Che cosa sta succedendo – Sulla fine #2: Francesco Quaranta

Il lungo editoriale di ieri ha suscitato comprensibili reazioni di spaesamento e allarme tra chi ci segue. In queste ore collaboratori, lettori e semplici amici ci scrivono per chiedere che cosa sta succedendo e ci invitano a un po’ di chiarezza. Ci sembra l’occasione giusta per dare vita a un dibattito franco e trasparente sui motivi che ci hanno spinto ad annunciare la chiusura di Verde. Il secondo intervento, dopo quello molto critico di Andrea Frau, è di Francesco Quaranta, che porta con sé una prospettiva limpida e costruttiva, seppure severa. Seguiranno contributi degli altri redattori, qui li trovate tutti (illustrazione di E/P VI VI VI).

È da ieri sera che leggo e rileggo questo bellissimo ritorno di S.H. Palmer su Verde, e più lo leggo più provo amarezza per ciò che sta succedendo all’interno della redazione. Colgo l’occasione per fare una cosa che non faccio quasi mai: metto da parte l’ironia e dico due parole sincere.

Ho passato gli ultimi tre giorni a ricevere chiamate e messaggi privati dal “Commissario” Pierluca D’Antuono e dallo “scissionista” Andrea Frau, entrambi presi a contare i propri “seguaci” in caso di nuova testata. Cose già viste, cose già vissute, tutto molto triste. Ho dovuto sentire cose che non mi va di ripetere e mi sono stati proposti nomi, formati, impaginazioni, cartacei e virtuali di sorta. Ho chiesto a loro se intendevamo partire da una base solida di autori e racconti, ma mi sono sentito rispondere che non era importante, l’importante era fare fuori gli elementi indesiderati.

Ora comprendo la decisione di Luca Marinelli di smarcarsi dalle responsabilità di redazione: quello di Verde è un ambiente tossico che ha perso l’amore per la lettura e altro non fa che immischiarsi in diatribe litweb per meri giochi di potere e influenze.
Non credo di poter continuare a fare questo tipo di giochetti. Anche se mi sono scoperto molto capace, lo ammetto con vergogna: ho escluso più racconti io in sei mesi che le redazioni precedenti, solo sulla base di antipatie e inimicizie foraggiate da questo ambiente sporco e malato. Verde doveva essere il colore della luce rassicurante, come nel bellissimo primo Liminal Personae, e invece è solo un Verde marcio.

Non ci sto alla farsa del “conserviamo coraggio e integrità” e non credo sarò presente per qualunque distribuzione di colpe. Le mie le sento addosso e ora ho solo voglia di un buon libro.
Sto meglio a fare i cappucci e a scrivere il romanzo che mi leggerò da solo. Il racconto su blog è morto. L’abbiamo ucciso noi? Non credo, ma di certo non gli abbiamo fatto bene. Chi nega l’evidenza è cieco. Ho sentito parlare di prospettiva di organicità, visione comune, centralismo, ma una domanda non ha mai trovato risposta: perché mettere i bastoni tra le ruote di esperimenti come Gattini o Casual Friday? Forse perché di fatto dirottano l’attenzione e – diciamolo – i likes? Ancora: organicità rispetto a una linea editoriale che coincide con una personalità unica? E allora perché non svilupparne altre parallele e divertenti? Alla fine Verde ha dovuto soffocare anche quelle, nemmeno fossero minacce. Per non parlare di quei progetti uccisi da una certa inerzia ancor prima di nascere.
La vera prospettiva per molti di noi era, lo è ancora, diminuire il bacino di pubblico ma massimizzarne la qualità.

Luca Marinelli ci ha visto lungo ed è tornato su cartaceo con Guida 42. Io mi chiamo fuori per abbandono prima che tutto crolli.

CONTINUA (qui tutti gli interventi)

Francesco Quaranta

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