La dottrina del caos

Serve un passaggio_

Alessia Arti, Serve un passaggio?

La proficua discussione di cui alla precedente è proseguita qui e noi siamo sempre più confusi: rivista o lit blog? L’estate scorsa, quando decidemmo di farci disegnare un bellissimo sito nuovo dove trasmigrare, Il Commissario chiese l’apposizione sotto la testata del monito “Questa non è letteratura”, in sostituzione del vecchio motto, in sei anni (quasi) mai spiegato bene, “protolettere, interpunzioni grafiche e belle speranze” (capito perché non abbiamo trasmigrato? Ma il sito è là fuori, tranquilli, alla deriva nel grande mare dell’Internet ma quasi pronto). Comunque, riviste: Crapula Club, L’inquieto, Stanza 251, Cadillac. Blog: Italians Book it Better (che è incredibile e dovreste ben seguire), In fuga dalla bocciofila (cinema). E chi scrive/appare su tutti questi blog e/o riviste? Flavio Ignelzi? Simone Lisi, che giovedì 15 marzo sarà a Bologna, a La confraternita dell’uva [qui l’evento Fb], a presentare Un’altra cena, il suo primo romanzo edito da Effequ (per il momento non ne abbiamo ancora parlato ma lo faremo presto perché in redazione lo stiamo leggendo tutti). Simone sarà in compagnia di E.P. VI VI VI, ai disegni live, e Vinicio Motta, che illustrerà i punti chiave della Dottrina del caos e ne azionerà la leva per conto della Voidorstest, a meno di sala gremita (ci siamo capiti?). L’illustrazione che vedete quassù è di Alessia Arti. Ciao amici e buon inizio di settimana, se domani sarete a Roma non perdete la terza serata di 8×8, leggerà Giovanna Piazza.

L’universo sta diventando un unico, sterminato campo di giramorte.
La Voidorstest ha già mappato il 99,18% di tutto lo spazio analizzabile, i dati sono pressoché definitivi: dove passa GG, la morte accelera.
Ma le cattive notizie non si fermano qui.
Al termine del nostro ultimo incontro, il mio arcinemico ha trasformato la Voidorstest in una prigione ambulante: posso ancora raggiungere ogni angolo dell’universo alla velocità che preferisco, tuttavia posso farlo esclusivamente standomene confinato tra le paratie asettiche della mia astronave – sono vittima di una paralisi extracorporea.
Non sapevo, né mi aspettavo che GG fosse in grado di evocare simili malefici – la storia non ne fa cenno, nemmeno i racconti dei miei predecessori… Il male non finisce mai di stupirmi.

Atterro su un asteroide carbonaceo sulla cui superficie priva di vita, inaspettatamente, spunta un giramorte – finora ho visto questo fiore attecchire soltanto dove c’era della biologia da spolpare.
La Voidorstest non ha rilevato singolarità: quel giramorte, a quanto pare, è del tutto normale.
Non sono convinto…
Se solo potessi sbarcare ed effettuare personalmente altri test!
Dovrò convivere con il dubbio.
Oppure no?

Prima che si congedasse definitivamente, il mio mentore, dopo avermi passato il suo frisbee, mi parlò distrattamente della Leva del Caos, uno strumento della Voidorstest altamente instabile, ma capace di risolvere, se si è fortunati, problemi altrimenti impossibili per la tecnologia ordinaria.
La mia prigionia, vista la sua impermeabilità alla scienza ortodossa, ha tutte le caratteristiche di un vicolo cieco: il banco di prova perfetto per la logica fuzzy della Leva del Caos, no?
Aziono la leva e abbandono ogni legame con la logica classica.
Addio, Aristotele. Addio, George Boole.
Inizio a scivolare in una realtà ambigua, imprecisa, non esattamente definita, un luogo in cui la verità non è né zero né uno, ma qualcosa che sta nel mezzo…

La Voidorstest ha preso il posto di tutti i miei organi interni.
Sono una macchina morbida migliore, felicemente postumana: tra le altre cose, per esempio, posso muovermi nel vuoto siderale senza indossare lo scafandro.
Mi trovo già sulla superficie dell’asteroide, a una manciata di passi dal giramorte misterioso.
Ho un principio di mancamento, ma fortunatamente il mio nuovo organismo cibernetico mi rimette subito in sesto, respingendo, così, l’attacco del fiore.
Nonostante la vittoria, però, mi sento a disagio, spezzato. La mia missione, sradicare GG e il suo allevamento di giramorte, d’un tratto non mi sembra importante…
Che cosa mi sta succedendo?
Sarei dovuto sbarcare imperfetto e vulnerabile, completamente umano, così da morire libero, con lo spirito inviolato…

Afferro il giramorte e mi ritrovo ai piedi di un palcoscenico deserto.
Intorno, una distesa di bicchieri unti.
Sulla scena, improvvisamente, irrompe GG, seminudo e insanguinato come sempre.
«Affidarsi al caos» mi dice, «non è da te… Non è da voi. Sono sorpreso, ma felice, era ora che voialtri abbracciaste il mio credo: la libertà non ha senso, se accorcia la vita, così come la morte non è vera morte se è eterna, se proietta la carne oltre il tempo. Dove tu vedi uno spirito violato, io vedo uno spirito glorificato… nel mio nome!»

Sono sulla Voidorstest. Sono tornato umano, posso di nuovo accarezzare la mia finitezza.
Sospiro, dopodiché ricomincio la mappatura dell’universo: 99,19%, 99,20%, 99,21%…

Vinicio Motta

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