arrivata voce che quel fisico pompato da portatore di pietre è tutta apparenza per colmare il problema dell’anguilla all’ingiù, e allora ci sta che si prenda una a cui bastano un po’ di coccole.

Comunque, stavamo parlando del libro: Cometa è chiaramente uno di quei libri che se avessi letto avrei sicuramente detto che è il figlio menomato della vanità del classico informatico arricchito sulle spalle della povera gente che spende soldi, tanto ne ha a palate, perché si vuole dare arie da artista, allora mette giù a cazzo un po’ di pippe mentali sulla sua adolescenza disagiata passata davanti allo schermo, perché tanto ormai ha capito che tutti i soldi che ha inculato con la sua “nuova magia oscura” alla povera gente non lo rendono felice ma solo infame oltre che brutto fuori, e non si preoccupa di capire se quel materiale possa interessare a qualcuno ma, conscio delle leggi del mondo che ha studiato interpretando male ma non malissimo per gli esami ridicoli di fisica che si fanno all’università del computer, sa che troverà un Angelo Biasella disposto a chiudere un occhio in cambio di una macchina con sei ridotte e blocco del differenziale e tettuccio mobile nuova fiammante da usare per fare colpo su una vecchia che lo porterà a raggiungere quella gloria che sola può compensare delle carenze al livello erettile, biasellatelogiuropossofaremoltodipeggiospegniquellacazzodimusica, e così sono tutti maschi e contenti che al mercato mio padre comprò.

Come faccio a dirlo con certezza? Ma basta leggere la bio di Magini, per capirlo non serve spizzare le prime righe del romanzo, cosa che ho fatto tra l’altro su invito dell’amico Zandomeneghi ma che non ricordo affatto bene, quindi dovevano fare davvero schifo, perché Cometa è una marchetta, è il passaggio periodico del nepotismo spinto anche nel nostro, non immacolato ma certo orgoglioso, mondo dell’editoria. Quindi: non leggetelo. Ah, Biasella, volevo dirti che ho visto che il tuo gatto gira sempre nel mio giardino, lo so quanto ci tieni; stai molto attento.

Gregorio Magini, Cometa, Neo Edizioni 2018, 243 pp, 12 euro e 75 qui

Luca Marinelli

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