Che cosa sta succedendo – Sulla fine #17: Guacamole коммюнике #2

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Esemplare di meme di quarta generazione che – urbi et orbi – ha rotto il cazzo

Da un mese su Verde si dibatte sul futuro della nostra rivista (chiudere o continuare a fare rivista? Votate qui) e più in generale sullo stato del racconto in Italia, sulla editoria indipendente nazionale, sulla scenicchia toscana e sulle possibilità di una scenicchia toscana non toscana (qui tutti i contributi). Andava tutto bene finché non sono arrivati fascisti e memer. Non parliamo di Felici (non parliamo mai di Felici), ma della terza e quarta generazione di replicatori seriali che pure hanno egemonizzato il dibattito (qui, qui). Che cosa succede quando fascisti e memer addirittura di quinta generazione si incontrano? Viene fuori la sedicente “Redazione Ombra Guacamole“, che ha ben pensato di inviarci un secondo comunicato (non bastava il primo). Lo pubblichiamo soltanto perché ormai è chiaro che le cose hanno preso un’altra piega, il dibattito si è esaurito e aspettiamo sfiniti il 30 aprile, data in cui scopriremo se Verde avrà un futuro e se finalmente Pierluca D’Antuono interverrà pubblicamente (lo aspettiamo al varco).

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AA—-H

Buongiorno a tutti, passato una buona settimana? Male.

Salutiamo il Commissario di Verde Rivista, P. D’Antuono. Come ogni figura paterna che si rispetti minacciava di eclissarsi ogni volta che usciva a comprare le sigarette. Scompariva per giorni, non leggeva i racconti, prendeva decisioni in autonomia facendo valere la sua autorità (citiamo come esempio dai verbali delle riunioni di redazione l’applicazione del “doppio voto carpiato”), brontolava sullo stato delle cose. Infine, poco prima del tentato putsch, guardava Verde Rivista come una moglie che lo annoia.

La tanto bistrattata polemichetta, fiorita come una primavera precoce nei raggrinziti post del gruppo segreto, checché ne dicano i detrattori così attaccati allo status quo, ha riportato il fulgore negli occhi del Commissario, la luce della prima cotta, la passione che dal cuore sale fino alla bocca e le fa urlare “Rivoluzione!”, ma anche cose come “Forza Viola”, “Derivativi dei miei stivali!” e altre amenità.
Il sangue che torna a circolare. E a scorrere.

Ma veniamo al business, brutti bad boys che non siete altro.

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POLEMICHETTA IS SWAYING

Con la presente:

Dichiariamo conclusa la fase uno della rivoluzione di Verde Rivista. Basta divisioni. Si apre l’era dell’unità dietro il Simbolo.

Dichiariamo inutile, mendace e giurassico ogni ragionamento fondato sulla dicotomia rivista/lit-web: i lettori scarseggiano, non confondiamoli. Diamo loro una sola direzione in cui guardare: la qualità. E subito sotto: marchette. Marchette a non finire.

Dichiariamo infelice, ma giusto, l’allontanamento di n.1 membro, QUARANTA, per tradimento soft dei principi della Rivista in seguito a racconto pubblicato altrove senza approvazione della redazione tutta. Guacamole si dichiara contro qualsiasi ramoscello d’ulivo porto nei suoi confronti. La scelta di andarsene non spettava al disgraziato, bensì al cadere del terzo strike (ammonimento del Commissario).

Ci complimentiamo con A. Frau che posa le armi dopo il tentato golpe, ammette la sconfitta, ma non rigetta i suoi argomenti, anzi, li veste di nuovo vigore e ottiene significative vittorie nelle sedi preposte. Proponiamo umilmente la carica di лейтенант.

Invitiamo l’esule Luca Carelli a una più attiva collaborazione con la redazione tutta anche se non scrive più racconti, crediamo nel valore delle seconde possibilità, anche nelle terze.

Identifichiamo nelle figure di Marinelli L. (ancora non ci è chiaro se sia un carabiniere o meno) e di Felici S. gli elementi chiave collanti del nuovo panorama delle riviste indipendenti, il primo lo yang, il secondo lo yin, complementari e bellissimi (con le dovute riserve), Marinelli con la sua bravura sregolata e la pazienza di tessere trame tra redazioni e iniziative, Felici con… “qualsiasi cosa sia che fa Felici”. Disgelare i rapporti, invitarli a cena, ubriacarli di gloria, selfie di coppia per dossier.

Auguriamo buona fortuna ai compagni P. Gamerro e V. Motta per l’apertura delle filiali della Rivista, rispettivamente a Zurigo e a Miami.

Riteniamo pressoché incomprensibile ogni qualsivoglia intervento del compare Zandomeneghi.

Dichiariamo guerra bastarda senza quartiere, fine e rispetto a chiunque si opponga alle manovre di tregua all’interno di Verde Rivista.

Alleghiamo in mail, per dimostrare la nostra buona fede, la foto di un gattino (NDR non allegata).

Vi aspettiamo presto in Toscana. Baci a occhi ben aperti.

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D’Antuono’s brooom brooom shoots Er Felici

Redazione Ombra Guacamole

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One thought on “Che cosa sta succedendo – Sulla fine #17: Guacamole коммюнике #2

  1. Pingback: Che cosa sta succedendo – Sulla fine #20: er Di Vita e Magini – Il blog di Federico di Vita

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