Che cosa sta succedendo – Sulla fine #12: Alfredo Zucchi

Dopo circa tre anni e quasi venti racconti (e solo uno pubblicato con il titolo di lavorazione), Francesco Quaranta ha lasciato Verde. Da giovedì 12 aprile è entrato a fare parte della redazione di Crapula Club, che ha dichiarato guerra a ciò che resta della nostra rivista in maniera somalizzante, deleuziana#stronzetta. Lasciateci dire che la cosa ci sorprende e non poco. Abbiamo sempre guardato con entusiasmo e affetto a Crapula, uno degli spazi più influenti e vivaci della marginale eppure scena italiana letteraria indipendente non toscana. Abbiamo chiesto allora al loro grande capo Alfredo Zucchi un intervento distensivo e chiarificatore, che questa mattina è stato tempestivamente recapitato sulla scrivania del nostro Commissario.
Prendiamo atto con soddisfazione della disponibilità di Zucchi e lo ringraziamo per avere impreziosito il duro dibattito sulla chiusura di Verde (qui lo trovate tutto). Ai Mignola, ai De Vivo, agli Zandomeneghi e alle Mazzini diamo un consiglio: accettate la nostra proposta di tregua fino al 30 aprile. Lasciate in pace i nostri autori e i nostri redattori, nessuno tocchi Marinelli, stabiliamo le sfere di influenza su Quaranta e torniamo a fare ciò per cui siamo nati, voi litblog, noi rivista. State in campana. Vi conviene.
L’illustrazione è di E/P VI VI VI. Sembra che Felici intanto abbia accolto il nostro invito: una nuova “rivista” è in città? Ah ah ah! Non correte alla finestra ragazzi, il frastuono che sentite è l’eco delle nostre risate. Ah, Felici, Felici! Torna al calcio dilettante, che è meglio.

È bello cominciare dalla fine, così ad esempio:
“E tutto ciò che una comunità può condividere è l’abbandono”.
Voglio dire che è bello abbracciare l’idea della morte senza filtri – lasciar parlare quella voce che dice ad esempio:

“Ora moriamo insieme”.
O ancora:
“Com’è bella, la morte, quando arriva”.

Il punto è che il disfacimento osceno di Verde Rivista – tra i miei luoghi favoriti del web letterario – accade proprio mentre certe questioni private mi spingono a fare di nuovo amicizia con la figura della fine e della morte. La cosa, voglio dire, mi tocca come se fosse un processo che accade dentro di me – e davvero le polemiche con CrapulaClub non c’entrano (al cazzo CrapulaClub: se Omero si dice morì per una scommessa persa con tre pescatori, figuriamoci un De Vivo, uno Zandomeneghi o una Mazzini – Mignola non fa testo).

Per questo mi sento di consegnare alla comunità di Verde un messaggio: che ogni cosa muore ma non tutte le cose si consumano con la stessa intensità; che uno non deve limitarsi a sfiorare il conflitto ma cercare in ogni modo di fare di esso il partner con cui andare a letto.

CONTINUA (qui tutti gli interventi)

Alfredo Zucchi

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